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Autore Topic: La stagione di Ancelotti, ovvero: uno spunto di riflessione  (Letto 167 volte)

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Offline Karmilla

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La stagione di Ancelotti, ovvero: uno spunto di riflessione
« : Lunedì 18 Febbraio 2019, 13:36:56 »
Questo topic non vuole essere un'analisi minuziosa della stagione del Napoli (sennò l'avrei messo nel topic apposito), ma vorrebbe costituire uno spunto di riflessione, come da titolo, sul ruolo dell'allenatore.

Una delle critiche che più spesso vedo rivolgere alla nostra società è quella di non investire sulla figura dell'allenatore. Molti di voi - adesso non mi ricordo chi nickname per nickname, ma abbastanza - hanno espresso il desiderio, o quantomeno la curiosità di vedere l'attuale rosa della Lazio in mano ad un allenatore con maggiore esperienza di Simone Inzaghi, per avere una sorta di "controprova" del valore di quest'ultimo - e, di converso, di quello della rosa.
Non nego che, pur essendo nel concreto abbastanza affezionata ad Inzaghi, la curiosità astratta è venuta spesso anche a me. Con maggior frequenza ed insistenza nei momenti in cui mi è parso che il mister non avesse più un valore aggiunto da trasmetterci.

L'ennesimo pareggio a reti inviolate del Napoli di ieri sera, però, mi ha dato da pensare.

Questa estate De Laurentis ha fatto esattamente ciò che in diversi vorremmo da Lotito: ha investito su un allenatore - e che allenatore! - d'esperienza. Per farlo ha anche sacrificato in buona misura il mercato, rinunciando a grandi colpi per far quadrare il bilancio. Il Napoli, ricordiamolo, veniva da una stagione esaltante che a mio avviso si è conclusa con un nulla di fatto in campionato solo perché sul più bello (sfida con la Fiorentina) è mancata la testa. In questo senso, la scelta di un trainer come Ancelotti sembrava davvero la mossa vincente. Ed in effetti all'inizio si sono visti risultati incoraggianti, anche nella rotazione degli uomini e nel tipo di approccio alle partite. Ancelotti ha dichiarato amore a Napoli e al Napoli, e tutti sembravano contenti (ovviamente, visto da fuori).

Poi però, alla resa dei conti, la stessa rosa che sfavillava con Sarri (meno Jorginho) nell'ordine:
a) è uscita dalla CL; e questo ci può anche stare perché aveva effettivamente un girone di ferro e le è costato caro il pareggio con la Stella Rossa;
b) ha accumulato sempre più ritardo dalla Juventus; ad oggi è a -13
c) è uscita anche abbastanza male dalla Coppa italia;
d) continua a stentare in campionato.
La stagione non è finita, l'EL è alla loro portata, ma finora mi sento di dire che Ancelotti non ha fatto meglio di Sarri.

Insomma, ADL ha "seguito le istruzioni", se così possiamo dire, e i risultati non arrivano lo stesso. Quindi mi chiedo:
a) l'allenatore d'esperienza fa veramente la differenza in positivo?
b) se sì, a quali condizioni? e in quanto tempo?
c) conviene più investire su di un giocatore o su di un allenatore?
d) è possibile che il successo non sia frutto di una addizione matematica, ma dell'insieme di diverse caratteristiche - in altre parole, che il totale sia più della somma dei singoli fattori? (mi viene in mente che lo stesso Sarri sta facendo nettamente peggio con il Chelsea di quanto non facesse a Napoli: ma se il merito era solo della squadra, perché Ancelotti non riesce a ripetersi)
e) cosa è lecito aspettarsi da un nuovo allenatore? in anni recenti ci sono stati allenatori che hanno nettamente migliorato le sorti del club in cui sono approdati? E se sì, dopo quanto tempo?

Le domande di cui sopra non sono retoriche. Ho delle idee, non delle risposte granitiche e per questo sono curiosa di vedere i vostri pareri. Non credo che l'esperienza di Ancelotti possa escludere in modo definitivo che l'upgrade si fa anche cambiando tecnico (anche perché gli restano non so quanti anni di contratto per dimostrare le sue capacità ed è ben possibile che la stagione prossima sia del tutto diversa da quella in corso). Però per me che immaginavo un possibile cambiamento immediato è suonata come un campanello d'allarme.

Voi che ne pensate?
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Offline ThomasDoll

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Re:La stagione di Ancelotti, ovvero: uno spunto di riflessione
« Risposta #1 : Lunedì 18 Febbraio 2019, 13:55:04 »
Ancelotti potrebbe essere il miglior allenatore italiano.
Certamente è il migliore a gestire l'ambiente col sorriso sulle labbra.
Rispetto a Sarri sta facendo uguale, con procedimenti leggermente diversi.
Segno che Sarri tirava fuori il massimo dal Napoli, visto che Ancelotti sta ottenendo gli stessi risultati.
Salvo poi arrivare in fondo in EL, e sembra che i partenopei riescano a esprimersi bene in Europa, almeno come gioco.
Sarri, prima di Napoli, non aveva esperienza al massimo livello: una stagione a Empoli e tanta gavetta nelle serie inferiori.
Simone è giovane, ma ha già alle spalle 106 partite di serie A, più una ventina in coppa.
Quindi per la sua età ha già una buona esperienza e ha ottenuto ottimi risultati, vincendo più della metà delle partite disputate. Non ha mai avuto problemi a gestire lo spogliatoio e non mi sembra, francamente, che basti la canizza che alza qualche tifoso convinto di capire di calcio per considerarlo non all'altezza.
Poi, certo, su piazza c'è Antonio Conte, forse in questi giorni si libera Sarri, anche Mourinho è a spasso.
Ma la Lazio non punta agli obiettivi per cui amano concorrere questi tecnici, non vedo come potrebbe convincerli a venire qua, anche volendo. Se finirà il percorso di Inzaghi arriverà un allenatore di medio calibro, magari promettente, tipo De Zerbi, esperto, tipo Giampaolo, ma uno di questo livello. Non credo siano migliori di Inzaghi.
L'allenatore conta di più se ha materiale da plasmare. Inzaghi al momento ha perso i migliori giovani, dopo aver avuto molta fortuna e fiducia in loro: Strakosha, Lombardi, Murgia, Cataldi, Palombi, Crecco, e Keita, Anderson, Luiz Felipe, eccetera. E' uno che sa seminare. Gli diano calciatori da lanciare. Materiale fresco su cui lavorare. Poi la singola partita la scazzano tutti, ma le stagioni passate in panchina hanno detto che Inzaghi è tra i migliori allenatori giovani in circolazione.

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Offline Zapruder

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Re:La stagione di Ancelotti, ovvero: uno spunto di riflessione
« Risposta #2 : Lunedì 18 Febbraio 2019, 14:57:16 »
Non ha fatto meglio di Sarri, Benitez, Cazzarri. L'allenatore conta il 7% e non è abbastanza per rimontare la griglia di partenza.
"Futebol è dentro do campo" (Telé Santana CT del Brasile, giugno 1982)

Offline MCM

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Re:La stagione di Ancelotti, ovvero: uno spunto di riflessione
« Risposta #3 : Giovedì 21 Febbraio 2019, 23:00:20 »
Il Napoli non fa mercato da due stagioni.
Ancelotti non può far miracoli.
Ma chissà l’Europa League.

Offline geddy

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Re:La stagione di Ancelotti, ovvero: uno spunto di riflessione
« Risposta #4 : Lunedì 25 Febbraio 2019, 09:57:58 »
Non ha fatto meglio di Sarri, Benitez, Cazzarri. L'allenatore conta il 7% e non è abbastanza per rimontare la griglia di partenza.
Non ha fatto meglio, vero. Però ne conferma agevolmente i risultati, sembra aver reso la squadra più consapevole della sua forza.