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Primo tempo a tinte biancocelesti coi gol di Cancellieri e Noslin. Nella ripresa Amorim cambia tre uomini, il Milan è un'altra squadra e trova il pari con una bellissima doppietta del neoacquistoUn caffè triplo, grazie. Il Milan fa 2-2 con la Lazio all’Olimpico – gol di Cancellieri e Noslin, doppietta di Diego Moreira - e la spiegazione è tutta nel triplo cambio di Amorim all’intervallo. Il buon Ruben vede un Milan francamente impresentabile, già sotto di due gol, e butta dentro Musah, Pulisic e Diego Moreira, che gli girano la partita con la forza della caffeina. Il Milan, che prima camminava, da quel momento sprinta. La Lazio, che prima dominava, subisce. Nel mazzo dei protagonisti, il primo della lista è il più inatteso. Diego Moreira, che domenica contro la Juve sembrava un passante buttato sulla fascia sinistra, fa due grandi gol col sinistro e rivaluta l’euro perché tutti, allo stadio e sul divano, fanno lo stesso pensiero: “Ok, ora abbiamo capito perché il Milan lo ha pagato 50 milioni”.
I golSubito i gol. Il vantaggio della Lazio arriva dopo 10 minuti. Strappo di Tavares – sorpresa, non a sinistra ma in zona centrale – e apertura per Zaccagni, che crossa col mancino. Sarebbe una palla comoda per Estupinan che però si guarda intorno e riflette sui destini del mondo. Cancellieri, più reattivo, gli ruba la merenda (cit. Allegri) e lo anticipa. Il 2-0 arriva sei minuti prima della fine del primo tempo. Tavares a sinistra allunga per la sovrapposizione di Taylor, che crossa. A centro area, Noslin anticipa Estupinan, prende la traversa e, sul rimbalzo del pallone in campo, è più sveglio di De Winter per il tocco di testa. Il Milan invece segna due volte in tre minuti, tra il 20’ e il 22’ del secondo tempo. Occhio ai nomi, che si ripetono. L’1-2 nasce da un passaggio di Rabiot per il cross da destra di Pulisic, che Moreira dall’altra parte calcia al volo col mancino. Il pareggio è un altro mancino di Moreira, questa volta dal limite, dopo cross di Musah e assist di Rabiot.
il primo tempo— La partita, si è capito, è un due in uno, come quei giubbotti reversibili: primo e secondo tempo opposti. Il primo è tutto della Lazio. Il Milan parte benino e Chukwueze dopo 3 minuti quasi segna di testa su cross di Modric deviato dalla difesa: bravo Mandas in tuffo. Poi Taylor prende il joypad e addio: palla verticale per Zaccagni, che si fa parare il tiro da Maignan, poi tocco per Floriani che crossa alla grande. A centro area, Noslin appoggia a Maignan. “È maturo”, si diceva una volta e in effetti eccolo, il gol della Lazio. Il vantaggio arriva al 10’ però, più di quello, colpisce la mancanza di reazione del Milan. Gattuso, invece, fa la figura del grande allenatore, perché la Lazio è bellissima. Zaccagni al 21’ potrebbe già raddoppiare – gran palla verticale di Frattesi – ma Maignan in uscita respinge. Modric al 26’ lancia inavvertitamente Frattesi che va a tanto così dal quarto gol in quattro giornate: il suo mancino, davanti a Maignan, è appena largo. E il Milan? Fermo a un tiro a giro di Chukwueze e un colpo di testa di Pavlovic. Così, quando Noslin raddoppia, all’Olimpico nessuno si stupisce.
il secondo tempo— Amorim all’intervallo fa la rivoluzione: fuori Estupinan, Modric e Loftus-Cheek, dentro Musah, Pulisic e Moreira. La chiave è evidente: fuori tre dei peggiori (sì, anche tu Luka), dentro chi ha spunto, gamba, brillantezza. Funziona tutto. Musah si mette in mezzo a recuperar palloni, come direbbe Ligabue anche se tifa per gli altri, Pulisic calcia in porta dopo 15 minuti (e ci voleva), Moreira semplicemente ribalta la partita. Pavlovic al 12’ ci prova di testa, poi arrivano il tiro di Pulisic e i due gol. La Lazio a quel punto smette di giocare e di ripartire, il Milan ha molta più voglia e Amorim a 15 dalla fine prende le fiches e va all in: dentro anche Hutchinson e Camarda. Quasi quasi, sbanca perché Moreira al 35’ va vicino alla tripletta (sarebbe stato forse troppo) e Hutchinson su punizione calcia forte ma centrale. Restano una considerazione banale – il pareggio è giusto - e una morale: in questo calcio, comanda chi ha più energia. Bene Noslin, bene Cancellieri e Rabiot, molto bene Tavares, Frattesi, Taylor, ovviamente Musah, Moreira e Pulisic. Quanto ad Amorim, ancora una volta ha fatto male la formazione iniziale e bene i cambi. Se sia un pregio o un difetto, decidetelo voi.