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Visto da me: Lazio-Napoli 1-2

Sottoscritto da: Er Matador Data: Martedì 21 Agosto 2018, 09:29:26 Visualizazioni: 771
Sommario: di MagoMerlino




Prima mezz'ora di primo tempo buona, niente di eccezionale, ma la Lazio tiene discretamente il campo, crea qualche occasione con pessime soluzioni di un Luis Alberto impalpabile per tutta la partita, con uno splendido gol di Immobile servito con un illuminante lancio lungo di Acerbi.
Ancellotti dichiarerà nel post partita di essersi preoccupato in quella prima mezz'ora, del resto il precampionato del Napoli non faceva presagire nulla di buono, eppure è bastato un Napoli poco più che discreto ma già di buona tenuta fisica per ribaltare e vincere l'incontro, senza poi troppi patemi, ad eccezione del palo di Acerbi su calcio d'angolo battuto da Luis Alberto, in una delle pochissime cose riuscite allo spagnolo.

Gli ultimi dieci minuti del primo tempo sono il simbolo degli atavici difetti della Lazio, sono la conferma di quella che ormai potremmo definire come la sindrome di Salisburgo. Una squadra incapace di capire quando è il momento di tenere il pallone lontano dalla propria area, con una difesa incapace di chiudere e liberare la propria area di rigore, con giocatori incapaci di anticipare gli avversari, permettendogli di arrivare indisturbati al tiro con la porta spalancata davanti. Negli ultimi dieci minuti del primo tempo (DEL PRIMO TEMPO, NON META' DELLA RIPRESA, PRIMO TEMPO), quando ogni schema difensivo della Lazio era saltato, inesistente, il difensori erano in balia dell'avversario  il Napoli ha costruito almeno 5 palle gol nella completa immobilità difensiva Laziale, ha segnato due reti in 4 minuti, la prima fortunatamente annullata.

Che la difesa andasse ricostruita e rinforzata lo sapevano tutti, evidentemente meno che il chiacchierone che tiene i soldi della Lazio in ostaggio, così come tiene tutta la Lazio in ostaggio, in un isolato oltraggioso ostaggio.
Andrebbe fatta verso questo personaggio, una contestazione forte, decisa, continua, da parte di tutto lo stadio, purtroppo la curva sembra essersi adeguata e come "sussulti" offre solo deliranti  comunicati comportamentali in oltraggio alle donne.

Nel secondo tempo il Napoli controlla tranquillamente la partita, dagli esterni Laziali non arriva un affondo e soprattutto Marusic crea una voragine dalla sua parte, Milinkovic Savic è ingabbiato, Luis Alberto vaga inconcludente tra le linee di centrocampo. Immobile prova a fare reparto da solo, ma senza la minima collaborazione finisce per trovarsi lontano dall'area nelle poche azioni d'attacco costruite dal centrocampo Laziale. Parolo corre ai ripari soprattutto di Marusic e poi di Badelj, che dopo un quarto d'ora di secondo tempo finisce le forze e comincia a perdere palloni, senza riuscire a intercettarne uno.

Negli ultimi dieci minuti di partita la Lazio denota come tutti gli altri problemi evidenziati nelle ultime stagioni, non sono stati risolti, quando ci sarebbe da buttare palloni in area di rigore avversaria sperando nella deviazione vincente, nessuno ha la forza e la precisione di farlo, ma soprattutto non c'è un centravanti da affiancare ad Immobile in area per ricevere questi palloni.
Inzaghi non può far altro (forse) che sostituire l'esausto Badelj con Correa, che nulla dimostra e che forse avrebbe dovuto sostituire l'evanescente Luis Alberto. Inzaghi come mossa della "disperazione", arriva a sostituire in prossimità del recupero, Parolo con Cataldi, dimostrando la completa inadeguatezza della rosa e forse delle idee. Magari, chissà, sarebbe stato meglio sostituire il disastroso Marusic, se non con una punta che non c'è, anche con Cataldi, spostando Parolo in area di rigore Napoletana, ma tanto la Lazio non crea il minimo pericolo, la minima preoccupazione alla retroguardia napoletana, se non con la già citata sfortunata girata di testa di Acerbi su calcio d'angolo battuto da Luis Alberto.

I messaggi che arrivano alla Lazio dal mercato, versante cessione degli esuberi, dalle istituzioni, prime due giornate al limite dell'impossibile e Banti che arbitra con il Napoli, sono segnali inequivocabili, la Lazio è isolata e ad isolarla con i suoi comportamenti e le sue chiacchiere, è stato Claudio Lotito. Il campionato è appena iniziato, certo, ma gli indizi ci sono tutti e portano tutti ad un solo colpevole.
E il mercato in Germania, Francia e Spagna chiuderà a fine mese, occhio agli investimenti in favore della correlate.

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