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Autore Topic: Ciro, fiducia, gioco e Inzaghi È una Lazio da Champions  (Letto 76 volte)

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Ciro, fiducia, gioco e Inzaghi È una Lazio da Champions
« : Domenica 15 Ottobre 2017, 20:00:21 »
www.gazzetta.it



L'impresa dello Stadium apre nuove orizzonti ai biancocelesti, ora attesi da una serie di partite abbordabili prima del derby


Dybala avrebbe potuto segnare due volte nei minuti di recupero, prima con quella giocata pazzesca fermata dal palo, poi col rigore magistralmente parato da Strakosha. Ma il 2-2 non avrebbe tolto nulla alla splendida prestazione della Lazio, che non ha rubato nulla e sbancato casa Juve con un 2-1 che rappresenta  una delle migliori prestazioni viste allo Stadium negli ultimi anni. Un inizio di stagione memorabile quello della squadra di Inzaghi, che ha parecchio da recriminare anche per come è arrivata la sconfitta col Napoli all'Olimpico, quando il tecnico a inizio ripresa è rimasto senza difesa.

CHE CIRO   —

Lasciamo parlare i numeri: 15 gol stagionali alla metà di ottobre, di cui 11 in serie A. Le cifre di Ciro Immobile lo stanno proiettando su dimensioni mai viste prima, anche se parliamo di un giocatore già capace di vincere la classifica cannon ieri con la maglia del Torino nel 2013/14. Poter giocare da unica punta con un giocatore bravo a servirlo sulla profondità come Luis Alberto lo ha esaltato.

NON SOLO CIRO   —

Ma la Lazio non è solo Immobile. Di Luis Alberto, che sta stupendo anche gli spagnoli, abbiamo già parlato. Nella Lazio gioca uno dei migliori difensori europei, Stephen de Vrji, a cui finora è mancata solo un po' di salute per esplodere definitivamente. Tomas Strakosha, altra grande intuizione di Igli Tare, sta crescendo in maniera clamorosa. Marco Parolo è uno dei centrocampisti italiani più completi, Lucas Leiva è regista basso di dimensione internazionale. Anche se il vero gioiello, per cui Lotito ha già rifiutato offerte da 70 milioni, è Milinkovic-Savic, il prototipo del centrocampista del 2017 per la sua fisicità, tecnica e completezza. Non è neppure vero che la Lazio sia una squadra con così poche alternative: dalla panchina si possono alzare i vari Adam Marusic (ormai titolare dopo il k.o. di Basta), Jordan Lukaku, Alessandro Murgia, Nani e Caicedo. Senza contare che Inzaghi finora non ha mai potuto schierare Felipe Anderson, che forse non diventerà quello che prometteva un paio d'anni fa, ma è giocatore ideale per ripartire e innescare Immobile.

INZAGHI   —

Sulla bravura di Simone Inzaghi è già stato scritto molto: il fatto che la Juve lo tenga d'occhio per il dopo-Allegri non è affatto casuale. Le sue squadre giocano bene e i giocatori col suo lavoro migliorano. Ha inoltre dimostrato una grande versatilità: non è un integralista, uno di quelli da uno schema e via, ma si aggiusta in funzione dell'avversario. Sa che la Juve è più forte? Non ha vergogna di presentarsi a Torino con la difesa a 5, pronto a ripartire per sfruttare le inedite crepe della difesa bianconera.

STRADA IN DISCESA   —

La vittoria dello Stadium è di quelle che ti possono cambiare una stagione, perché convincono i calciatori del loro valore. L'Europa League, almeno fino a primavera, non richiede le energie che si riservano alla Champions. La Lazio, a meno 5 dalla capolista Napoli, è attesa da Cagliari, Bologna, Benevento e Udinese prima della sosta che precede il derby del 18 novembre: pronosticare un 5 su 5 non è da arditi. Dove sarà la Lazio tra un mese?

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