Autore Topic: L'avv. Mignogna a Radiosei: "Pronta una class action contro i torti arbitrali, ecco come aderire"  (Letto 47 volte)

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                           Novit sulla class actioncontro i torti arbitrali. Il promotore dell'iniziativa sulla riassegnazione dello scudetto 1915, Gian Luca Mignogna, intervenuto ai microfoni di Radioseiper spiegare la situazione: "Questa settimana da tante parti ci stato chiesto se era possibile fare qualcosa per ovviare ai torti arbitrali subiti di recente: abbiamo studiato la situazione, una cosa complessa ma sfruttando qualche cavillo giuridico probabilmente abbiamo trovato un punto su cui agire. La class-action un'azione collettiva che il codice riserva a determinate categorie, quelle dei consumatori (parte attiva) ed erogatori di servizio (parte passiva). Ipotizziamo di iniziare questo contenzioso mettendo insieme tutti i tifosi laziali in quanto consumatori (possessori di biglietti delle partite incriminate, abbonati alle pay-tv e allo stadio e scommettitori in possesso del titolo) per poter rivendicare il diritto ad avere una esecuzione del contratto commerciale specifica e non distorta. La controparte sarebbe l'Associazione Italiana Arbitri, la richiesta l'applicazione del protocollo VAR in maniera diversa da quanto accaduto finora. La tecnologia deve intervenire solo in caso di errori madornali e non negli episodi dubbi. Servirebbe un'adesione altissima per questo tipo di azione."



ECCO COME ADERIRE -"Ricordo decine di arbitraggi sfavorevoli ma in passato non esisteva il VAR, oggi invece c' un protocollo prestabilito e chiunque acquista un pacchetto lo acquista con le regole del caso, facendo affidamento su una certa disciplina che se viene violata apre lo spiraglio per poter pretendere i propri diritti a livello giuridico. Oggi il calcio un prodotto prevalentemente commerciale. Abbiamo anche aperto un indirizzo e-mail per accogliere le richieste di adesione: su aquila1915@libero.it ci hanno gi scritto diverse decine di persone, a chi ha aderito avvertiamo che risponderemoma aspettiamo che il numero salga, ancora non siamo abbastanza per poter intraprendere questa class action".



         

   



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