Autore Topic: Lazio, Tare a Sarri: "Lazio in Champions? Quale miracolo, è il nostro obiettivo"  (Letto 59 volte)

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di Elmar Bergonzini

In casa Lazio il direttore sportivo e l'allenatore parlano a poche ore di distanza degli obiettivi stagionali esprimendo punto di vista differenti

Botta e risposta. Ma che all'interno della Lazio capiti che Tare e Sarri abbiano punti di vista diversi non è una novità. In passato al centro dei confronti fra i due c'erano i singoli giocatori: l'esempio più lampante è rappresentato da Kamenovic, che nell'estate del 2021 il tecnico non voleva, al punto che il calciatore rimase 6 mesi ad allenarsi a Formello senza esser tesserato. Venne però acquistato ufficialmente a gennaio di un anno fa, ma in dodici mesi Sarri lo ha fatto giocare (prima che venisse mandato allo Sparta Praga pochi giorni fa) solo per 45 minuti nell'ultima partita dello scorso campionato. Ora il direttore sportivo e l'allenatore biancoceleste si confrontano, a distanza, sul valore della rosa tutta e, di conseguenza, sulle ambizioni della squadra.

BOTTA --- Nell'ultima settimana Sarri ha più volte affermato che, per la Lazio, arrivare fra le prime quattro sarebbe un miracolo. Tare non la pensa così: "Arrivare in Champions non avrebbe del miracoloso - ha detto -. Questo è il nostro obiettivo e lo abbiamo dichiarato a inizio stagione. Ci sono tante difficoltà per raggiungerlo, perché è un obiettivo che condividono molte grandi squadre e su questo concordo con Sarri, ma credo che la Lazio abbia le carte in regola per lottare fino alla fine del campionato per arrivare fra le prime quattro". Dopo la vittoria sul campo del Sassuolo i biancocelesti sono quinti a -3 da Juventus e Inter e a -4 dal Milan.

RISPOSTA --- Al termine della gara di Reggio Emilia Sarri ha commentato le dichiarazioni di Tare: "Il direttore parlerà delle sue sensazioni, io ho un cervello autonomo e parlo delle mie. Quando dico che per arrivare quarti servirebbe un miracolo faccio una considerazione. Ho la sensazione che alcune squadre siano più attrezzate di noi, poi se i ragazzi fanno come oggi possiamo dire la nostra. Ognuno ha la propria opinione, poi c'è quella del presidente che taglia la testa al toro". Sarri ha anche spiegato che alla Lazio, a differenza delle ultime sue stazioni, ha la sensazione di avere più tempo a disposizione per costruire. "Venivo da esperienze in cui avevo vinto qualcosa ma mi ero divertito poco. Ho scelto la Lazio perché potevo divertirmi di più, potevo tornare a lavorare in campo. Alla mia età lo ritengo più importante che arricchire una bacheca. Stiamo lavorando per diventare il più competitivi possibile, mica dico che ci dobbiamo arrendere".
Curiosamente allenatore e società sembravano avere opinioni diverse già ai tempi di Inzaghi. All'epoca il tecnico affermò apertamente che "abbiamo delle grandi corazzate contro di noi. La Champions League non dovrà essere un’ossessione". Con lui in panchina, in cinque anni, la Lazio ha vinto tre trofei e ottenuto una qualificazione nella massima competizione europea, risultati che però Lotito, in qualche occasione, è sembrato sminuire: "Inzaghi non è diventato mago Merlino che risolve tutti i problemi: ha ottenuto ottimi risultati, ma con una squadra di qualità". Anche in quel caso il botta e risposta denotò una percezione differente sul valore della rosa.

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