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Autore Topic: Lazio a valanga sul Genoa: la tripletta di Immobile inguaia Blessin  (Letto 92 volte)

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di Filippo Grimaldi

I biancocelesti restano in zona Europa grazie alle reti di Marusic (31') e al tris del ritrovato Ciro (46', 63', 76'). Grifone fermo a quota 22, a 3 punti dal Cagliari. Autogol di Patric

Chapeau. Una straordinaria dimostrazione di forza della Lazio (24 punti nel girone di ritorno), nel giorno dell’Immobile-show: tripletta dell’attaccante, protagonista del 4-1 con cui la squadra di Sarri ha travolto il Genoa. Il bomber sale a quota 179 gol in A (Boniperti superato), tornando capocannoniere stagionale con 24 reti. Per la squadra di Blessin, al secondo k.o di fila dopo quello di Verona, un’altra occasione sprecata nonostante la sconfitta del Cagliari, ma anche la netta impressione che oltre alle grandi e ben note difficoltà offensive, stavolta sia mancato anche lo spirito giusto. Troppo arrendevoli e poco lucidi, i rossoblù, per opporre una resistenza vera e propria a una squadra che ha dominato di fatto sino al novantesimo. Anche perché la Lazio aveva già messo in cassaforte la vittoria all’intervallo, con il doppio vantaggio a metà gara (assolo di Marusic e diagonale perfetto di Immobile nel recupero) ai danni di un Grifone che perde forse un’occasione definitiva nella lotta per salvezza.

Incompiuto— Un Genoa incompiuto, dopo quanto di buono aveva fatto veder la gestione del tecnico tedesco nelle sue prime uscite. Ma il vero problema che la società dovrà risolvere per il futuro è un attacco che non riesce a pungere, anche se sul risultato di ieri restano le proteste rossoblù per un rigore reclamato al 28’, quando Piccoli (alla sua prima da titolare) è andato a terra in area biancoceleste contrastato da Acerbi. L’arbitro Manganiello non ha avuto dubbi nel fare proseguire il gioco, e la ripartenza della Lazio ha fruttato il vantaggio di Marusic. Troppo poco per sperare in un risultato diverso, con una sola vera palla-gol (prima del rocambolesco autogol di Patric dell’1-3) costruita da Ostigard di testa (respinta decisiva di Strakosha). Venerdì il Genoa andrà a far visita al Milan, continuando a fare la corsa sul Cagliari, che ospiterà il Sassuolo e potrebbe allungare nella lotta per la salvezza.

Gli opposti— Prima del fischio d’inizio ci si chiedeva  se la voglia di ripartire del Genoa sarebbe riuscita a reggere il passo contro la qualità e le motivazioni europee della squadra di Sarri. E' arrivato questo secondo passo falso di fila, che può essere fatale nella corsa-salvezza. La Lazio è piaciuta, per il suo cinismo e la capacità di indirizzare la partita esattamente dove  voleva portarla. Ha recuperato Luis Alberto, e il suo 4-3-3 non ha mai dato l’impressione di andare in affanno, complice anche - come si è detto - una certa sterilità offensiva del Genoa, che rappresenta oggi una sorta di peccato originale che ha condizionato l’intera stagione del Grifone. Eppure il Genoa era partito con volontà e determinazione, riuscendo in avvio a non soccombere di fronte al pressing altissimo della Lazio, pericolosa al 5’ con Milinkovic-Savic e,due minuti dopo, con Immobile dalla distanza: diagonale velenoso di sinistro, a lato di poco. Grifone discontinuo, Blessin abbassa Melegoni e Portanova in fase di non possesso, trasformando la squadra in un 4-4-2, per dare supporto a Galdames e Badelj. Acerbi (11’) manca una comoda palla-gol, poi Strakosha compie il suo capolavoro sul difensore norvegese del Genoa. Ma non basta, ai rossoblù, per dare la svolta alla partita.

La protesta— Fino all’episodio contestato dal Genoa, con il contatto Acerbi-Piccoli che avrebbe potuto cambiare la storia della partita. Manganiello non ha dubbi, il check Var conferma. Sull’azione successiva (31’) Marusic si inventa una conclusione a giro sul secondo palo di destro che sorprende la difesa e batte Sirigu. Lì viene fuori la maggiore qualità della Lazio, i tempi di gioco e i sincronismi fra mediana e attacco, con Luis Alberto-Leiva-Milinkovic Savic che riescono a dominare il centrocampo. Immobile firma il raddoppio nel recupero innescato da Lazzari, che salta Vasquez, ma tutta la difesa rossoblù è sorpresa.

Gara chiusa— La ripresa, con Ekuban in campo al posto di Portanova per dare più sostanza offensiva al Genoa, si apre con le conclusioni di Felipe Anderson (49’) e poi di Zaccagni (54’), che precedono il secondo sigillo personale di Immobile. Luis Alberto lo pesca dalla trequarti, Sirigu ribatte il primo tiro dell’attaccante, che poi di testa appoggia in rete: 0-3 e Genoa al tappeto. L’1-3 rossoblù (autogol di Patric con una sciagurata deviazione di corpo che inganna Strakosha, dopo una prolungata azione personale di Amiri) non frena la fame di gol della Lazio. Così arriva pure ill quarto sigillo, ancora con il suo capitano, bravo ad approfittare di un pasticcio difensivo di Maksimovic e ad appoggiare in rete.

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