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Autore Topic: Intervista del Corsport a Simone Inzaghi  (Letto 1320 volte)

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Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« : Sabato 8 Giugno 2019, 09:02:59 »
(Corriere dello Sport - 08.06.2019)

di Fabrizio Patania

Riecco a voi Simone Inzaghi. Laziale tra i laziali. E’ rimasto dov’era, è dove dev’essere, nella Lazio delle sue meraviglie. Da erede di se stesso s’è rimesso alla guida della squadra e del suo popolo. Simone Inzaghi siamo noi, dicono i tifosi. Festeggiano il rinnovo fino al 2021, lo pensano infinito. Celebrano vent’anni d’amore, vittorie e splendori ciclici. Rieccolo, Simone. E’ a New York, con la moglie Gaia: passeggia davanti al ponte di Brooklyn, a Times Square, a Manhattan. Sembra un vero newyorchese nelle foto che rimbalzano dagli States. E’ raggiante, vincente e avvincente, entusiasta ed entusiasmante, appassionato e appassionante, trascinante e di nuovo parlante. Ha ritrovato tutto il suo mondo perché se l’è ripreso. E’ un’avanzata il suo ritorno. C’è nuova consonanza con i progetti di Lotito e Tare. C’è e ci sarà sempre consonanza con i cuori e i sogni dei tifosi. Simone Inzaghi non è solo un allenatore, rappresenta un bellissimo mondo di passione. Nella notte di Coppa l’avevamo lasciato felice e scontento, smunto e perplesso dopo una stagione lunga e disturbata. L’abbiamo ritrovato sereno, carico a pallettoni. S’è abbandonato spensieratamente alla prima intervista post-rinnovo, dimenticando difficoltà e riprovazioni, parlando di passato e futuro, confessando sogni e ambizioni, rilanciando la sfida, è ancora più bella. In fondo è sempre l’Inzaghi che in un’immagine diventata virale sui social si vede riflesso allo specchio: di spalle appare vestito da giocatore col numero 21, davanti ha la divisa da allenatore, la porterà almeno fino al 2021. E’ la foto di tutta la Lazio che ha in corpo. Esplode ad ogni gol.
 
 
Inzaghi, rieccola finalmente. Era sparito, si era perso nelle riflessioni, non si era più concesso ai microfoni, siamo felici di risentirla. Per capire, cos’è successo? Cominciamo dalla fine...
«Ho solo voluto prendermi una pausa di riflessione. Dopo tre anni avevo bisogno di fare chiarezza con me stesso. Ritengo di essere una persona seria, un professionista, e non mi va di prendere in giro nessuno».
 
Sono state tre settimane da raccontare. «Niente è scontato», ha detto dopo il trionfo in Coppa. Sono seguiti i “round” con Lotito, tante attese e tante incognite, tante voci, poi l’accordo e la firma fino al 2021. Perché si è arrivati a tutto questo?
«Mentalmente avevo bisogno di chiudere il ciclo iniziato nel 2016 per, eventualmente, aprirne un altro con maggiore entusiasmo e convinzione. Un allenatore, se non possiede queste motivazioni, non può chiederle ai suoi giocatori».
 
Adesso è pronto per un ciclo ancora più ambizioso?
«Ci ho pensato e sono pronto per un nuovo ciclo, per una nuova sfida, per un bel progetto tecnico, in accordo con la società. Posso dirlo subito, con grandissima chiarezza: io e il mio staff daremo il massimo per centrare obiettivi importanti. Per noi, per la Lazio, per i nostri tifosi, per la società che ha creduto in me».
 
E’ finita una stagione contorta, piena di ostacoli, chiusa comunque in trionfo. La prossima dovrà essere diversa, come la immagina, come la desidera?
«Dovrà essere una stagione di grandissimo entusiasmo, è così che la vogliamo tutti, è così che dovrà essere».
 
Con Lotito ci sono state distanze e scintille, c’è stato il rischio che finisse male. Vi siete detti tutto, ma proprio tutto?
«Ci siamo detti tutto, come capita in tutte le buone famiglie. Ora conta solo una cosa, guardare avanti. Ripartiamo più uniti e più forti che mai!».
 
E’ tra gli allenatori più richiesti. La Juve vuole Inzaghi. Il Milan vuole Inzaghi. L’Atalanta da Champions pensa a Inzaghi. S’è parlato di lei per settimane. Sono state queste voci a crearle dubbi sul futuro?
«Gli interessamenti fanno piacere. Non sono arrivati solo quest’anno, già nel 2018, anche se abbiamo perso la qualificazione in Champions nell’ultima partita contro l’Inter, un po’ per demeriti nostri, soprattutto per fattori esterni. Avremmo strameritato di andarci». Quali club l’avevano cercata? «C’erano state le richieste di un club italiano e di uno estero, avrei sicuramente guadagnato di più. Ma io ho dato sempre priorità alla Lazio, è la squadra del mio cuore, è la società che ha avuto fiducia in me. Sono contento delle scelta di continuare».
 
Ha declinato gli inviti anche quest’anno. In futuro si vedrà, diciamo così?
«E’ normale, sono un allenatore ambizioso, voglio crescere, ma in questo momento voglio fare bene qui. Il mio futuro è la Lazio, sono strafelice di andare avanti».
 
La permanenza e il rinnovo la catapultano ancora di più nella storia. Il prossimo anno potrà diventare l’allenatore biancoceleste più presente in panchina, anche più di Zoff, primatista a quota 202, lei è a 156. La scalata continua...
«Questo traguardo mi fa enormemente piacere, è un motivo di grande orgoglio. Zoff è un mostro sacro del calcio. L’ho avuto come allenatore nella Lazio e mi ha fatto esordire in Nazionale».
 
Inzaghi, entriamo nel clou dell’intervista. Che Lazio nascerà? Che garanzie di mercato ha strappato a Lotito e Tare? Confessi tutto.
«Ho parlato con il presidente e con il direttore, mi hanno detto che la squadra rimarrà super competitiva. Ci saranno interventi, la Lazio rimarrà forte. Tare è una garanzia, una sicurezza sul mercato. E’ un grandissimo direttore sportivo, c’è grandissima fiducia in lui. Siamo una grande famiglia. Con Tare, Peruzzi, De Martino e Calveri, assieme al presidente Lotito, ci conosciamo da una vita, c’è grande sinergia, stiamo sempre assieme».
Quanti acquisti avete previsto? E in che ruoli? Chi arriverà? Ci dica qualcosa.
«Fare nomi è prematuro. Di volta in volta vedremo come si svilupperà il mercato. Bisognerà fare degli interventi. Le idee ci sono, il confronto è continuo, c’è un bel clima».
 
Ci sarà un rinnovamento-ringiovanimento, conferma?
 
«Potrebbe anche esserci un ringiovanimento, ma gli uomini che sono con me dall’inizio, cito ad esempio Lulic, Radu e Parolo, mi hanno sempre dato grandissima disponibilità e fiducia. Possiamo fare le cose per bene. Ho un grandissimo rapporto con tutti i giocatori, con quelli che sono stati con me dall’inizio e con quelli arrivati quest’anno. Con Acerbi, ad esempio, lavoriamo da un anno, ma sembra che ci conosciamo da sempre. Lulic, Radu e Parolo, i miei “anziani”, mi hanno aiutato tantissimo, non mi hanno mai tradito, da loro ho avuto sempre grande disponibilità. A Lulic, il capitano, ho cambiato spesso ruolo. Sono super contento di loro».
 
Lotito, annunciando il rinnovo, ha detto che la Lazio andrà a caccia degli «obiettivi sfuggiti». E’ la Champions, concorda con il presidente? Possiamo dirlo?
«Quando sono arrivato io la Lazio non era in Europa, adesso ci gioca con regolarità da tre anni (era successo solo una volta con Lotito, nel triennio 2011-2014, mai però con lo stesso allenatore, ndr), già questo è un grandissimo obiettivo. E dopo questi tre anni vogliamo crescere tutti quanti».
 
Gap sì, gap no? Per tutto l’anno scorso ha messo «cinque corazzate» davanti alla Lazio, quest’anno come prevede la griglia di partenza?
«In Italia ci sono squadre che hanno più budget rispetto a noi. Ma la Lazio, con tanto impegno e idee, ha dimostrato di potersela giocare alla grande contro tutti. Ho una società ambiziosa, vuole migliorarsi sempre».
 
I suoi figli, lazialissimi, saranno felicissimi per il rinnovo. Papà Giancarlo, mamma Marina e fratello Pippo che le hanno detto?
«I miei genitori sono contenti, vogliono la mia felicità. Provano gioia quando mi vedono sereno. Hanno Lorenzo, il nipote più piccolo, a Roma, vive con me e con mia moglie Gaia. Il più grande, Tommaso, vive a Londra da due anni e adesso inizierà l’università. Sono tutti e due super laziali, siamo tutti lazialissimi. E’ contento anche Pippo, sapeva che avrei preso la decisione che ritenevo più giusta, quella che mi avrebbe suggerito il cuore».
 
Inzaghi, l’abbiamo criticata per aver puntato sempre e solo sul 3-5-2, promette di rintracciare un’alternativa?
«Si ripartirà dal 3-5-2, il resto lo deciderò in base ai giocatori che avrò a disposizione, il modulo dipende sempre da chi c’è in organico». Nel primo anno cambiava spesso modulo, la Lazio sorprendeva tutti, spiazzava. «Cambiavo spesso perché avevo Keita e Felipe Anderson, giocatori prettamente esterni. Poi ho avanzato Keita, l’ho fatto giocare vicino all’area e ha segnato 16 gol in campionato, è stato un grande record. Keita, con un’altra punta vicino, rendeva al meglio. Con me ha fatto vedere grandi cose, non si è ripetuto più a quei livelli. Mi dispiace, è un giocatore dalle grandi potenzialità».
 
Si ripartirà da Immobile, è il suo totem. 
«Ciro ha segnato 85 gol in tre stagioni, sono contentissimo di lui. Ha avuto un calo, ci può stare. Non si è mai fermato tranne nel finale dell’anno scorso. E’ un giocatore generoso, dopo i 40 e passa gol del 2018 tutti s’aspettavano uno score simile, ma non è semplice segnare 30 reti solo in Serie A. Ciro ha chiuso a 15 nell’ultimo campionato, sembra abbia fatto pochi gol. In ogni caso non va valutato solo per le reti, quest’anno gli abbiamo chiesto di più». Che cosa in particolare? «La Lazio ha segnato di meno, ma ha anche subito di meno. In Coppa Italia ci hanno segnato, in 5 partite, solo su rigore. Il Novara nei tempi regolamentari, l’Inter oltre il secondo supplementare. Ho chiesto io più sacrificio ai miei attaccanti e siamo andati bene».
 
Caicedo, invece, è destinato a partire. Non rinnova.
«L’anno scorso era finito al centro di critiche, storcevano il muso quando si parlava di lui. Io l’ho sempre difeso e quest’anno è stato invocato dalla Curva Nord. E’ un professionista, un ragazzo serio, ha giocato perché ha dimostrato grandi doti. E’ un attaccante molto importante, ci ha aiutato tantissimo in campionato e in Coppa».
 
Correa è esploso nel finale, è stato decisivo, ha iniziato a segnare. Sarà la stella del futuro laziale?
«E’ cresciuto tantissimo, è un ragazzo molto intelligente, legge benissimo le situazioni in campo. Qualsiasi cosa gli chieda è sempre disponibile. E’ arrivato quest’anno, ci ha impiegato un po’ di più, è normale che capiti. Due campionati fa abbiamo giocato con Luis Alberto seconda punta e durante la scorsa stagione, per la crescita di Correa, ho iniziato a pensare allo spostamento dello spagnolo. Sapevo bene che il Tucu era molto forte, non pensavo che si sarebbe inserito così velocemente. In questo è stato una grandissima sorpresa. E’ un ragazzo e un talento d’oro».
 
Il campionato, la nota dolente: -33 gol fatti e -13 punti rispetto al 2017-18, ottavo posto. Cosa è successo alla Lazio?
«Venivamo da una stagione con più di 100 gol fatti, ci eravamo laureati come la squadra con il miglior attacco d’Italia. Non tutti gli anni sono uguali».
 
Il 15 maggio si è tolto alcuni sassolini, la Coppa Italia vale come rivincita personale? 
«No, solo come motivo di grande orgoglio. La vittoria è stata strameritata, è stato giusto che l’abbia portata a casa la Lazio».
 
Insistiamo: nell’ultima conferenza stampa s’è lamentato per qualche critica mossa dall’ambiente, con chi ce l’aveva?
«Se c’è qualche mugugno non è un problema, so quando devo far finta di niente. Conosco l’ambiente e ci sto bene, sono contento di farne parte».
 
 
Simone Inzaghi è un laziale da edizione limitatissima per i successi conquistati da giocatore e allenatore (dei baby e dei big). Rifacciamo i conti...
«Ho vinto tre Coppe Italia, due con la Primavera, e le tengo in conto. Ho vinto anche due Supercoppe italiane, una sempre con i ragazzi. Da giocatore ho conquistato 7 trofei, in tutto sono 12 con la Lazio. Me li tengo tutti».
 
Qual è il ricordo più bello del ciclo appena chiuso?
«Della notte di Coppa Italia ricordo l’abbraccio con mio figlio Tommaso, ha invaso il campo dopo il fischio finale della partita contro l’Atalanta. Mi ha bloccato, mi ha abbracciato mentre stavo andando a salutare Gasperini. Ricordo anche un’altra immagine. Lorenzo era sulle spalle di Tommaso, gli ho messo la medaglia d’oro al collo. Quel momento mi rimarrà dentro per tutta la vita».
 
Inzaghi, parliamo di sentimenti. Domanda banale, ripetuta. Cos’è la Lazio per lei?
«E’ vita, è famiglia. La lazialità si tramanda e io l’ha tramandata ai miei figli, penso faranno lo stesso con i loro figli. La Lazio è una storia iniziata 20 anni fa. Se l’avessi immaginata così bella, quand’ero giocatore, forse non ci avrei creduto, sarebbe stato impossibile scriverla così come la sto vivendo. Cerco di viverla nel modo migliore, me la godo tutta. Mi sento un privilegiato, una persona fortunata perché posso vivere queste soddisfazioni. Me le sono cercate e le ho meritate».
 
Sia sincero, niente freni, rompiamo ogni tabù. Qual è il sogno più grande che tiene nascosto nel cuore? 
«Beh, uno c’è (risata, ndr)». Adesso non può non dircelo... «Oltre ad essere l’unico laziale ad aver vinto la Coppa Italia e la Supercoppa da giocatore e allenatore, mi piacerebbe vincere lo scudetto da giocatore e allenatore. So che può sembrare qualcosa di irrealizzabile, ma sognare è lecito».
 
Sognare è lecito e Lotito le ha inserito il bonus scudetto nel nuovo contratto. Conferma?
«Sì, è vero».
 
E’ solo un bonus motivazionale? Oppure nascerà una Lazio no limits?
«No, no. Il presidente ci crede. E’ una persona che ha inciso molto sulla mia voglia di allenare, è successo quando stavo per smettere la carriera di giocatore. Conosceva il mio desiderio di diventare tecnico, mi ha aiutato a realizzarlo». Ed è iniziato un bellissimo volo. Ora Simone Inzaghi è in alto e punta ancora più su. «Com’è giusto che fosse sono partito dalla gavetta, non dalla Primavera. Ho vinto titoli con gli Allievi Regionali e Nazionali, ho vinto in Primavera. Ho vissuto sei anni di studi, di crescita, di esperienza. Sono partito dal basso, mi sono giocato le mie occasioni. E’ anche grazie al presidente Lotito se sono arrivato dove sono».
Là dove torneranno ad osare le aquile (e dal 26.05.2013, ci siamo andati un pò più vicino!!!!)

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #1 : Sabato 8 Giugno 2019, 09:12:49 »
Per correttezza.

(Corriere dello Sport - 08.06.2019)

di Fabrizio Patania DANIELE RINDONE

Riecco a voi Simone Inzaghi. Laziale tra i laziali. E’ rimasto dov’era, è dove dev’essere, nella Lazio delle sue meraviglie. Da erede di se stesso s’è rimesso alla guida della squadra e del suo popolo. Simone Inzaghi siamo noi, dicono i tifosi. Festeggiano il rinnovo fino al 2021, lo pensano infinito. Celebrano vent’anni d’amore, vittorie e splendori ciclici. Rieccolo, Simone. E’ a New York, con la moglie Gaia: passeggia davanti al ponte di Brooklyn, a Times Square, a Manhattan. Sembra un vero newyorchese nelle foto che rimbalzano dagli States. E’ raggiante, vincente e avvincente, entusiasta ed entusiasmante, appassionato e appassionante, trascinante e di nuovo parlante. Ha ritrovato tutto il suo mondo perché se l’è ripreso. E’ un’avanzata il suo ritorno. C’è nuova consonanza con i progetti di Lotito e Tare. C’è e ci sarà sempre consonanza con i cuori e i sogni dei tifosi. Simone Inzaghi non è solo un allenatore, rappresenta un bellissimo mondo di passione. Nella notte di Coppa l’avevamo lasciato felice e scontento, smunto e perplesso dopo una stagione lunga e disturbata. L’abbiamo ritrovato sereno, carico a pallettoni. S’è abbandonato spensieratamente alla prima intervista post-rinnovo, dimenticando difficoltà e riprovazioni, parlando di passato e futuro, confessando sogni e ambizioni, rilanciando la sfida, è ancora più bella. In fondo è sempre l’Inzaghi che in un’immagine diventata virale sui social si vede riflesso allo specchio: di spalle appare vestito da giocatore col numero 21, davanti ha la divisa da allenatore, la porterà almeno fino al 2021. E’ la foto di tutta la Lazio che ha in corpo. Esplode ad ogni gol.
 
 
Inzaghi, rieccola finalmente. Era sparito, si era perso nelle riflessioni, non si era più concesso ai microfoni, siamo felici di risentirla. Per capire, cos’è successo? Cominciamo dalla fine...
«Ho solo voluto prendermi una pausa di riflessione. Dopo tre anni avevo bisogno di fare chiarezza con me stesso. Ritengo di essere una persona seria, un professionista, e non mi va di prendere in giro nessuno».
 
Sono state tre settimane da raccontare. «Niente è scontato», ha detto dopo il trionfo in Coppa. Sono seguiti i “round” con Lotito, tante attese e tante incognite, tante voci, poi l’accordo e la firma fino al 2021. Perché si è arrivati a tutto questo?
«Mentalmente avevo bisogno di chiudere il ciclo iniziato nel 2016 per, eventualmente, aprirne un altro con maggiore entusiasmo e convinzione. Un allenatore, se non possiede queste motivazioni, non può chiederle ai suoi giocatori».
 
Adesso è pronto per un ciclo ancora più ambizioso?
«Ci ho pensato e sono pronto per un nuovo ciclo, per una nuova sfida, per un bel progetto tecnico, in accordo con la società. Posso dirlo subito, con grandissima chiarezza: io e il mio staff daremo il massimo per centrare obiettivi importanti. Per noi, per la Lazio, per i nostri tifosi, per la società che ha creduto in me».
 
E’ finita una stagione contorta, piena di ostacoli, chiusa comunque in trionfo. La prossima dovrà essere diversa, come la immagina, come la desidera?
«Dovrà essere una stagione di grandissimo entusiasmo, è così che la vogliamo tutti, è così che dovrà essere».
 
Con Lotito ci sono state distanze e scintille, c’è stato il rischio che finisse male. Vi siete detti tutto, ma proprio tutto?
«Ci siamo detti tutto, come capita in tutte le buone famiglie. Ora conta solo una cosa, guardare avanti. Ripartiamo più uniti e più forti che mai!».
 
E’ tra gli allenatori più richiesti. La Juve vuole Inzaghi. Il Milan vuole Inzaghi. L’Atalanta da Champions pensa a Inzaghi. S’è parlato di lei per settimane. Sono state queste voci a crearle dubbi sul futuro?
«Gli interessamenti fanno piacere. Non sono arrivati solo quest’anno, già nel 2018, anche se abbiamo perso la qualificazione in Champions nell’ultima partita contro l’Inter, un po’ per demeriti nostri, soprattutto per fattori esterni. Avremmo strameritato di andarci». Quali club l’avevano cercata? «C’erano state le richieste di un club italiano e di uno estero, avrei sicuramente guadagnato di più. Ma io ho dato sempre priorità alla Lazio, è la squadra del mio cuore, è la società che ha avuto fiducia in me. Sono contento delle scelta di continuare».
 
Ha declinato gli inviti anche quest’anno. In futuro si vedrà, diciamo così?
«E’ normale, sono un allenatore ambizioso, voglio crescere, ma in questo momento voglio fare bene qui. Il mio futuro è la Lazio, sono strafelice di andare avanti».
 
La permanenza e il rinnovo la catapultano ancora di più nella storia. Il prossimo anno potrà diventare l’allenatore biancoceleste più presente in panchina, anche più di Zoff, primatista a quota 202, lei è a 156. La scalata continua...
«Questo traguardo mi fa enormemente piacere, è un motivo di grande orgoglio. Zoff è un mostro sacro del calcio. L’ho avuto come allenatore nella Lazio e mi ha fatto esordire in Nazionale».
 
Inzaghi, entriamo nel clou dell’intervista. Che Lazio nascerà? Che garanzie di mercato ha strappato a Lotito e Tare? Confessi tutto.
«Ho parlato con il presidente e con il direttore, mi hanno detto che la squadra rimarrà super competitiva. Ci saranno interventi, la Lazio rimarrà forte. Tare è una garanzia, una sicurezza sul mercato. E’ un grandissimo direttore sportivo, c’è grandissima fiducia in lui. Siamo una grande famiglia. Con Tare, Peruzzi, De Martino e Calveri, assieme al presidente Lotito, ci conosciamo da una vita, c’è grande sinergia, stiamo sempre assieme».
Quanti acquisti avete previsto? E in che ruoli? Chi arriverà? Ci dica qualcosa.
«Fare nomi è prematuro. Di volta in volta vedremo come si svilupperà il mercato. Bisognerà fare degli interventi. Le idee ci sono, il confronto è continuo, c’è un bel clima».
 
Ci sarà un rinnovamento-ringiovanimento, conferma?
 
«Potrebbe anche esserci un ringiovanimento, ma gli uomini che sono con me dall’inizio, cito ad esempio Lulic, Radu e Parolo, mi hanno sempre dato grandissima disponibilità e fiducia. Possiamo fare le cose per bene. Ho un grandissimo rapporto con tutti i giocatori, con quelli che sono stati con me dall’inizio e con quelli arrivati quest’anno. Con Acerbi, ad esempio, lavoriamo da un anno, ma sembra che ci conosciamo da sempre. Lulic, Radu e Parolo, i miei “anziani”, mi hanno aiutato tantissimo, non mi hanno mai tradito, da loro ho avuto sempre grande disponibilità. A Lulic, il capitano, ho cambiato spesso ruolo. Sono super contento di loro».
 
Lotito, annunciando il rinnovo, ha detto che la Lazio andrà a caccia degli «obiettivi sfuggiti». E’ la Champions, concorda con il presidente? Possiamo dirlo?
«Quando sono arrivato io la Lazio non era in Europa, adesso ci gioca con regolarità da tre anni (era successo solo una volta con Lotito, nel triennio 2011-2014, mai però con lo stesso allenatore, ndr), già questo è un grandissimo obiettivo. E dopo questi tre anni vogliamo crescere tutti quanti».
 
Gap sì, gap no? Per tutto l’anno scorso ha messo «cinque corazzate» davanti alla Lazio, quest’anno come prevede la griglia di partenza?
«In Italia ci sono squadre che hanno più budget rispetto a noi. Ma la Lazio, con tanto impegno e idee, ha dimostrato di potersela giocare alla grande contro tutti. Ho una società ambiziosa, vuole migliorarsi sempre».
 
I suoi figli, lazialissimi, saranno felicissimi per il rinnovo. Papà Giancarlo, mamma Marina e fratello Pippo che le hanno detto?
«I miei genitori sono contenti, vogliono la mia felicità. Provano gioia quando mi vedono sereno. Hanno Lorenzo, il nipote più piccolo, a Roma, vive con me e con mia moglie Gaia. Il più grande, Tommaso, vive a Londra da due anni e adesso inizierà l’università. Sono tutti e due super laziali, siamo tutti lazialissimi. E’ contento anche Pippo, sapeva che avrei preso la decisione che ritenevo più giusta, quella che mi avrebbe suggerito il cuore».
 
Inzaghi, l’abbiamo criticata per aver puntato sempre e solo sul 3-5-2, promette di rintracciare un’alternativa?
«Si ripartirà dal 3-5-2, il resto lo deciderò in base ai giocatori che avrò a disposizione, il modulo dipende sempre da chi c’è in organico». Nel primo anno cambiava spesso modulo, la Lazio sorprendeva tutti, spiazzava. «Cambiavo spesso perché avevo Keita e Felipe Anderson, giocatori prettamente esterni. Poi ho avanzato Keita, l’ho fatto giocare vicino all’area e ha segnato 16 gol in campionato, è stato un grande record. Keita, con un’altra punta vicino, rendeva al meglio. Con me ha fatto vedere grandi cose, non si è ripetuto più a quei livelli. Mi dispiace, è un giocatore dalle grandi potenzialità».
 
Si ripartirà da Immobile, è il suo totem. 
«Ciro ha segnato 85 gol in tre stagioni, sono contentissimo di lui. Ha avuto un calo, ci può stare. Non si è mai fermato tranne nel finale dell’anno scorso. E’ un giocatore generoso, dopo i 40 e passa gol del 2018 tutti s’aspettavano uno score simile, ma non è semplice segnare 30 reti solo in Serie A. Ciro ha chiuso a 15 nell’ultimo campionato, sembra abbia fatto pochi gol. In ogni caso non va valutato solo per le reti, quest’anno gli abbiamo chiesto di più». Che cosa in particolare? «La Lazio ha segnato di meno, ma ha anche subito di meno. In Coppa Italia ci hanno segnato, in 5 partite, solo su rigore. Il Novara nei tempi regolamentari, l’Inter oltre il secondo supplementare. Ho chiesto io più sacrificio ai miei attaccanti e siamo andati bene».
 
Caicedo, invece, è destinato a partire. Non rinnova.
«L’anno scorso era finito al centro di critiche, storcevano il muso quando si parlava di lui. Io l’ho sempre difeso e quest’anno è stato invocato dalla Curva Nord. E’ un professionista, un ragazzo serio, ha giocato perché ha dimostrato grandi doti. E’ un attaccante molto importante, ci ha aiutato tantissimo in campionato e in Coppa».
 
Correa è esploso nel finale, è stato decisivo, ha iniziato a segnare. Sarà la stella del futuro laziale?
«E’ cresciuto tantissimo, è un ragazzo molto intelligente, legge benissimo le situazioni in campo. Qualsiasi cosa gli chieda è sempre disponibile. E’ arrivato quest’anno, ci ha impiegato un po’ di più, è normale che capiti. Due campionati fa abbiamo giocato con Luis Alberto seconda punta e durante la scorsa stagione, per la crescita di Correa, ho iniziato a pensare allo spostamento dello spagnolo. Sapevo bene che il Tucu era molto forte, non pensavo che si sarebbe inserito così velocemente. In questo è stato una grandissima sorpresa. E’ un ragazzo e un talento d’oro».
 
Il campionato, la nota dolente: -33 gol fatti e -13 punti rispetto al 2017-18, ottavo posto. Cosa è successo alla Lazio?
«Venivamo da una stagione con più di 100 gol fatti, ci eravamo laureati come la squadra con il miglior attacco d’Italia. Non tutti gli anni sono uguali».
 
Il 15 maggio si è tolto alcuni sassolini, la Coppa Italia vale come rivincita personale? 
«No, solo come motivo di grande orgoglio. La vittoria è stata strameritata, è stato giusto che l’abbia portata a casa la Lazio».
 
Insistiamo: nell’ultima conferenza stampa s’è lamentato per qualche critica mossa dall’ambiente, con chi ce l’aveva?
«Se c’è qualche mugugno non è un problema, so quando devo far finta di niente. Conosco l’ambiente e ci sto bene, sono contento di farne parte».
 
 
Simone Inzaghi è un laziale da edizione limitatissima per i successi conquistati da giocatore e allenatore (dei baby e dei big). Rifacciamo i conti...
«Ho vinto tre Coppe Italia, due con la Primavera, e le tengo in conto. Ho vinto anche due Supercoppe italiane, una sempre con i ragazzi. Da giocatore ho conquistato 7 trofei, in tutto sono 12 con la Lazio. Me li tengo tutti».
 
Qual è il ricordo più bello del ciclo appena chiuso?
«Della notte di Coppa Italia ricordo l’abbraccio con mio figlio Tommaso, ha invaso il campo dopo il fischio finale della partita contro l’Atalanta. Mi ha bloccato, mi ha abbracciato mentre stavo andando a salutare Gasperini. Ricordo anche un’altra immagine. Lorenzo era sulle spalle di Tommaso, gli ho messo la medaglia d’oro al collo. Quel momento mi rimarrà dentro per tutta la vita».
 
Inzaghi, parliamo di sentimenti. Domanda banale, ripetuta. Cos’è la Lazio per lei?
«E’ vita, è famiglia. La lazialità si tramanda e io l’ha tramandata ai miei figli, penso faranno lo stesso con i loro figli. La Lazio è una storia iniziata 20 anni fa. Se l’avessi immaginata così bella, quand’ero giocatore, forse non ci avrei creduto, sarebbe stato impossibile scriverla così come la sto vivendo. Cerco di viverla nel modo migliore, me la godo tutta. Mi sento un privilegiato, una persona fortunata perché posso vivere queste soddisfazioni. Me le sono cercate e le ho meritate».
 
Sia sincero, niente freni, rompiamo ogni tabù. Qual è il sogno più grande che tiene nascosto nel cuore? 
«Beh, uno c’è (risata, ndr)». Adesso non può non dircelo... «Oltre ad essere l’unico laziale ad aver vinto la Coppa Italia e la Supercoppa da giocatore e allenatore, mi piacerebbe vincere lo scudetto da giocatore e allenatore. So che può sembrare qualcosa di irrealizzabile, ma sognare è lecito».
 
Sognare è lecito e Lotito le ha inserito il bonus scudetto nel nuovo contratto. Conferma?
«Sì, è vero».
 
E’ solo un bonus motivazionale? Oppure nascerà una Lazio no limits?
«No, no. Il presidente ci crede. E’ una persona che ha inciso molto sulla mia voglia di allenare, è successo quando stavo per smettere la carriera di giocatore. Conosceva il mio desiderio di diventare tecnico, mi ha aiutato a realizzarlo». Ed è iniziato un bellissimo volo. Ora Simone Inzaghi è in alto e punta ancora più su. «Com’è giusto che fosse sono partito dalla gavetta, non dalla Primavera. Ho vinto titoli con gli Allievi Regionali e Nazionali, ho vinto in Primavera. Ho vissuto sei anni di studi, di crescita, di esperienza. Sono partito dal basso, mi sono giocato le mie occasioni. E’ anche grazie al presidente Lotito se sono arrivato dove sono».
Là dove torneranno ad osare le aquile (e dal 26.05.2013, ci siamo andati un pò più vicino!!!!)

Offline Criticone

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #2 : Sabato 8 Giugno 2019, 12:57:29 »
Insomma, per il tecnico la riscossa della Lazio per la prossima stagione ripartirà da Lulic, Radu e Parolo: annamo bene...

Offline Gasco luis veron

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #3 : Martedì 11 Giugno 2019, 00:20:00 »
MIHAJLOVIC:

Io traditore se fossi andato alla Roma? Io non tradisco nessuno, io lavoro, e non si può vivere di aria. Sarebbe stata una bella esperienza.


Mio commento:
Nella penultima partita si era battuto i pugni sul cuore, rivolgendosi alla curva Nord!

Dopo tre settimane avrebbe accettato la roma, e l' avrebbe considerata una bella esperienza poi non ha accettato per paura di un eventuale loro contestazione in quanto ex Laziale (ma lui avrebbe accettato!): e' vero che e' un professionista, ma se ti senti professionista fino in fondo vuol dire che non puoi esser tifoso della Lazio e allora non ti batti i pugni sul petto.

Io, credo che Simone invece al contrario alla roma non ci andrebbe neanche morto: Simone e' un silenzioso, non fa scenate che colpiscono.

Lui e' solamente Laziale e il suo comportamento e' quello del classico Laziale: non ha bisogno di battere i pugni sul petto perche' e' Laziale e non lo deve dimostrare a nessuno.

Da tifoso, caro Sinisa neanche io sono pronto: sono deluso da te proprio perche' sei un professionista fino in fondo e di conseguenza non puoi esser tifoso.

Grazie per tutto quello che hai dato a noi tifosi, ti rispettero' sempre in quanto persona seria ma sono veramente felice che Lotito non ti ha chiamato a sederti su questa panchina.

Ti avevo anche proposto nel toto-allenatori ma evidentemente mi ero sbagliato: sono orgoglioso che sia rimasto Inzaghi, professionista che pero' non accetterebbe mai la roma (infatti hanno contattato te ma non Inzaghi che semmai avrebbe scelto il Milan ma non la roma).

Gattuso si e' licenziato pur a costo di star fermo mentre tu avresti accettato la roma: questione di mentalita'.

Sono deluso non dal professionista Mihajlovic ma dal tifoso Mihajlovic che in ogni intervista non perdeva tempo a dire che era un tifoso della Lazio, poi come lo ha chiamato la roma ha tentennato, non accettando la loro panchina solo per paura di un eventuale contestazione da parte del tifo giallorosso non di quello biancoceleste.

W, Inzaghi: max rispetto per te Sinisa che sei un professionista serio, ma troppo professionista e troppo serio per la mia Lazio di cui io sono tifoso.

Grazie, Lotito per aver azzeccato ancora una volta la scelta dell' allenatore!


Offline disabitato

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #4 : Martedì 11 Giugno 2019, 09:17:54 »
E certo...
La fai veramente facile.
La roma avrebbe messo sul piatto almeno il doppio di quanto prende a Bologna e Sinisa, allenatore professionista, avrebbe dovuto sputare su un milione di euro abbondante?
Vuoi o non vuoi, sarebbe stato anche un aumento di livello dopo Bologna.

Tu, come io e chiunque altro, con tutto che vai alle feste aziendali, ti stanno tutti simpatici, credi nei valori della azienda ecc ci metteresti meno di un minuto a passare alla concorrenza anche solo per mille euro in più.
Qui ballano milioni, per lui e per tutto il suo staff.
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Offline borgorosso

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #5 : Martedì 11 Giugno 2019, 11:29:22 »
nzaghi, parliamo di sentimenti. Domanda banale, ripetuta. Cos’è la Lazio per lei?
«E’ vita, è famiglia. La lazialità si tramanda e io l’ha tramandata ai miei figli, penso faranno lo stesso con i loro figli. La Lazio è una storia iniziata 20 anni fa. Se l’avessi immaginata così bella, quand’ero giocatore, forse non ci avrei creduto, sarebbe stato impossibile scriverla così come la sto vivendo. Cerco di viverla nel modo migliore, me la godo tutta. Mi sento un privilegiato, una persona fortunata perché posso vivere queste soddisfazioni. Me le sono cercate e le ho meritate».

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #6 : Martedì 11 Giugno 2019, 12:11:02 »
E certo...
La fai veramente facile.
La roma avrebbe messo sul piatto almeno il doppio di quanto prende a Bologna e Sinisa, allenatore professionista, avrebbe dovuto sputare su un milione di euro abbondante?
Vuoi o non vuoi, sarebbe stato anche un aumento di livello dopo Bologna.

Tu, come io e chiunque altro, con tutto che vai alle feste aziendali, ti stanno tutti simpatici, credi nei valori della azienda ecc ci metteresti meno di un minuto a passare alla concorrenza anche solo per mille euro in più.
Qui ballano milioni, per lui e per tutto il suo staff.

Ti ha risposto Borgorosso per me...



nzaghi, parliamo di sentimenti. Domanda banale, ripetuta. Cos’è la Lazio per lei?
«E’ vita, è famiglia. La lazialità si tramanda e io l’ha tramandata ai miei figli, penso faranno lo stesso con i loro figli. La Lazio è una storia iniziata 20 anni fa. Se l’avessi immaginata così bella, quand’ero giocatore, forse non ci avrei creduto, sarebbe stato impossibile scriverla così come la sto vivendo. Cerco di viverla nel modo migliore, me la godo tutta. Mi sento un privilegiato, una persona fortunata perché posso vivere queste soddisfazioni. Me le sono cercate e le ho meritate».

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #7 : Martedì 11 Giugno 2019, 12:23:01 »
E certo...
La fai veramente facile.
La roma avrebbe messo sul piatto almeno il doppio di quanto prende a Bologna e Sinisa, allenatore professionista, avrebbe dovuto sputare su un milione di euro abbondante?
Vuoi o non vuoi, sarebbe stato anche un aumento di livello dopo Bologna.

Tu, come io e chiunque altro, con tutto che vai alle feste aziendali, ti stanno tutti simpatici, credi nei valori della azienda ecc ci metteresti meno di un minuto a passare alla concorrenza anche solo per mille euro in più.
Qui ballano milioni, per lui e per tutto il suo staff.

solo mille euro?

ma pure pe 200 ... ah ah ah
C.v.: a 6 anni si perde all’Olimpico in un derby, a 12 la madre lo sventola vestito da bandiera, a 30 a San Siro vestito da Gascoigne, a 40 “carosella adamitico” in Piazza del Popolo, a 45 si tatua il genoma de Tare, a 50 tocca le tette della Falchi. A 55 si bambinizza ed entra in campo co Marusic

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #8 : Martedì 11 Giugno 2019, 12:32:52 »
«Potrebbe anche esserci un ringiovanimento, ma gli uomini che sono con me dall’inizio, cito ad esempio Lulic, Radu e Parolo, mi hanno sempre dato grandissima disponibilità e fiducia. Possiamo fare le cose per bene. Ho un grandissimo rapporto con tutti i giocatori, con quelli che sono stati con me dall’inizio e con quelli arrivati quest’anno. Con Acerbi, ad esempio, lavoriamo da un anno, ma sembra che ci conosciamo da sempre. Lulic, Radu e Parolo, i miei “anziani”, mi hanno aiutato tantissimo, non mi hanno mai tradito, da loro ho avuto sempre grande disponibilità. A Lulic, il capitano, ho cambiato spesso ruolo. Sono super contento di loro».
Potrebbe? Come potrebbe?
Tutti sono contenti di Lulic, Radu e Parolo, ma le nuove frontiere da conquistare passano per la loro sostituzione. Possono essere la vecchia guarda, la guarda imperiale, quella che si spezza ma non si piega, quelli sempre pronti a fare quadrato intorno all'imperatoreallenatore e offrire il loro apporto ogni volta che ce ne sarà bisogno, dentro e fuori il rettangolo di gioco, ma partendo dalla panchina. Alla Lazio servono i titolari. Da almeno due stagioni.
Odio perdere più di quanto ami vincere

#liberalaLazio

Siamo realisti, esigiamo l'impossibile.

Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale: ciò che conta è il coraggio di andare avanti. 

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #9 : Martedì 11 Giugno 2019, 12:39:30 »

max rispetto per te Sinisa che sei un professionista serio, ma troppo professionista e troppo serio per la mia Lazio di cui io sono tifoso.



Eccessivo.

Credi che Inzaghi, se gli venisse offerta l'occasione con un progetto che potrebbe coinvolgerlo, una volta uscito dalla Lazio, non accetterebbe quella panchina?


Odio perdere più di quanto ami vincere

#liberalaLazio

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #10 : Martedì 11 Giugno 2019, 12:58:01 »
Eccessivo.

Credi che Inzaghi, se gli venisse offerta l'occasione con un progetto che potrebbe coinvolgerlo, una volta uscito dalla Lazio, non accetterebbe quella panchina?

Secondo me no, poi puo' essere che mi sbagli!

Online geddy

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #11 : Martedì 11 Giugno 2019, 13:28:43 »
Sinisa ha detto quello che doveva dire. A Roma ci vive, inutile e dannoso indispettire i cugini. L'incidente con la municipale prima della finale testimonia che il clima a Roma e' facile a diventare invivibile.
Simone sta qua da 20 anni, Laziale autentico. Il problema non se lo pone neanche.

Offline Frusta

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #12 : Martedì 11 Giugno 2019, 13:43:22 »
Io ho cambiato azienda più volte, e negli ultimi 10 anni sono tornato alla prima.
Per noi è tifo, per loro è lavoro.
L'ottimista pensa che con Lotito questa sia la migliore Lazio possibile. Il pessimista sa che è vero.

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #13 : Martedì 11 Giugno 2019, 13:43:50 »
Secondo me no, poi puo' essere che mi sbagli!

ma certo che hai ragione. Certo.

Se non si crede che anche un professionista, nonostante la detta qualità o titolo, possa votarsi ad una causa, non si può manco abbozzà un discorso sul tifo, sulla passione.

Le chiacchiere stanno a zero.

C.v.: a 6 anni si perde all’Olimpico in un derby, a 12 la madre lo sventola vestito da bandiera, a 30 a San Siro vestito da Gascoigne, a 40 “carosella adamitico” in Piazza del Popolo, a 45 si tatua il genoma de Tare, a 50 tocca le tette della Falchi. A 55 si bambinizza ed entra in campo co Marusic

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #14 : Martedì 11 Giugno 2019, 13:45:15 »
Io ho cambiato azienda più volte, e negli ultimi 10 anni sono tornato alla prima.
Per noi è tifo, per loro è lavoro.

si ma, laddove garrisce al vento una bandiera, le cose cambieno.
C.v.: a 6 anni si perde all’Olimpico in un derby, a 12 la madre lo sventola vestito da bandiera, a 30 a San Siro vestito da Gascoigne, a 40 “carosella adamitico” in Piazza del Popolo, a 45 si tatua il genoma de Tare, a 50 tocca le tette della Falchi. A 55 si bambinizza ed entra in campo co Marusic

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #15 : Martedì 11 Giugno 2019, 14:02:24 »
Io ho cambiato azienda più volte, e negli ultimi 10 anni sono tornato alla prima.
Per noi è tifo, per loro è lavoro.

Allora non dichiari in tutte le interviste di esser tifoso della Lazio e non ti batti i pugni sul petto (15 giorni prima!), verso la Nord.


Il pupone, e de rozzi allenerebbero mai la Lazio?

No....e ce devono solo prova'.......

E cosi' stai sicuro che neanche M.Caso, A.Gregucci, B. Giordano, Nesta, SIMEONE, allenerebbero mai la roma: Inzaghi fa parte di questa schiera ovvero, professionisti ma Laziali dentro che accetterebbero tutto tranne che la destinazione, riommica.

Mihajlovic, e' nella schiera dei professionisti simpatizzanti Lazio: idem, Mancini.

Magari ha dei modi per manifestare la propria simpatia (innegabile), per i nostri colori che colpiscono noi tifosi ma nei fatti il vero Laziale e' quello che se ne sta in silenzio e che gode delle vittorie senza aver il bisogno di dimostrare la propria Lazialita' poiche' convinto e coscente di essa.

Signori, che e' stato dirigente(se fosse stato un allenatore ai livelli della serie A),  non  avrebbe maiallenato la roma.

Veron, idem!

Questi citati, secondo me sono lo stesso professionisti ma sono anche veri tifosi o, comunque nonostante la vita professionale sono rimasti Laziali.

Prendi le dichiarazioni di
Conceicao prima della partita con i riommici: alleneresti mai la roma?

No, e non ho paura a dirlo perche' io sono Laziale per cui se qualcuno ci rimane male non me ne frega niente!

Un allenatore puo' rimanere anche fermo un anno (vedi Gattuso che si e' dimesso dal Milan): se prendi in considerazione la roma vuol dire che sei solo un professionista e stai pensando ai cavoli tuoi e di conseguenza non sei per niente un tifoso ma semmai, un simpatizzante!


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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #16 : Martedì 11 Giugno 2019, 14:39:23 »
Inzaghi è una bella persona, si vede lontano un miglio.
Mi basta questo.
Grazie per questi 20 anni, ora vai oltre e credici.
il razzismo ci fa schifo, Forza Lazio è il nostro tifo!

Offline numero13

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #17 : Martedì 11 Giugno 2019, 15:50:54 »
MIHAJLOVIC:

Io traditore se fossi andato alla Roma? Io non tradisco nessuno, io lavoro, e non si può vivere di aria. Sarebbe stata una bella esperienza.


Mio commento:
Nella penultima partita si era battuto i pugni sul cuore, rivolgendosi alla curva Nord!

Dopo tre settimane avrebbe accettato la roma, e l' avrebbe considerata una bella esperienza poi non ha accettato per paura di un eventuale loro contestazione in quanto ex Laziale (ma lui avrebbe accettato!): e' vero che e' un professionista, ma se ti senti professionista fino in fondo vuol dire che non puoi esser tifoso della Lazio e allora non ti batti i pugni sul petto.

Io, credo che Simone invece al contrario alla roma non ci andrebbe neanche morto: Simone e' un silenzioso, non fa scenate che colpiscono.

Lui e' solamente Laziale e il suo comportamento e' quello del classico Laziale: non ha bisogno di battere i pugni sul petto perche' e' Laziale e non lo deve dimostrare a nessuno.

Da tifoso, caro Sinisa neanche io sono pronto: sono deluso da te proprio perche' sei un professionista fino in fondo e di conseguenza non puoi esser tifoso.

Grazie per tutto quello che hai dato a noi tifosi, ti rispettero' sempre in quanto persona seria ma sono veramente felice che Lotito non ti ha chiamato a sederti su questa panchina.

Ti avevo anche proposto nel toto-allenatori ma evidentemente mi ero sbagliato: sono orgoglioso che sia rimasto Inzaghi, professionista che pero' non accetterebbe mai la roma (infatti hanno contattato te ma non Inzaghi che semmai avrebbe scelto il Milan ma non la roma).

Gattuso si e' licenziato pur a costo di star fermo mentre tu avresti accettato la roma: questione di mentalita'.

Sono deluso non dal professionista Mihajlovic ma dal tifoso Mihajlovic che in ogni intervista non perdeva tempo a dire che era un tifoso della Lazio, poi come lo ha chiamato la roma ha tentennato, non accettando la loro panchina solo per paura di un eventuale contestazione da parte del tifo giallorosso non di quello biancoceleste.

W, Inzaghi: max rispetto per te Sinisa che sei un professionista serio, ma troppo professionista e troppo serio per la mia Lazio di cui io sono tifoso.

Grazie, Lotito per aver azzeccato ancora una volta la scelta dell' allenatore!
Pero' non confondiamo i calciatori con gli allenatori.
I posti da allenatore sono sempre meno e se uno comincia a scartare le rivali della sua ex squadra da calciatore, diventa difficile; si rimane un anno fermo, poi due, poi nessuno si ricorda piu' di te.....
Io sinceramente non mi scandalizzo per un ex calciatore laziale che va ad allenare la Roma; mi scandalizzo (e molto)  per un calciatore laziale che si trasferisce alla Roma.
Sinisa non deve dimostrare nulla, si vede lontano un miglio che e' laziale timbrato a fuoco.

Offline Gasco luis veron

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #18 : Martedì 11 Giugno 2019, 17:43:40 »
Pero' non confondiamo i calciatori con gli allenatori.
I posti da allenatore sono sempre meno e se uno comincia a scartare le rivali della sua ex squadra da calciatore, diventa difficile; si rimane un anno fermo, poi due, poi nessuno si ricorda piu' di te.....
Io sinceramente non mi scandalizzo per un ex calciatore laziale che va ad allenare la Roma; mi scandalizzo (e molto)  per un calciatore laziale che si trasferisce alla Roma.
Sinisa non deve dimostrare nulla, si vede lontano un miglio che e' laziale timbrato a fuoco.

Voglio vedere se te lo fossi ritrovato  di fronte ad un derby da avversario, se ancora saresti stato della stessa opinione: in Italia tutti sanno che la rivalita' tra Lazio e roma non e' la stessa che c'e' tra Milan ed Inter piuttosto che Torino e Juve o, Sampdoria e Genoa (che comunque e' il piu' sentito dopo il derby di roma).

Di squadre da scegliere ce ne sono ad aiosa...

Tra l' altro.....

Mihajlovic, stava per rifare l' errore commesso da Zeman che andando alla roma si e' solo che rovinato la carriera.

Nella vita la penso in tutt' altra maniera ma nel Wrestling (invece per me nel calcio), sono per "La Raza"....cit. Guerrero

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #19 : Martedì 11 Giugno 2019, 18:21:58 »
Ho impressione che Zeman si sia rovinato la carriera quando ha iniziato a dire la sua verita' sulla Juve.
Passare dalla Lazio a quell'antri e' un enorme passo indietro ma non rovina nessuno!
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Offline Gasco luis veron

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #20 : Martedì 11 Giugno 2019, 22:07:31 »
Ho impressione che Zeman si sia rovinato la carriera quando ha iniziato a dire la sua verita' sulla Juve.
Passare dalla Lazio a quell'antri e' un enorme passo indietro ma non rovina nessuno!

Per rovinato, intendo che quell' ambiente lo ha spinto a spingere sulla polemica del doping (ma per il fine che secondo loro la Juve aveva aiutini arbitrali e loro torti), sostenendolo nella lotta fino poi ad abbandonarlo e a lasciarlo solo una volta scoperto il coperchio.

Il fine di Zeman era puro e riguardava veramente quello di preservare la salute dei calciatori mentre molti nell' ambiente giallorozzo prendevano la guerra di Zeman come scusa per dire: vedete la Juve vince perche' ruba e a noi ci penalizzano!

Secondo me Jim, almeno in base a quello che ricordo poi puo' esser che ricordi male.

Zeman da noi era considerato un Dio ed era ampiamente amato con un secondo posto ed un terzo posto in tre anni!

La roma di Zeman non ha mai giocato come la Lazio di Zeman (ma questo e' un altro discorso rispetto all' argomento di cui stavamo parlando).

Offline POMATA

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #21 : Giovedì 13 Giugno 2019, 22:11:56 »
Su Radu non potrà contare.
SI TIFA UN’IDEA, DUE COLORI O UNDICI RAGAZZI CON I COLORI BIANCOCELESTI.
SEI UN GRANDE FISH😂😂😂

Offline WombyZoof

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #22 : Sabato 15 Giugno 2019, 13:43:51 »
«Gol in fuorigioco. Fate schifo». Conclude con un discorso alla Nazione: «Per quanto mi riguarda è finita 0-2. La Roma ha espugnato Torino ed è capolista»

Offline WombyZoof

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #23 : Sabato 15 Giugno 2019, 13:53:29 »
Potrebbe? Come potrebbe?
Tutti sono contenti di Lulic, Radu e Parolo, ma le nuove frontiere da conquistare passano per la loro sostituzione. Possono essere la vecchia guarda, la guarda imperiale, quella che si spezza ma non si piega, quelli sempre pronti a fare quadrato intorno all'imperatoreallenatore e offrire il loro apporto ogni volta che ce ne sarà bisogno, dentro e fuori il rettangolo di gioco, ma partendo dalla panchina. Alla Lazio servono i titolari. Da almeno due stagioni.

Abbi pazienza, ma ragionate su quello che scrivete, o è un impulso irrefrenabile al lamento? Secondo te in un'intervista va a dire "sì, ormai sono vecchi e non ho più bisogno di loro, voglio gente nuova?" .  Un bravo allenatore e gestore di gruppo difende sempre dalle critiche i suoi giocatori, ed esprime riconoscenza per la dedizione mostrata. E' proprio l'ABC del mestiere. 
Poi quello che accade dietro le quinte, se vuole gente nuova o no, noi non lo sappiamo, non va certo a dirlo al corriere dello sport.   Ne parla con Tare e con Lotito, e lo sapremo a inizio campionato su chi ha puntato.   
«Gol in fuorigioco. Fate schifo». Conclude con un discorso alla Nazione: «Per quanto mi riguarda è finita 0-2. La Roma ha espugnato Torino ed è capolista»

Offline Gasco luis veron

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #24 : Lunedì 17 Giugno 2019, 08:33:04 »
Se dovesse partire Sms (spero che rimanga), e dovessimo acquistare Jony R. Spero che il mister riveda il suo modulo: a mio avviso sarebbe un errore partire con il 3/5/2!


Online MagoMerlino

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #25 : Lunedì 17 Giugno 2019, 11:02:50 »
Abbi pazienza, ma ragionate su quello che scrivete, o è un impulso irrefrenabile al lamento? Secondo te in un'intervista va a dire "sì, ormai sono vecchi e non ho più bisogno di loro, voglio gente nuova?" .  Un bravo allenatore e gestore di gruppo difende sempre dalle critiche i suoi giocatori, ed esprime riconoscenza per la dedizione mostrata. E' proprio l'ABC del mestiere. 
Poi quello che accade dietro le quinte, se vuole gente nuova o no, noi non lo sappiamo, non va certo a dirlo al corriere dello sport.   Ne parla con Tare e con Lotito, e lo sapremo a inizio campionato su chi ha puntato.   
Di solito mi capita di ragionare su quello che scrivo e potrei rivolgerti la stessa domanda vista la tua contestazione.
Tra l'altro non si comprende dove si celerebbe l'impulso irrefrenabile al lamento.
Ho solo evidenziato un "potrebbe" che, conoscendo come da 15 anni, non uno, due o tre, quindici anni, si muove questa società, ogni condizionale usato di questi tempi può trasformarsi in un'arma a doppio taglio. Inzaghi ha giustamente sottolineato l'assoluta dedizione alla causa dei suoi vecchi. Ma deve essere altrettanto chiaro che il cambio non può essere ulteriormente posticipato e il ragionamento "tanto c'è Radu, tanto c'è Lulic, tanto c'è Parolo" non può più essere valido.
Sono tre anni che si cerca un sostituto di Lulic, rivolgendosi sempre a dei prospetti a delle scommesse tutte da verificare, prima Lukaku, poi Durmisi e vuoi per una cosa, vuoi per un'altra, il titolare sempre Lulic è stato. Ora come sostituto di Lulic sembra si sta pescando nientemeno che nella serie B spagnola e tanto c'è sempre Lulic.....
La Lazio deve cominciare a fare il famoso salto di qualità cominciando dagli obiettivi di mercato. Non può continuare imperterrita a cercare prospetti nei 4 angoli del mondo, come non può basare la propria campagna acquisti su calciatori provenienti da mediocri squadre di seconda serie che nulla hanno dimostrato nella propria carriera.
Sul tema Lulic-Radu le cronache di questi ultimi giorni ci disegnano uno scenario troppo trigoria-style, sono state due bandiere ma se la Lazio li lascia liberi di rimanere o di andare a trovare qualche altra esperienza, lo trovo ineccepibile. La Lazio non sta cacciando ne Lulic, ne Radu, ha semplicemente dato ai due la possibilità di scegliere la soluzione professionalmente più giusta per loro. La levata di scudi modello "Radu non si tocca" la trovo eccessiva e controproducente.

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #26 : Lunedì 17 Giugno 2019, 12:26:01 »
Lukaku e Durmisi sono stati due errori, non due scommesse.

Non si capisce perché gli altri acquistano giocatori e noi sempre ''scommesse''.
La rosa della Lazio dice che abbiamo acquistato giocatori anche noi e che casomai qualche ''scommessa'' ad altri é costata decine e decine di milioni di euro.

Non si può leggere ancora la lagna secondo la quale le decisioni della Lazio siano sempre le stesse da 15 anni.
E' cambiato tutto, a partire dal monte ingaggi e dall'abbandono della lotta per non retrocedere, oltre dall'arrivo di trofei (minori) irraggiungibili ad inizio ciclo.

Per non parlare del D.S., che era un altro.

Pure il gestore panciuto compariva pure negli spot della Wind ed ora non si vede quasi più.
Che altro si vuole, qualche fettina di una parte del corpo dove non batte il sole?
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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #27 : Lunedì 17 Giugno 2019, 12:31:00 »
Davvero.
Va tutto così meravigliosamente bene che uno si domanda e dice "perchè lamentarsi?".
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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #28 : Lunedì 17 Giugno 2019, 12:49:29 »
Davvero.
Va tutto così meravigliosamente bene che uno si domanda e dice "perchè lamentarsi?".

Si può e si deve fare sempre meglio.
Tra l'altro nessuno dice che va tutto ''meravigliosamente bene''.

Ma sto fatto dei 15 anni tutti uguali a sè stessi e il fatto che la S.S.Lazio acquista solo scommesse non é una lamentela, é una falsità.
Che verrà sempre sottolineata.


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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #29 : Lunedì 17 Giugno 2019, 14:09:57 »
Lukaku e Durmisi sono stati due errori, non due scommesse.
E vediamo, sono stati due errori perchè? Perchè sono stati acquistati nella speranza che potessero adattarsi al calcio italiano. Praticamente non avendo voluto andare sul sicuro, per quanto sia possibile andare sul sicuro parlando di una materia come il calcio, con calciatori più rodati ed esperti, si è provato a vedere se Lukaku e Durmisi potessero andare, praticamente sono state fatte due scommesse. Mò chiamale come ti pare il concetto quello è.

Non si capisce perché gli altri acquistano giocatori e noi sempre ''scommesse''
La rosa della Lazio dice che abbiamo acquistato giocatori anche noi e che casomai qualche ''scommessa'' ad altri é costata decine e decine di milioni di euro.
Detto che guardare le cose fatte male dagli altri non aiuta, può essere consolatorio e auto assolvente, ma non altro. Le scommesse le fanno tutti, certo, solo che molti, una volta verificato che la scommessa non ha portato i risultati sperati la riciclano prima di perderci troppi soldi o trasformarla in esubero. Inutile dire che di solito si prova ad acquistare quello che serve, l'essenziale e poi se capita la scommessa.
L'anno scorso l'ha fatto pure la Lazio,  c'era da sostituire De Vrij e Felipe Anderson, la Lazio li ha ottimamente sostituiti e non poteva fare altro, con uno Acerbi, è andata sul sicuro, la seconda è stata una a tutti gli effetti una"scommessa" ponderata, Correa aveva già giocato in Italia con alterni risultati e non aveva mai offerto un'idea di continuità del rendimento, possiamo alla luce dei risultati ritenerla vinta. Per sostituire Lulic, dal momento che Lulic è sempre lui e garantisce il suo impegno, si è provato, dopo il fallimento Lukaku, con Durmisi. Sempre scommesse so'.

Non si può leggere ancora la lagna secondo la quale le decisioni della Lazio siano sempre le stesse da 15 anni.
E' cambiato tutto, a partire dal monte ingaggi e dall'abbandono della lotta per non retrocedere, oltre dall'arrivo di trofei (minori) irraggiungibili ad inizio ciclo.
Ti sei subito allineato, come qualcuno scrive "lamento" tu immediatamente trovi un sinonimo.
Sei convinto che è cambiato tutto, bene. Essere convinti di qualcosa è sempre qualcosa di positivo.
Sono cambiate molte cose e molte anche in meglio, nessuno lo nega. Chi non è cambiato mai è Lotito e la sua strampalata filosofia.

Per non parlare del D.S., che era un altro.
Ce ne sono stati pure più di paio, è cambiato tuttissimo.

Pure il gestore panciuto compariva pure negli spot della Wind ed ora non si vede quasi più.
Il fatto che non si veda, non significa che non esterni i suoi soliloqui. Nella stagione appena conclusa mi sembra abbia offerto piena e continua prova della sua comunicazione a senso unico.

Che altro si vuole, qualche fettina di una parte del corpo dove non batte il sole?
Ecco se volevi confermare l'inutilità di tutto il tuo intervento, con questa chiosa ci sei riuscito.
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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #30 : Lunedì 17 Giugno 2019, 14:19:42 »
Dei due succitati, il vero flop è stato Durmisi.

Lukaku fosse sano sarebbe un bell'esterno di spinta. Il guaio è che non lo è....speriamo che si ripeta la storia di De Vrij con finale diverso...ossia dopo operazione torna forte come prima e però rinnova o lo vendiamo bene...
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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #31 : Lunedì 17 Giugno 2019, 19:23:39 »
Dei due succitati, il vero flop è stato Durmisi.

Lukaku fosse sano sarebbe un bell'esterno di spinta. Il guaio è che non lo è....speriamo che si ripeta la storia di De Vrij con finale diverso...ossia dopo operazione torna forte come prima e però rinnova o lo vendiamo bene...

A Lukaku dobbiamo la vittoria in Supercoppa e qualche altro punticino in campionato (mi ricordo un gol a Genova col Genoa, frutto di un suo strappo sulla fascia).

Di Durmisi non è purtroppo possibile ricordare nulla di buono in un'intera stagione... solo svarioni e un calcio di rigore che ci è valso di fatto l'uscita dalla lotta per la CL (che però, a conti fatti, ha consentito al Milan di arrivare sopra le merde... :P )

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #32 : Martedì 18 Giugno 2019, 12:58:04 »
E vediamo, sono stati due errori perchè? Perchè sono stati acquistati nella speranza che potessero adattarsi al calcio italiano.

come tutti gli altri calciatori acquistati da ogni club.

praticamente sono state fatte due scommesse. Mò chiamale come ti pare il concetto quello è.

Chiamale tu scommesse, per me sono due acquisti falliti, così come ci sono stati acquisti azzeccati.
Così come in ogni club, italiano e straniero.

una volta verificato che la scommessa non ha portato i risultati sperati la riciclano prima di perderci troppi soldi o trasformarla in esubero. Inutile dire che di solito si prova ad acquistare quello che serve, l'essenziale e poi se capita la scommessa.

puoi fare qualche esempio, tipo iturbe, schik, higuain, pastore, nzonzi, olsen?
Sono certo che te ne verranno in mente altri 50.

L'anno scorso l'ha fatto pure la Lazio,  c'era da sostituire De Vrij e Felipe Anderson, la Lazio li ha ottimamente sostituiti e non poteva fare altro, con uno Acerbi, è andata sul sicuro, la seconda è stata una a tutti gli effetti una"scommessa" ponderata, Correa aveva già giocato in Italia con alterni risultati e non aveva mai offerto un'idea di continuità del rendimento, possiamo alla luce dei risultati ritenerla vinta.

ah, quindi se acquistiamo un talento a 19 milioni si tratta di una scommessa ''ponderata''.
Devo ammettere che come arrampicatore sugli specchi sei persino superiore a Fish. E non é poco.

Sono cambiate molte cose e molte anche in meglio, nessuno lo nega. Chi non è cambiato mai è Lotito e la sua strampalata filosofia.

Veramente sei tu ad essere rimasto uguale a prima, neanche ti sei accorto che pure Lotito qualche cosa l'ha smussata, oltre ad apparire un 95%in meno rispetto a prima.

Il fatto che non si veda, non significa che non esterni i suoi soliloqui. Nella stagione appena conclusa mi sembra abbia offerto piena e continua prova della sua comunicazione a senso unico.

Ma a te ti sembrano utili questi post? Di quale prova cianci?

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #33 : Martedì 18 Giugno 2019, 18:50:49 »
Si può e si deve fare sempre meglio.
Tra l'altro nessuno dice che va tutto ''meravigliosamente bene''.

Ma sto fatto dei 15 anni tutti uguali a sè stessi e il fatto che la S.S.Lazio acquista solo scommesse non é una lamentela, é una falsità.
Che verrà sempre sottolineata.

Guarda queste discussioni sono inutili, non tanto per l'argomento sicuramente leggero, quanto per il tono e il senso con cui vengono mandate avanti.
Nessuno si può seriamente mettere in testa e affermare che la Lazio - come milioni di altri club - acquisti soltanto scommesse. anche perché la materia del calciomercato è fatta tutta di scommesse: anche acquitsare Maradona o Cristiano Ronaldo hanno rappresentato delle scommesse. Nessuno tira fuori 10-20-50-150 milioni a occhi chiusi, sicuro che saranno spesi bene.
Se si fa un'analisi più dettagliata dei vari giocatori che arrivano alla Lazio ogni anno si nota, che una buona metà, sono giocatori piuttosto sconosciuti e per questo rappresentano delle scommesse. solo per questo.
Ma il tuo puntiglio ti impedisce di affrontare serenamente questa definizione. Ti capisco: sono cose che fanno male da leggere.

Quindi sto fatto che da 15 anni la S.S.Lazio "acquista solo scommesse é una falsità" lo condivido, anche perché nessuno lo pensa e lo afferma in questi termini.

La Lazio - come tutti gli altri club - in ogni campagna traserimenti punta su due o tre giocatori di richiamo e di talento e poi su altri 2 o 3 giocatori meno famosi, più di contorno e spessoe volentieri di grande rischio e per questo vengon definite scommesse.
Ci sarebbero altri misteri, come di quei giocatori che arrivano rotti, che fanno la preparazione i Paideia per due mesi, e che non giocano praticamente mai, forse perché nei forum pullulano le polemiche su di loro, mica perché gli allenatori non li "vedono".

Ma passiamo oltre. Va tutto meravigliosamente bene. perchè lamentarsi? Mica possiamo pretendere una fettina di prosciutto in più vicino all'osso. No: du etti, non una fetta in più.
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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #34 : Martedì 18 Giugno 2019, 20:10:50 »
Guarda queste discussioni sono inutili, non tanto per l'argomento sicuramente leggero, quanto per il tono e il senso con cui vengono mandate avanti.

Io quelle rare volte che gioco a tennis tiro forte se l'avversario tira forte.
(essendo io una pippa se tira invece piano la mando a rete o lunga, ma questo é un altro discorso).

Quindi sto fatto che da 15 anni la S.S.Lazio "acquista solo scommesse é una falsità" lo condivido, anche perché nessuno lo pensa e lo afferma in questi termini.

nessuno?
Mi sembrava strano in effetti che qualcuno avesse postato una tale corbelleria, chiedo scusa allora.

Se si fa un'analisi più dettagliata dei vari giocatori che arrivano alla Lazio ogni anno si nota, che una buona metà, sono giocatori piuttosto sconosciuti e per questo rappresentano delle scommesse. solo per questo.

ci sono almeno 3 club di serie A che non fanno questo? Dimmi quali, vorrei controllarli.
Tra l'altro ricordiamo che sono sconosciuti ai più ma non ai professionisti che lavorano nella S.S.Lazio in questo ambito.
Ma tu sei puntiglioso e questa verità ti fa maluccio.


Ci sarebbero altri misteri, come di quei giocatori che arrivano rotti, che fanno la preparazione i Paideia per due mesi, e che non giocano praticamente mai

Ci sarebbero, ma non si capisce perché lo dici a me.

Ma passiamo oltre. Va tutto meravigliosamente bene. perchè lamentarsi? Mica possiamo pretendere una fettina di prosciutto in più vicino all'osso. No: du etti, non una fetta in più.

A me non pare che vada meravigliosamente bene, si può fare sempre di più e meglio, ad esempio seguendo i tuoi preziosi suggerimenti.

Tra l'altro come sai io voglio vincere scudetto e C.L., vincendo la finale con 3 gol di scarto contro il M.City.
Quindi pensa come sto messo.



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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #35 : Mercoledì 19 Giugno 2019, 12:13:37 »
Chiamale tu scommesse, per me sono due acquisti falliti, così come ci sono stati acquisti azzeccati.
Così come in ogni club, italiano e straniero.
Ma per tenere alta la polemica ti è rimasto solo di fare il sofistico su un aggettivo? Ma la colpa è mia che ti do retta.

ah, quindi se acquistiamo un talento a 19 milioni si tratta di una scommessa ''ponderata''.
Devo ammettere che come arrampicatore sugli specchi sei persino superiore a Fish. E non é poco.
Non riesci a capire la differenza o non vuoi, quindi è inutile continuare a spiegartela. A te non interessa il confronto, interessa solo ribattere polemicamente per tentare di delegittimare le opinioni altrui. Poi accusare gli altri di arrampicarsi sugli specchi quando tu sei una eccellenza in questa pratica ha del comico. Ma la colpa è sempre mia.

Veramente sei tu ad essere rimasto uguale a prima, neanche ti sei accorto che pure Lotito qualche cosa l'ha smussata, oltre ad apparire un 95%in meno rispetto a prima.
Si è come dici te, certo. Riesci a negare pure tutte le esternazioni di Lotito quest'anno.

Ma a te ti sembrano utili questi post? Di quale prova cianci?
Quando cominci con questi ping pong significa che non hai argomenti da contrapporre, fai solo polemica.
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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #36 : Mercoledì 19 Giugno 2019, 23:04:11 »
Davvero.
Va tutto così meravigliosamente bene che uno si domanda e dice "perchè lamentarsi?".

Sei un mago nell'esorcizzare subito i successi. Ma non lo fai apposta eh.
Chi nega la pacifica, evidente coerenza tra le possibilità economiche della Lazio e i suoi risultati tecnici, è in malafede e quindi non può essere che romanista fracico.

Offline Gasco luis veron

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #37 : Lunedì 8 Luglio 2019, 22:44:14 »
E se Inzaghi quest' anno volesse rifare il gioco di Eriksson?


                      Marchegiani
                       Strakosha
                   Nesta
                   Vavro
                                Mihajlovic
                                  Acerbi
      P.Negro
      Bastos
                                               Pancaro
                                                 Lulic
                                  Almeyda
                                   L.Leiva
                      Veron
                   Milinkovic
S.Conceicao
Lazzari
                                  Nedved
                                 L.Alberto
                                              Boksic
                                              Correa
                           Salas
                        Immobile

Parlo di tattica non inveite per le associazioni: guardate alcune caratteristiche di quel gioco e andate al di la' dei nomi.

Eriksson faceva un gioco ibrido che non si sapeva se fosse piu' un 4/4/1/1 o, un 4/5/1 poiche' la caratteristica di quel gioco (completamente personalizzato da Eriksson), era che lo svedese attuava di base delle posizioni asimmetriche.

Le due punte con Boksic pero' largo a sinistra e Nedved appena dietro centrale per sfruttare le incursioni e i suoi tiri.

In fase di non possesso Nedved tornava a fare il quarto di centrocampo largo a sinistra poiche' Boksic non difendeva.

Di conseguenza tutto il baricentro della squadra si spostava una volta in possesso di palla: era certamente un 4/4/1/1 in fase di non possesso, ibrido perche' Boksic stava largo anziche' dietro la prima punta o, a fianco alla prima punta.

Era un 4/4/1/1 con il baricentro spostato che poteva esser anche un 4/5/1 poiche' la posizione di Boksic portava a questa interpretazione.


Quella Lazio aveva caratteristiche precise (parlo di caratteristiche non di qualita' dei singoli ok?):

Un marcatore: Nesta = Acerbi

Un difensore dall' ottima impostazione e dal gran lancione: Mihajlovic = Vavro

Un terzino destro bloccato che copriva le spalle all' ala destra molto offensiva: P.Negro = Bastos

Un terzino sinistro non molto tecnico ma molto bravo nel dribbling e forte fisicamente DI PIEDE DESTRO, che era libero di avanzare per far accentrare il quarto di centrocampo P.Nedved-L.Alberto: Pancaro = Lulic.

Un recuperatore di palloni: Almeyda = Leiva

Un giocatore di qualita' in mezzo al campo non molto veloce ma dai piedi e dalla tecnica sopra la media e comunque forte nei contrasti e nel tener palla: Veron = Milinkovic

Un ala destra che doveva fare continuamente su e giu' e buttare piu' palloni possibili in mezzo, dall' ottimo dribbling e dal buon cross: S.Conceicao = Lazzari

Un incursore di centrocampo che giocava in verticale sulla trequarti avversaria, che portava palla fino all' area di rigore avversaria e che poi una volta arrivato in questa posizione, tirava in porta: Nedved = L.Alberto (Luis, non tira come Nedved ma in quella zona ti manda in porta gli attaccanti con gli assist sempre in verticale).

Un attaccante dietro alla prima punta che ti salta piu' uomini possibili creando superiorita' numerica sulla sinistra, e magari un po' anarchico in fase di non possesso: Boksic = Correa

Un centravanti molto mobile che porta continuamente il pressing ai portatori di palla della difesa avversaria: Salas = Immobile.

Non guardate i singoli, ma le singole caratteristiche del gioco che faceva Eriksson!









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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #38 : Giovedì 18 Luglio 2019, 14:10:37 »
IL SILENZIO DI INZAGHI - Dopo la vittoria della Coppa Italia, Simone Inzaghi si prese del tempo per pensare. Senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti: "Non era venuto a Piacenza, ma ci siamo sempre sentiti. poi noi siamo venuti a Roma. C'erano tante voci, se andrà, se non andrà. Poi Filippo è venuto da me e mi ha detto: "Papà, tanto non se ne andrà mai da Roma. Capito? Mai. E' troppo attaccato alla Lazio. Quando arriva al campo, sono ormai 21 anni che parcheggia lì fuori, per cui è difficile: ormai si sente a casa. Filippo gli ha parlato due giorni e ha capito tutto. Se gli parli di andare via gli venivano le lacrime agli occhi. "Adesso vediamo, valutiamo", rispondeva. Ma in cuor suo già sapeva. Anche se di interessamenti ce ne sono stati e questo non può che fare piacere".

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #39 : Giovedì 18 Luglio 2019, 15:37:33 »
IL SILENZIO DI INZAGHI - Dopo la vittoria della Coppa Italia, Simone Inzaghi si prese del tempo per pensare. Senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti: "Non era venuto a Piacenza, ma ci siamo sempre sentiti. poi noi siamo venuti a Roma. C'erano tante voci, se andrà, se non andrà. Poi Filippo è venuto da me e mi ha detto: "Papà, tanto non se ne andrà mai da Roma. Capito? Mai. E' troppo attaccato alla Lazio. Quando arriva al campo, sono ormai 21 anni che parcheggia lì fuori, per cui è difficile: ormai si sente a casa. Filippo gli ha parlato due giorni e ha capito tutto. Se gli parli di andare via gli venivano le lacrime agli occhi. "Adesso vediamo, valutiamo", rispondeva. Ma in cuor suo già sapeva. Anche se di interessamenti ce ne sono stati e questo non può che fare piacere".

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come ve pare,  ma non e' eterno alla Lazio ...

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #40 : Giovedì 18 Luglio 2019, 16:00:01 »
come ve pare,  ma non e' eterno alla Lazio ...
Nessuno lo e', ma non e' questo il punto.
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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #41 : Lunedì 26 Agosto 2019, 14:14:12 »
Il mister e' tornato quello di due anni fa: si e' tolto quella paura di dosso dovuta ai torti dubiti 2 anni fa e a quel comportamento tanto stranondi Confortzone contro l' Inter che mino' tutto lo spogliatoio.

E' tornato il primo Inzaghi: gioco totale, pressing alto, calcio offensivo sviluppato in verticale (lui e' uno dei migliori ad applicarlo!), con in piu' le variazioni in orizzontale grazie a Lazzari e compagni, lucidita' ed intuizioni positive e libero da complessi di tipo arbitrale nelle sostituzioni.


Ma quelllo che mi piace di piu' e'  che lo vedo bello gasato e questo crea entusiasmo agli stessi giocatori.

Inzaghi:- Dovremo essere bravi a recuperare in questi giorni – spiega Inzaghi – per la partita delle partite».

LE PARTITE DELLE PARTITE: MESSAGGIO CHIARO AI GIOCATORI!


Ti voglio cosi' mister: spaccamo tutto!

Offline Fabio

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #42 : Lunedì 26 Agosto 2019, 14:42:50 »
meglio un impianto solido consolidato da qualche anno con interpreti di caratura che si conoscono e alcuni di valore aggiunto o una squadra che cambia allenatore,fa mercato ad minchiam o con un impianto base di mediocri o sopravvalutati allenati da uno come loro?

Quest'anno ci toglieremo soddisfazioni..

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Re:Intervista del Corsport a Simone Inzaghi
« Risposta #43 : Lunedì 26 Agosto 2019, 15:29:17 »
boni...

santifichiamolo, spero, a partire dal 1 settembre... :headbang: :priest: :ikes: :ikes: :bike2:
C.v.: a 6 anni si perde all’Olimpico in un derby, a 12 la madre lo sventola vestito da bandiera, a 30 a San Siro vestito da Gascoigne, a 40 “carosella adamitico” in Piazza del Popolo, a 45 si tatua il genoma de Tare, a 50 tocca le tette della Falchi. A 55 si bambinizza ed entra in campo co Marusic