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Autore Topic: L'ANGOLO TATTICO di Sassuolo - Lazio - finito il tempo di esser come loro  (Letto 101 volte)

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                           Serve partire dall'avversario. Perch ci ha provato, Roberto De Zerbi. Snaturandosi un po'. Accodandosi a tante altre squadre che ora, quando affrontano la Lazio, cambiano moduli e schemi. Atteggiamento e personalit. Francamente, era difficile aspettarselo da un dogmatico come il tecnico del Sassuolo. Un simil-Liverani che, infatti, si era presentato all'Olimpico forte del suo 4-3-3 tanto spumeggiante quanto spregiudicato, e poco importa se ne prendo 4, appunto. L'ex Benevento invece cambia registro. Indebolito dalle tante assenze offensive coglie la palla al balzo e veste i suoi ragazzi del 3-5-2 tanto caro a Inzaghi. L'obiettivo, taciuto e non dichiarato, era quello di aspettare compatti la Lazio e poi ripartire con i concetti del 4-3-3 ormai arcinoto ai neroverdi. Una strategia azzardata, forse fin troppo confusionaria. E che in effetti manda fuori ritmo i suoi nel primo quarto di gara. Per c' una mossa che con il passare dei minuti finisce per complicare i piani dei biancocelesti. Una mossa che ha un nome e un cognome: Manuel Locatelli.



La squadra cos composta. Marlon, Romagna e Peluso fungono da centrali, con Toljan (prestazione importante la sua, riesce a mandare spesso in crisi Lulic e Lukaku) esterno destro e Boga sull'altro lato (tutto l'opposto, partita insufficiente quella del gioiello di casa Sassuolo). Duncan e Magnanelli restano pi arretrati, mediani con - specialmente il ghanese - la licenza di offendere, mentre Locatelli si piazza tra le linee diventando il fulcro del gioco in grado di accendere Caputo e Djuricic, pi che Boga. Una sorta di 3-4-1-2, se vogliamo, che nel primo tempo finisce con il far sudare la maglietta della Lazio e 7 camicie a Lucas Leiva e Luiz Felipe.



QUI LAZIO - No, non siete finiti su Ilsassuolosiamonoi. Quel che deve trapelare da tale atteggiamento tattico dei neroverdi una verit inossidabile: la Lazio una grande squadra. Ha un suo copione, e all'interno di quello si muove per fare la partita. finito il tempo degli stravolgimenti, dell'aspettare l'avversario per studiarne i punti deboli e poi colpire. finito il tempo di fare il Sassuolo, insomma. Sulla carta cos da 11 mesi: 22 dicembre 2018, Lazio - Cagliari 3-1, i quattro tenori tutti in campo. Nella testa della truppa di Inzaghi, invece, il pensiero sta iniziando ad annidarsi seriamente da qualche settimana. Anche grazie a un'ulteriore spregiudicatezza, quella che vede i due centrali esterni avanzare per proporre gioco. Tra i mugugni di chi probabilmente sta leggendo anche adesso, il mister ha eletto Patric a un titolare. Alla pari di Luiz Felipe e Bastos, pi di Vavro (pagato 11 milioni in estate). In tempi anche recenti, l'infortunio di Radu (solo un virus intestinale, ndr) avrebbe spinto Inzaghi a scegliere Bastos, mantenendo Acerbi centrale. questo il cambiamento da tenere a mente, un piccolo/grande salto di qualit da non sottovalutare. La strada intrapresa quella giusta.



LA PARTITA - Poi c' la partita, certo. Che evidenzia il vero punto debole della rosa: la fascia sinistra. L'et di Lulic avanza, ed normale vederlo in sofferenza contro avversari nettamente pi veloci di lui. Senad rimedia sempre con l'esperienza, ma il modo con cui si prende il giallo stendendo Toljan nel primo tempo un evidente segno di difficolt. Al 50' il capitano fa spazio a Lukaku - fuori forma, in ritardo fisico, ha delle attenuanti - ma la musica non cambia. Ci sar da lavorare. La Lazio del Mapei, comunque, meno brillante del solito. Sar la sosta, sar un Sassuolo che una volta trovato il ritmo non crea troppi pericoli, ma si produce in un tiki-taka ripetitivo e stordente per i biancocelesti. Che reggono l'urto e passano in vantaggio, guarda caso, con una trama tessuta nell'ordine da Patric, Luis Alberto, Correa e infine Immobile. Il pareggio neroverde frutto di un calo d'attenzione. Una fotocopia del gol subito da Lapadula due settimane fa. Un altro vizio di forma (insieme a quello di sprecare tanti, troppi contropiedi) sul quale lo staff dovr battere il martello. Nella ripresa cambiano veste entrambe. Con Inzaghi che piazza Patric sul centrosinistra, Acerbi in mezzo e Bastos a destra. Al contrario De Zerbi toglie una punta (Djuricic) per un centrale (Kyriakopoulos) passando a un pi naturale, per gli uomini in campo, 3-4-2-1. La Lazio soffre un po' nel costruire, ma alla fine la vince. Alla prima vera palla gol del secondo tempo. Da grande squadra, con grande mentalit. Lo ribadisce Milinkovic sui social: Vincere, per una grande squadra come noi, un obbligo. Ecco, di Sassuolo - Lazio deve restare questo: finito il tempo di esser come loro.

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