(Gazzetta dello Sport 17.09.2011)
Ora un Lovati opera la Lazio «State sicuri: si va lontano»(di Stefano Cieri)
Un nome che dice tutto: Lovati. Il mitico Bob ci ha lasciati, e ogni giorno che passa ci manca di più. Ma, da quel galantuomo che è sempre stato, ha lasciato in eredità alla squadra del cuore un pezzo di sé: il figlio Stefano, da anni stimato consulente ortopedico del club, lavora per la sua Lazio con la competenza del grande professionista e con la passione del tifoso vero.
Dottor Lovati, le piace la nuova Lazio?«Molto. Sono convinto che possiamo andare lontano in questa stagione. Sono arrivati grandi giocatori come Klose e Cisse, ma anche gli altri nuovi sono ottimi acquisti. Reja sta facendo un grande lavoro come conferma il buon inizio di stagione. Peccato solo per il pari in Europa League, ma sono sicuro che ci rifaremo».
Da qualche anno per lei Lazio vuol dire lavoro, ma…«Ma, fondamentalmente, resta sempre e solo la mia squadra del cuore».
Chiederle come mai è diventato laziale è superfluo, no?«Beh, uno che è cresciuto a Tor di Quinto che poteva essere?».
Bei tempi quelli della Lazio di Maestrelli.«Papà all’epoca era il vice di Tommaso. Io e i gemelli Maestrelli eravamo sempre lì, eravamo le mascotte dei giocatori. Nel calcio di oggi sarebbe impensabile, allora invece…».
Chissà quanti ricordi.«Tantissimi, tutti belli. Quelli che ci davano maggiormente retta erano Wilson e Martini, Re Cecconi e Pulici. Ma c’era un ottimo rapporto con tutti».
Poi la Lazio cosa è diventata?«Tifo, quindi gioia e sofferenza. E trasferte. Quelle a Napoli per gli spareggi nell’anno del meno 9, ma anche quella a Birmingham per la Coppa delle Coppe…».
Oggi è anche lavoro.«Tutto nacque con l’operazione al menisco di Ledesma. Il rapporto è poi proseguito con reciproca soddisfazione. Per me ovviamente è un onore e un piacere essere il consulente ortopedico della mia Lazio».
