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WRA 42-01/2016

Autore Topic: Non solo Calciopoli, la storia dell'altro scudetto conteso: 1914, Genoa-Lazio  (Letto 80 volte)

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                    La partita tra Genoa e Lazio, un secolo e spiccioli fa, avrebbe potuto valere il titolo di campione d'Italia. Ancora oggi, ciclicamente, se ne discute di quel campionato 1914/15, campionato mai finito per colpa della Prima guerra Mondiale. I fatti sono complessi, stratificati sotto la polvere dei tantissimi anni trascorsi, ma proviamo comunque a fare un po' di chiarezza, sempre in attesa che la FI.G.C. deliberi sul ricorso pendente. Quella che vi raccontiamo la storia del primo scudetto conteso fuori dal campo della storia del calcio italiano, quasi un secolo prima di Calciopoli, del 2006, di Juventus e Inter.



LA FORMULA DEL CAMPIONATO - L'1 e il 2 agosto 1914, mentre l'Italia dichiarava la sua neutralit nel conflitto bellico che stava scoppiando sempre pi fragoroso, a Torino durante l'assemblea federale venne deliberato il nuovo organigramma del campionato, il quale, per quanto riguarda il nord, venne suddiviso in 6 gironi regionali al termine dei quali, le migliori due di ciascun girone e le quattro migliori terze avrebbero formato i quattro gironi di semifinale e le vincenti di ciascun girone di semifinale avrebbero poi formato il girone finale che avrebbe laureato il vincitore del nord. Per il centro vennero organizzati due gironi, uno toscano e uno laziale; le migliori due di ciascun girone avrebbero formato il girone finale. Completava il quadro il chiamiamolo cos girone campano al quale erano iscritte due sole squadre, entrambe di Napoli, il cui vincitore avrebbe disputato la finale del centro-sud con la vincente del girone finale del centro. La vincente della finale del centro-sud avrebbe incontrato nella finalissima nazionale la vincente del girone nord.



L'ITALIA ENTRA IN GUERRA -Il campionato al nord inizi il 4 ottobre, mentre al centro prese il via domenica 1 novembre 1914. Durante i primi mesi del 1915, mentre la guerra si faceva sempre pi aspra, dura e lunga, l'Italia, attraverso una fittissima e spesso intricata attivit diplomatica, arriv prima a stipulare il Patto con le forse dell'Intesa e quindi a dichiarare guerra al suo alleato, l'Austria-Ungheria. Il 22 maggio 1915 veniva proclamato lo stato di guerra e il 23 l'Italia entrava in guerra; lo stesso giorno veniva sospeso il campionato di calcio, quando le partite ancora da disputare, in programma per il 23 maggio, erano le seguenti:





GENOA-TORINO



MILAN-INTERNAZIONALE



PISA-ROMAN



LAZIO-LUCCA





Come abbiamo detto, la formula prevedeva che la vincente del girone nord incontrasse in finalissima chi fosse risultato vincitore tra la vincente del girone centrale e la vincente del girone campano. La precisazione non appare di poco conto, e adesso vediamo perch. Tutto ancora aperto. Mentre nel girone finale del nord il Genoa comandava con due soli punti di vantaggio su Torino ed Internazionale e quindi teoricamente ancora in tre squadre potevano ambire a qualificarsi per la finalissima nazionale, nel girone finale del centro molta confusione desta la posizione del Lucca poich alcune fonti danno per certa e per notificata alla F.I.G.C. la rinuncia al campionato della squadra toscana per problemi di natura economica, mentre altre fonti tacciono sul punto o addirittura parlano di incontro che verr recuperato. Ammesso quindi che la Lazio avesse effettivamente vinto il girone, rimaneva comunque da disputare la finale del centro-sud contro la vincente del girone campano, girone che in realt era un'eliminatoria tra le due squadre di Napoli, il Naples e l'Internazionale. Dette squadre giocarono le due partite in aprile ma entrambi gli incontri vennero annullati per tesseramenti irregolari di un paio di giocatori e programmati nuovamente per il 14 e 21 maggio: come sappiamo, l'incontro del 14 venne regolarmente giocato e vide la vittoria dell'Internazionale (3-0), ma non venne mai giocato il ritorno. Per altre fonti, invece, venne disputato anche l'incontro di ritorno, con la vittoria del Naples per 4-1. Fatto che con la dichiarazione di guerra tutto venne sospeso e al termine del conflitto bellico la F.I.G..C. decise di premiare il Genoa.



GENOA CAMPIONE PER DECISIONE 'POSTUMA' DELLA FIGC - La decisione di assegnare il titolo al Genoa venne definitivamente presa nel 1921, ma gi nel 1919 la decisione era pressoch certa e ufficiale, tanto da essere riportata anche dagli organi di informazione e ci pare abbia portato Torino e Internazionale di Milano ad alzare la voce e a far sentire le evidentemente legittime proteste; di analoghi reclami presentati da Lazio e Internazionale di Napoli, invece, non ne ho rinvenuto traccia.



A ben vedere, dunque, la decisione federale di assegnare il titolo di campione d'Italia al Genoa presta il fianco a pi di una critica. In realt fu un errore che gi Emilio Colombo sulle colonne de Lo Sport Illustrato del 10 giugno 1915 si augurava non venisse compiuto, ma le sue parole non vennero ascoltate e cos, terminata la guerra, la Federazione accolse le lagnanze e le richieste dei genoani senza curarsi di eventuali altri pretendenti. Che in realt c'erano ma, come abbiamo visto, o protestarono flebilmente o non si mossero affatto per ottenere un riconoscimento. Internazionale di Milano, Torino, Lazio e Internazionale di Napoli teoricamente erano al momento dell'interruzione ancora in lizza per la vittoria finale ma nessuna di esse present reclamo.



LE MOTIVAZIONI DELLA DECISIONE FEDERALE - La F.I.G.C. assegn il titolo al Genoa principalmente per due ragioni: una, diciamo cos, di politica sportiva e l'altra pi schiettamente di campo. Quella politica la pi rilevante, a modesto parere di chi scrive. La Federazione dell'epoca era molto diversa da quella attuale, molto legata agli ambienti nordisti e assegnare il titolo al Genoa aveva il significato di premiare una societ che aveva avuto un ruolo di assoluto primo piano negli anni pionieristici del football nostrano e che ancora aveva parecchi dirigenti attigui agli ambienti federali. Inoltre un'altra ragione che aveva fatto propendere la Federazione per questa decisione era l'assoluto divario tecnico che esisteva tra le squadre del nord e quelle del sud, divario oggettivo: da quando (stagione 1912/13) il campionato di prima categoria era stato aperto anche alle squadre del centro-sud, la finale si era sempre risolta in una passeggiata per le squadre del nord e la stessa stampa nazionale per celebrare il campione d'Italia non aspettava certo la finalissima nazionale, ma i titoli e gli elogi li spendeva gi per chi vinceva la finale del nord, identificando quella finale con la finalissima.

               

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