Autore Topic: La Lazio graffia due volte, ma l'Atalanta non muore mai: si decide tutto al rito  (Letto 8 volte)

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La sblocca Dele-Bashiru a inizio ripresa, ma replica subito Pasalic. Altro botta e risposta nel finale, protagonisti Dia e Musah. A Bergamo si ripartirà dal 2-2

UN TEMPO PIATTO Sarri sceglie Tavares a sinistra e non Pellegrini, mentre davanti Maldini torna centravanti. Palladino in difesa punta su Hien e Kolasinac che vincono i ballottaggi con Djimsiti e Ahanor. Davanti Krstovic centravanti. Si gioca in un Olimpico deserto. La Dea prova a mettere pressione immediata alla Lazio cercando subito l’aggressione e la verticalità. Dopo 8’ i bergamaschi andrebbero anche in vantaggio (cross di Zappacosta e testa fasciata di Krstovic in rete) se non ci fosse un fuorigioco iniziale a frenare tutto. La verve dell’Atalanta però viene levigata con il passare dei minuti. La partita si trasforma in un confronto equilibrato, a ritmi bassi, forse condizionato dalla presenza del match di ritorno. La fiammata atalantina nel finale di primo tempo (traversa colpita in acrobazia da Zappacosta su cross di Bernasconi, un bel film italiano per il capo delegazione azzurro Gigi Buffon in tribuna) è un trillo isolato dentro 45’ di sostanziale quiete.

UN TEMPO A FORZA 4 Si riparte senza gol e senza cambi. Ma dopo 2’ arriva il tanto atteso elemento di rottura, il gol laziale con Dele-Bashiru, architettato da Maldini, in una serie di uno-contro uno favorevoli ai biancocelesti. Una rete che cambia il piano-gara di Sarri e Palladino per pochi minuti. Giusto il tempo di permettere a Samardzic di costruirsi il tiro giusto e a Pasalic di arrivare a rimorchio, una specialità del croato. In 4’ due gol per un nuovo equilibrio. I primi cambi arrivano dopo l’ora di gioco: Cancellieri per Isaksen in casa Lazio, Kossounou e Musah per Scalvini (infastidito da un problema dietro il ginocchio sinistro) e De Roon. Vibrano gli animi per un’involontaria sbracciata di Kossounou sul volto di Zaccagni. Un gesto che accende qualche scintilla tra le panchine: alla fine giallo a Palladino e Sarri e scambi di cordialità a distanza tra Zaccagni e Peluso, collaboratore tecnico dei bergamaschi. Sarri fa entrare Noslin e Dia per rinfrescare l’attacco, Palladino cambia qualcosa inserendo Sulemana provando a dare più libertà a Zalewski di punzecchiare anche al centro.

FINALE ROVENTE Il finale di partita è un gettito continuo di emozioni. Prima il gol di Dia su errore superficiale di Pasalic, poi il destro di Musah (secondo gol consecutivo dopo quello di domenica contro il Sassuolo) a strappare di rabbia il 2-2 finale. Appuntamento tra un mese per la gara di ritorno a Bergamo e svelare la finalista di Coppa Italia che sfiderà la vincente tra Inter e Como.

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