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Autore Topic: Dreaming at Stanford Bridge.  (Letto 908 volte)

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Dreaming at Stanford Bridge.
« : Lunedì 14 Ottobre 2019, 16:06:55 »
Tanto per rinverdire infinita (e fumosa) discussione sul futuribile – fantasmatico – stadio della SSLazio colgo l'occasione per raccontare una recente esperienza che ho avuto per un match di premier league.
Dunque trasferta a Londra allo Stanford Bridge per Chelsea-Brighton and Hove Albion, che in termini di puro richiamo è una specie di Inter-Chievo niente di più, niente di meno.

Sorvolo sulla difficoltà di acquistare i biglietti perché come sapranno molti di voi, è praticamente impossibile acquistarli in premier league, visto che il 95 % dei posti disponibili appartengono agli abbonati. Eh si perché in Inghilterra premiano gli abbonati e i fidelizzati: più ci vai, più acquisti punti e possibilità di acquistare biglietti. L’unica possibilità per chi non è abbonato, né fidelizzato (un semplice turista per esempio) è acquistarli da loro, che se li fanno pagare e pure bene. E se tutto questo vale per una partita con il Brighton, ancora di più vale per match con le grandissime squadre della premier come Liverpool, Manchester (utd o city) o altro ancora!

Il match aveva inizio alle 15 e mi avvicino allo Stanford bridge a un’ora e mezza prima. All’arrivo, dopo aver preso la District line (la linea verde) della metropolitana di Londra, esco dalla Stazione di Fulham broadway che ci immette sull’omonima strada che è larga quanto via del Tritone, via Collatina o via di Boccea.





La gente che esce dalla stazione – dove c’è un discreto centro commerciale con bar, ristoranti e negozi – procede ordinatamente lungo i marciapiedi in direzione dello stadio. Il traffico, ogni minuto che passa verso la partita, è sempre più rado (la strada viene chiusa al traffico all’uscita dallo stadio quando il deflusso è massimo).
Passeggio lungo questa Fulham broadway per respirare l’aria della vigilia del match. Vado su e giù per questa strada, tra pub, negozi, bancarelle con le immancabili sciarpe e qualche touts (traduzione: bagarini) che ti dice ammiccante “tickezz?” (ma ci sono cartelli che ammoniscono ad acquistare da loro). Noto anche un adesivo degli zozzoni posto su un palo della luce: che dire? Senza vergogna!
Allo stadio si accede da tre varchi tutti posti su Fulham broadway (vedi frecce rosse), presidiati da un imponente schieramento di steward però è a maglie abbastanza larghe, senza cancellate di sorta a delimitare lo stadio e nessun poliziotto dietro di loro (ne vedrò qualcuno all’uscita) a intervenire. Insomma lo scenario che si presenta all’Obelisco o in curva nord per noi tifosi romani è lontanissimo e non soltanto geograficamente.

in rosso le frecce che indicano gli ingressi



l'ingresso principale di fulham broadway



altre visuali di fulham broadway







Dopo una mezz’oretta attraverso il primo varco semplicemente esibendo il biglietto che ho mano, senza alcun controllo di documenti e il corollario di perquisizioni personali: solo un sorriso e si va via senza problemi.
Passato il primo varco vago all’interno dello spazio circostante lo stadio dove ci sono ristoranti (un paio, oltre alle hospitality) e un albergo (Milennium and Copthorne), oltre al museo e al negozio, uno spazio a due piani bellissimo e brulicante di tifosi (ovvio il match è fra un’ora), che acquistano la qualunque in un’atmosfera febbrile.
Il mio ingresso è EAST LOWER SIDE BLOCK 4. Prima di entrare nella tribuna devo passare un secondo controllo di steward che anche qui si risolve nella semplice esibizione del tagliando: nessuna richiesta particolare, nessun documento, nessuna richiesta dei pagamenti di IMU-TASI e TARI e tantomeno perquisizioni personali. Mi avvicino allo steward – un uomo con aspetto bonario con la barba - sciorinandogli i due biglietti senza fermarmi a farglieli leggere e lui mi sorride soddisfatto di cotanta trasparenza.
Il settore è in pratica una tribuna Tevere, con i miei posti in basso, esattamente sopra le panchine, per me il lato Chelsea. Una figata pazzesca: starò a tu per tu con mister Lampard e magari potrò dargli qualche suggerimento tattico o magari per una sostituzione.

Da lì parte lo spettacolo con i riscaldamenti accompagnati dalle note di Parklife dei Blur e London Calling dei Clash. Poi inizia il match con il rumorosissimo contributo dei tifosi del Brighton accorsi in massa. Ma la partita non ha storia è un lungo monologo dei blues dove noto Mount un peperino molto tecnico e alla fine il risultato è fin troppo ovvio 2-0. Vedo i giocatori correre a qualche metro di distanza quasi a portata di mano. Alla fine per i più fortunati un saluto ravvicinato e magari una maglietta – tutta sudata in omaggio. Esco dallo stadio con la stessa resistenza che avrebbe un bambino appena sceso da una giostra fantastica. Una visuale perfetta, un contatto quasi fisico con lo spettacolo, una comodità ideale (i sedili sono un po’ angusti ma tutti comodi), un’atmosfera a “misura d’uomo”. Tutto un complesso di emozioni lontanissime dalla monumentalità e la scomodità dell’Olimpico.

In sostanza, non ho visto controlli stretti, come da noi, con gli steward che ti controllano il biglietto e i documenti all’Obelisco e poi ancora dopo il passaggio del tornello, con un paio di perquisizioni del personale di PS. Semplice esibizione di documenti e nessun poliziotto mi ha fatto la perquisizione: anzi non ne ho proprio visti, se non all’uscita.
Il resto è stato un sogno, con una partita che non aveva storia, ma con il senso del godimento di uno spettacolo con i giocatori che ti stanno a qualche metro di distanza e magari rischi pure una pallonata (il che per un tifoso è puro orgasmo).
Lo Stanford bridge poi è poco più grande del Flaminio e si vede una favola. Lo sottolineo perché noi romani siamo veramente in una condizione assolutamente negativa, inappropriata per il godimento dello spettacolo calcistico.




STADIO STANFORD BRIDGE
Distanza dalla stazione di Fulham Broadway 150 metri
L’impianto ospita 41 mila spettatori e si tratta di un rettangolo che misura
Nelle curve (matthew harding stand e Shed End) 115 mt, nentre nelle tribune (East Stand e West Stand) 150 mt

Il complesso misura dal lato nord 167 mt, lato ovest 140 mt, Lato sud 182 mt e dal Lato est 220 mt

Sullo STADIO FLAMINIO va detto che l’impianto era capace di più di 40.000 spettatori, poi ridotti a meno della metà per adeguamento alle norme di sicurezza. A tutto il 2011 ne ospitava circa 30.000 grazie a tribune provvisorie in materiale tubolare,

il complesso è un trapezio che misura lato nord 230 mt Lato ovest 483 mt Lato sud 309 mt Lato est 290 mt
L’impianto vero e proprio misura Nelle curve 140 mt e nelle tribune 160 mt

Foto flaminio






in rosso le msiure del "trapezio" (non ho chiamto il geometra ma ho provveduto con google map)

altre immagini del Flaminio




Un immagine ravvicinata dall'alto



lato parcheggio antistante ingresso alla curva nord




piazzale antistante ingresso alla curva sud



lato viale Tiziano



lato est dal cavalcavia di corso Francia




lato parcheggio antistante ingresso alla Tribuna Monte Mario


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Re:Dreaming at Stanford Bridge.
« Risposta #1 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 16:57:24 »
Insomma, un bel pomeriggio londinese guastato dal solito rovello sul rudere sotto Corso Francia? Speriamo di no
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Re:Dreaming at Stanford Bridge.
« Risposta #2 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 17:01:53 »
Insomma, un bel pomeriggio londinese guastato dal solito rovello sul rudere sotto Corso Francia? Speriamo di no

Non esattamente.
Ho soltanto goduto di uno spettacolo e di una organizzazione perfetta.
Poi il pensiero è andato al tipo di organizzazione - assolutamente scadente e deludente - che siamo sopportare per poter vivere per godere della nostra passioen e del nostro spettacolo. Con viva commozione e pena.

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Re:Dreaming at Stanford Bridge.
« Risposta #3 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 17:08:34 »
certo, però, il Flaminio in queste condizioni è proprio una cosa insensata. Bella l'idea della Polisportiva di farne la sede del Museo.

(...Sempreché si capisca chi ha fatto er progetto. Andrebbe bene pure una rivendicazione co na telefonata anonima).
Da fanciullo, sii ben educato.
Da giovane, padrone di te stesso.
Nel mezzo della vita, retto.
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Re:Dreaming at Stanford Bridge.
« Risposta #4 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 17:15:10 »
certo, però, il Flaminio in queste condizioni è proprio una cosa insensata. Bella l'idea della Polisportiva di farne la sede del Museo.

(...Sempreché si capisca chi ha fatto er progetto. Andrebbe bene pure una rivendicazione co na telefonata anonima).

Anche la sede di un museo per un impianto così grande sembra una idea buttata lì.

L'impianto è da rigenerare (e da rifare completamente) per farci grandi eventi, anche calcistici.
Ma siamo a Roma.
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« Risposta #5 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 17:36:00 »
Peggio, al centro di Roma. P

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Re:Dreaming at Stanford Bridge.
« Risposta #6 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 17:41:40 »
Peggio, al centro di Roma. P

Lo Stanford Bridge sta a Londra. Al centro di Londra.
Una roba incredibile, per gli standard di Roma.
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Re:Dreaming at Stanford Bridge.
« Risposta #7 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 17:48:23 »
Oltretutto allo Stadio Flaminio si è giocato solo nella stagione 89-90 e nel finale di quella 88-89 causa rifacimento totale dello Stadio Olimpico. Per il resto solo partite agostane di Coppa Italia, amichevoli e gare della squadra B.

Per scelta la Lazio ci ha giocato solo l'intera stagione di serie B 1967-68, più di cinquanta anni fa!

Stamford Bridge è stato invece completamente ricostruito negli anni novanta: prima sembrava più uno stadio italiano con i settori popolari distantissimi dal terreno di gioco.

Allo Store siamo stati anche noi qualche anno fa: disposto su due piani ci si trova davvero di tutto
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« Risposta #8 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 18:03:14 »
Oltretutto allo Stadio Flaminio si è giocato solo nella stagione 89-90 e nel finale di quella 88-89 causa rifacimento totale dello Stadio Olimpico. Per il resto solo partite agostane di Coppa Italia, amichevoli e gare della squadra B.

Per scelta la Lazio ci ha giocato solo l'intera stagione di serie B 1967-68, più di cinquanta anni fa!

Stamford Bridge è stato invece completamente ricostruito negli anni novanta: prima sembrava più uno stadio italiano con i settori popolari distantissimi dal terreno di gioco.

Allo Store siamo stati anche noi qualche anno fa: disposto su due piani ci si trova davvero di tutto

Giusti i riferimenti storici e visto che ci siete stati qualche anno fa
lo avete trovato voi tutti di dimensioni incomparabili rispetto all'ormai derelitto impianto di Viale Tiziano?
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Re:Dreaming at Stanford Bridge.
« Risposta #9 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 18:05:29 »
Anche la sede di un museo per un impianto così grande sembra una idea buttata lì.

L'impianto è da rigenerare (e da rifare completamente) per farci grandi eventi, anche calcistici.
Ma siamo a Roma.

si si, certo. Per rifarne qualcosa di presentabile l'investimento dovrebbe essere massiccio.
Da fanciullo, sii ben educato.
Da giovane, padrone di te stesso.
Nel mezzo della vita, retto.
Da anziano, saggio.
Alla tua morte, senza tristezza.

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« Risposta #10 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 18:13:06 »
si si, certo. Per rifarne qualcosa di presentabile l'investimento dovrebbe essere massiccio.

200 milioni di euro.
Il comune me lo deve dare gratis (anche perché così malmesso vale zero).

Concorso internazioanle aperto a Piano, Foster, Meier et alia.
Rifacimento completo, compreso lo spazio circostante.
Accesso allo stadio riservato esclusivamente ai mezzi pubblici, a parte le auto di servizio.

Un delirio, impossibile, da queste parti.

Ma il problema non è tecnico come dimostra ampiamente l'accostamento con lo Stanford Bridge.
Che è praticamente uguale ed è posto di fianco a una ferrovia: spazi abbastanza limitati ma in grado di far affluire e defluire 41 mila persone senza particolari patemi d'animo.

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« Risposta #11 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 18:15:46 »
Lo Stanford Bridge sta a Londra. Al centro di Londra.
Una roba incredibile, per gli standard di Roma.
pianeti diversi.
La stazione della metro piu' vicina e' piazzale flaminio, che non sta a 150 metri. La zona collassa per l'auditorium, sarebve un cataclisma ogni partita in casa.

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Re:Dreaming at Stanford Bridge.
« Risposta #12 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 18:59:09 »
pianeti diversi.
La stazione della metro piu' vicina e' piazzale flaminio, che non sta a 150 metri. La zona collassa per l'auditorium, sarebve un cataclisma ogni partita in casa.

Hai detto bene. Pianeti diversi, distanti 2000 km e forse molto di più.
La stazione metro più vicina di cui parli - flaminio - dista un chilometro abbondante dallo stadio omonimo, mentre davanti - proprio davanti - all'impianto ci passa un tram! Combinazione!
Forse troppo per una città abituata a prendere la macchina anche per andare comprare l'insalata.

Il cataclisma ad ogni partita in casa avviene soltanto per scarsa organizzazione.

Per dire, dopo i tre fischi finali sono uscito dallo stadio e mi sono immesso - in mezzo alla folla densa ma ordinata - per Fulham broadway, che ricordo non più larga di viale Tiziano (anzi, il contrario).
I flussi di gente che sciamava sulla strada erano gestiti e organizzati dagli steward che ci indicavano right per chi volesse andare alla stazione metropolitana e left per chi doveva continuare per fulham broadway. Per contorno tre poliziotti con le radioline e uno sguardo di fuoco, ma soprattutto pe ril turno pomeridiano non per altro.
Eravamo 40mila e siamo usciti tutti insieme dallo stadio. Nessuno mi ha torto un capello all'uscita, non ho subito escoriazione ed ecchimosi quando sono entrato in stazione per salire sui treni.

Accade a Londra nel (settembre del) 2019.
Qui abbiamo ben altri problemi da risolvere. A partire dai cinghiali a Villa Ada e dalla rottura del tmb (e non solo quella).
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Re:Dreaming at Stanford Bridge.
« Risposta #13 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 19:11:54 »
Puo' essere vero in qualche misura quello che dici Mark, ma la soluzione non puo' essere il tram e lo sai benissimo. Roma e' una citta dove il trasporto e' essenzialmente organizzato in macchina o mezzo privato equivalente.Per tanti motivi, ma l'ultimo e' la comodita'.

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Re:Dreaming at Stanford Bridge.
« Risposta #14 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 19:21:19 »
Basterebbe dire che una larga parte di cittadini londinesi non possiede auto di proprietà
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« Risposta #15 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 19:35:59 »
Prendono il tram, sono civili.

POMATA

Re:Dreaming at Stanford Bridge.
« Risposta #16 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 21:57:45 »
Si potrebbero usare le biciclette, dai castelli è tutta in discesa🤣

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« Risposta #17 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 22:50:12 »
Si potrebbero usare le biciclette, dai castelli è tutta in discesa🤣

Prenderanno il tram da marino
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« Risposta #18 : Lunedì 14 Ottobre 2019, 23:32:26 »
Una volta venivano coi pullman.

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Re:Dreaming at Stanford Bridge.
« Risposta #19 : Mercoledì 16 Ottobre 2019, 11:34:06 »
Basterebbe dire che una larga parte di cittadini londinesi non possiede auto di proprietà

Per completezza di informazione, servirebbe aggiungere che per la gran parte dei cittadini londinesi l'auto di proprietà non serve proprio, con l'abbondanza dei trasporti pubblici a disposizione, night and day.

@geddy
Mi rammenti che Roma e' una citta dove il trasporto e' essenzialmente organizzato in macchina o mezzo privato equivalente, aggiungendo che i motivi sono tanti, ma l'ultimo e' la comodita'.
Quale? Quella di sentire le radio sulla tangenziale?
No, meglio sorvolare, altrimenti il topic prende strade - peraltro interessanti - che ci portano molto, troppo lontano.
Continiuamo a vivere così e farci del male.
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