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Autore Topic: Lazio, Lotito  (Letto 41 volte)

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Lazio, Lotito
« : Sabato 18 Maggio 2019, 08:01:30 »
www.LaLazioSiamoNoi.it



                           Il presidente Claudio Lotito, ospite del Corriere dello Sport, ha parlato a tutto tondo di Lazio. Temi principali la vittoria della Coppa Italia contro l'Atalanta e il futuro di Inzaghi, inserito tra i possibili successori di Allegri alla Juventus, ma anche il prossimo calciomercato e le strategie future della societ biancoceleste: "I trofei conquistati hanno un valore importante perch sono stati conquistati con squadre che poi hanno vinto tutto, come l'Inter di Mourinho o l'ultima Juventus. Ho imparato a convivere con le tensioni e con i comportamenti ostili. Quello del calcio un mondo particolare, dove tutti parlano di tutto, senza aver competenza. E questo va ad inficiare la bont del lavoro degli addetti ai lavori che producono risultati importanti, ma soprattutto queste persone usano la comunicazione per raggiungere degli obiettivi personali. Questo un ambito in cui si riciclano i ruoli: a volte un giocatore poi fa l'allenatore e il ds. Le persone perbene vanno avanti per merito, altri usano la comunicazione o i tifosi per fini personali. A me questo non crea problemi, ma va a influenzare il sistema. Io non ho mai coltivato il mio interesse personale. Mi si attribuisce su un presupposto, in questo ambiente diventato un fatto negativo avere delle conoscenze che consentono di difenderti da aggressioni di vario tipo, economiche, politiche, amministrative".



Lei molto attivo anche a livello istituzionale, dipende anche da questo?



"Innanzitutto ringrazio i miei colleghi che mi danno la possibilit di poterli rappresentare. Tutte le scelte strategiche della Lega e della Federazione vengono concordate. Io sono una cassa di risonanza, uno strumento esecutivo di una volont comune. Insieme facciamo scelte che servono per migliorare il calcio.  i sono battuto per obbligare le societ ad adempiere tutti gli obblighi delle altre societ, il pagamento di Irpef, eccetere. Prima gli stipendi sin pagavano con gli assegni, io sono stato uno dei fautori a creare di un conto dedicato e pagare con bonifici bancari. Ho inserito la norma che chi compra il 10% di una societ deve portare un certificato antimafia".



La sua preparazione indiscutibile, per le viene rimproverato di controllare elettoralmente un numero troppo alto di club



"Io ho subito un'indagine perch fui accusato di obbligare gente a votare per me in cambio di soldi. In realt c'era un problema, la Federazione non d soldi. L'assemblea della Lega Pro decide secondo la legge come ripartire i soldi. Ho assistito a tante cose, ma oggi vivo le situazioni con una filosofia diversa. Non devo dimostrare nulla in questo mondo. Ho avuto sempre lo stesso problema, diventare ingombrante perch lavoro 20 ore al giorno. Ma mica un reato, io cerco di assolvere sempre al massimo i miei impegni".



La Juventus ha chiuso il rapporto con Allegri, gira il nome di Inzaghi come possibile sostituto. Resta alla Lazio?



"Anche in questo caso la comunicazione in senso generale ha sempre inviato messaggi sbagliati sul mio pensiero, la mia volont e sulla valutazione affettiva che ho verso l'allenatore. Ci sono troppe persone che cercano di interpretare il mio comportamento dando valutazioni che non corrispondono alla realt. Simone Inzaghi rappresenta la storia del club. L'ha fatto da giocatore, stato il primo a venire incontro alla societ nel momento di difficolt, ha avuto dei problemi fisici quando era ancora calciatore. Io non ho mai pensato in quelle condizioni di scindere il contratto. Voleva fare l'allenatore e io gliel'ho fatto fare. Si conquistato tutto sul campo con i suoi meriti. Ha allenato gli allievi regionali, poi nazionali, quando Bollini salito in prima squadra con Reja ha preso la Primavera. Gli avrei fatto fare il passaggio alla Salernitana, poi non ci sono state le condizioni e l'ho catapultato in prima squadra. L'ho fatto con il convincimento che potesse dare un contributo importante. Per quanto mi riguarda non ho mai pensato a un addio. Se chiedesse di andare alla Juventus? Sarebbe un qualcosa pi sul piano umano che lavorativo, mi addolorerebbe perch non avrebbe capito il rapporto da me instaurato nei suoi confronti. Roma raccoglie tante chiacchiere che non corrispondono alla verit. Le vittorie sono il frutto del lavoro di tutti, come le sconfitte. Si vince tutti insieme e si perde tutti insieme. Simone ha adato un contributo fondamentale alla crescita della societ dal punto di vista sportivo, dell'affiatamento con i giocatori, con l'ambiente. Io non ho venduto Milinkovic perch lui me lo aveva chiesto e avevo preso un impegno. Io no mi sono prefigurato la possiblit che mi chieda di andare alla Juventus perch ritengo che il rapporto sia su piani completamente diversi. Da parte mia c' totale affetto, certo poi nel rapporto non so cosa voglia fare lui. Finora si sempre dimostrato attaccato alla societ e ai colori".



L'affetto fuori discussione per se la Juventus chiama pu subentrare un po' d'ambizione. In caso di esplicita richiesta di Inzaghi cosa farebbe?



"Non mi fascio la testa prima di rompermela. Abbiamo intrapreso un percorso insieme a lui, Tare e Peruzzi. La societ in forte crescita non soltanto economica, ma strutturale e di mentalit. C' la voglia di dimostrare che con la professionalit, la volont, la determinazione e lo spirito di sacrificio si possono raggiungere gli obiettivi. Oggi la Juventus un punto d'arrivo, ma perch non pu esserlo la Lazio? Se viene a Formello ho fatto tutta una serie di investimenti perch mi stato chiesto da lui e da Tare. Questa nostra societ, indiependentemente dai fatturati, ha delle professionalit che non tutti hanno. L'abbiamo dimostrato e lo dimostreremo. Per quanto riguarda la politica sportiva la Lazio non l'ultima ruota del carro".



Una partita per lo Scudetto ve la potete giocare anche voi con 400 milioni in meno di fatturato?



"Il calcio non solo denaro. Il denaro fondamentale, per altrettanto vero che noi oggi abbiamo il centro sportivo pi grande d'Italia, appetibile per quanto riguarda i calciatori. Io in giro ho visto degli spogliatoi che non sono quelli della Lazio. Questo un motivo d'orgoglio per me e tutta la societ Sappiamo quello che dobbiamo fare oggi e quello che dovremo fare tra tre anni. La nostra una societ sanissima a differenza delle altre che possono fatturare tanto ma sono piene di debiti, basta guardare i bilanci. Vincere per merito d maggiori soddisfazioni. A me piacciono le sfide, altrimenti non avrei preso la Lazio con 550 milioni di debito. Io l'ho considerata una sfida al limite, come gli sport estremi. Alla fine per come sono andate le cose l'abbiamo vinta. La Lazio ha delle potenzialit e, se le persone che sono il punto di riferimento continuano a lavorare all'unisono, pu raggiungere gli obiettivi fissati. Voi parlate di Inzaghi, ma Tare era un giocatore e io l'ho voluto direttore sportivo. Oggi tutti dicono che un grande direttore sportivo. Sono tutti cresciuti grazie a un presidente che li supporta e cerca di dare la possibilit di potersi esprimere. Siamo una struttura fresca e giovane scelta sulle qualit morali e professionali. Chi pu vantare oggi nel proprio organico l'ex vice capo della polizia? La qualit delle persone fa la differenza. Tare ha lo stesso profilo di D'Angelo, un fuoriclasse nel suo campo. Inzaghi un allenatore giovane, perch la Juventus non l'ha preso quattro anni fa? Tutti sono abituati a comprare il terreno edificabile, io sono abituato a prendere un terreno agricolo e trasformarlo edificabile. A volte quando io ho un tono forte che serve ad alcune sensibilit e lo uso perch mi viene riconosciuta la capacit di esprimere certi concetti. Nella vita ci sono persone che lavorano per denaro e potere e altre che lavorano per vincere. Mia moglie testimone e lo dice sempre che lavoro per vincere. Nella mia testa vorrei essere utile alla collettivit, mettendo a disposizione tutte le mie capacit. Il mondo del calcio ha bisogno di cambiamenti radicali, serve cambiare la mentalit. Io non mi considero il pi bravo, cerco di imparare da tutti. Primo, anche dalle persone pi umili c' da apprendere. Secondo, c' il detto che dove non pu il re pu il fante. Le cose le deve fare chi le sa fare. Una societ di calcio non come un'altra azienda. Io sono il custode di un patrimonio sportivo che ho il dovere di conservare e tramandare. Il calcio ha un grande potere mediatico e va sfruttato in modo propositivo. Il messaggio che deve passare non deve essere individualistico. Serve certezza delle regole e i comportamenti devono essere specchiati. La Coppa Italia l'abbiamo vinta meritatamente anche grazie all'apporto che ha dato Simone con i cambi. Il rigore di Bastos? C'era anche l'espulsione per il fallo su Correa. Sarei addolorato se Simone mi chiedesse di andare alla Juventus perch  uno di famiglia, anche in contatto con mio figlio. La Lazio offre anche un'opportunit di un clima diverso dalle altre, una catena di comando cortissima: c' il presidente, il direttore e Angelo Peruzzi. Andare in una struttura ambita da tutti pu essere comprensibile, perch l'organizzazione ottima, ma credo che mancherebbe il lato familiare. Quest'anno avevo costruito una squadra in grado di competere alla pari con tutti. Poi se non successo non che ci sono dei colpevoli. Ci sono stati infortuni, fattori imponderabili, abbiamo sbagliato tutti. Noi ovviamente dobbiamo analizzare perch non siamo andati in Champions per evitare di ripetere gli errori. Oggi l'Under 14 allenata da Rocchi ha vinto lo Scudetto contro la Roma e Tommaso rappresenta la continuit, lui fu il mio primo acquisto. La programmazione ora comporta di fare delle riflessioni alla fine del campionato. Poi Lotito insieme a ds, allenatore e Peruzzi fa delle considerazioni su quello che successo e quello che deve essere e traccia il percorso per la prossima stagione".



Cosa risponde a chi dice che lei non voglia andare in Champions?



"Questa una leggenda metropolitana, come la spartizione delle partite con l'Atalanta. Sono chiacchiere da bar. Noi parliamo di calcio, gli altri di pallone. Indipendentemente dalle chiacchiere abbiamo un percorso in testa e lo porteremo avanti perch vincente. La prova che la Lazio la prima societ per il ranking economico, ma i soldi vengono reinvestiti nelle attivit della societ. Ci sono state delle battute d'arresto nel cammino, ma sono sicuro che alla lunga arriveremo al traguardo. Alla Lazio non c' un rapporto freddo lavorativo, ma un rapporto umano eccezionale: con le persone intelligenti questo pu essere qualcosa di positivo, con le persone aride invece no".



Come operer sul mercato?



"Io faccio il presidente, n il ds o l'allenatore. Il processo di acquisto parte dai dialoghi tra ds e allenatore, poi il ds parla con me e vediamo se possibile soddisfare le richieste. Io oggi non posso indicare eventuali acquisti, perch scavalcherei i ruoli. La nostra societ come un'orchestra, io sono il maestro e devo far coniugare l'operato di tutti. Noi facciamo un quadro d'insieme e scegliamo i profili, ovviamente io indico la compatibilit".



Ci saranno pi italiani nella Lazio?



"Noi non andiamo a prediligere gli stranieri. Quando dobbiamo coprire un ruolo se c' un italiano appetibile va bene, altrimenti dobbiamo guardare altrove".



Sullo stadio irremovibile sul progetto sulla Tiberina?



"L'optimum per la Lazio sarebbe la Tiberina. Quella sarebbe la scelta migliore perch c' la ferrovia e tutte le strutture per la viabilit. Lo stadio rappresenta una struttura aperta h24 in cui i tifosi si identifichino e rappresenti casa loro. Il problema di volont politica perch le soluzioni che noi prospettiamo non sono impossibili da realizzare. Adesso vedremo nel confronto se ci sar la possibilit di poter fare qualcosa. Io sono stato l'antesignano dello stadio, ma alcune posizioni avverse non mi hanno consentito di realizzarlo".



Che valutazione pu avere oggi Milinkovic dopo il gol in finale di Coppa Italia?



"Milinkovic il miglior centrocampista del campionato italiano. Ha margini di crescita perch un ragazzo giovane. La valutazione non legata solo alle qualit , ma anche alle potenzialit che ha nell'inserimento in un determinato contesto. Non soltanto un discorso economico, altrimenti l'avrei venduto".



Il primo acquisto Adekanye?



"Certo, per noi non una scommessa ma un investimento. Quando facciamo delle scelte le facciamo a ragion veduta. Poi gli stranieri hanno bisogno di un periodo di ambientamento, vedi Luis Alberto e MIlinkovic. Certo poi il ds e l'allenatore devono ammorbidire questo adattamento, perch l'allenatore vuole giocatori pronti subito e l parte la dialettica. La societ deve pensare al futuro e la nostra capacit stata di individuare profili che soddisfino tutte le esigenze e qui comincia la concertazione tra le componenti".



Lei orgoglioso del 15 trofeo e di aver scavalcato la Roma?



"Questa cosa appartiene pi agli altri che a me. Non siamo abituati a fare proclami. Noi facciamo delle scelte, anche coraggiose rispetto al modo canonico di pensare. Una volta un direttore di una mia azienda mi ha detto che sono cinque anni avanti, quindi prima subisco contestazioni poi la gente riesce a capire le mie scelte con il tempo. Quando arrivai alla Lazio trovai un giocatore che costava 90 miliardi e non giocava. Ma posso comprare qualcosa a scatola chiusa? Per quello ho inventato il prestito con il diritto di riscatto. Per chi viene da un'attivit imprenditoriale e vive la realt quotidiana questo normale. Nel mondo del calcio non cos, per questo va riassettato. I soldi che le societ producono devono rimanere nelle tasche della societ, vanno pagati i dipendenti. Il merito va premiato".



A Inzaghi quanti anni proporr?



"Noi avevamo gi un impegno che ci saremmo visti alla fine dell'anno. Per quello che dipende dalla mia volont Inzaghi rimarr sine die. Certo non faccio un contratto di un anno, infatti lui aveva un contratto di tre anni. Per dare stabilit al progetto serve questo". 



Pubblicato il 17 maggio 2019 alle ore 18:50

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