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Autore Topic: Mister Bonatti: "La mia Lazio sta crescendo"  (Letto 50 volte)

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Mister Bonatti: "La mia Lazio sta crescendo"
« : Giovedì 2 Novembre 2017, 20:00:18 »
www.sslazio.it

Andrea Bonatti, tecnico della Lazio Primavera, è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 FM. 

“I punti sono direttamente correlati con la crescita a livello di prestazione che ha fatto questa squadra. Lo avevo detto anche nel periodo iniziale in cui non raccoglievamo per quanto producevamo sul terreno di gioco, ma è anche vero che avevo detto che ci sarebbe voluto del tempo perché bisognava inserire, all’interno dell’organico, alcuni elementi che erano arrivati nelle battute conclusive del mercato. Abbiamo ancora ampi margini di crescita che mi auguro di colmare in tempi non troppo lunghi in quanto questo campionato è competitivo e purtroppo non hai il tempo di aspettare, devi raggiungere subito una forma prestativa elevata e di conseguenza anche ottenere risultati.

Del Canto probabilmente doveva gestire delle situazioni diverse per cui era più opportuno che dicesse alcune cose, io le situazioni interne le gestisco a modo mio: con i miei ragazzi ho impostato sempre un rapporto sulla base della schiettezza. Senza nascondersi dietro un dito, credo che, a conti fatti, la sfida contro la Juventus sia stata non particolarmente esaltante da parte di tutte e due le squadre, ciò non vuol dire che non abbiamo meritato il successo, anzi, però è anche vero che abbiamo avuto quel pizzico di fortuna che in altri momenti ci era mancata, che va bene ma che deve essere considerata per poter continuare il processo di crescita.

È normale che ora i meccanismi siano più fluidi, il mio calcio è dinamico, variabile, non è standardizzato su delle giocate stereotipate, c’è bisogno di tempo per apprendere i principi, soprattutto alla luce del fatto che molti giocatori vengono da culture calcistiche diverse, per cui hanno un’abitudine differente sia nel processo di allenamento sia nella gara. Ci vuole del tempo affinché elaborino tutte le strategie che altri componenti del gruppo avevano appreso già dall’anno scorso. Per quanto riguarda lo stop di Rezzi credo che sia stato il fattore che ci ha fatto perdere la qualità espressiva perché era un ruolo cardine, giocando da trequartista dietro le due punte ed era l’uomo che era chiamato a dare filtranti per gli attaccanti. Nel momento in cui si è fatto male ho optato, vedendo l’inerzia iniziale del match, per un giocatore con un po’ più di gamba e di agonismo perché volevo prendere compattezza. Credo che alla luce di quanto accaduto sono stato premiato dalla scelta, in quanto ho spostato Bari attaccante e ha segnato. Nel secondo tempo ho optato per un cambio di posizione tra gli stessi interpreti e abbiamo raggiunto, ancora una volta, maggior compattezza rispetto alla prima frazione di gioco.

Dal punto di vista delle posizioni abbiamo fatto la stessa partita della prima di campionato con il Chievo, con la differenza che i clivensi si erano messi a difendere molto bassi, con una linea a cinque, e non uscivano dalla loro trequarti campo, e ci davano difficoltà a trovare le ampiezze alte; la Juventus, invece, per il risultato o per caratteristiche, ha alzato un po’ di più i quinti di centrocampo, per cui noi abbiamo trovato spazi in ampiezza.

Contro i bianconeri la prestazione non mi ha entusiasmato, anche se ci possono essere delle attenuanti: abbiamo giocato su un campo sintetico, a cui non siamo abituati, inoltre era bagnato e per questo necessitava di una sviluppo della manovra con palla addosso, di un gioco statico, fatto di posizioni , questo è un tipo di calcio che non siamo abituati ad esprimere.

Con il Milan dobbiamo fare un altro tipo di partita. I rossoneri, indipendentemente dal fatto che abbiano vinto sei delle ultime sette partite, hanno subito due gol nelle ultime cinque di campionato a differenza delle prime due giornate in cui avevano subito otto gol. C’è stata una netta inversione di tendenza, il Milan è, insieme all’Atalanta, la squadra più in forma del momento, non lo testimoniano solo i punti ma anche il tipo di atteggiamento in campo. L’allenatore rossonero è riuscito ad incidere in breve tempo, si vede una mentalità completamente diversa. Sabato ci saranno pochissimi spazi, i rossoneri si difendono bassi e compatti, fanno grande densità sotto la linea del pallone, per cui dovremmo essere bravi a cambiare il ritmo del gioco, trovando gli spazi che abbiamo preparato.

Sono un partecipativo, a me piacciono i colleghi che vivono con trasporto la partita, è chiaro che poi la differenza è sempre quella tra il restare all’interno del coinvolgimento e perdere lucidità. La differenza tra il Milan di questa stagione e della scorsa è racchiusa nella frase che ho sentito pronunciare da Gattuso in un post partita in cui dice: “il Milan ha una bellissima metodologia di lavoro che è quella storica dei giochi di posizione, di trovare gli smarcamenti tra le linee con i filtranti ma io voglio insegnare anche altro ai miei giocatori, voglio insegnare a dargli il senso di sacrificio, lo spirito di appartenenza”. Devo riconoscere che in questo c’è riuscito perché la squadra adesso sa sacrificarsi. Noi dovremmo essere molto attenti a non farci sorprendere in ripartenza e ad abbassare la squadra per non concedere profondità.

Dobbiamo, nel breve, acquisire dei miglioramenti, è ciò che questo campionato ci impone. Se i miglioramenti che otterremo, che già vedo costantemente in allenamento, saranno sufficienti per conseguire dei risultati che ci diano più margini rispetto alla zona a rischio e ci possano dare una prospettiva più rosea, lo vedremo con il tempo.

Mi fa meno piacere il considerare che i gol che abbiamo subito quest’anno sono l’80% dei tiri che abbiamo subito in porta, questa cosa mi amareggia perché è una percentuale troppo alta, se ne avessimo subito qualcuno in meno avremmo sicuramente qualche punto in più.

I numeri vanno contestualizzati: a me non interessa quanto segni un singolo ma solo la crescita del ragazzo nel contesto di gruppo. Per me ha poca rilevanza che segni l’attaccante o il centrocampista, dipende qual è lo sviluppo del gioco. Rispetto all’anno scorso la matrice dei gol che stiamo realizzando, è molto più solida perché si vede che c’è un’espressione collettiva.

Lo scorso anno avevamo un gioco diretto che trovava in Rossi l’unico terminale, era il catalizzatore di un gioco molto diretto. Oggi abbiamo più qualità nel fraseggio ed i gol infatti arrivano da sviluppi collettivi.

Ho convocato Silva solo perché volevo cominciasse a respirare l’aria della gara. Ho avuto la notizia dell’arrivo del transfert mentre eravamo in viaggio. L’ho guardato negli occhi, ho visto la luce giusta e ho pensato che il gruppo potesse trarre vantaggio da una novità. Ha mostrato grandi qualità ma anche chi ha giocato al posto suo finora ha fatto bene. Il portoghese deve ancora crescere tanto ma ha grande esperienza avendo giocato la Youth League nella passata annata. Kalaj come entrato contro la Juventus ha dato il suo apporto.

Sono assolutamente soddisfatto delle prestazioni di Bari, quando ha il giusto approccio emotivo alla gara fornisce sempre prestazioni di alto livello, indipendentemente dal ruolo in cui è inserito. Può giocare tranquillamente come esterno, può fare la mezzala, ma può giocare anche un po’ più avanti in posizione offensiva. Può ancora crescere, sta a lui trovare il giusto approccio di concentrazione quotidianamente.

Il ruolo di Marchesi dipenderà da quando continuerà a crescere. È un ragazzo con delle buone qualità, ad oggi sta giocando ancora al 30% di tutto il bagaglio di cui dispone. Mi auguro che faccia tesoro di ogni insegnamento che posso dargli perché credo che posso aiutarlo a raggiungere la maturazione.

L’Atalanta ha un ottimo collettivo, unito ad un attaccante che è fuori categoria. Il risultato contro la Roma però è bugiardo per quanto si è visto in campo.

In questo campionato non ci sono risultati scontati, i valori sono abbastanza omogenei e i dettagli fanno la differenza.

L’Inter è la squadra più forte per organico, le altre invece sono di un livello omogeneo. Sarà fondamentale che i tecnici sappiano dare equilibrio trasmettendo fiducia quando le cose non vanno bene e al tempo stesso sappiano smorzare un’esaltazione che possa portare ad una deconcentrazione per la partita seguente”.

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