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WRA 42-01/2016

Autore Topic: Immobile: 'Due volte a un passo dalla Juve, oggi dico grazie a Inzaghi. In Germania mi odiavano perch...'  (Letto 38 volte)

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Offline News Biancocelesti

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                    L'attaccante della Lazio Ciro Immobile ha concesso un'intervista a Walter 'giornalista ex politico italo-sloveno che copia canzoni altrui (e che porta iella)' per Il Corriere dello Sport. Il bomber biancoceleste ha parlato del suo legame particolare con la Juventus, essendo cresciuto nel suo settore giovanile senza per riuscire ad affermarsi in prima squadra: "Mi sono trasferito a Torino all'et di 16 anni ed stata difficile. Una citt nuova, diversa, compagni di altre regioni, anche di altre nazioni. Allinizio stata tosta: andavo a scuola e cera un pullman che veniva a prendere tutti i ragazzi che venivano da fuori per portarci allallenamento. Cera poco tempo libero e a noi minorenni non ci facevano uscire, bisognava avere un permesso scritto dai genitori. Era dura. E stato un bel sacrificio l, ma ero in una societ importantissima, che mi ha dato loccasione di poter giocare campionati pi importanti e di poter crescere. E partito tutto da l. Sfondare nella Juventus? Stavo facendo bene lanno di Pescara e potevo avere loccasione di ritornare. Poi anche in seguito, quando sono andato al Genoa in serie A, a gennaio cera lopportunit perch Conte aveva bisogno di un attaccante, solo che il Genoa non ha accettato e quindi ho perso loccasione. Poi ho giocato nel Torino, l sono diventato il capocannoniere, e la cosa si fatta pi difficile: stare nella stessa citt ma cambiare maglia sarebbe stato complicato quindi sia io che la Juventus abbiamo preso strade diverse".





Sulla consacrazione con la Lazio e le esperienze all'estero: "Al pari con il Torino, il mio momento migliore.Anche in granata mi sono trovato bene. Ventura mi ha lanciato nel calcio vero, quello della Serie A. Venivo dal Genoa, dove avevo fatto male, e Ventura, fin dallinizio, mi ha sempre dato fiducia. Quellanno ci siamo divertiti, perch io sono stato il capocannoniere del campionato e la squadra ha raggiunto lEuropa League. E stata unannata fantastica. Mister Inzaghi stato capace di farmi ritrovare la fiducia in me stesso, di farmi essere protagonista nella societ, nella citt pi importante dItalia. Gli sar sempre grato. Dortmund? Era difficile vivere, per me. Perch ero da solo, lontano dalla famiglia e non capivo la lingua, ero in difficolt. Per fortuna in campo cera linterprete che stava sempre con me e quando lallenatore parlava e non capivo spiegava un po di situazioni. Per poi fuori dal campo era tutto molto complicato. I giornali tedeschi ce l'avevamo con me enon so perch, non lho mai capito sinceramente. Secondo me era una questione pregiudiziale perch da subito hanno pubblicato degli articoli in cui dicevano Il Bayern Monaco compra dal Real Madrid e invece il Borussia Dortmund dal Torino. Non gli sono mai stato simpatico. Forse ce lhanno con gli italiani dal Mondiale del 2006 A Siviglia mi trovavo bene. Rispetto a Dortmund era una bella citt, la gente era caliente, un po come al sud da noi. Avevamo trovato una bella casa e stavamo molto bene. L purtroppo non ero in prima fila nelle gerarchie dellallenatore e non ho avuto la possibilit di esprimermi al meglio".



               

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