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Autore Topic: Cecchi: "Prima sogno, poi obiettivo: il gruppo vuole la Champions League"  (Letto 90 volte)

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Mario Cecchi, collaboratore tecnico di mister Simone Inzaghi, è intervenuto quest'oggi ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

 “Per noi in questo momento la Champions League è un obiettivo e per raggiungere quest’obiettivo, stiamo continuando a lavorare con la stessa passione profusa fino ad oggi. Il traguardo è vicino, dobbiamo continuare ad inseguire questo sogno. Il nostro calendario non era molto agevole, al contrario di quello delle nostre avversarie. In trasferta abbiamo superato due ostacoli molto difficili come le gare contro Fiorentine e Torino, grazie anche alla vittoria raccolta contro la Sampdoria, i punti di distacco dalle nostre inseguitrici sono aumentati. Ora ci sono da preparare al meglio le gare che verranno. Ci attendono sfide molto difficili; l’Atalanta è una squadra in salute e ci prepareremo al meglio per l’impegno sperando che ciò sia funzionale per la prestazione di domenica.

La soddisfazione più grande è veder nuovamente tanta gente allo stadio: ricordo che nella mia prima gara da tecnico, disputata proprio all’Olimpico contro l’Empoli c’era pochissima gente. Da estraneo, ho sempre considerato il pubblico della Lazio molto passionale ed ero dunque stupito dalla scarsa affluenza di pubblico nelle prime gare casalinghe. Di conseguenza, con mister Inzaghi ci siamo prefissati l’obiettivo di riportare la gente allo stadio e siamo molto contenti di esserci riusciti. Nel calcio contano i giocatori ed il nostro obiettivo era coinvolgere al meglio i nostri uomini, ma il resto lo ha fatto proprio la squadra: ci alleniamo con il sorriso, ci aiutiamo a vicenda e siamo un ottimo gruppo. Per ottenere determinati risultati l’armonia è alla base di tutto, questa non manca nel nostro spogliatoio e, di conseguenza, è più facile raggiungere dei risultati.

Simone Inzaghi è il nostro condottiero, gestisce tutto al meglio. Noi mettiamo a disposizione le nostre competenze e lo facciamo silenziosamente, ognuno ha il suo ruolo ed il suo compito , tutti noi mettiamo in campo passione e competenze affinché la Lazio possa far bene. Nel calcio moderno non bisogna essere troppo attaccati ai moduli, ma avere più conoscenze possibili in mezzo al campo. Codificare un’azione non è semplice, ci sono tante variabili che possono condizionare determinate letture e le scelte sono dunque sempre i calciatori a farle.

Nella settimana analizziamo sempre quanto fatto nella gara precedente focalizzandoci inizialmente su quanto svolto. Successivamente analizziamo i nostri avversari, su come costruiscono la manovra e su come dobbiamo comportarci noi di conseguenza per contrastarli nel miglior modo possibile ripartendo dal basso per eludere le pressioni avversarie. Da quando ho smesso di giocare, ho avuto l’opportunità di lavorare per l’Empoli e sono partito dal settore giovanile di questo club: sono stato lì 10 anni e lavorare in un settore giovanile così importante ed efficace ha rappresentato per me una grande palestra. Terminato l’amore con l’Empoli è arrivata la chiamata di Simone Inzaghi: con il tecnico piacentino ci conoscevamo perché abbiamo frequentato il corso per diventare allenatori insieme e mi contattò prima di diventare tecnico della Lazio. Ho dato subito la mia disponibilità e sapevo che quell’occasione poteva essere una grande opportunità; poi cambio tutto perché Simone mi disse che nel giorno successivo avremmo dovuto condurre il primo allenamento per la Lazio e non per la Salernitana.

Ho affrontato Inzaghi a livello giovanile e c’è sempre stato grande rispetto tra noi, i gruppi si conoscevano e sono stati sempre grandi match. Il risultato è sempre stato a favore mio, ma le sfide sono state affascinanti. Nel calcio di oggi è fondamentale avere grande passione: per svolgere un lavoro così è necessario dedicare tempo alla propria professione ed inoltre, in questo campo, ci sono tante tensioni e tante aspettative. La determinazione e la voglia sono peculiarità necessarie, altrimenti questo sarebbe un lavoro ancora più duro e difficile. Il nostro obiettivo è quello di limitare i gol che subiamo: ci stiamo lavorando, ci sono i modi e i tempi per raggiungere questo obiettivo. Nelle ultime giornate non abbiamo subito reti, ma noi stiamo continuando in ogni minuto a migliorarci sul piano difensivo. Le reti che incassiamo non derivano dalla nostra produttività offensiva. Dobbiamo continuare a segnare con regolarità senza, però, subire. Nell’arco della stagione ci sono state tante partite avvincenti: quella con la Sampdoria è stata molto bella perché la squadra contro i blucerchiati è stata molto concentrata. Anche contro il Torino il gruppo ha messo in campo la voglia necessaria per raggiungere l’obiettivo Champions League. Manca l’ultimo strappo per arrivare al traguardo, dobbiamo mettercela tutta.

Luis Alberto, Milinkovic e Felipe possono risolvere le gare in qualsiasi momento. Possono giocare insieme, ma dobbiamo sempre preservare determinati equilibri che, spesso, portano i tre a non esser schierati contemporaneamente. L’importante è che tutti siano a disposizione del gruppo. Tutti gli uomini sono partecipi per raggiungere il nostro obiettivo. Inzaghi? Un condottiero, perché all’interno dello Staff Tecnico è l’uomo che incarna la lazialità. Lucas Leiva è un leader in tutti i sensi, si vede che ha giocato a grandi livelli in un club importante. Milinkovic è un talento naturale che sa far tutto: il numero 21 ha qualità, fisicità, è tecnico, forte di testa e prolifico. La Supercoppa italiana è stata una grandissima emozione: la gara si è risolta inaspettatamente grazie alla rete del subentrato Murgia. Alessandro è un grande professionista e ci ha regalato una grande emozione. La Champions League prima era un sogno, ora un obiettivo da raggiungere. Abbiamo analizzato la gara di Salisburgo ed anche le cause che hanno portato a quei 5 minuti di blackout: c’è stato un calo mentale ed il derby successivo ha inciso. Dopo il gol di Immobile, tutti potrebbero aver pensato alla stracittadina.

Per me questo lavoro è una grande passione. I tacchetti, l’erba e lo spogliatoio rappresentano il calcio ed è una passione per me aiutare mister Inzaghi e svolgere questo compito. Ci sono stati dei momenti difficili, come ad esempio, all’indomani della sconfitta di Salisburgo: abbiamo perso una bella occasione e poteva esserci un contraccolpo mentale pericoloso. I calciatori sono bravi a non uscire dai binari, abbiamo svolto un grande derby e siamo ripartiti al meglio. La Lazio mi è entrata nel cuore, vedo la passione dei laziali per la squadra: questo è molto bello. Vedere lo stadio pieno, inoltre, mi dà grandissime emozioni”.

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