Autore Topic: Francesca Manzini: "Amo mio padre e la Lazio, sono nata in Culla Nord. So imitare mister Inzaghi"  (Letto 64 volte)

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                           Solo a sentirlo nominare si pensa subito alla Lazio. Il cognome Manzini rimarr legato alla storia del club biancoceleste in eterno. Il team manager Maurizio entrato di diritto a far parte dellalbero genealogico della societ. E lamore per la sua squadra del cuore lha trasmesso anche alla figlia. Un contagio inevitabile. Francesca Manzini - attrice, imitatrice e speaker radiofonica ha raccontato il rapporto con il padre nellintervista rilasciata a Il Posticipo. E ovviamente ha parlato anche di Lazio.



DI PADRE IN FIGLIA Lamore per la Lazio si intreccia con quello per mio padre. In realt, amo i biancocelesti in quanto prolungamento fisico di pap. Possiamo dire, come suggerisce il mio compagno Cristiano, che sia nata inCulla Nord. Amo mio padre e, come continuum, la Lazio. Ci scherzo su: il nostro rapporto come il 26 maggio.



IL 26 MAGGIO Sicuramente la vittoria pi attesa, sofferta, sperata della storia della Lazio. Un po come il pieno sbocciare del nostro rapporto. Pap molto anni 40. Da piccola ne avvertivo un po lassenza ma lui si giustificava dicendo che non mi mancava nulla. Io, invece, sentivo il bisogno di lui. E quasi mi infastidiva, laquila di cui mi parlava, perch lo portava via da me. Il nostro rapporto stata una partita lunga e difficile come quella finale di Coppa Italia.



UN GRANDE AMORE La mia sfida pi grande, da ragazza, stata farmi amare da mio padre quanto lui amava la Lazio. In realt mi ha sempre voluto bene, e io ho capito che i biancocelesti avrebbero fatto sempre parte di noi. Seguire la Lazio mi ha aiutato a capirlo, conoscerlo. Il mio pi grande successo aver instaurato con lui un rapporto di amicizia, prima che di sangue. Ci stimiamo come persone, al di l del rapporto padre figlia. E questo mi ha permesso di dargli un piccolo dispiacere. Cristiano somiglia a Totti ed milanista, ed ho recitato con Verdone - nel suo nuovo film Benedetta Follia - che della Roma. Spero che al prossimo pranzo non mi cacci di casa.



ANEDDOTO Risale, ancora una volta, al 26 maggio. Festa post vittoria. Floccari e Marchetti mi si avvicinano con una bottiglia di liquore. Io, che fatico anche con lacqua gassata, declino linvito. Ma cera anche pap e non potevo esimermi. Provo a bere e questa enorme bottiglia mi scheggia un incisivo. Non che avessi tutta questa bella dentatura, per, sai com. Ho provato ad andare dallodontoiatra ma non c stato verso. Mi era stato quasi imposto che quella scheggiatura fosse quasi una medaglia. Un segno distintivo. Un ricordo indelebile della vittoria. Lho riparato solo qualche mese fa.



LA LAZIO DI OGGI Chi imiterei? Dico Simone Inzaghi. E non solo per la sua simpatia. A volte, e accade spesso, quando chiamo pap mi risponde e mi chiede di imitarlo. Guarda, non ci capisco molto di calcio, ma penso di saper interpretare le persone. E Simone stata una rivelazione. In tutti i sensi. Un ragazzo umile, straordinario. Sono rimasta colpita, anzi, allibita dalle sue qualit umane prima che tecniche. Ha un viso pulito e grande personalit. Trasmette disciplina e seriet. E la squadra, per impegno, amore e dedizione, rispecchia lallenatore.



         

   



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