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WRA 42-01/2016

Autore Topic: FOCUS - Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: la storia di Chiara raccontata da suo padre  (Letto 34 volte)

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Offline News Biancocelesti

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                           Il 25 novembre il sipario si apre su un palcoscenico buio e allapparenza vuoto. Poi una luce viene proiettata al centro della scena e l illumina e rivela i contorni di una bellissima rosa. Un fiore che sembra delicato, ma che in realt forte e resistente. Qualit che lo rendono pregiato. La sua presenza cattura lattenzione di tutto il pubblico. C una nazione intera ad ammirarla. Il fascio di luce si fa pi grande e sul palco compaiono altre rose. Tante quante le campane di vetro che le contengono. Campane che le regole non scritte di un mondo troppe volte maldestro hanno reso necessarie per preservare la vita stessa del fiore. Teche indispensabili a frenare listinto di chi oltraggia tanta bellezza con linfamia della violenza. Una brutalit che oggi su quel palcoscenico viene messa in luce assieme alle rose e che i copioni della Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne vogliono condannare. E i registi dellopera che in questo ultimo sabato di novembre va in scena nei teatri mediatici di tutta Italia sono coloro che di quei fiori bellissimi dovrebbero essere i custodi. A forgiare il vetro di quelle campane sono le loro promesse. Ma le parole non bastano. E allora succede che solamente questanno 114 di quelle rose siano state recise e che la brutalit di questo gesto sia stata per loro letale. La forza di cui sono dotate hapermesso ad altre di perdere tanti petali, ma di sopravvivere. E quelle campane di vetro sono diventate la loro condanna. Perch le teche che non hanno saputo proteggerle adesso sanno solamente isolarle, emarginarle. E tra le rose sopravvissute c anche Chiara.



IPOCRISIA Chiara aveva 19 anni quando il 3 febbraio del 2014 la brutalit di un uomo lha ridotta in fin di vita. Ma Chiara sopravvissuta a quella violenza sovraumana e ora vive circondata dallaffetto della sua famiglia. Suo padre, Maurizio Insidioso, le ha dato voce ai microfoni della nostra redazione: difficile spiegare come sta Chiara oggi. una ragazza che ha recuperato a livello cognitivo, ma come se fosse una bambina piccola. Non parla, non si muove. La sua vita dipende completamente da altre persone. E la sua la storia di una rosa che rivela di cosa sia fatto il vetro di quella campana che ha fallito nel proteggerla: ipocrisia. Per me il 25 novembre non esiste. Si organizzano eventi, manifestazioni, ma poi al dunque tutto vano. A livello politico si recitano i soliti copioni. Come dico spesso, il 25 si ricorda, poi il 26 si muore e si entra a far parte di una lista, mentre chi rimane in vita, se non aiutato da terze persone, sta completamente da solo. E lipocrisia che mettono in luce le parole del signor Insidioso si nasconde nella condotta di uno Stato che nei confronti di Chiara e di tutte le donne che oggi si trovano nelle sue stesse condizioni ha fallito due volte.



DOPPIO FALLIMENTO Sono arrivato alla conclusione che in Italia non si voglia e non si possa sconfiggere la violenza sulle donne. Nei confronti di mia figlia lo Stato ha fallito ripetutamente. Una dura verit che il padre di Chiara ha dovuto affrontare nel corso degli anni. Per esempio quando cercdi fare il possibile affinch luomo che ha ridotto Chiara in fin di vita venisse allontanato da lei, ma trov tante porte chiuse. Porte che i tagli di una politica sconsiderata delle istituzioni italiane avevano chiuso. Scelte economiche quantomeno discutibili che non hanno permesso alle strutture preposte di lavorare nel modo in cui avrebbero dovuto. Finch il vetro di quella campananon stato distrutto da una violenza inaudita. Dopo quanto accaduto iniziato il periodo dei processi. Al primo grado quelluomo stato condannato a 20 anni. In appello per un giudice ha deciso di scontargli la pena a 16 anni, perch ha appurato che colui che ha ridotto Chiara in quello stato, pur inventandosi che mia figlia si fosse fatta male da sola, le avrebbe involontariamente salvato la vita.



INGIUSTIZIA Ma, purtroppo, non tutto. Lingiustizia vissuta da Chiara scritta nero su bianco sulle pagine delle diatribe legali del nostro Stato. Una legalit che spesso si dimenticadellumanit. S, perch una Direttiva europea del 2004 chiedeva a tutti gli stati membri dellUnione, quindi anche allItalia, di provvedere affinch venisse creato un sistema di indennizzo equo e adeguato alle vittime di reati intenzionali violenti. Un risarcimento danni che potesse garantire loro una vita dignitosa. Gli Stati membri avrebbero dovuto conformarsi a tale direttiva entro il 1 gennaio del 2006. Tra i ritardi caratteristici del solito modus operandi italiano, nel nostro Paese la determinazione degli importi degli indennizzi arrivata solamente il 31 agosto del 2017. Lo Stato riconosce alle vittime di reati violenti fino a un massimo di 3.000 euro in titolo di refusione delle spese mediche e assistenziali. Questo per il nostro Stato un indennizzo equo e adeguato. Noi la carit dello Stato non la vogliamo. Chiara ha delle spese mensili che si aggirano attorno a pi di 2.000 euro al mese. In ogni caso quei soldi non li prender mai, perch stato previsto che per ricevere quel risarcimentola persona lesa debba avere un reddito pari o inferiore agli 11.000 euro. A Chiara mensilmente vengono corrisposti circa 880 euro tra pensione di invalidit e indennit civile, quindi quel reddito gi lo supera.



CASA IRIDE Una rosa di una campana di vetro non se ne fa niente. un fiore che deve crescere a pieno contatto con la realt che la circonda. Non dovrebbe essere un vetro a tutelarla, ma il Diritto. Ma quando il Diritto si trasforma in beffa, diventa futile. A quel punto la rosa ha bisogno solamente di affetto, solidariet ed empatia. Laiuto della gente ci ha permesso di andare avanti, della gente comune. E c un luogo in cui Chiara riuscita a trovare tutto questo. Si chiama Casa Iride, un progetto realizzato dallAssociazione Risveglio. Un modello di coabitazione unico in Europa, dove persone nelle condizioni di Chiara e le rispettive famiglie ricevono unassistenza che al di fuori non potrebbero ottenere. Ogni mattina quando mi alzo dal letto prima di mettere i piedi per terra bacio il pavimento, perch penso che nella sfortuna sono riuscito comunque a essere fortunato. Se non fosse stato per Casa Iride, noi non avremmo saputo come fare. Posti come questi sono esempi positivi che dovrebbero essere modelli da seguire in Italia. Questa struttura per le persone che si trovano nelle condizioni di Chiara (o anche peggiori) e per le loro famiglie una salvezza. Ecco, lo Stato forse potrebbe impegnarsi per fare in modo che di posti come questi ne vengano aperti altri.







         

   



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