* ::: Street Radio :::

OPEN POP-UP In onda ora su :::streetradio:::
SIAE 871/I/07-987 Radio amatoriale - SCF 346/10 -
WRA 42-01/2016

Autore Topic: Oggi 29 settembre, seduto in quel caff a parlare di donne e di pallone  (Letto 45 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Offline News Biancocelesti

  • *
  • Post: 8509
  • Karma: +6/-3
    • Mostra profilo
    • www.biancocelesti.org
www.calciomercato.com



                    Oggi, 29 settembre. Non una date come tutte le altre. Non lo mai stata. Dal giorno in cui, esattamente cinquantanni fa, un gruppo musicale italiano beat composto da quelli che Mike Bongiorno invitava sul palco definendoli capelloni si present con un disco che avrebbe segnato la storia del nostro Paese anche n chiave di costumi, di pensiero e di comportamento. Quattro ragazzi modenesi conosciuti come lEquipe 84 il cui solista alla chitarra conduttrice era Maurizio Vandelli mentre alla batteria ci stava un curioso piccoletto con il musetto da topolino e gli occhi furbi da gatto. Alfio era il suo nome. Oggi non c pi. Suona sulle nuvole pestando sodo quando c il temporale.





Il disco era, naturalmente in vinile, un quarantacinque giri. Due canzoni in tutto. Il lato A con inciso il brano che, teoricamente, avrebbe dovuto spaccare sul mercato e il lato B con il motivo cosiddetto minore. Poi poteva accadere che a diventare un cult fosse proprio la riserva. Come in quel caso. Il cavallo di battaglia, E dallamore che nasce luomo era stato scritto da Francesco Guccini che, non ancora iscritto alla Siae, non poteva firmare il suo lavoro. Laltra canzone era firmata da una coppia di autori ancora sconosciuta al grande pubblico. Lucio Battisti per la musica e Mogol per il testo. Il titolo era, appunto, 29 settembre.





Lanciata in radio a Bandiera gialla da Arbore e Boncompagni impieg un amen a scalare le classifiche e a diventare il manifesto di unintera generazione i cui ragazzi avevano in mente di cambiare il mondo rendendolo un luogo di libert, democrazia, solidariet ed eguaglianza sociale autentiche. Il mondo rimase uguale, purtroppo, ma alcuni piccoli miracoli si realizzarono strada facendo.





Il 29 settembre di quellanno si iniziava anche il campionato di calcio. Lo scudetto, a fine stagione, sarebbe stato vinto dal Milan, prima dei successidella Fiorentina di Pesaola e del Cagliari di Giggiriva e Scopigno. Sberleffi al potere e atti di giustizia per quello che era ancora soltanto un gioco.





Un piccolo miracolo laico con il sottofondo musicale di quella stessa canzone. 29 settembre, ancora lei per cantata da uno dei suoi due autori. Lucio Battisti, appunto, il quale era riuscito a pubblicare il suo primo Lp sulla scia del successo ottenuto da quel brano che aveva spopolato per la voce di Vandelli e compagni. Una cavalcata verso leternit per la coppia Battisti Mogol che venne interrotta soltanto da quella schifezza di cosa che si chiama morte.





La vecchiaccia infame che, in ogni caso, non avrebbe mai potuto cancellare ci che luomo pur nella sua fragilit aveva creato. Come quella canzone che pesino i giovani di oggi, pur non avendo mai potuto conoscere Lucio Battisti, continuano a portarsi dentro e addosso. Come tutti noi, sopravvissuti e vecchi sognatori inguaribili, ai quali piace ancora guardare il telegiornale, ascoltare la radio , guardare vecchi film in bianconero, leggere libri e sederci al bar per parlare di donne e di pallone. Specialmente oggi, 29 settembre.

               

Vai al forum