Autore Topic: Lazio, Luis Alberto come un nuovo acquisto: ecco perché  (Letto 18 volte)

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Lazio, Luis Alberto come un nuovo acquisto: ecco perché
« : Sabato 21 Gennaio 2023, 13:04:48 »
www.corrieredellosport.it



di Fabrizio Patania

I colloqui con Sarri e la disponibilità ritrovata verso il lavoro difensivo: lo spagnolo ora è rinato e non uscirà più

                   ROMA - Mercato fermo, indice di liquidità bloccato, ma il vero acquisto si chiama Luis Alberto e forse è meglio di qualsiasi altro possibile rinforzo. La Lazio rischiava di perderlo. Di più: dal punto di vista mentale ed emotivo, a metà ottobre lo aveva perso di nuovo, come era successo sino a Ferragosto, quando coltivava il sogno di tornare a Siviglia. Il numero 10, sepolte le tentazioni di rientrare subito nella Liga, si è riacceso. Ha ripreso a correre. Così ha ritrovato la fiducia che Sarri, in un anno e mezzo, gli aveva concesso a intermittenza. «Giocatore totale. Non ci fa mancare niente. E’ in grande condizione. Se continua a dimostrare questa disponibilità verso la squadra, diventa fenomenale». Sembra sbocciata la passione.


Corsa

Nella pancia dell’Olimpico, dopo gli ottavi di Coppa Italia, il tecnico della Lazio ha certificato il suo pieno recupero. Novanta minuti filati in campo, come era già successo domenica al Mapei di Reggio Emilia. Fiducia meritata sul campo. Luis Alberto non ha incantato con i suoi colpi magici, ma è rimasto dentro la partita, si è messo al servizio della squadra, ha rincorso e difeso (nella zona di competenza) come chiede l’allenatore. Alla fine 12,4 chilometri percorsi dietro ai 12,5 di Felipe e ai 13,4 di Cataldi. L’equilibrio di un centrocampo con un altro fantasista come Milinkovic e tre punte davanti passa dal sacrificio di tutti, anche dei più tecnici. Non solo. Il sistema difensivo di Sarri, come succedeva con Arrigo Sacchi, prevede la divisione in dieci zone e lo stesso carico di lavoro (senza palla) per tutti in relazione allo spazio da coprire e alla distanza dalla palla. Non si sgarra. La formula funziona se c’è totale adesione della squadra.


Cadice

Sarri non ha mai avuto preclusioni o pregiudizi nei confronti di Luis Alberto. Dipendeva dallo spagnolo sposare o meno il progetto tecnico, garantendo continuità, convinzione, disponibilità. Artista con la palla, meno propenso al lavoro di fatica. Il calcio moderno impone dinamismo. E lo spagnolo, come ha raccontato a Reggio Emilia, si è liberato dai condizionamenti mentali. Il suo agente Miguel Alfaro aveva chiesto apertamente la cessione. A metà ottobre l’incontro con Tare. L’ultimo mese di Luis Alberto, prima della sosta, era stato tormentatissimo. Sembrava fuori giri, distante con la testa. Dopo le vacanze, il chiarimento con Sarri, svelato dallo stesso numero 10 al Mapei. «Se avessi avuto problemi con la società, non sarei qui da sette anni. Dopo la sosta, ho parlato con il mister e abbiamo chiarito tutto. Non siamo i migliori amici, ma il rapporto è normale. Il mio desiderio è finire la carriera in Spagna. Ho parlato con il Cadice, perché è la squadra del mio cuore, il presidente è un amico, il direttore un fratello. Ho ancora due anni e mezzo di contratto qui e mi hanno detto che in questo momento la mia cessione è impossibile. Sino a quando sarò a Roma, darò tutto per la Lazio».


Svolta

Ecco la chiave. Il Cadice non aveva il budget e le possibilità di acquistarlo, la Lazio ha detto no al prestito a fine dicembre. Luis Alberto ha rinviato qualsiasi ragionamento relativo al suo futuro a giugno. Infine il colloquio con Sarri, decisivo per rilanciarlo. Condizione fisica buona, nonostante il trauma al ginocchio riportato nell’amichevole con l’Almeria. Ha saltato il Lecce, ha giocato 87 minuti con l’Empoli, poi a tempo pieno con Sassuolo e Bologna. Tre di fila da titolare, come non succedeva da settembre. Ora deve solo proseguire. Se continuerà così, Sarri non lo toglierà più o quasi.
                

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