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Autore Topic: Di Stefano  (Letto 5413 volte)

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Offline Zapruder

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Di Stefano
« : Sabato 5 Luglio 2014, 21:16:41 »
Sta male e mi spezza il cuore.

Il più grande inteprete del calcio mai esistito. Più di Maradona, più di Pelé, più di Cruijff, gli unici degni di sedere vicino a lui nell'Olimpo degli Dei.

Forza, vecchia saetta.
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Offline DinoRaggio

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Re:Di Stefano
« Risposta #1 : Sabato 5 Luglio 2014, 21:43:58 »
Ho visto la Lazio vincere lo scudetto, Coppe Europee e LA Coppa Italia, ho visto la Nazionale vincere due Mondiali, ho avuto gioie e dolori dal calcio, ma mi restano alcuni rimpianti, se avessi la DeLorean andrei indietro nel tempo per vedere la Squadra d'Oro magiara degli anni '50, Pelè e il Brasile del 1970, Cruyff e l'Arancia Meccanica del '74. E Di Stefano, che per me è come la Chimera.

Robe', che giocatore era? C'è qualcuno a noi contemporaneo o quasi che si avvicina (come ruolo / tipo di giocatore) a lui?

Rimettiti presto, Saeta Rubia.
E ra gisumin all'ùart!

La serie A è un torneo di limpidezza cristallina, gli arbitri non hanno alcunché contro la Lazio e si distingueranno per l'assoluta imparzialità, non ci saranno trattamenti di favore o a sfavore nei confronti di alcuno. Sarà un torneo di una regolarità esemplare. (19-8-2016)

Offline giamma

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Re:Di Stefano
« Risposta #2 : Sabato 5 Luglio 2014, 21:58:00 »
L'ho visto giocare, grandissimo, per me meglio di Maradona e forse anche di Pelè, è stato decisivo quasi quanto Ibra (il cui record di scudetti con più squadre in più campionati probabilmente resterà immortale).
Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe. (C. H. Spurgeon)

Offline Jim Bowie

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Di Stefano
« Risposta #3 : Sabato 5 Luglio 2014, 22:50:57 »
Forza Alfredo, giocava un tipo di calcio che sarebbe stato attuale anche ai tempi nostri. Un grandissimo.


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Re:Di Stefano
« Risposta #4 : Sabato 5 Luglio 2014, 22:55:22 »
Da Wikipedia.

Ma è al Real Madrid, cui si trasferisce a inizio 1953, che la stella di Alfredo Di Stéfano conobbe il suo maggior splendore: bastano i numeri a descriverlo, 8 campionati spagnoli, 5 Coppe dei Campioni (in cui andò sempre a segno nelle rispettive finali, unico nella storia a riuscirci), una Coppa Intercontinentale e tantissimi riconoscimenti a livello mondiale tra cui spiccano due Palloni d'Oro. L'esordio madridista risale al 23 settembre 1953 contro il Nancy, in una partita finita 4-2 per i francesi. Nonostante la sconfitta alla prima partita, la carriera di Alfredo nelle merengues, come già detto, sarà ricca di trofei. Nei suoi 11 anni con i blancos realizza 332 gol in 372 partite di campionato, con una media di quasi 0,9 gol a partita.
e ffforza lazzzio

Ai nostri giorni si può scegliere la propria religione, Hadouch, ma non la propria tribù. D. Pennac, La Prosivendola.

            

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Re:Di Stefano
« Risposta #5 : Domenica 6 Luglio 2014, 04:05:16 »
Il giocatore più completo di sempre, l'unico capace di dimostrarsi fuoriclasse in tutte le zone del campo e in tutte le fasi di gioco.
Il suo erede? Non esiste, e credo che non esisterà mai.

mrmoto

Re:Di Stefano
« Risposta #6 : Domenica 6 Luglio 2014, 04:51:56 »
Sta male e mi spezza il cuore.

Il più grande inteprete del calcio mai esistito. Più di Maradona, più di Pelé, più di Cruijff, gli unici degni di sedere vicino a lui nell'Olimpo degli Dei.

Forza, vecchia saetta.

Puskas?

Offline Zapruder

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Re:Di Stefano
« Risposta #7 : Domenica 6 Luglio 2014, 07:45:59 »
Ho visto la Lazio vincere lo scudetto, Coppe Europee e LA Coppa Italia, ho visto la Nazionale vincere due Mondiali, ho avuto gioie e dolori dal calcio, ma mi restano alcuni rimpianti, se avessi la DeLorean andrei indietro nel tempo per vedere la Squadra d'Oro magiara degli anni '50, Pelè e il Brasile del 1970, Cruyff e l'Arancia Meccanica del '74. E Di Stefano, che per me è come la Chimera.

Robe', che giocatore era? C'è qualcuno a noi contemporaneo o quasi che si avvicina (come ruolo / tipo di giocatore) a lui?

Rimettiti presto, Saeta Rubia.

L'ho visto solo in poche immagini, che restituiscono la sensazione di un'eleganza estrema e ricercata. Ho letto molto. Mi colpì una volta la descrizione di qualcuno, non ricordo più chi: che parlava di Gerd Muller come il più grande calciatore di sempre negli ultimi 16 metri, Cruijff negli ultimi 25, Maradona negli ultimi 50 e Di Stefano... negli "ultimi" 100. Ecco, tutti i contemporanei e i posteri concordano su questa sua capacità di collocarsi, ed essere decisivo, in ogni zona del campo. Dicono anche che inventò, ante litteram, il "calcio totale": votato com'era il suo alla ricucitura continua del gioco, dove e quando fosse necessario farlo. Era sempre al posto giusto nel momento giusto, preferiva giocare il pallone a un tocco, cosa che conferiva all'azione, rispetto naturalmente al calcio dell'epoca, velocità e pericolosità spesso decisive. Ragionava in anticipo sui possibili sviluppi dell'azione e su come alimentarla a sua volta. Una sorta di Beckenbauer a tutto campo, con la concreta spietatezza di un Van Basten quando sentiva l'odore della porta, riassumendo di questi due anche l'ineguagliabile eleganza, nonostante un fisico meno filiforme. Appartiene alla categoria dei calciatori senza tempo, sarebbe decisivo anche oggi perché capace di pensare a velocità superiore, rendendo irrilevante ogni appunto sulla lentezza del calcio dell'epoca. Persino Pelé, notoriamente restìo nel considerare l'esistenza di qualcuno più forte di lui, qualche volta ha ceduto a impulsi di modestia, più o meno sincera, indicando Di Stefano come il migliore di sempre, quando gli si proponeva il classico confronto tra sé e Maradona.
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Re:Di Stefano
« Risposta #8 : Domenica 6 Luglio 2014, 08:12:14 »
Puskas?

Di Stefano disse che il più grande di tutti era lui.  :) Sul piano tecnico, l'unico europeo paragonabile al Colonnello, nella storia del calcio, è stato Cruijff. Gli manca forse, a livello di immaginario collettivo, quell'identificazione totale nella sua persona delle squadre in cui ha giocato. Anche se, per dire sul "Brasile di Pelé" ci sarebbe molto da discutere, mentre sono più fondate le definizioni di Olanda di Cruijff e ancor più di Argentina (e Napoli) di Maradona. Ma tant'è. Della leggendaria Ungheria, si ricorda di più l'impianto tattico, impersonato dalla figura di Hidegkuti: e il Real in cui giocò Puskas era... il Real di Di Stefano. Percezioni, appunto, che nulla tolgono alla favolosa cifra tecnica di Puskas.
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Di Stefano
« Risposta #9 : Domenica 6 Luglio 2014, 15:03:44 »
Quel Real, che vinse Coppe Campioni senza soluzione di continuità' non lo ricordo nitidamente, avevo 7 anni e la TV era un miraggio, ma quando Carosio annunciava la formazione sentire i nomi di Gento, Di Stefano, Puskas, Santamaria, Kopa  brrrrrrr metteva paura già' dallo spoiatoio. Il grande Alfredo era tutto per quella squadra, squadra che vincerebbe ancora oggi nel calcio moderno.


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Offline superdelio

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Re:Di Stefano
« Risposta #10 : Lunedì 7 Luglio 2014, 17:40:44 »
NO!

Offline zorba

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Re:Di Stefano
« Risposta #11 : Lunedì 7 Luglio 2014, 17:42:32 »
Là dove torneranno ad osare le aquile (e dal 26.05.2013, ci siamo andati un pò più vicino!!!!)

Offline quantomanca?

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Re:Di Stefano
« Risposta #12 : Lunedì 7 Luglio 2014, 17:49:53 »
L'ho visto solo in poche immagini, che restituiscono la sensazione di un'eleganza estrema e ricercata. Ho letto molto. Mi colpì una volta la descrizione di qualcuno, non ricordo più chi: che parlava di Gerd Muller come il più grande calciatore di sempre negli ultimi 16 metri, Cruijff negli ultimi 25, Maradona negli ultimi 50 e Di Stefano... negli "ultimi" 100. Ecco, tutti i contemporanei e i posteri concordano su questa sua capacità di collocarsi, ed essere decisivo, in ogni zona del campo. Dicono anche che inventò, ante litteram, il "calcio totale": votato com'era il suo alla ricucitura continua del gioco, dove e quando fosse necessario farlo. Era sempre al posto giusto nel momento giusto, preferiva giocare il pallone a un tocco, cosa che conferiva all'azione, rispetto naturalmente al calcio dell'epoca, velocità e pericolosità spesso decisive. Ragionava in anticipo sui possibili sviluppi dell'azione e su come alimentarla a sua volta. Una sorta di Beckenbauer a tutto campo, con la concreta spietatezza di un Van Basten quando sentiva l'odore della porta, riassumendo di questi due anche l'ineguagliabile eleganza, nonostante un fisico meno filiforme. Appartiene alla categoria dei calciatori senza tempo, sarebbe decisivo anche oggi perché capace di pensare a velocità superiore, rendendo irrilevante ogni appunto sulla lentezza del calcio dell'epoca. Persino Pelé, notoriamente restìo nel considerare l'esistenza di qualcuno più forte di lui, qualche volta ha ceduto a impulsi di modestia, più o meno sincera, indicando Di Stefano come il migliore di sempre, quando gli si proponeva il classico confronto tra sé e Maradona.

Zap, te li hai visti tutti giocare questi?
io purtroppo solo Maradona, Gerd Muller e Crujiff negli spezzoni di vecchi mondiali. Pele' proprio zero - ma non aver mai giocato in Europa, specie negli anni '60...riesce difficile fare un paragone con i grandi dell'epoca. orse sarebbe piu' giusto dire il piu' grande per decennio

ma e' difficile fare un paragone con il calcio di oggi. molto piu' fisico.
un paolo rossi per esempio forse non giocherebbe nemmeno in serie A.


Offline DinoRaggio

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Re:Di Stefano
« Risposta #13 : Lunedì 7 Luglio 2014, 17:50:42 »
Addio, leggendaria Saeta Rubia.  :(
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La serie A è un torneo di limpidezza cristallina, gli arbitri non hanno alcunché contro la Lazio e si distingueranno per l'assoluta imparzialità, non ci saranno trattamenti di favore o a sfavore nei confronti di alcuno. Sarà un torneo di una regolarità esemplare. (19-8-2016)

Offline BobLovati

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la " Saeta Rubia " ci ha salutato, oggi
« Risposta #14 : Lunedì 7 Luglio 2014, 18:00:41 »
ci ha lasciato, oggi, uno dei primi calciatori ad avere avuto una fama internazionale; questa è la sua scheda su wikipedia Spagna:

http://es.wikipedia.org/wiki/Alfredo_Di_St%C3%A9fano

ho avuto la fortuna di averlo visto giocare (in TV) sin dalla finale della 1ª Coppa Campioni; difficile riassumere la sua carriera in cifre, vista l´importanza del giocatore (con 694 in 897 partite ufficiali - media 0.78).

Fu, probabilmente il 1º giocatore universale, uno di quelli che, presa palla appena fuori dalla propria area, riusciva a portarla fino all´area avversaria; certo, visti i ritmi odierni, al giorno d´oggi avrebbe toccato pochi palloni.
E forse è proprio questo il dato che oggi, dopo averlo salutato per l´ultima volta   :chap:, il dato che dovrebbe farci riflettere sul valore attuale del calcio mondiale

R.I.P.
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Offline Jim Bowie

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Re:Di Stefano
« Risposta #15 : Lunedì 7 Luglio 2014, 21:50:41 »
Una Leggenda non se ne va, mai!
Alfredo ha traslocato, ma sara' sempre in ogni prato verde dove rotola una palla.
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Re:Di Stefano
« Risposta #16 : Martedì 8 Luglio 2014, 01:19:57 »
Ci si chiedeva, in una discussione di qualche tempo fa con amici, chi fosse il miglior giocatore di sempre a non aver disputato i Mondiali: ecco la risposta.
La notizia mi ha rattristato, ma non sorpreso più di tanto: gli anni c'erano tutti e dei suoi problemi di salute, anche gravi, si parlava purtroppo da anni.
Mi piace considerare questo topic come un umile, ma sincero commiato a un giocatore pressoché irripetibile.
Domani sui giornali leggeremo della sua scomparsa in un trafiletto, quasi invisibile rispetto al titolone in cui ci raccontano che Balotelli si mette le dita nel naso: ma in questo momento non ci voglio pensare.

A margine
certo, visti i ritmi odierni, al giorno d´oggi avrebbe toccato pochi palloni.
E forse è proprio questo il dato che oggi, dopo averlo salutato per l´ultima volta   :chap:, il dato che dovrebbe farci riflettere sul valore attuale del calcio mondiale
Senza voler competere su questo fronte, non fosse altro che per ragioni anagrafiche, ti devo confessare una certa perplessità quando si introduce questo argomento nel confronto - scientificamente quasi impossibile, peraltro - fra giocatori di epoche diverse.
A parte i dubbi sul fatto che ritmi e atletismo esasperati costituiscano un merito e un passo avanti, tante domande "sorgono spontanee".
Come giocherebbero la saeta rubia e gli altri grandissimi del passato con le attuali metodologie di allenamento?
E, viceversa, come si troverebbero i campioni di oggi nelle condizioni di allora, dentro e fuori dal campo?
Nonché alle prese con certe marcature, peraltro sorrette da una tolleranza infinitamente maggiore nei confronti del gioco duro?
Prendo come esempio Ronaldo, famoso per involarsi a campo aperto quando le difese sbagliavano il fuorigioco: nel Jurassic Park di Cesarone Maldini - in Confederations Cup prima del Mondiale '98, se non ricordo male -, con Cannavaro incollato alle costole e il libero all'interno dei propri sedici metri, faticò a toccare palla per lunghi tratti della gara.
Secondo me, il vero elemento di cui si avvantaggiarono Di Stefano, Pelè e gli altri non fu una carriera meno logorante - che contribuì in parte, se paragonata al "logorio del calcio moderno", alla loro continuità ad altissimo livello - quanto la minore visibilità mediatica.
E non mi riferisco alla nascita dei rispettivi miti, più difficile in un'epoca nella quale la documentazione filmata di qualsiasi dettaglio lascia poco spazio all'immaginazione, ma a un dato tecnico.
Un tempo, ad esempio, due o tre finte "giuste" duravano una carriera; oggi, vivisezionate al replay, durano una settimana.
Poi ci sono giocatori - Netzer, per citarne uno - rivedendo i quali viene da pensare che, nel calcio odierno, forse non avrebbero tutto quel tempo per le loro giocate.
Non so se Di Stefano rientri nella categoria: anche perché parte del suo modo di muoversi per il campo dipendeva dalla velocità di testa.
E quella, nel calcio, non ha epoca.

Offline ThomasDoll

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Re:Di Stefano
« Risposta #17 : Martedì 8 Luglio 2014, 08:59:10 »
Un calciatore leggendario che passa a miglior vita. Il suo mito rimane, ed è di quello che ci alimentiamo: impossibile paragonare fasi calcistiche così diverse. Di Stefano, la cui gloria si racconta soprattutto in rapporto alle cinque coppone consecutive del Real, non viene mai descritto come il più bravo calciatore di tutti i tempi perché gli manca la consacrazione dei mondiali. Poco importa, resta un titano ma è difficile fare paragoni tra epoche diverse. Anche perché nel tempo è cambiato anche il racconto del calcio, e tra 50 anni si dovrebbe assumere per buono, in base alle cronache, che tozzy sia stato un calciatore che ha fatto la storia.
Di Stefano la storia l'ha fatta per davvero ed è già da decenni nell'olimpo degli dei del calcio, insieme a Puskas, Valentino Mazzola, Meazza, Leonidas, Matthews, Zamora, Schiaffino, Garrincha, eccetera. Quello è il suo posto ed è un privilegio per pochi.
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Offline aquilafelyx

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Re:Di Stefano
« Risposta #18 : Martedì 8 Luglio 2014, 09:25:32 »
La storia del mancato trasferimento al Barça dal sito della Bbc:
The incredible story of Di Stefano's Barca transfer - BBC Sport
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Offline Zapruder

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Re:Di Stefano
« Risposta #19 : Martedì 8 Luglio 2014, 09:36:58 »
Zap, te li hai visti tutti giocare questi?

Magari...

Io ho un ricordo abbastanza vago dei Mondiali del '74, ma ero troppo piccolo certamente per apprezzare qualità e gesti tecnici. Pelé e Cruijff li ho ammirati soprattutto grazie al web, che mette a disposizione quantità di materiale inimmaginabile fino a poco tempo fa. Lo stesso vale naturalmente per Di Stefano, Eusebio, Puskas... Devo dire che le aspettative non vengono mai deluse, confrontando i racconti coi filmati.
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Offline BobLovati

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Re:la " Saeta Rubia " ci ha salutato, oggi
« Risposta #20 : Martedì 8 Luglio 2014, 09:42:18 »
.................................................
Fu, probabilmente il 1º giocatore universale, uno di quelli che, presa palla appena fuori dalla propria area, riusciva a portarla fino all´area avversaria; certo, visti i ritmi odierni, al giorno d´oggi avrebbe toccato pochi palloni.
E forse è proprio questo il dato che oggi, dopo averlo salutato per l´ultima volta   :chap:, il dato che dovrebbe farci riflettere sul valore attuale del calcio mondiale
.................................................

.................................................
A margineSenza voler competere su questo fronte, non fosse altro che per ragioni anagrafiche, ti devo confessare una certa perplessità quando si introduce questo argomento nel confronto - scientificamente quasi impossibile, peraltro - fra giocatori di epoche diverse.
.................................................

infatti esprimevo solo un dubbio basato sulla velocità folle a cui si è arrivati a giocare oggi; molta gente che oggi gioca in serie A, ed al mondiale, non avrebbe mai giocati 30 anni fa.
Infatti credo che da qualche tempo, anche qui fra noi, qualcuno abbia detto che bisogna che i difensori tornino a difendere, gli attaccanti ad attaccare ed i portieri a stare meno fuori area.
La Costarica ha dimostrato, ma anche un po´ il Cile, che con qualche buon elemento e 5-6 corridori si può anche avere successo.


Un calciatore leggendario che passa a miglior vita. Il suo mito rimane, ed è di quello che ci alimentiamo: impossibile paragonare fasi calcistiche così diverse. Di Stefano, la cui gloria si racconta soprattutto in rapporto alle cinque coppone consecutive del Real, non viene mai descritto come il più bravo calciatore di tutti i tempi perché gli manca la consacrazione dei mondiali.
.................................................

credo, soprattutto, perché il 90% di quelli che scrivono oggi di calcio non l´ha mai visto giocare; esattamente come il 95% di quelli che scrivono sui vari forum e blog; oggi anche uno come Paco Gento, troiverebbe terzini che, in qualche modo, riuscirebbero a marcarlo, magari raddoppiandolo o triplicandolo.


Ad ogni modo un grandissimo, che ebbe la capacità di inventare un ruolo nuovo in campo; un uomo-ovunque che, seppur facilitato dall´aver militato molti anni nella squadra del secolo (titolo concesso al R.Madrid dalla FIFA), ha terminato con uno score di 0.78/gol partita la sua avventura sportiva.
Mica male   ;)

Adiós Don Alfredo, que la tierra te sea leve  O:-)
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« Risposta #21 : Martedì 8 Luglio 2014, 09:49:51 »
I Costaricani erano tutti dotati di tecnica infinitamente migliore a molti dei compagni di squadra di Di Stefano. La maggiore intensità di gioco ha prodotto un notevole miglioramento del livello tecnico medio.
Non vuol dire che oggi Di Stefano o Pelè o Maradona, ma anche Beckenbauer resterebbero confinati in qualche periferia di Baires, Berlino e Brasilia.
Però questa favoletta del livello tecnico e dei difensori che devono difendere ha francamente stufato. Campi migliori,attrezzi migliori,allenamenti migliori e medicine migliori non si capisce perchè dovrebbero far nascere giocatori peggiori.

Offline Zapruder

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« Risposta #22 : Martedì 8 Luglio 2014, 09:57:12 »
Possiamo dire che: gente che gioca al calcio ad alto livello oggi, non ci avrebbe giocato mezzo secolo fa, e viceversa. I campioni sono sempre esistiti, in relazione a come è stato intepretato il gioco nelle varie fasi storiche. Altrimenti, si dovrebbe concludere che nei '60 nessuno sapesse giocare a pallone...

Non sono nemmeno tanto d'accordo sulla lentezza del calcio dell'epoca, ho visto parecchia roba, anche partite intere, e si correva eccome. Di Stefano faceva viaggiare il pallone con grande immediatezza, e Pelé faceva i suoi giochini deliziosi che facevano avvitare i difensori in un centimetro quadrato e con una velocità di esecuzione che sfugge anche all'occhio. Certo, Meazza oggi non toccherebbe mezza palla, ma all'epoca era un Dio. Poi c'era Piola che era mezzo secolo avanti, ma questo è un altro topic...
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Re:Di Stefano
« Risposta #23 : Martedì 8 Luglio 2014, 10:01:43 »
I Costaricani erano tutti dotati di tecnica infinitamente migliore a molti dei compagni di squadra di Di Stefano. La maggiore intensità di gioco ha prodotto un notevole miglioramento del livello tecnico medio.
Non vuol dire che oggi Di Stefano o Pelè o Maradona, ma anche Beckenbauer resterebbero confinati in qualche periferia di Baires, Berlino e Brasilia.
Però questa favoletta del livello tecnico e dei difensori che devono difendere ha francamente stufato. Campi migliori,attrezzi migliori,allenamenti migliori e medicine migliori non si capisce perchè dovrebbero far nascere giocatori peggiori.

certo che il livello medio è migliorato; anche la F1 oggi cammina a medie che 50 anni fa erano impossibili.
In entrambi i casi però, guarda caso, lo spettacolo ne soffre parecchio. Io che prima viaggiavo per andare a vedere le gare, oggi le registro e poi vedo i primi 10-15 minuti e gli ultimi 5.

Che i difensori debbano imparare a difendere non la sostengo io (anche se la condivido); è un po´ il leimotiv di praticamente tutti i cosiddetti esperti di calcio   ;)

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Offline Drenai

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Re:Di Stefano
« Risposta #24 : Martedì 8 Luglio 2014, 10:08:46 »
questi confronti fra epoche mi lasciano sempre molto freddo. il confronto va fatto fra contemporanei. perchè il calcio è lo stesso, i metodi di allenamento e così via. se uno è di un altro livello rispetto ai suoi contemporanei, che giocano agli stessi ritmi e si allenano allo stesso modo, tendo a pensare che lo sarebbe anche in un altra epoca. ma è indimostrabile quindi evito.

quanto al giudicare i giocatori di epoche lontane che non abbiamo potuto vedere grazie al web, non so se ci sono molte partite intere ma bisogna andarci coi piedi di piombo per quanto riguarda gli highlights che in genere sono ingannevoli dipendendo molto dalle caratteristiche del giocatore. alcuni sono molto piu adatti a ben risaltare in un filmato di highlights rispetto ad altri. ad esempio per me i migliori highlights dopo maradona ce li ha "magico" gonzalez che sarà anche stato un grande giocatore ma non certo uno dei migliori di ogni tempo.

dei "grandi vecchi" quello con gli highlights migliori è puskas. ma non per questo dico che era meglio di di stefano. se uno potesse viaggiare nel tempo e vederli dal vivo anche in una sola partita secondo me avrebbe un'impressione molto piu aderente alla verità piuttosto che ricavandola dal taglia e cuci del web.
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Re:Di Stefano
« Risposta #25 : Martedì 8 Luglio 2014, 10:26:33 »
Meazza giocava con il pallone incollato al piede. Sembra sempre in anticipo sul difensore. Giordano.

Offline salasso

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Re:Di Stefano
« Risposta #26 : Martedì 8 Luglio 2014, 10:30:39 »
Il video su marca con la canzone di Sinatra è molto toccante
è stato uno dei più grandi calciatori di sempre.
ricordo una sua frase che disse a Sandro Mazzola dopo che l'Inter vinse la prima finale di coppa campioni
ragazzo nelle tue vene non scorre sangue ma calcio, forse sapendo di chi era figlio Sandro Mazzola

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Offline ThomasDoll

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Re:Di Stefano
« Risposta #27 : Martedì 8 Luglio 2014, 10:48:07 »
Il calciatore fenomenale è un mix tra doti tecniche, atletiche e mentali. La velocità di pensiero è la prima. Carmelo Bene diceva che Romario non giocava ma veniva giocato, per dire che riusciva a non alterare col pensiero la dinamica pura dell'azione. Questo vale anche per gli altri. Un giocatore (ad esempio, Meazza) che è stato il migliore al mondo della sua generazione, in un movimento già molto evoluto, sarebbe stato sicuramente un elemento di altissimo livello in ogni altra epoca, con qualche ovvia differenza.
Garrincha oggi farebbe quello che fa Angel Demaria, né più e né, probabilmente, meno.
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Re:Di Stefano
« Risposta #28 : Martedì 8 Luglio 2014, 10:54:31 »
C'era Inghilterra Unheria, una sintesi. Puskass si vede, eccome. Minuto 2.54.
[ Link a YouTube non valido ]

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Re:Di Stefano
« Risposta #29 : Martedì 8 Luglio 2014, 10:56:55 »

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Re:Di Stefano
« Risposta #30 : Martedì 8 Luglio 2014, 11:01:06 »
dei "grandi vecchi" quello con gli highlights migliori è puskas. ma non per questo dico che era meglio di di stefano. se uno potesse viaggiare nel tempo e vederli dal vivo anche in una sola partita secondo me avrebbe un'impressione molto piu aderente alla verità piuttosto che ricavandola dal taglia e cuci del web.

Ci si può anche aiutare coi resoconti dei contemporanei. Per fare un esempio: l'agiografia postuma ha fatto diventare Meazza il più grande calciatore italiano dell'anteguerra e forse di sempre. Ma leggendo le riviste specializzate dell'epoca, viene fuori che in molti si chiedevano chi fosse più forte tra lui e Piola... Meazza ha vissuto parecchio di rendita breriana, per come la vedo io. Fermo restando che era il numero uno, per carità. Ma in tanti pensavano che ci fosse un altro numero uno. Così come nei Sessanta si discuteva su chi fosse più bravo tra Pelé e Eusebio. Poi O'Rey con quel Mondiale in Messico chiuse la questione.
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Offline borges

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Re:Di Stefano
« Risposta #31 : Martedì 8 Luglio 2014, 11:06:17 »
più o meno sconcerti ha detto che il giocatore che lo ricorda di più è tytty (oltre a valentino mazzola)
Alla Sensi consiglio un Aulin (S.Siviglia)
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Re:Di Stefano
« Risposta #32 : Martedì 8 Luglio 2014, 11:12:44 »
Ci si può anche aiutare coi resoconti dei contemporanei. Per fare un esempio: l'agiografia postuma ha fatto diventare Meazza il più grande calciatore italiano dell'anteguerra e forse di sempre. Ma leggendo le riviste specializzate dell'epoca, viene fuori che in molti si chiedevano chi fosse più forte tra lui e Piola... Meazza ha vissuto parecchio di rendita breriana, per come la vedo io. Fermo restando che era il numero uno, per carità. Ma in tanti pensavano che ci fosse un altro numero uno. Così come nei Sessanta si discuteva su chi fosse più bravo tra Pelé e Eusebio. Poi O'Rey con quel Mondiale in Messico chiuse la questione.

Insieme Meazza e Piola hanno guidato alla conquista del mondiale la nazionale più forte mai esistita, probabilmente. Quella del '38.
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Re:Di Stefano
« Risposta #33 : Martedì 8 Luglio 2014, 13:21:49 »
Nota a margine, da scassacaxxi.
Allora, è una vita che sento, come epigrafe in onore di chi ci ha lasciato: era avanti almeno x anni rispetto alla sua epoca.
x è variabile da 20 a 50, a seconda dell'estensore e delle circostanze.
Due considerazioni:
a) un complimento del genere è ormai talmente abusato (lo si dice di tutti, su tutto) che "signora mia, ecc." - dalle mezze stagioni, a tutti sti stracomunitari, era tutta campagna, di nuovo ecc.;
b) se per valorizzare al meglio il ruolo e il peso storico di un certo protagonista, bisogna collocarlo idealmente nel futuro, non staremo ammettendo che il tanto bistrattato presente (o il passato prossimo) sia migliore rispetto a certe epoche?
Insomma, vale veramente la litania "oggi si corre e basta, nessuno sa più marcare, nessuno cura più la tecnica, oggi basta avere gambe e polmoni...", se poi l'oggi diventa il miglior complimento?
E' come dire: Leonardo è stato talmente centrale nel Rinascimento che sembrava provenire dal Medioevo...
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Offline Zapruder

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Re:Di Stefano
« Risposta #34 : Martedì 8 Luglio 2014, 13:28:21 »
Leonardo ha smesso da poco, che c'entra col Rinascimento?
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Offline Zapruder

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Re:Di Stefano
« Risposta #35 : Martedì 8 Luglio 2014, 13:38:51 »
Diciamo allora che certi giocatori sono stati dei precursori: Di Stefano del gioco a tutto campo, Piola della velocità e della potenza, Facchetti del terzino moderno, ecc. ecc. Il Meazza anni '30 non potresti mai prenderlo così com'era e trapiantarlo nel calcio di mezzo secolo dopo: Piola, probabilmente, sì.
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Re:Di Stefano
« Risposta #36 : Martedì 8 Luglio 2014, 13:48:45 »
Il gioco quello è, mica puoi inventarti più di tanto. Meazza dicono saltasse gli avversari come birilli all'epoca, non capisco perchè non dovrebbe farlo domani sera, una volta sono sicuro ci riuscirebbe, pure con gli scarpini del 1935.

Offline Drenai

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Re:Di Stefano
« Risposta #37 : Martedì 8 Luglio 2014, 13:50:42 »
il punto è che meazza cresciuto oggi sarebbe un altro atleta. magari sarebbe veloce come messi, come facciamo a saperlo?
allo stesso modo messi nato nel 1900 sarebbe rimasto un ragazzino rachitico.
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Re:Di Stefano
« Risposta #38 : Martedì 8 Luglio 2014, 13:54:55 »
Quella del mingherlino è la storia di Meazza. Di Zico. Ronaldo era malnutrito, invece.

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Re:Di Stefano
« Risposta #39 : Martedì 8 Luglio 2014, 14:03:48 »
Poi c'è la storia di Maradona. Quello scintillante, inarrivabile per quanto posso saperne io, del 1986, quello meglio di Pelè insomma, è un atleta straordinario, anche. Velocità e coordinazione, applicate a un pallone. Lo stesso possiamo presumere per i grandissimi del passato.

Offline ThomasDoll

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Re:Di Stefano
« Risposta #40 : Martedì 8 Luglio 2014, 14:48:48 »
Esercizi inutili perché irrealizzabili, ma prendi Meazza, mettilo su una macchina del tempo, fallo approdare a oggi, sedicenne, ad Appieno Gentile e fallo allenare con i mezzi disponibili ai ragazzi che stanno nell'Inter. Gli piaceva fumare, bere e andare a mignotte? Perfetto, si è capito chi ha cominciato la tradizione nerazzurra. Per il resto, chi a 16 anni faceva LA DIFFERENZA in un campionato professionistico, evoluto, già elemento di propaganda politica e reduce da un terzo posto olimpico che ne sanciva il rango internazionale, era dotato calcisticamente fuor di maniera. Materiale che, con i mezzi di oggi, è più che sufficiente per creare un fuoriclasse. Meazza oggi sarebbe Messi. Messi, visti i filmati da adolescente, al netto di eventuali problemi di salute che è giusto non considerare qui, farebbe tranquillamente il Meazza negli anni 30.
Probabilmente Chiellini avrebbe fatto il tranviere o il carpentiere, ma tutto sommato anche oggi non avrebbe fatto male :P
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Re:Di Stefano
« Risposta #41 : Martedì 8 Luglio 2014, 15:06:43 »
La sfida che affrontiamo noi appassionati di calcio, quando ci cimentiamo in questi paragoni spazio-temporali, è tentare di soppesare e confrontare il talento puro.
Ovvio che se teletrasporti il Real Madrid di Di Stefano ai nostri giorni e gli fai affrontare il Real Madrid di C.Ronaldo se gli va bene ne prende otto. Lo strapotere fisico, i metodi di allenamento e l'evoluzione tattica renderebbero impari la sfida.
Piola, tanto per dire, era considerato un colosso e non arriva al metro e ottanta; Tommaso Rocchi, che non campava certo di prepotenza, è uno o due centimetri più basso.

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Re:Di Stefano
« Risposta #42 : Martedì 8 Luglio 2014, 16:43:01 »
Dici bene Reflex, sarebbe interessante costruire un indicatore di TP, Talento Puro.
Obiettivo impossibile, ovvio.
Pensate quante giornate lavorative buttate, e quanto crollerebbe il P.I.L. nazionale; intere schiere di maschi a giocare con questo indicatore, per misurare oggettivamente, insindacabilmente il valore dei calciatori di ogni epoca.
Che ficata.

Andando OT, ma Di Stefano ci perdonerà, mi è capitato ieri sera di vedere la replica della puntata di Sfide dedicata a Gigi Riva e allo scudetto del Cagliari.
Mi chiedevo cosa avrebbe combinato il suo sinistro con i palloni di oggi.
Per dire, il Pirlo della situazione è diventato famoso per il tiro a 3 dita, anzi una variante di questo tiro. Ora io penso che con i palloni che calciava Riva le 3 dita se le fratturava. Non tanto per una questione di peso, quello è nei secoli dei secoli, quanto per i materiali.
Sempre più che abbondantemente OT: scudetti come quello del Cagliari sono irripetibili, lo diciamo da anni, anche questo è un luogo comune; irripetibili gli scudetti del Verona, della Samp, praticamente irripetibile un nuovo scudetto della Lazio, difficilissimo uno della Fiorentina... Poi le cose cambiano, certo, però possiamo dire che se in una prospettiva di predicibilità certe ruote potranno ricominciare a girare (un nuovo ciclo della Lazio? Per dire), altre ruote ferme sono e ferme rimarranno (chi onestamente pensa che in vita sua vedrà un nuovo scudetto del Bologna, del Genoa, del Toro...).
Ok.
Però mi chiedevo anche perché questa serie A, questa organizzazione calcistica professionistica in generale, consente a un quartiere come Chievo di pascolare in serie A da tanti anni, senza neanche troppi affanni, qualcuno sì ma non troppi, appunto, e non consente più uno scudetto eretico...
Cioè, fatte le debite proporzioni e in linea teorica, uno scudetto del Genoa, esempio, sarebbe meno eclatante di un Chievo in serie A da 13 anni.
Boh.
Vabbe'.
Scusi, Di Stefano.
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Re:Di Stefano
« Risposta #43 : Martedì 8 Luglio 2014, 16:49:50 »
Cioè, fatte le debite proporzioni e in linea teorica, uno scudetto del Genoa, esempio, sarebbe meno eclatante di un Chievo in serie A da 13 anni.

forse non ho capito bene cosa intendi, ma a me questa affermazione sembra folle. i proventi dal botteghino ormai incidono relativamente.
il genoa fattura un quinto delle squadre che deve sopravanzare per vincere lo scudetto.
il chievo invece se la batte tranquillamente con quelle che deve sopravanzare per salvarsi.
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Re:Di Stefano
« Risposta #44 : Martedì 8 Luglio 2014, 16:58:21 »
Il gap.
Ormai serve l'oligarca russo, lo sciecco, roba così.
Prende una società, la moltiplica per 100 e la impianta nel calcio che conta. Vedere Chelsea, Man City e PSG in positivo, Malaga in negativo... ma se fai calcio di provincia la tua fetta di torta basta e avanza.
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« Risposta #45 : Martedì 8 Luglio 2014, 16:59:26 »
forse non ho capito bene cosa intendi, ma a me questa affermazione sembra folle. i proventi dal botteghino ormai incidono relativamente.
il genoa fattura un quinto delle squadre che deve sopravanzare per vincere lo scudetto.
il chievo invece se la batte tranquillamente con quelle che deve sopravanzare per salvarsi.

Hai perfettamente ragione.
Io facevo un discorso più romantico o, comunque meno legato a valutazioni di fatturato, che costituisce l'orizzonte di riferimento per certe valutazioni.
Magari, volendo, ci si potrebbe chiedere come fa un quartiere di 2.500 anime a stare in serie A, alla faccia di città importanti.
E' vero, il botteghino non incide più nulla, che siano 2.500 0 2.000.000 di anime poco conta.
Chi c'è dietro il Chievo, allora?
Gli Illuminati? La massoneria? Campedelli con chi è ammanicato? Perché Sky decide di dare dei soldi al Chievo?
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Offline Drenai

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Re:Di Stefano
« Risposta #46 : Martedì 8 Luglio 2014, 17:01:38 »
perchè in italia c'è l'accordo collettivo per i diritti tv. se per esempio l'anno prossimo il chievo va in b e sale il bologna, non è che sky ridiscute il contratto, anche se il bologna porta sicuramente piu spettatori del chievo.
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Re:Di Stefano
« Risposta #47 : Martedì 8 Luglio 2014, 17:02:10 »
Dici bene Reflex, sarebbe interessante costruire un indicatore di TP, Talento Puro.
Obiettivo impossibile, ovvio.
Pensate quante giornate lavorative buttate, e quanto crollerebbe il P.I.L. nazionale; intere schiere di maschi a giocare con questo indicatore, per misurare oggettivamente, insindacabilmente il valore dei calciatori di ogni epoca.
Che ficata.
...

Stupendo. Gli lanci una pallina di carta e quest'uomo te la trasforma nella più devastante macchina da guerra. Il Pil nazionale...  :lol:

Grazie a questo topic e quello dedicato ai migliori giocatori della storia, per associazione mentale sono arrivato a Paco Llorente, il nipote di Gento. Ve lo ricordate? Una scheggia.
Non era titolare, ma era uno dei miei preferiti di quel Real specialista nelle grandi rimonte. Buyo, Chendo, Camacho... Sanchez, Gallego, Valdano.

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Re:Di Stefano
« Risposta #48 : Martedì 8 Luglio 2014, 17:02:58 »
Il gap.
Ormai serve l'oligarca russo, lo sciecco, roba così.
Prende una società, la moltiplica per 100 e la impianta nel calcio che conta. Vedere Chelsea, Man City e PSG in positivo, Malaga in negativo
Provò a fare qualcosa del genere anche il nostro presidente negli anni 30. Prese Piola e non solo. Sconfortante, fino a un certo punto, che nel calcio si investa a fondo perduto, da sempre.

Offline franz_kappa

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Re:Di Stefano
« Risposta #49 : Martedì 8 Luglio 2014, 17:04:31 »
Discorso interessantissimo e che ha dignità di autonomia. Da spin-off, secondo me.
"Ceterum censeo Televideum esse videndum" (cit.)

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Re:Di Stefano
« Risposta #50 : Martedì 8 Luglio 2014, 17:09:25 »
Per "nostro presidente" si intende quello che all'epoca rivestiva le funzioni di Lotito. Il Centro Studi ha oramai appurato che Lotito è imparentato con Bigiarelli, da quella linea discendono tutti i presidenti della Lazio. A parte Cragnotti.

Offline ThomasDoll

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Re:Di Stefano
« Risposta #51 : Martedì 8 Luglio 2014, 17:09:41 »
Ma se devo spendere un miliardo per comprarmi il Milan tanto vale che mi compri il PSG, no? Risparambio e sto in una piazza da paura. E poi il Milan non me lo vendono, il PSG sì...
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Offline Andre

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R: Di Stefano
« Risposta #52 : Martedì 8 Luglio 2014, 19:18:52 »
Non ti vendono il Milan ? Quando comandava il padre ... Ora avoglia se te lo danno ...
da qualche parte la Lazio è in vantaggio (V.)

Offline Zapruder

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Re:Di Stefano
« Risposta #53 : Martedì 8 Luglio 2014, 20:48:38 »
Per "nostro presidente" si intende quello che all'epoca rivestiva le funzioni di Lotito. Il Centro Studi ha oramai appurato che Lotito è imparentato con Bigiarelli, da quella linea discendono tutti i presidenti della Lazio. A parte Cragnotti.

Lo sai che Villa San Sebastiano fu costruita da quel presidente (Eugenio Gualdi)?

E che Chinaglia, nel 1990, ha giocato nel Villa San Sebastiano, una squadra abruzzese?

Tutto torna...
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