Autore Topic: La Lazio fuori dalle coppe europee per due anni consecutivi: c’è un dato che preoccupa i tifosi  (Letto 14 volte)

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Biancocelesti nel limbo come ai tempi in cui il presidente Lotito iniziava nel calcio

ROMA - L’orologio di Lotito è tornato indietro di vent’anni, quasi al punto di partenza, quando sosteneva di aver preso la Lazio al funerale trasformando il coma da irreversibile a reversibile. Niente Europa per la seconda stagione di fila. Sotto l’attuale gestione, era accaduto soltanto nel 2005/06 e nel 2006/07. Delio Rossi debuttò sulla panchina biancoceleste il 17 luglio 2005 dentro un Olimpico a porte chiuse per una sanzione Uefa relativa a episodi di razzismo in Curva Nord nella stagione precedente per una partita contro il Partizan Belgrado. Lotito aveva tentato l’accesso europeo entrando al torneo Intertoto per la rinuncia del Messina, settimo in Serie A, e la mancata iscrizione del Livorno, che aveva chiuso all’ottavo posto ex aequo con la Roma a quota 45 punti. Lazio decima per differenza reti a pari merito (44 punti) con Lecce, Cagliari e Reggina. Papadopulo, subentrato a Mimmo Caso a Natale, aveva centrato la salvezza all’ultima giornata (3-3 a Palermo) e con due sole lunghezze di margine su Fiorentina (salva per classifica avulsa), Bologna e Parma, condannate allo spareggio retrocessione.

Intertoto

Delio superò senza difficoltà i finlandesi del Tampere, ma venne eliminato nel turno successivo dall’Olympique Marsiglia: 1-1 a Roma, 0-3 al Velodrome illuminato da un giovanissimo e imprendibile Ribery. Percorso concluso all’inizio di agosto, niente Europa ma un campionato assai dignitoso nel 2005/06, la base di un ciclo quadriennale: sesto posto e qualificazione Uefa cancellata dallo scandalo Calciopoli e da una penalizzazione di 30 punti. La Lazio, condannata a ripartire da meno 3, si sarebbe qualificata per la prima volta in Europa nell’estate 2007 superando la Dinamo Bucarest di Radu nel preliminare Champions dopo il terzo posto a sorpresa nel campionato a cui non partecipava la Juve, retrocessa in B. L’estate in cui Sabatini si dimise (salvo poi ripensarci per non lasciare solo Rossi) per il mercato flop, Lotito prese lo svincolato Vignaroli e la Lazio, costretta al doppio impegno, faticò in un campionato concluso al dodicesimo posto. Altalena continua. Delio terminò a scadenza il suo rapporto con la Lazio con un decimo posto (girone d’andata super, ritorno in calo) e la Coppa Italia 2009 vinta ai rigori, dentro un Olimpico pieno di passione, con la Samp di Cassano e Pazzini.

L'Euro zero di Lotito già tre volte

Analogie impressionanti con l’ultima Lazio di Sarri, che avrebbe capovolto la stagione se fosse riuscita nel miracolo di battere l’Inter. L’Euro zero di Lotito si era verificato altre tre volte: il primo anno di Reja (2010/11), il primo di Pioli (2014/15) e il primo di Inzaghi (2016/17). Simone nel 2019 rimediò piegando l’Atalanta nella finale di Coppa Italia. Questo, per la seconda stagione di fila, è il buco più bruciante, perché riporta realmente la Lazio indietro di vent’anni. I riflessi sono notevoli, anche finanziari e di programmazione. L’Europa League avrebbe garantito ricavi per 30 milioni. L’Olimpico si è svuotato. Sarri è stato scavalcato dal Bologna all’ottavo posto. Lotito rischia di tornare ai preliminari di agosto in Coppa Italia, il punto più basso di una gestione condotta nel limbo.

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