Autore Topic: Lazio nelle scuole, Milinkovic: \  (Letto 34 volte)

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Lazio nelle scuole, Milinkovic: \
« : Gioved 10 Maggio 2018, 11:00:28 »
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                           AGGIORNAMENTO ORE 10.30 - Una domanda anche per Fonte: "La stagione lunghissima, parte i primi di luglio e si conclude a fine maggio. Quest'anno abbiamo giocato tante partite, oltre 50. L'impegno profuso stato tantissimo. Pu capitare in alcuni momenti dell'anno che alcune energie vengano meno per una serie di motivi. Le energie nervose sono tantissime e incidono molto. Noi cerchiamo di fare il meglio, cercando di far mantenere ai calciatori una condizione accettabile nel corso di tutta l'annata". Si parla di idoli, il primo a rispondere Basta: "Da piccolo ricordo Paul Gascoigne, lo guardavo quando giocava con la Nazionale. Poi dopo David Beckham. Non erano proprio idoli, ma li guardavo". Il microfono passa a Marusic: "Per me Ronaldinho". Per Milinkovic, invece, Zlatan: "Per me sempre stato Zlatan Ibrahimovic, perch tanti dicono che ho la testa come lui e io continuo a guardarmi tutte le sue partite. Rigori grande responsabilit? Dipende. In allenamento non difficile tirarlo, in partita il pallone diventa pesante. Se hai una grande motivazione dentro non guardi il portiere, convinto di segnarlo. Poi se entra sei felice, altrimenti...". Ultima domanda per Manzini: "Cosa penso dei tifosi che esultano per una sconfitta altrui? Sono tifosi. Uno sportivo non mai contento se un'altra squadra perde. Uno sportivo vero contento se la sua squadra vince. Il tifoso invece prova anche quel sottile piacere nel vedere l'avversario sconfitto e a terra".



AGGIORNAMENTO ORE 10.20 - Impossibile non parlare di derby, il commento di Milinkovic: "Non una partita come le altre. Vedo la gente laziale come la vive ed una gara che si sente. Sono tutti pi carichi. Anche per noi un altro stimolo, sentiamo che dobbiamo dare ancora di pi. Lo stadio pieno poi bello, e se vinci come l'anno scorso passando in Coppa ancora pi bello". A proposito di partite roventi e reazioni in campo. Parla Milinkovic: "Io penso di avere sempre ragione e quindi mi arrabbio sempre con larbitro. Il consiglio che posso farvi di non guardare me, anche quando parlo con larbitro. Cosa mi d pi fastidio? Quando mi salta un avversario durante la partita". Si passa all'antirazzismo. Il microfono passa a Basta: "Il calcio in generale uno sport totalmente contro il razzismo. Nel calcio ci sono squadre con tanti stranieri, tanti ragazzi col colore della pelle diversa. Siamo tutti uguali". Poi una domanda a  Marusic: "Se da piccolo volevo fare il calciatore? Io sognavo di diventare un grande calciatore e sono convinto che se uno vuole veramente una cosa, alla fine questa cosa arriva. Il mio un invito ad avere fiducia, a sperare sempre per il meglio". I bambini, poi, si interrogano sull'importanza del sostegno dei tifosi: "Mi fanno stare bene, perch mi danno forza, e mi fanno stare bene perch vuol dire che per loro ho giocato bene".



La Lazio visita le scuole, oggi tocca all'Istituto Asisium di via di Grottarossa 301. I giocatori laziali presenti sono Adam Marusic, Dusan Basta e Sergej Milinkovic, accompagnati da Olympia e Juan Bernab. Nella delegazione biancoceleste, ci sono anche il preparatore Fonte e il team manager Manzini. Il primo a prendere la parola Dusan Basta"Se il terzo tempo attuabile nel calcio? Secondo me non male, un'idea buona. Dopo la partita gli avversari si parlano tra di loro. In campo ci sono delle battaglie, dopo servono i comportamenti giusti". Si parla di fair play, microfono a Marusic: "Per diventare dei campioni ci vuole prima di tutto il rispetto. Il rispetto per l'avversario, per i compagni in seguito ad un errore, per il giudice di gara componente fondamentale della partita. La parola magica quella di sentire veramente al nostro interno un grande rispetto per tutti". Poi tocca a Milinkovic: "Il mio primo atto di fairplay? Quando ero piccolino, in una partita di pallone. Ero caduto in area e l'arbitro ci diede rigore. Io per lo fermai"

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