Autore Topic: Il libro del giorno: Bruno Giordano racconta, Giancarlo Governi scrive  (Letto 3990 volte)

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Offline Zapruder

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Re:Il libro del giorno: Bruno Giordano racconta, Giancarlo Governi scrive
« Risposta #80 : Venerdì 10 Novembre 2017, 09:06:13 »
Una vita sulle montagne russe si legge d'un fiato.
La stile di Governi è semplice e coinvolgente e la storia di Giordano è argomento succulento per ogni tifoso laziale.

Ho vissuto tanti anni a Trastevere e Giordano mi capitava di incontrarlo qualche volta in giro, non mi sono mai intrattenuto per importunarlo limitandomi a un "Ciao Bruno, Forza Lazio" di sfuggita.

La lettura di questa biografia mi ha catturato sin dalla descrizione della sua infanzia nel vecchio rione passata tra San Cosimato e Vicolo del Cinque, tra Piazza Trilussa e il Don Orione, i viaggi per arrivare a Tor di Quinto, le prime esperienze con le giovanili...
Ma è andando avanti con le pagine che sono rimasto a volte stupito, altre perplesso e spesso anche emozionato della storia raccontata da Bruno per mano di Governi.


Tra le varie mi ha colpito il racconto di quel maledetto 29 ottobre del 1979, la presenza della madre in curva nord quel giorno insieme alla comitiva di amici di Trastevere cui Bruno comprò i tagliandi, la paura di Giordano vissuta dal campo...



Sorprendente poi, la figura di Orsini, per come la ricorda Giordano.
Avevo sempre sentito peste e corna di questo allenatore venuto ad assolvere all'ingrato compito di sostituire Maestrelli durante la sua malattia.
Chinaglia lo descrive come un uomo rozzo e autoritario, incapace di comprendere la psicologia di un gruppo orfano del suo Maestro.

In Passione Lazio, scritto da Long John con Pennacchia, è raccontato lo scontro del mister con Chinaglia: da una parte le bizze di Giorgione con le sue richieste di andare e tornare da New York, forte dell'autorizzazione di Lenzini, dall'altra l'intransigenza di Orsini che tentava di imporsi con piglio di comandante su Chinaglia, negandogli certe libertà, senza riuscirci.

Giordano, all'epoca diciannovenne, era invece grato a Orsini che gli diede fiducia e faticava a comprendere la mancanza di rispetto che alcuni giocatori, Chinaglia soprattutto, manifestavano all'allenatore, ne esce la descrizione, inedita, di un uomo fondamentalmente solo e abbandonato alla contestazione di giocatori e tifosi.

Non è l'unico punto dove divergono i racconti di Lazio fatti da Bruno e Giorgio.
Chinaglia ci dice, sempre su Passione Lazio, che Maestrelli era daccordo sulla partenza, quella definitiva, di Chinaglia destinazione Cosmos ("Tommaso era daccordo fin dal principio sulla mia partenza ed i suoi interventi furono determinanti nel convincere Lenzini a dare il suo assenso").

D'altro canto Giordano racconta, invece, che prima dell'ultima partita decisiva per la salvezza a Como, Maestrelli tornato ad allenare i ragazzi si rivolge loro dicendo:"ragazzi, questa è la mia ultima partita, non mi tradite, non fate come Giorgio che mi ha lasciato nel momento piu brutto".

Insomma, come dire, Brunetto la tocca piano.

Chinaglia è tirato in ballo pesantemente anche in altri frangenti peraltro già risaputi, come il tentativo di trasferire Giordano alla Roma.
Ho letto sopra che qualche netter ritiene invece che Giordano, come Manfredonia, si era già accordato con la roma durante la pausa forzata per la squalifica, sarebbe interessante saperne di più.

Ancora, a  pagina 59, Giordano ci spiega come andò l'esonero di Carosi.
L'allenatore, cui Bruno si sentiva molto legato, era inviso a Chinaglia, che pure dovette confermarlo dopo la salvezza conquistata l'anno prima, ma, a sentire il bomber trasteverino, covava comunque l'intenzione di esonerarlo per rimpiazzarlo con la sua vecchia fiamma, Lorenzo.

Alla seconda giornata la Lazio perde 5-0 a Udine, "una figuraccia senza precedenti", scrive Spinozzi, nel suo Vita da Lazio. Giordano parla di giocatori che hanno passeggiato per il campo e Carosi che si sente giustamente tradito...
Al ritorno a Fiumicino, dieci tifosi con le bandiere contestano Carosi, davanti a una telecamera di una televisione locale che riprende tutto. A sentire Giordano, un piano orchestrato dal diabolico Giorgione per cacciare il mister e accogliere Lorenzo, cosa che avverrà il giorno dopo.

Insomma Bruno con Chinaglia ci và giù pesante, molto pesante, forse troppo.


Passando ad altro, curioso ma meno importante è il fatto che la descrizione dell'amicizia  con Manfredonia non viene mai messa in discussione mentre Spinozzi ce la dava bella che finita durante quella disgraziata stagione in cui retrocedemmo, ma tant'è.

Sul calcio scommesse già ne avete detto, non avrei nulla da aggiungere se non che sarebbe bello che i netter che lasciano intendere di saperne, ci regalassero i loro saperi per consentirci di costruire una visione più ricca di quanto accadde e delle responsabilità reali dei nostri idoli di allora, solo per curiosità storica, ovviamente.


In ultimo il famoso gol mancato in Ascoli Lazio, sollecitato dal commento di Zapruder, mi sono rivisto su youtube il servizio sulla partita,
Resta il dubbio, a me sembra che Fiori faccia un mezzo miracolo, uno dei pochi, ma con un portiere meno reattivo quella palla poteva anche entrare...insomma quella volta ci salvò la clemenza di Bruno gol o la prontezza di Valerio Fiori?

Chari e scuri insomma in un libro che ne racconta tante, che emoziona, lascia un pò perplessi e suscita tanti interrogativi, una biografia all'acqua di rose forse, ma che merita assolutamente di essere letta perchè Giordano è la storia della Lazio e perchè di Bruno ce n'è uno e non viene da Nettuno.


Oggi come ieri, Lode a te Bruno Giordano!​

Io farei una media tra i racconti di Giordano, quelli di Chinaglia e quelli di Spinozzi.

Lo spogliatoio era tenuto insieme da Maestrelli, su questo non può esserci dubbio alcuno. Diciamoci la verità: la retorica del gruppo pugnace ed eroico non cela l'amara verità che molti di quei signori erano autentiche teste di asterisco.

L'uscita di scena di Maestrelli fece saltare l'alchimia, le cessioni di Oddi e Frustalupi stroncarono lo spessore tecnico della squadra. Nel 1970/71 la presenza in rosa di Wilson e Chinaglia non impedì la retrocessione: enorme e decisivo fu il loro contributo nel biennio 1972/74, ma mi pare evidente che da soli non bastavano, furono altri innesti a rendere così forte quella squadra. Sull'importanza di Frustalupi non scopro certo nulla, quella di Oddi non è mai stata troppo evidenziata, e pensare che era l'unico romano di quella squadra. Misteri.

Corsini non ebbe una gran carriera, ma di certo si trovò ad entrare da allenatore "normale" in una specie di bolgia dove l'eccentrico Chinaglia faceva e disfaceva. Non poteva che uscirne tritato. La retorica stucchevole settantaquattrara lo ha messo alla gogna ab eterno, forse sarebbe bello farsi qualche domanda su come e perché l'idolo intoccabile accannò una squadra in zona retrocessione a tre turni dalla fine, salva grazie a una partita come tante di fine stagione a Como. La risposta, per quanto mi riguarda, è che la Lazio vale infinitamente di più di qualsiasi protagonista.

Dal '76 all'87 siamo stati lo zimbello, vero, del calcio italiano. "Lazio" e risate erano sinonimo. Ognuno dovrebbe prendersi la sua parte di responsabilità, per questo, compreso Giordano. Ben scritto il libro - mi dispiace per altri che scrivono in ottimo italiano ma all'ottava riga cadi stecchito e cerchi di rianimarti un po' con l'elenco telefonico di Reggio Calabria che è molto meno noioso - e si vede la mano dello scrittore autentico, non credibilissima la vena autoassolutoria di Giordano su ogni questione. Ma, come ripeto, la storiografia e la cronaca su quel periodo non mancano, e fare la media non è difficile.
Giuoco del Calcio - 1863-2017 morto di VAR

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Re:Il libro del giorno: Bruno Giordano racconta, Giancarlo Governi scrive
« Risposta #81 : Venerdì 10 Novembre 2017, 12:07:22 »
Dal '76 all'87 siamo stati lo zimbello, vero, del calcio italiano. "Lazio" e risate erano sinonimo.

Io ero troppo piccolo e ho ricordi vaghi, però direi che siamo stati lo zimbello solo a partire dall'80 con la retrocessione a tavolino.

Nel 77 siamo arrivati quinti qualificandoci in Uefa per l'ultima volta prima degli anni 90.  Poi siamo stati all'11° e all'8° posto e nell'80 ci siamo salvati sul campo nonostante la squadra decimata.

Insomma, il crollo della Lazio e la trasformazione in zimbello nasce dalla retrocessione.  Prima, mi pare che ci si barcamenasse dignitosamente... certo che, col metro con cui oggi viene accolto un ottavo posto, la situazione sarebbe stata tragica... :D

Offline Panzabianca

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Re:Il libro del giorno: Bruno Giordano racconta, Giancarlo Governi scrive
« Risposta #82 : Venerdì 10 Novembre 2017, 12:26:38 »
io sono del 70... Troppo piccolo per godere dello scudetto di Chinaglia e soci ma, purtroppo, non per "subire" gli anni del ns autentico medioevo. Nonostante tutto, Laziale fino ar midollo.
Sto qua. Tutto passa. Forza Lazio
"Mal comune mezzo Claudio"
(cit. dal Best seller: "Autobiografia non postuma di un Dirigente quanto meno oculato"
sottotitolo:" 'O vedi questo?")

Offline Zapruder

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Re:Il libro del giorno: Bruno Giordano racconta, Giancarlo Governi scrive
« Risposta #83 : Venerdì 10 Novembre 2017, 12:40:58 »
Io ero troppo piccolo e ho ricordi vaghi, però direi che siamo stati lo zimbello solo a partire dall'80 con la retrocessione a tavolino.

Nel 77 siamo arrivati quinti qualificandoci in Uefa per l'ultima volta prima degli anni 90.  Poi siamo stati all'11° e all'8° posto e nell'80 ci siamo salvati sul campo nonostante la squadra decimata.

Non per spargere sale sulle ferite, ma io darei un'occhiata ai giornali dell'epoca...
Giuoco del Calcio - 1863-2017 morto di VAR

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Re:Il libro del giorno: Bruno Giordano racconta, Giancarlo Governi scrive
« Risposta #84 : Venerdì 10 Novembre 2017, 12:42:07 »
Non per spargere sale sulle ferite, ma io darei un'occhiata ai giornali dell'epoca...

Avevo tra i 5 e i 9 anni... :D

Però, i risultati sportivi (e tu sai bene che sono l'unica cosa che resta) non erano così drammatici...

Offline Jim Bowie

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Re:Il libro del giorno: Bruno Giordano racconta, Giancarlo Governi scrive
« Risposta #85 : Venerdì 10 Novembre 2017, 14:10:23 »
La Lazio degli anni bui, era una cosa da ridere (per gli altri) da piamgere per noi.
In primis la Societa' che da quando e' stata mollata dai Lenzini (vabbe che pure con loro) e' diventata una carcassa su cui tutti hanno mangiato (abbiamo avuto perfino Moggi come DT).
La Lazio ha riacquistato un minimo di dignita' con l'avvento di Calleri e Bocchi ed e' esplosa con l'Imperatore, ma questa e' storia moderna.
Dal 1958 ad oggi, ad onore di Lotito, non ricordo una Societa' cosi stabile e non derisa.
Chi ha vissuto il Medio Evo come lo chiama Panzabianca, ricorda che lo spogliatoio era come una lavanderia ed per un qualsiasi giornalaio bastava iniziare con la famosa frase " da fonti che non posso rivelare..........". Oggi ci attaccano in modo piu subdole perche hanno a che fare con personaggi che non lasciano passare la mosca al naso, se solo Lotito imparasse a stare zitto e parlare nelle sedi di sua competenza...............
La squadra e' lo specchio della Societa', quando la Societa' va bene la squadra va bene mai il contrario.
Ex En_rui da Shanghai

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Offline surg

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Re:Il libro del giorno: Bruno Giordano racconta, Giancarlo Governi scrive
« Risposta #86 : Lunedì 13 Novembre 2017, 17:14:13 »
Nel suo racconto Giordano di descrive come un angioletto. Non credo lo fosse