Autore Topic: Perchè il Milan gioca la serie A?  (Letto 30 volte)

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Perchè il Milan gioca la serie A?
« : Mercoledì 21 Marzo 2018, 16:11:21 »
www.cuoredilazio.it

(mercoledi 21 marzo 2018, ore 11,30)


Ce lo stiamo chiedendo in tanti stamattina dopo aver letto le ultimissime news sulla situazione finanziaria tutt’altro che rosea del proprietario cinese del Milan Yonghong Li, con quali criteri economici finanziari e con quali garanzie e credenziali è stato iscritto il club AC MILAN alla serie A della stagione sportiva 2017/2018?


Perchè andando a leggere più attentamente tutta la cronologia della vicenda che ha coinvolto il riccone cinese (a questo punto più virtuale che reale), si scoprono dettagli inquietanti soprattutto per la FIGC che ha appunto approvato la regolarità d’iscrizione del club al nostro massimo campionato. Oggi infatti è solo l’ultimo capitolo di tante tappe iniziate tempo prima dell’acquisizione della società rossonera da parte di questo famigerato imprenditore cinese. E’ di oggi la news delll’ufficiale defenestrazione di Yonghong Li a capo della sua holding la Jie Ande, sostituito da un commissario (avvocato) fatto venire direttamente dal tribunale di Pechino per gestire esecutivamente con pieni poteri, la cassaforte (vuota in realtà vista la bancarotta dichiarata) di Yonghong Li, 48 anni, proprietario e presidente del Milan. Il tribunale del popolo di Shenzhen ha infatti ufficialmente dichiarato fallita la Jie Ande sulla quale fino a ieri pendeva una richiesta di liquidazione per bancarotta da parte della Banca di Canton. La sentenza del tribunale, secondo quanto emerso nelle ultime ore, ha spazzato via la gestione targata mister Li, responsabile del dissesto, e nominato con pieni poteri un avvocato dello studio legale Jindu di Pechino.


«La situazione relativa a tutte le mie risorse personali è completamente sana», diceva appena un mese fa l’uomo d’affari. La Jie Ande è il principale azionista con l’11,4% di un’azienda quotata alla Borsa di Shenzhen ed era accreditata come la società più importante e più liquida tra quelle indicate nel curriculum ufficiale del finanziere cinese residente a Hong Kong che, meno di un anno fa, acquistò il Milan dalla Fininvest per 740 milioni. All’epoca la Jie Ande era già insolvente ma nessuno, tra banche, consulenti e controparte, lo verificò.

fatta questa doverosa prefazione, vogliamo mettervi a disposizione un articolo chiaro ed esplicativo sulla cronologia della storia tra il magnate (?) cinese e il Milan di Berlusconi.


L’articolo è del sito Milanotoday ed è stato pubblicato il 19 febbraio 2018, quindi un mese fa.

“Milan, da dove arrivano i soldi di Yonghong Li? La sua unica azienda è fallita ed è all’asta”

Tutto inizia a gennaio 2015, quando “Jie Ande” – la holding di Li che ha una partecipazione dell’11,39% in una società quotata in borsa a Shenzen – chiede un prestito alla Jiangsu Bank. Quei soldi, però, non sarebbero mai stati restituiti, tanto che il 7 febbraio 2017 il tribunale ha chiesto che il patrimonio della holding vada all’asta su Taobao – una sorta di eBay cinese – per ripagare la banca.

L’asta, in realtà, non si è mai tenuta: a gennaio 2018, infatti, una seconda banca ha chiesto la liquidazione per bancarotta della stessa holding, che in sostanza, in una parola, è vuota. E come se non bastasse, quella stessa società – scrive il Corriere – è finita anche nel mirino della China Securities Regulatory Commission, la Consob di Pechino, che ha comunicato l’avvio di indagini per presunti illeciti sul mercato  perché l’azienda di Li avrebbe tenuto nascoste per mesi la sentenza e l’insolvenza. Milan, da dove arrivano i soldi di Yonghong Li? La sua unica azienda è fallita ed è all’asta


„n un quadro del genere – i problemi sono tutti pre acquisto Milan – l’imprenditore cinese è però riuscito a portare a casa il Diavolo, nonostante la “Jie Ande” sia l’unica sua proprietà dichiarata insieme ad alcune miniere di fosfato, la cui esistenza però è stata più volte messa in dubbio. “

Scrivono Gabanelli e Gerevini:

“Mentre era inseguito dai creditori in patria, il 48enne finanziere residente dal ’94 a Hong Kong chiudeva in Italia, sotto i riflettori di mezzo mondo, una delle più costose acquisizioni calcistiche della storia, accreditandosi (e accreditato) come un grande e ricchissimo imprenditore dai mille interessi.

La sua credibilità, storia e consistenza patrimoniale l’ha riassunta in un documento consegnato alle parti nella trattativa e fatto circolare dagli uomini di Li, anche di recente, senza modifiche. Tra gli asset fondamentali, oltre alle famose e fantomatiche miniere di fosfato, c’è anche l’11,39% di Zhuhai Zhongfu, detenuto tramite la cassaforte Jie Ande.”




Quella Jie Ande che, però, il 7 febbraio 2017 – due mesi prima – era finita all’asta per decisione di un tribunale. Da qui, la chiusura con i dubbi: gli ennesimi di una storia in cui si è ipotizzata anche un’inchiesta – poi smentita – per riciclaggio.

A questo punto i casi sono tre: 1)


Li è realmente molto ricco, finora ha tenuto nascosto il suo vero tesoro che forse non può far emergere, e non paga i debiti perché è distratto;


2) Ha fregato tutti ed è un mitomane;


3) Si è prestato a interpretare la parte in un gioco più grande di lui nel quale i soldi e le garanzie non sono suoi;


4) l’importante è che il Milan non finisca su Taobao.

UNA COSA ALLA FINE RISULTA CERTA, IL MILAN NON AVEVA LE CREDENZIALI SUFFICIENTI PER ESSERE ISCRITTO AL CAMPIONATO !

E invece lo ritroviamo vicino alla zona Champions a giocarsi la possibilità di entrarci guarda caso ai danni di chi? Della più debole del lotto delle altre 3 squadre concorrenti e cioè la Lazio, che è stata palesemente penalizzata sul campo da decisioni arbitrali sotto gli occhi di tutti, e definite sempre da tutti assurde e ingiustificate. Sta di fatto che tali decisioni hanno tolto alla squadra bianco celeste la possibilità di acquisire almeno altri 10-13 punti minimo, che l’avrebbero messa al riparo da tutte le rincorse possibili di altre pretendenti ad un posto Champions. Non solo la Lazio dovrà ora combattere con Inter e Roma per due posti su tre, ma dovrà guardarsi anche dal Milan che dati oggettivi e cronologici alla mano, non aveva alcun titolo per iscriversi al campionato. Di chi è stata la colpa? Chi ci spiega razionalmente il perchè il Milan è nella serie A quando invece avrebbe dovuto ricominciare dalla C?


Malgaò che è il presidente dello sport italiano cosa ha fatto per evitare questo sputtanamento scandaloso della federazione?

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