Autore Topic: Roma-Lazio, la partita al contrario  (Letto 92 volte)

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Roma-Lazio, la partita al contrario
« : Luned 7 Novembre 2022, 08:01:12 »
www.corrieredellosport.it



di Ivan Zazzaroni


                   Brutto come soltanto un derby pu essere. Giocato al contrario per evidenti sofferenze tecniche della Lazio che non poteva schierare Immobile e Milinkovic-Savic, il cinquanta per cento del suo potenziale offensivo, e ha Luis Alberto in altalena psicologica. Sarri ha furbescamente buttato via lo spartito naturale e costretto la Roma dedybalizzata a fare la partita che le riesce peggio, quella di proposta insistita: lha attesa azzerando la pressione alta e condannata a sbattere continuamente contro un muro compatto. Di palleggio nemmeno lintenzione, la squadra corta e manovriera rimasta a Formello per favorire il lavoro di Vecino e Cataldi, Casale e Romagnoli. Un lavoro facilitato da Zaniolo, che non si mai acceso, e Abraham che non ha superato i tanti problemi di stagione: lingresso di Volpato per Pellegrini ha sottolineato con chiarezza la differenza tra il prevedibile e lintraprendente.

Il risultato figlio di un notevole errore di Ibanez (ha precedenti), prontamente sfruttato da Felipe Anderson, che ha riaperto il dibattito sulla costruzione dal basso, soluzione che dovrebbe essere vietata per legge quando non si hanno difensori con i piedi educati e centrocampisti rapidi e portati alla ricezione e distribuzione. Non casuale che Mourinho non la prediliga.

Alla vigilia tutto diceva Roma: lentusiasmo per il passaggio del turno in Europa League, le due assenze eccellenti della Lazio, che dalla coppa era uscita. Hanno invece prevalso i luoghi comuni e la tradizione che di solito premiano chi parte sfavorito. Complimenti a Sarri che il risultato lha cercato quasi snaturandosi e prontamente ottenuto.

Dalla cazzata di Ibanez al fischio finale di Orsato, Mourinho ha invece vissuto dentro un incubo conosciuto: ricorso a tutte le soluzioni di cui dispone in questo momento, senza ottenere le risposte che cercava. Si avvalso della facolt di non confondere, ma non stato capito da Celik e Belotti, El Shaarawy e Camara.

I limiti della Roma li elenco da met agosto, nel preciso momento in cui ha dovuto fare a meno di Dybala - Wijnaldum sempre unillusione - precipitata nella sofferenza, compagna di viaggio di una squadra che ha bisogno di soluzioni individuali per dare un senso compiuto a s stessa. Ci sono traguardi anche parziali per raggiungere i quali la sola organizzazione e un'ottima preparazione non bastano pi. Il calcio a certi piani pretende la qualit alta.

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