Autore Topic: Europa League, la Lazio batte il Salisburgo 4-2: semifinale pi vicina  (Letto 41 volte)

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                    Grinta, tattica e tanta qualit con uno stadio caldissimo che spinge i propri giocatori verso l'obiettivo semifinale europea. La Lazio sorride e supera nei quarti di Europa League il Salisburgo per 4-2: un poker che ha il volto di Simone Inzaghi, bravo nel preparare la gara e nell'inserire al momento giusto Anderson (autore del terzo gol). Nel primo tempo Lulic apre le danze, poi Berisha sigla il pari su un rigore molto discusso. Nella ripresa sale in cattedra Parolo, che di tacca fa esplodere l'Olimpico. E se Minamino gela all'inizio i tifosi di casa, Anderson e Immobile siglano un 4-2 che d grande morale per il finale di stagione.

 
  Nelle formazioni iniziali biancocelesti con il solito 3-5-2 e Alberto che supporta Immobile: tra gli austriaci Marco Rose si affida al tandem offensivo composto da Dabbur e Gulbrandsen, mentre sulle corsie esterne ecco Haidara e Berisha. Gli ospiti partono con un buon possesso palla in avvio e cercano Dabbur, ma Luiz Felipe fa buona guardia. La Lazio pronta a ripartire: prima Luis Alberto dribbla tre uomini ma non trova il cross giusto mentre Immobile sparacchia alto da posizione molto decentrata. Gi all'8 per Lulic fa esplodere l'Olimpico: azione sulla destra di Basta che crossa basso in mezzo con il bosniaco che infila Walke da pochi passi. Le Lattine di Salisburgo provano a replicare con Gulbrandsen, ma Strakosha attento. Mettendo da parte l'urlo di capitan Lulic, nei primi venti minuti meglio sicuramente le difese con Ramalho e De Vrij che in pi di un frangente chiudono su Immobile e sul guizzante Dabbur, bomber degli austriaci. Al 30' diventa protagonista il direttore di gara Hategan, che assegna un rigore molto, molto, discutibile agli ospiti. Su un cross da destra Basta, quasi di spalle, sbraccia Dabbur e l'arbitro rumeno (senza Var ma grazie all'addizionale) opta per il penalty. Tra i fischi dell'Olimpico Berisha freddissimo realizza l'1-1. Lo stadio una bolgia, soprattutto dopo che Immobile cade in area austriaca su trattenuta di Haidara: per Hategan tutto regolare.

Al 38' i biancocelesti si divorano un'occasione enorme, con il bomber campano che lanciato da Leiva si scontra con Milinkovic e calcia malamente da posizione d'oro. Prima dell'intervallo Inzaghi ha un altro motivo per recriminare perch lo stesso talento serbo sciupa il 2-1 spedendo a lato di testa un cross cioccolatino di Lulic. Il primo tempo horror di Hategan per non finisce qui: il fischietto romeno giudica non da rigore anche un contatto assai dubbio in area tra Ramalho e Alberto. Il parziale si chiude tra le proteste furenti dei padroni di casa, placati a fatica dal mister laziale.

Pronti via nella ripresa e i biancocelesti veicolano la rabbia nel modo migliore, trovando il 2-1 gi al 4'. Alberto si allarga e serve basso l'accorrente Parolo che di tacco infila in diagonale: magia del mediano della Nazionale. Per il centrocampista ex Cesena il sesto gol stagionale, il secondo in Coppa. I 22 si battono come leoni, con il Salisburgo che non ci sta: Strakosha bravo sulla fiocina mancina di Ulmer.

I ritmi sono altissimi, seppur con qualche errore: Anderson entra al posto di Alberto. L'anima Red Bull gela per l'Olimpico al 26'', quando il neoentrato Minamino fulmina Strakosha da pochi passi su invito di Dabbur. Pari e tutti a pensare al ritorno? La qualit di padroni di casa la vede diversamente e in due minuti arriva il poker biancoceleste. Prima Anderson salta Caleta-Car e firma il 3-2. Poi, al 31', ecco anche la gioia per Immobile: il Toro di Sorrento non pu sbagliare dopo la cavalcata regale di Leiva. Immobile potrebbe anche fare doppietta, ma Walke bravo da distanza molto ravvicinata.

Il ritorno in Austria dopo il 4-2 non sar una passeggiata, ma se i biancocelesti giocheranno con questa cattiveria e questa qualit il sogno della finale a Lione non pu essere etichettato come chimera. D'altronde nell'ultima Lazio regina europea (nel 1999 in Coppa delle Coppe ) c'era anche un certo Roberto Mancini. Chiss che Parolo per la sua gemma di tacco non si sia ispirato al "maestro" di Jesi.

                 

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