Autore Topic: Lazio, ora Luis Alberto ripensa il futuro  (Letto 44 volte)

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Lazio, ora Luis Alberto ripensa il futuro
« : Mercoledì 11 Gennaio 2023, 13:02:02 »
www.corrieredellosport.it



Sorrisi con Sarri durante la festa di lunedì: "Voglio vincere ancora". Può restare almeno fino a giugno 

                   ROMA - Lunga vita laziale alla coppia Luis Alberto-Milinkovic, finché sarà possibile. Le loro storie di mercato improvvisamente convergono, salvo improvvise offertone possono rimanere entrambi a gennaio. Il Mago, nella notte del 123° compleanno della Lazio, davanti a Lotito, Tare, Sarri e ai compagni, in diretta tv e radio, ha parlato come se la voglia di andare via non l’avesse mai sfiorato: «Spero di vincere un’altra Coppa». E per lo scombussolato Milinkovic, non certo al massimo dell’appeal internazionale, non arrivano segnali imminenri dalla Premier. Ora dev’essere Sarri a sfatare il più insolito dei paradossi: non può tenere Luis e Sergej divisi, non può pensare che sia facile sacrificarli, deve gasarli e su di loro impostare una vera riscossa Champions. 


La svolta

Dalle inquietudini al benessere ritrovato. Luis Alberto, l’indeciso per eccellenza, Mago birbone e gigione, era apparso rinfrancato contro l’Empoli ed è riapparso sorridente lunedì sera alla cena di gala organizzata per celebrare la storia della Lazio. Ci mette poco a mettere e a rimettere in dubbio ogni decisione. Ad inizio novembre sembrava deciso a lasciare la Lazio: «I cicli possono finire», aveva detto uno dei suoi manager, Miguel Alfaro. Lunedì, dal palco, coinvolto nei discorsi di rito, ha stupito tutti dicendo «sono sicuro che arriveranno i risultati. Siamo una squadra forte e arriveremo dove vogliamo. Auguri e forza Lazio». Se sia stata una frase d’occasione o meno si capirà solo nelle prossime settimane, la prova la fornirà il mercato. Ma questo Luis, guarito dall’infortunio al ginocchio contuso contro l’Almeria, rilanciato titolare da Sarri contro l’Empoli, ha tutta l’aria di un giocatore deciso davvero a restare almeno fino a giugno. Sempre lunedì ha incrociato lo sguardo di Sarri poco prima di parlare, è stato un cenno d’intesa. Il loro rapporto va avanti così, tra strappi e ricuciture diplomatiche. E’ pur sempre Luis il Mago, quando vuole. Dal 2016, anno del suo arrivo, nessuno ha firmato tanti assist quanto lui (50 in A). «Tutti danno Luis partente, girano tante voci. L’ho visto in queste due settimane, probabilmente mai così in termini di continuità in allenamento», ha raccontato Cataldi.  


Le sirene

Luis Alberto a ottobre e novembre ha pensato spesso alla partenza. La sostituzione contro la Salernitana l’aveva scosso, al di là del derby (giocato perché Milinkovic era squalificato) era rimasto in panchina contro il Monza ed era partito in panchina a Torino contro la Juventus, progettava l’addio. I suoi manager già ad ottobre avevano avvertito la Lazio in vista del mercato di gennaio, la posizione è stata ribadita durante la pausa. A dicembre, a bocce ferme, la rabbia dello spagnolo si è ridimensionata. E’ stato frenato da un infortunio, ci ha provato per Lecce, si è ricaricato per l’Empoli. Sarri gli ha dato una chance, probabilmente anche perché colpito dalla carica espressa dallo spagnolo. Nel mercato mai dire mai, fino all’ultimo giorno può sempre succedere di tutto. Al Cadice ha pensato di andare, forse come provocazione, ma non è una destinazione credibile: il club non ha i soldi per accontentare Lotito, chiede 20 milioni per lo spagnolo. L’Atletico Madrid ha ceduto Joao Felix al Chelsea in prestito fino al termine della stagione, i rapporti con Simeone erano ormai inesistenti. In Spagna ora danno in bilico il Cholo per la prossima stagione e c’è da capire come verrà rimpiazzato l’attaccante portoghese. Per settimane tra i papabili era stato inserito Luis Alberto, la volontà di Simeone era rintracciare un jolly offensivo. E’ l’unica pista che potrebbe accendersi, sempre che l’Atletico presenti un’offerta cash, non naviga più nell’oro. Joao Felix è stato ceduto in prestito per oltre 11 milioni più il pagamento dell’ingaggio. Non è una cessione a titolo definitivo. 
                

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