Autore Topic: Gregucci  (Letto 40 volte)

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Gregucci
« : Gioved 14 Giugno 2018, 14:01:07 »
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                           Un anno in Russia allo Zenit e il grande ritorno in Italia. Angelo Gregucci uno degli assistenti di Mancini, sulla panchina della nazionale, ma non dimentica il suo passato biancoceleste. Queste le sue parole ai microfoni di Radio Incontro Olympia: "La Lazio, la sua storia, la sua tradizione, la sua maglia, il suo simbolo, i suoi colori, vengono prima di tutto e tutti. De Vrij non ne era convinto, accettando la proposta pi ricca e vantaggiosa, economicamente parlando, di un altro club. Stessa cosa dicasi per Milinkovic e Anderson. Se Sergej e Felipe nutrono lo stesso pensiero dell'olandese, ma con la grande differenza di non essere a scadenza, doveroso per la Lazio accettare per il serbo ed il brasiliano le offerte migliori per poi dare subito la caccia ai rispettivi sostituti. Nell'ultimo decennio, la dirigenza biancoceleste, grazie al lavoro di Lotito e soprattutto di Tare, ha dimostrato la propria abilit nell'acquistare a poco e rivendere a tanto, divenendo una vera e propria garanzia di riuscita per le mosse del club. Simone Inzaghi, una primizia in Italia, deve poter contare negli anni su uno zoccolo duro intorno al quale girare nel tempo top player sempre in linea con i parametri della societ. Solo se si avesse la percezione di essere veramente ad un passo dall'obiettivo di vincere si potrebbe stravolgere questo discorso, puntando a trattenere i big pur rischiando un qualcosa di ragionato a livello economico".

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