Visto da me: Lazio-Como 0-3

di Senad



C'è un altro elemento che in giro per il web serpeggia, spigolando qua e là.

Che l'equilibrio trovato dal gruppo dopo il blocco del mercato si sia rotto con lo sblocco e gli scazzi conseguenti.

I due che volevano partire sono partiti, ce ne sono altri che sperano di levarsi da questo pantano.
L'allenatore l'aveva fatto capire esplicitamente, ma gli si è detto che doveva stare zitto.
Poi è arrivato lo scherno di Fabiani, servo cretino. Poi la reprimenda del padrone.

Quello che aveva cucito la situazione si ritrova senza rinforzi e senza due titolari, con due nuovi da integrare.
La truppa però si sfalda, la sfiducia si tocca con mano; i più deboli, come Isaksen, sono impauriti; i più istintivi, come Cancellieri, giocano per conto proprio.
Gli altri provano a dare una mano ma alla prima contrarietà si rassegnano, cosa che accade anche a noi.

Io non mi incazzo mica, sto lì a guardare il dramma che prende corpo con fatalismo. Si vede che deve andare così.
In questo concentrato di sfiga non gira mai una cosa per il verso giusto, mai un colpo di fortuna, mai una decisione che ci conforta, mai niente.

Tenere in tensione la squadra sotto questo cielo non riuscirebbe nemmeno al più grande motivatore del mondo.
Ho paura che quello visto ieri sia il primo segno dell'ognuno per sé.

Vedremo questo finale di mercato cosa ci riserva, secondo me le partenze, tra adesso e giugno, saranno tante.
Tremo al pensiero degli arrivi, ma da salvare adesso c'è poco.

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