Autore Topic: Re Cecconi, 41 anni fa la tragica morte: mistero e dolore per il giocatore mai dimenticato  (Letto 28 volte)

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                           Una tragedia datata 18 gennaio 1977. 41 anni fa se ne andava Luciano Re Cecconi, lAngelo Biondo della Lazio del primo scudetto. Sono le 19:30 circa quando il giocatore, insieme al compagno di squadra Pietro Ghedin e un amico comune, il profumiere Giorgio Fraticcioli, entrano nella gioielliera di Bruno Tabocchini, in via Nitti, a Roma. Uno scherzo, la ricostruzione ufficiale. Il gioielliere, intimidito dallurlo Fermi tutti, una rapina, estrae la pistola e spara. LAngelo Biondo cade a terra e muore.Non serve a niente la corsa verso lOspedale San Giacomo. Alle 20:04 il giocatore della Lazio viene dichiarato morto. Una scena surreale che diventa realt. Un addio sciocco e improvviso che lascia tutta l'Italia dello sport e non solo senza parole.Luciano Re Cecconi viene ricordato ancora oggi. La bandiera con il suo volto angelico c sempre nella Curva Nord della Lazio. Di tempo ne passato tanto, ma quellamaro in bocca per, resta.



RE CECCONI, L'ANGELO CADUTO -E pensare che Re Cecconi, infortunatosi al ginocchio, fuori dai campi da quasi 4 mesi. Ultimo match disputato: 24 ottobre 1976. Nei primi mesi dellanno successivo sta recuperando in fretta. Rientro previsto per il 30 gennaio. Il 18 pomeriggio gioca quasi tutta la partitella di allenamento agli ordini di Tommaso Maestrelli. Poco dopo, il suo destino incrocia il mirino di una revolver calibro 7,65.Indagini su indagini proseguono tra lo sconcerto dei tifosi della Lazio e di tutto il mondo dello sport. Caso archiviato, avallata la tesi di uno scherzo finito male. Anche se nella fase istruttoria, il gioielliere Tabocchini sostieneche Re Cecconi non fece nulla che potesse essere preso come un tentativo di rapina. Stessa testimonianza data in un secondo momento da Ghedin, che per in una versione precedente aveva sostenuto il contrario. Un mistero che dopo 41 anni rimasto l, sospeso.



L'UOMO - Tommaso Maestrelli laveva voluto prima al Foggia, poi alla Lazio. Il tecnico toscano un secondo padre per il centrocampista nativo di Nerviano, in provincia di Milano. Luciano la colonna portante di una squadra che vince lo scudetto nel 1974, ma soprattutto uno degli uomini saggi di una banda di scalmanati. Un gruppo disunito, antipatico, anche violento. Chi giraarmato, chi si azzuffain allenamento. Se Maestrelli stato il condottiero di quella squadra, Re Cecconi ne stato il vice, il giusto collegamento tra lallenatore e i giocatori. Sono mesi terribili quelli tra la fine del 1976 e linizio del 1977. Il 2 dicembre muore Maestrelli per un maledetto cancro al fegato. Il 18 gennaio se ne va Luciano per uno scherzo. la fine di quella squadra che racchiude dentro di s personaggi, miti, vittorie e tragici incidenti.



         

   



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