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Autore Topic: 32 anni fa  (Letto 410 volte)

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Offline franz_kappa

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32 anni fa
« : Venerdì 5 Luglio 2019, 15:07:12 »
Era sabato, se non sbaglio (ricordavo male, ho controllato. Era domenica). Nel pomeriggio, in tv, andò in onda - credo in diretta dal San Paolo di Napoli - l'ultimo dei tre spareggi per evitare la Serie C.

Ne abbiamo fatta di strada, da allora. E ne abbiamo viste, di cose. Molte cose belle e anche qualche cosa brutta. Ma è il calcio: non può andare sempre bene, a maggior ragione se hai scelto di tifare lazio.
I laziali che già c'erano sono cresciuti e invecchiati (quasi un terzo di secolo non è uno scherzo...), altri sono entrati a far parte della nostra ultracentenaria famiglia. Sempre al fianco della Lazio.

(da Wikipedia) Terraneo, Acerbis, Magnocavallo (39' Piscedda), Camolese, Gregucci, Marino, Poli, Caso, Fiorini (74' Brunetti), Pin, Mandelli. A disposizione: Ielpo, Filisetti, Rizzolo.
Allenatore: Fascetti.

Per sempre grati.
"Ceterum censeo Televideum esse videndum" (cit.)

Offline geddy

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Re:32 anni fa
« Risposta #1 : Venerdì 5 Luglio 2019, 15:12:05 »
Che caldo che faceva. Eternamente grato anche al barista della stazione di Napoli. " Guaglio' non ci andate in C, sarebbe troppobrutto".

Offline aaronwinter

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Re:32 anni fa
« Risposta #2 : Venerdì 5 Luglio 2019, 15:34:40 »
Mamma mia.
Santi subito.

All'epoca consumavo compulsivamente trafiletti sulla Lazio sulla rosea o qualunque altro foglio giungesse a tiro.
Ché le notizie di prima mano scarseggiavano, a 650 km di distanza e in un'era in cui internet non offriva quella informazione pervasiva che viviamo oggi nel Villlaggio Globale. 

Anche per questo sono Laziale, anzi: anche per questo sono il Laziale che sono.

:love4:
Damose da fa (remix di aaronwinter)
Damose da fa' (feat. Disabitato)

Offline MagoMerlino

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Re:32 anni fa
« Risposta #3 : Venerdì 5 Luglio 2019, 15:40:45 »
9 punti non sono stai sufficienti, la prossima volta datecene 20

Uno striscione polemico e soprattutto profetico....

La Lazio che sarà di Cragnotti praticamente ha cominciato li, dal gol di Fiorini prima e da quello di Poli poi.
Odio perdere più di quanto ami vincere

#liberalaLazio

Siamo realisti, esigiamo l'impossibile.

Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale: ciò che conta è il coraggio di andare avanti. 

Offline franz_kappa

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Re:32 anni fa
« Risposta #4 : Venerdì 5 Luglio 2019, 16:24:12 »
La Lazio che sarà di Cragnotti praticamente ha cominciato li, dal gol di Fiorini prima e da quello di Poli poi.
A distanza di una quindicina di mesi da quella gara, giorno più giorno meno, la Lazio avrebbe iniziato - in periodo davvero avanzato, effetto delle Olimpiadi di Seoul - il primo di 32 campionati consecutivi in Serie A, incluso quello che ci apprestiamo a disputare. Per trovare qualcosa del genere bisogna tornare indietro al periodo 1927-1961, intervallo nel quale - pur in discontinuità, a causa della sospensione dell'attività sportiva nel terribile biennio di occupazione nazifascista dell'Italia - la Lazio disputò 32 stagioni nella massima serie del calcio italiano (29 campionati di Serie A a girone unico e 3 stagioni [1927-28, 1928-29 e 1945-46] di Divisione Nazionale).

Nel periodo 1927-1961 la Lazio si aggiudicò un solo trofeo. Nell'attuale 'striscia' di partecipazioni consecutive alla Serie A, avviata nella stagione 1988-89, i titoli sinora conquistati (peraltro nell'arco di 21 annate, dal 1998 in poi) sono 13.

Quella domenica pomeriggio, scampato l'incubo della C, eravamo tutti esausti e felici e, immagino…, non pensavamo a quel che ci avrebbe riservato il futuro.
Ma credo che nessuno, tra quanti allora seguivano la Lazio, si sarebbe augurato quello che la Lazio ci ha regalato sino a oggi.

Poteva andare meglio? Beh, forse sì, magari tra 1999 e 2001 qualcosa in più lo potevamo vincere. E nell'ultimo decennio qualche partecipazione in più in Champions la potevamo conquistare. Ma quello che abbiamo complessivamente vissuto in TUTTE le stagioni che sono venute dopo la gara che si giocò al San Paolo il 5 luglio 1987 è qualcosa di incredibile, se raffrontato ai precedenti 87 anni della nostra storia.
"Ceterum censeo Televideum esse videndum" (cit.)

Offline robylele

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Re:32 anni fa
« Risposta #5 : Venerdì 5 Luglio 2019, 18:42:08 »
andai a Lazio-Taranto e nel viaggio di ritorno io e il mio amichetto parlavamo di chi avremmo potuto incontrare in serie C.
A un certo punto feci il mome dell'Ischia Puteolana e lui : ''La trasferta é bella''.

Col Campobasso me la facevo sotto e giocai appositamente a tennis 3 ore di seguito con un pallettaro per non pensare. Dopo un paio di set persi a bordo campo passò un romoletto che mi disse: ''ahò, ve siete sarvati''.
E il pallettaro: ''Da che ci siamo salvati? Doveva piovere?''-

'Vista da fuori questa nuova proprieta' Usa non mi intriga affatto. Troppe percentuali, troppi discorsi, troppi fogli'.
Luciano Spalletti
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Offline Jim Bowie

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Re:32 anni fa
« Risposta #6 : Venerdì 5 Luglio 2019, 20:12:46 »
Le ho fatte tutte e due, la prima con il pulman dei tifosi su una A1 intasata che manco era lungotevere, arrivammo in ritardo.
La seconda di Domenica, dopo che il Sabato ero andato ad un matrimonio a Casalotti in un ristorante senza aria condizionata, che to dico a fa'.
Il 5 Luglio e' anche il compleanno di mio fratello, il quale mi bestemmio' addosso quando gli dissi che avrei portato con noi, la zia di mia moglie generalessa Orsoline laziale con un occhio bianco ed uno celeste.
La pregai di non vestire da monaca e di taparsi le orecchie nella malagurata ipotesi di gol mancati e/o pali.
Li vidi una scena che solo a Napoli si puo' vedere. era Domenica ed i benzinai erano chiusi, non lontano dal Piazzale del San Paolo c'era una pompa di benzina Total, a cui si avvicina un tizio con giubbino Total e si mette li ad aspettare. Una macchina si avvicina e vedendo un addetto Total si ferma a fare benzina. Popme incatenate, il tizio tira fuori una tanica e versa la benzina nel serbatoio.
Ando' tutto bene, al gol di Poli mi ritrovai abbracciato a gente che non avevo ne avrei mai rivisto, ritornando a casa un napoletano mi strillo' romano tie' a sciarpa e  mi diede una sciarpa della Lazio che ancora tengo con me.
Tornai a casa e Goal di Notte era appena iniziato.
Quella notte fini una Lazio che spero di non rivedere mai piu.
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Offline Fabio70rm

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« Risposta #7 : Sabato 6 Luglio 2019, 19:37:40 »
Che incubo che fu quell'anno.

Partiti per salvarci comodi, ad un certo punto finimmo quasi a ridosso della zona promozione, poi ci fu un crollo di risultati, e ritrovarci invischiati in quella melma che sarebbe stata la nostra fine...considerando che la condizione sine qua non che Calleri tenesse la Lazio era che rimanessimo in serie B, altrimenti ci avrebbe mollato e altro che incubo retrocessione....

Ricordo che mio padre, all'epoca, quasi scappò da lavoro, mi afferrò a casa e andammo in viaggio fino a Napoli. Gli insulti che prendemmo all'andare allo stadio, quando la gente capiva che eravamo della Lazio....

E che tensione e che liberazione quel goal!!!

Mai più quell'esperienza da incubo, mai più!!!
Polisportiva SS LAZIO, l'unica squadra a Roma che vince invece di chiacchierare!!

Offline Gotty

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Re:32 anni fa
« Risposta #8 : Domenica 7 Luglio 2019, 15:22:57 »
Io c'ero a Lazio-Campobasso proveniente da Termoli, dove ero in vacanza ospite, con un amico molisano juventin-campobassese, potete immaginare l'angoscia di avere accanto un amico/nemico nell'occasione e col quale avrei dovuto affrontare il ritorno a casa sua, invece fortunatamente dopo gli sfottò dell'andata ritornando ammise la nostra superiorità sorridendo e mai più immaginando che con la squadra della sua città non avrebbe mai più rivisto la serie B.
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Offline Setteblu

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Re:32 anni fa
« Risposta #9 : Domenica 7 Luglio 2019, 20:30:05 »
A distanza di una quindicina di mesi da quella gara, giorno più giorno meno, la Lazio avrebbe iniziato - in periodo davvero avanzato, effetto delle Olimpiadi di Seoul - il primo di 32 campionati consecutivi in Serie A, incluso quello che ci apprestiamo a disputare. Per trovare qualcosa del genere bisogna tornare indietro al periodo 1927-1961, intervallo nel quale - pur in discontinuità, a causa della sospensione dell'attività sportiva nel terribile biennio di occupazione nazifascista dell'Italia - la Lazio disputò 32 stagioni nella massima serie del calcio italiano (29 campionati di Serie A a girone unico e 3 stagioni [1927-28, 1928-29 e 1945-46] di Divisione Nazionale).

Nel periodo 1927-1961 la Lazio si aggiudicò un solo trofeo. Nell'attuale 'striscia' di partecipazioni consecutive alla Serie A, avviata nella stagione 1988-89, i titoli sinora conquistati (peraltro nell'arco di 21 annate, dal 1998 in poi) sono 13.

Quella domenica pomeriggio, scampato l'incubo della C, eravamo tutti esausti e felici e, immagino…, non pensavamo a quel che ci avrebbe riservato il futuro.
Ma credo che nessuno, tra quanti allora seguivano la Lazio, si sarebbe augurato quello che la Lazio ci ha regalato sino a oggi.

Poteva andare meglio? Beh, forse sì, magari tra 1999 e 2001 qualcosa in più lo potevamo vincere. E nell'ultimo decennio qualche partecipazione in più in Champions la potevamo conquistare. Ma quello che abbiamo complessivamente vissuto in TUTTE le stagioni che sono venute dopo la gara che si giocò al San Paolo il 5 luglio 1987 è qualcosa di incredibile, se raffrontato ai precedenti 87 anni della nostra storia.
Non potevamo davvero immaginare quel che venne dopo. Fu una giornata di infinita gioia e di sollievo indescrivibile.

Offline Eagles71

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Re:32 anni fa
« Risposta #10 : Lunedì 8 Luglio 2019, 14:12:44 »
con mio padre davanti alla tv nello stabilimento al mare, unici Laziali contro tutti gufi bolognesi della riviera romagnola che ci hanno sempre odiato...tiè...da lì in poi come avete già detto la Nostra le mezze calzette come il bologna, la viola, il toro, le merde, il naples che fino allora da sempre ci guardavano anche sghignazzando, si sono fatte piccole al nostro Rinascimento.
Grazie a voi Banda meno 9.
Per sempre grati
il razzismo ci fa schifo, Forza Lazio è il nostro tifo!

Offline fish_mark

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Re:32 anni fa
« Risposta #11 : Lunedì 8 Luglio 2019, 16:09:01 »
C'ero a Lazio Vicenza. Grandi emozioni, la sensazione di essere stato presente a qualcosa di storico. Ma comunqu einutile, tanto è vero che un secondo dopo il triplice fischio di Lo Bello (figlio) chi aveva la radiolina in curva ci ammoniva che dovevamo fare gli spareggi. Eravamo sfiniti ma per cosa? La guerra non era finita.

E finì quel giorno, quel 5th of july, la nostra indipendenza.
No, non ci andai a Napoli. Dovevo stare a casa alla vigilia di un esame all'università (che feci un paio di giorni dopo) (e poi chi c'aveva na lira ...)
Quindi, mattinata di studio, ma dopo pranzo, fermi tutti, staccate i telefoni, sigillate le imposte, anzi no fa caldissimo. Arriva la finale dello spareggio. LA PARTITA.

Mi misi sul divano con un pacchetto di sigarette. Ne fumai 19 prima della conclusione dei 90 minuti.
Al gol di Poli - che non arrivava mai!!! - lanciai un urlo che scosse le fondamenta della palazzina dove abitavo e fece venire un coccolone alla mia povera mamma.

In effetti, l'urlo fu eccessivo - con annessi improperi e citazioni del calendario prive di approvazioni ecclesiastiali - ma mi doveva scusare perché non avevo, non avevamo alternative. La LAZIO si doveva salvare dall'ignominia della serie C. Perché era scritto, anche se nel libro si faticava a trovare la pagina dove era riportato il passo. Perché, esattamente, non lo sapevamo, ma doveva essere così.

Non saremmo scomparsi, ma non potevamo sopportare tanto. E noi laziali ce la facciamo sempre, un centimetro prima del baratro.


PS1 Molti tifosi laziali provano una certa crescente insofferenza verso questi racconti di una Lazio sofferente, minore, che non ha vinto trofei ma ha avuto il merito di scrivre pagine eroiche. Personalmente, provo lo stessa insofferenza verso i racconti dello scudetto del 1974 di cui ho vaghi ricordi personali, principalmente perchè avevo 7 anni.
Ma per i ragazzi degli anni 80 come me, questa sofferenza inizia con la sentenza che ci manda in B dell'agosto 1980 (con una signora squadra già fatta e uno straniero olandese come Rene Van de Kerkhof) e finisco con il gol di Pioli, che fu il nostro scudetto, la nostra rinascita completa, anche se in sostanza fu lo stramazzare a riva dopo che a lungo hai rischiato di affogare.
Lo so che è noioso ripeterlo, ma questo fu.


PS2 Anche nel malaugurato caso fossimo retrocessi in C non sarebbe finito niente.
Il nome, i colori, il cuore, il sangue e la storia di una comunità vengono prima di una ragione sociale (vedi Napoli e Fiorentina).
Ma questo è un altro discorso.
un uomo di una certà mi offriva sempre olio canforato, spero che ritorni presto l'era del cinghiale biancoazzurro
STURM UND DRANG
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Offline franz_kappa

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Re:32 anni fa
« Risposta #12 : Lunedì 8 Luglio 2019, 18:55:49 »
[...]

PS1 Molti tifosi laziali provano una certa crescente insofferenza verso questi racconti di una Lazio sofferente, minore, che non ha vinto trofei ma ha avuto il merito di scrivre pagine eroiche. Personalmente, provo lo stessa insofferenza verso i racconti dello scudetto del 1974 di cui ho vaghi ricordi personali, principalmente perchè avevo 7 anni.
Bravo f_m. Ricordare NON significa rimpiangere.
Ricordare e/o celebrare un anniversario (neanche 'tondo', peraltro. Mica sono passati 30 anni. Ne sono passati 32...) ha il valore di consolidare i nostri ricordi, di rimetterci in collegamento con un momento importante della nostra storia. Quel 5 luglio, visto ex post, fu vero e proprio spartiacque: appena 14 mesi dopo quella domenica del 1987, nella quale si decise la permanenza in B o la retrocessione in C-1 della Lazio, siamo tornati a giocare in Serie A. Domenica 9 ottobre 1988 pareggiammo 0-0 a Cesena.

Da allora sono passati 32 anni e la A non l'abbiamo mai più abbandonata. "E' il minimo", dirà qualcuno. "La Lazio, presente quando nacque il Girone Unico, non può che giocare in A", aggiungerà qualcun altro. "Siamo un Club di tradizione e di lignaggio, che deve stare in A", aggiungerà un terzo.
Tutto vero, tutto plausibile. Ma nel 1987, per chi seguiva la Lazio da tre decenni, l'esperienza del periodo dai Sessanta agli Ottanta diceva altro, pur con l'incredibile parabola del biennio 1972-74.

E' importante, a mio avviso, rimarcare tutto ciò. Per paradosso Lazio-campobasso non vale, almeno secondo la mia lettura di quegli eventi, per quel che ci diede nell'immediato (la permanenza in B. Che a metterla così è cosa da celebrare il giusto, per certi versi). Il valore di quella gara è per quello che è venuto dopo: per la chiusura, si spera DEFINITIVA (ogni scongiuro è lecito anzi opportuno), di una fase più che problematica della storia della Lazio. Una fase che ci ha offerto opportunità impensabili (il primo Scudetto) ma anche tante tante sofferenze e umiliazioni. E molti rischi, alcuni serissimi.

Ne discende che oggi ha forse senso 'rimpiangere' una epoca in cui i Cagliari, le Lazio, i Torino, i Verona (ma anche i Perugia e i Vicenza, pur incapaci di vincere) potevano ambire a rovesciare il tavolo e rimescolare ogni tanto, in maniera del tutto inattesa, le carte in tavola.
Ma al contempo dovremmo tutti, a mio avviso, elaborare che quell'epoca è finita per sempre. E che da Lazio-campobasso e dal biennio successivo (promozione nel 1987-88 e sofferta salvezza in A nel 1988-89) è cominciata una nuova fase della nostra storia. Alla quale non è sempre facile, pur a fronte di 13 (!!!) titoli vinti, abituarsi.
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Offline franz_kappa

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Re:32 anni fa
« Risposta #13 : Lunedì 8 Luglio 2019, 19:08:32 »
[...]
appena 14 15 mesi dopo quella domenica del 1987, nella quale si decise la permanenza in B o la retrocessione in C-1 della Lazio, siamo tornati a giocare in Serie A. Domenica 9 ottobre 1988 pareggiammo 0-0 a Cesena.
[...]
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Offline giamma

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Re:32 anni fa
« Risposta #14 : Lunedì 8 Luglio 2019, 20:53:03 »
…….Ne discende che oggi ha forse senso 'rimpiangere' una epoca in cui i Cagliari, le Lazio, i Torino, i Verona (ma anche i Perugia e i Vicenza, pur incapaci di vincere) potevano ambire a rovesciare il tavolo e rimescolare ogni tanto, in maniera del tutto inattesa, le carte in tavola.
Ma al contempo dovremmo tutti, a mio avviso, elaborare che quell'epoca è finita per sempre. E che da Lazio-campobasso e dal biennio successivo (promozione nel 1987-88 e sofferta salvezza in A nel 1988-89) è cominciata una nuova fase della nostra storia. Alla quale non è sempre facile, pur a fronte di 13 (!!!) titoli vinti, abituarsi.
Nel '66 dopo gli sciaguratissimi mondiali londinesi guidati da Fabbri, per favorire la nazionale si decise la riduzione del campionato a sedici squadre e il blocco all'acquisto di stranieri, apparentemente se ne colsero subito i frutti vincendo l'europeo del '68, vittoria determinata prima da una monetina (in una partita che meritavamo di perdere) poi in finale da un arbitraggio scandalosamente a nostro favore che ci valse la ripetizione dopo 48 ore e vinta in uno stadio olimpico semi deserto tanto era lo sconforto dei nostri tifosi, poi dal '68 cominciò una gravissima crisi economica che culminò con svalutazione fino al 26% (io a quei tempi avevo il 18% d'interessi sul mio modestissimo conto in banca), crisi che fece si che il mercato dei calciatori si svolgesse principalmente su scambi (ti do un cavallo me dai due asini e una pecora) anche perché chi poteva mettere mano al portafoglio stava attentissimo a non suscitare scandali coi propri operai, la crisi continuò fino a circa l'87 quando ancora la svalutazione viaggiava intorno al 10%, i successi delle squadre minori sono figli di quanto sopra e del vincolo, la viola non cede Antognoni, il Cagliari Riva, noi Chinaglia perché chi potrebbe non se la sente politicamente di sborsare somme scandalosamente elevate, per gli stessi motivi la comproprietà di Rossi viene vinta dal Vicenza perché la Juve non mette in busta una cifra adeguata al suo valore, Torino e Verona hanno la fortuna di azzeccare squadre miracolo che si giovano di avversarie tutt'altro che irresistibili (per quanto detto sopra).
In epoca di vincolo il periodo dei campionati a 16 è stato quello più avaro di successi per le nostre squadre.
Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe. (C. H. Spurgeon)

Offline geddy

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« Risposta #15 : Lunedì 8 Luglio 2019, 21:14:50 »
Nel 1968 vinciamo l'Europeo, nel 1970 ArriviAmo secondi ai mondiali, toppiamo il 1974, nel 1978 arriviamo terzi e nel 1982 li vinciamo. Probabilmente uno dei periodi migliori Della nazionale Italiana. Giova ricordare che di mondiali ne vincemmo 2 negli Anni 30 e poi fino Al 1970 collezioniamo figuracce. Ora non so cosa c' entri l'inflazione, ma è in quel periodo che ci affermiamo come grande nazionale, non prima. E neanche dopo per certi versi.

Offline paperinik

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« Risposta #16 : Martedì 9 Luglio 2019, 08:49:04 »
A casa ho una cornice a giorno che mi raffigura esultante allo stadio contornato di biancoceleste ovunque. In basso, incastrati dal vetro della cornice, ci sono 2 biglietti: Fiorini-Vicenza e Lazio-Campobasso. Ogni tanto qualcuno che viene a casa mia mi chiede cosa siano quei biglietti, che valore possano avere ed il motivo per cui li avessi "incorniciati"...
Ed io rispondo: "Sono un pezzo importante della mia vita. Sono il mio presente!"
Si, perché il ricordo di quelle giornate, il ricordo delle peripezie del viaggio fino a Napoli, il ricordo di un'ATTESA di qualcosa che non voleva arrivare...e più la desideravi e più non arrivava, il ricordo della gioia provata al gol di Fiorini prima ed a quello di Poli poi è per me qualcosa di unico, irripetibile.
Ecco, tutti questi ricordi non fanno parte del mio "passato", bensì del mio presente che condivido con entusiasmo ogniqualvolta mi si fanno domande a riguardo. Il ricordo di quella esperienza di 32 anni fa, è un'emozione che mi fa gioire oggi.
Come si crea uno juventino?
Fate bollire l'acqua in una pentola, aggiungete un pizzico di pepe, un cucchiaio di sale e una manciata di cacca, ma attenzione a non metterne troppa altrimenti invece che lo juventino esce fuori il riomanista!

Offline Setteblu

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« Risposta #17 : Martedì 9 Luglio 2019, 19:34:19 »
PS1 Molti tifosi laziali provano una certa crescente insofferenza verso questi racconti di una Lazio sofferente, minore, che non ha vinto trofei ma ha avuto il merito di scrivre pagine eroiche. Personalmente, provo lo stessa insofferenza verso i racconti dello scudetto del 1974 di cui ho vaghi ricordi personali, principalmente perchè avevo 7 anni.
Ma per i ragazzi degli anni 80 come me, questa sofferenza inizia con la sentenza che ci manda in B dell'agosto 1980 (con una signora squadra già fatta e uno straniero olandese come Rene Van de Kerkhof) e finisco con il gol di Pioli, che fu il nostro scudetto, la nostra rinascita completa, anche se in sostanza fu lo stramazzare a riva dopo che a lungo hai rischiato di affogare.
Lo so che è noioso ripeterlo, ma questo fu.
Condivido ogni virgola. Aggiungo: io ero a Napoli il 5 luglio e ciò che ancora ricordo nitidamente, oltre alla vittoria, fu la bellissima sensazione di far parte di una tifoseria magnifica, innamorata oltre ogni limite nonostante le difficoltà della squadra. Nulla per me ha più valore di quello stato d'animo.
Naturalmente non rimpiango gli stenti sul campo ma altrettanto chiaramente rimpiango quel clima.