* ::: Street Radio :::

OPEN POP-UP In onda ora su :::streetradio:::
SIAE 871/I/07-987 Radio amatoriale - SCF 346/10 -
WRA 42-01/2016

Autore Topic: Due pesi e due misure, la linea guida d’insegnamento della Comunità Ebraica di Roma  (Letto 44 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Offline News Biancocelesti

  • *
  • Post: 9394
  • Karma: +6/-3
    • Mostra profilo
    • www.biancocelesti.org
www.cuoredilazio.it

(Mercoledi 22 novembre 2017, ore 16,15)

E’ passato poco più di un mese dal “Fattaccio”, non quello famoso  e conosciuto ai romani, quello al vicolo del Moro, ma quello nello stadio Olimpico settore Curva Sud con gli adesivi di Anna  Frank con la maglia della Roma attaccati alle vetrate e nei bagni. E’ passato poco più di un mese e ancora da lontano, scorgiamo ancora lo strascico di  quella immensa scia d’indignazione che ebbe inizio quella sera del 22 ottobre scorso. Dalla mattina successiva per essere precisi, da quando qualcuno scoprendo questa decina di adesivi sacrileghi  attaccati, pensò bene di denunciare il tutto con foto messe sui social e inviate a giornali, tv radio, e comunità ebrea di Roma. Da lì partì una gogna mediatica nei confronti del popolo laziale senza precedenti. Una gogna che ha varcato i confini nazionali ed europei arrivando a fare il giro del mondo. E tutti gli abitanti della terra seppero che la tifoseria biancoceleste, aveva osato sbeffeggiare l’altra tifoseria dirimpettaia e coabitante nella stessa città, con una figurina con l’effige di un simbolo mondiale della Shoah ebrea, Anna Frank, che sorridente, vestiva la maglia giallorossa. Non una scritta che accompagnava la figura, nulla, solo la maglia della Roma fatta indossare per l’occasione. Apriti cielo !! Ecco che improvvisamente e direi anche inaspettatamente, uno tsunami cominciò a formarsi e a diventare sempre più alto e distruttivo. Istituzioni, stampa, tv, radio, social, siti internet, giornali internazionali, tv internazionali, istituzioni che attraverso i suoi rappresentanti d’indignavano, si scandalizzavano. I politici tutti a stigmatizzare l’accaduto e a definire questo gesto, per carità poco felice indubbiamente, come un affronto disumano e gravissimo per la civiltà mondiale e storica, nonché un’offesa grave al popolo ebreo a alla memoria di una giovane fanciulla che morì in un campo di sterminio. Le istituzioni sportive tutte, subito pronte a organizzare a tempo di record (meno di 48 ore) un minuto di riflessione con la lettura di una pagina del diario di Anna Frank prima dell’inizio delle gare infrasettimanali del mercoledi successivo (appunto 48 ore dopo) da leggere su tutti i campi di serie A, B e C. Oltre cento campi sparsi in tutta Italia da coprire in meno di due giorni con l’ingaggio di speaker all’altezza professionale di leggere con il giusto tono e la giusta interpretazione, quella pagina scelta, quando anche gli addetti ai lavori delle tv, raccontano l’enorme difficoltà di trovarne poche decine in una settimana o addirittura in 15 giorni. Qui oltre cento in meno di due giorni, un miracolo. E anche con le oltre cento copie, tutte della stessa edizione di stampa del diario, ripeto stessa edizione di stampa, cosa davvero rara da vedere e soprattutto rara da organizzare su tutto il territorio così improvvisamente, (anche qui altro miracolo) da far recapitare negli oltre cento campi sparsi su tutto il territorio italiano in meno di 48 ore. Un prodigio d’efficienza e organizzazione che mai si era visto prima e che tutti noi, nemmeno immaginavamo, potesse esistere per mettere in atto in così poco tempo tutto ciò che serviva viste le lungaggini che normalmente vediamo e viviamo quotidianamente, per argomenti molto seri e spesso vitali per la popolazione italiana. Il tutto francamente, porterebbe a pensare che era tutto pronto e organizzato, di spontaneo sinceramente, non si è intravisto nulla, ma restiamo ovviamente alle sensazioni personali e soggettive non avendo prove, Abbiamo i fatti che sono strani e riflessivi però…


Senza contare poi l’ulteriore stranezza di come una parte della tifoseria romanista, fosse già in possesso di tali figurine adesive, tra il primo e il secondo tempo dell’incontro Lazio – Cagliari , e le avesse già postate su Facebook con tanto di orario a testimoniarne il momento, quando la notizia ufficialmente è uscita la mattina successiva quando un addetto delle pulizie dello stadio entrando nella curva sud, si accorge degli adesivi e li fotografa. Come mai allora la sera prima, nell’intervallo della partita, questi adesivi erano già fuori dello stadio Olimpico e in mano alla tifoseria giallorossa che postava il tutto su Facebook? A questa domanda credo non avremo mai la risposta giusta, ma a pensar male spesso ci si azzecca( come diceva qualcuno tempo fa).


Mi sono dilungato è vero, ma dovevo far comprendere l’enorme portata della vicenda che ne è uscita fuori non certo per gli adesivi in se che senza questa gogna mediatica mondiale da parte di tutti, probabilmente sarebbero stati visti esclusivamente da qualche addetto alle pulizie e basta.


In tutto questo enorme contesto di colpevolezza e di dito puntato sul popolo laziale da parte di tutti, il ruolo principale dell’inquisitore principe spetta alla Comunità Ebraica di Roma che il giorno dopo, quando tale notizie deflagra sul “mondo”, si mette in moto e chiede a gran forza pene severe per questo atto gravissimo, smuove istituzioni ufficiali ( ne parla il presidente della Repubblica Mattarella, parlano altri politici, ne parla il presidente del CONI della FIGC, ne parlano tutti perfino in Israele), s’indigna seriamente e rifiuta anche di ricevere la delegazione ufficiale della società sportiva Lazio con a capo il suo presidente Lotito, che due giorni dopo, si reca alla moschea di Roma a deporre due corone di fiori biancocelesti, in segno di PACE E SCUSE  in nome di una tifoseria sana e civile che nulla aveva commesso.  Non contenta di questo atto di arroganza  cosa fa la comunità ebraica di Roma? Ordina di riportare le due corone di fiori a casa Lotito per restituirgliele in segno di grave offesa che non era certo colmata con dei fiori. Gli esecutori, anch’essi facente parte della comunità, fanno di peggio, gettano le due corone nel Tevere, un atto oltraggioso e irrispettoso verso migliaia di tifosi laziali tra cui anche ebrei come loro. La comunità ovviamente non condanna tale gesto, lo derubrica a ragazzata dei giovani… già… le loro so sempre ragazzate…


Ovviamente tutto il mondo nel frattempo parla di questi adesivi e i vari tg nazionali aprono la trasmissione con questa notizia, manco fosse l’inizio della terza guerra mondiale.


La comunità nemmeno 24 ore dopo, emette subito un comunicato ufficiale sulla loro pagina Fb ufficiale dove il presidente della comunità , la signora Ruth Dureghello si dichiara soddisfatta di come le istituzioni, siano intervenute prontamente e auspica che ”… le Procure, tutte le altre Autorità preposte, agiscano concretamente affinchè le leggi dello Stato vengano rispettate ovunque e non esistano più territori franchi come lo sono state alcune curve fino ad ogg. Come ha affermato il presidente della Repubblica Mattarella,l’utilizzo dell’immagine di Anna Frank è un atto disumano e allarmante…”


Quindi ricapitoliamo:


La comunità ebraica per bocca del suo presidente dichiara che l’utilizzo dell’immagine di Anna Frank in quel modo, è un atto disumano e allarmante, quindi in buona sostanza, cosa grave e seria e non una burla di pochi, perché la presidentessa della comunità questa cosa l’ha specificata chiara…


…Ben vengano le iniziative singole della società (meno la nostra evidentemente), serve però una riflessione più ampia, che coinvolga le istituzioni politiche, dello sport e della società di calcio affinchè il fenomeno venga definitivamente debellato. Il rischio è spenti i riflettori, ci si dimentichi della necessità di risolvere un problema che offende la società civile e penalizza la parte sana del tifo in Italia…”


In pratica, un delitto di Stato con tanto di crisi diplomatica sportiva.


Occorre specificare una cosa molto importante, e cioè che la comunità ebraica di Roma e storicamente una comunità di chiara fede romanista. Fede romanista conclamata e dichiarata dallo stesso Rabbino Di Segni in una sua intervista del 2013 a un giornale specializzato giallorosso, dove appunto specificava che non solo lui era tifoso romanista ma che il 90% della comunità romana lo era. E’ importante tale cosa per poter poi soppesare e valutare nel giusto contesto di tutta la vicenda, alcune parole dette, alcuni comportamenti perpetrati ai danni della Lazio e della sua tifoseria.


Questo spiega il non ricevere il presidente della Lazio Lotito alla Sinagoga


(“…Ben vengano le iniziative singole della società…”) meno quelle dalla Lazio aggiungo io…


Questo spiega l’ordine di riportare le corone di fiori al mittente.


Questo spiega il volere a tutti i costi che tutte le più alte istituzioni, nazionali e internazionali, si prodighino per sanare questo cancro.


Questo spiega l’enorme macchina mediatica messa in moto da loro, per far si che tutto il sistema solare sapesse cos’è accaduto e di cosa la tifoseria della Lazio si era resa colpevole.


Ora però mi chiedo, alla luce di tutto questo interplanetario can can messo su dalla comunità ebraica per questa vicenda il mese scorso, perché il giorno dopo il derby vinto dalla Roma sulla Lazio, data 19 novembre 2017, cioè un mese dopo, quando la tifoseria della Roma, della “loro” Roma, ha utilizzato la stessa figurina di Anna Frank per sfottere, insultare l’altra tifoseria, andando in certi casi addirittura a storpiarne la fattezza (vedi cresta di Nainggolan), mettendola sui social network dove istantaneamente si raggiungono centinaia di migliaia di persona nel mondo, come mai non c’è stata da parte della stessa comunità ebraica di Roma,la stessa pari indignazione? La stessa pari costernazione? La stessa pari offesa e sensibilizzazione mediatica e istituzionale? Come mai la stessa presidente della comunità ebraica di Roma, la signora Ruth Dureghello  2 giorni dopo il derby, il 21 novembre, nell’incontro avuto con il sindaco di Cerveteri Pascucci  in riferimento alle figurine apparse sui social per offendere i tifosi laziali, ha dichiarato “…Rendiamo lo sport uno strumento per inviare messaggi positivi e non lasciamo che pochi estremisti prendano il sopravvento, ma ricordiamo quali sono i valori positivi su cui si deve fondare la società…”?


Ma come, la figurina di Anna Frank viene usata dai tifosi laziali , e il gesto viene definito  “…l’utilizzo dell’immagine di Anna Frank è un atto disumano e allarmante…”, e quando è la tifoseria giallorossa ad usare la stessa figurina , la stessa persona dichiara “… non lasciamo che pochi estremisti prendano il sopravvento…” ?


I tifosi della Lazio, un popolo intero, tutti al rogo. Per quelli della Roma, solo “pochi estremisti…” e la cosa grave che tutto avviene usando lo stesso identico messo, cioè la figurina di Anna Frank, la stessa foto, identica.


Questa è la comunità ebraica di Roma, un centro di potere assoluto dove partono decisioni verso tutto e tutti. Che facciamo ora, non la leggiamo una pagina del diario della povera ragazza negli stadi, nei cinema, nelle scuole? Non apriamo i vari TG con la notizia? Non chiediamo alle istituzioni di fare qualcosa?


Questa vostra palese incoerenza è il maggior fastidio. Questa vostro comportamento preconcetto unidirezionale da fastidio, questo vostro modo arrogante di voler padroneggiare sull’opinione pubblica e sulle istituzioni e ordinare cosa si deve e cosa non si deve fare in questi casi, è fastidioso. Questo vostro insabbiare e minimizzare tutto ciò che è colorato di giallo e di rosso associato alla squadra e alla città, e ingigantire invece una formica biancoceleste trasformandola in un elefante impazzito in un negozio di cristalleria e fastidioso. Ed è fastidioso che tutto questo lo fate alla luce del sole, arrogantemente, senza preoccuparvi di far vedere i due pesi e le due misure, perchè probabilmente è proprio questo il punto, voi volete far vedere che comandate, e quindi volete far vedere questi due pesi e queste due misure, per far comprendere agli altri che voi potete tutto e guai a toccarvi e guai a toccare la Roma.


Per quanto riguarda il calcio, il derby vinto all’andata è indubbiamente una piccola ferita per il tifoso laziale, che però si rimargina molto presto. tanto ci sarà sempre il ritorno che renderà giustizia completa e come spesso è avvenuto, darà il verdetto finale amaro per i “vostri amati colori”.

Vai al forum