Autore Topic: Lazio, i segnali positivi  (Letto 30 volte)

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Lazio, i segnali positivi
« : Venerd 24 Febbraio 2023, 08:01:31 »
www.corrieredellosport.it



Leggi il commento al passaggio del turno in Conference League della Lazio

di Alberto Dalla Palma

                   Ogni tanto ci vogliono anche le partite sporche come quelle di Cluj per crescere e dare un segnale che qualcosa sta cambiando. Se non altro con lo 0-0 in Romania la Lazio pu entrare negli ottavi e puntare in alto, anche se il rimpianto per leliminazione da un girone di Europa League davvero modesto (il Midtjylland gi andato a casa) ancora molto vivo. Considerando le assenze di Romagnoli, Pedro, Milinkovic, Zaccagni e Patric e le cattive condizioni di Marcos Antonio, anche Sarri non poteva chiedere di pi alla squadra, che ha interpretato la partita perfetta su un campo dove non potrebbero essere nemmeno coltivate le patate. Abbandonato il palleggio e il possesso palla ossessivo, la Lazio ha indossato lelmetto ed andata a combattere una battaglia che non le apparteneva come mentalit, tanto che in avvio ha concesso qualche occasione agli avversari proprio perch cercava di interpretare su quel terreno orrido il gioco che ha nelle sue corde. 

I biancocelesti avrebbero potuto anche vincere, interrompendo una sequenza negativa iniziata allepoca di Simone Inzaghi (un solo successo nelle ultime 17 trasferte consecutive in Europa), ma prima larbitro ha negato un rigore a Immobile ammonendolo per simulazione (decisione ridicola, che fa venire anche qualche cattivo pensiero) e poi Vecino non riuscito a mettere la palla in porta per tre volte nella stessa azione che laveva messo davanti a Scuffet: un ping pong tra lui, il portiere e Casale mai visto. Con il possibile 1-0 la Lazio avrebbe potuto giocare in scioltezza approfittando degli spazi concessi dagli avversari, invece ha dovuto sempre tenere alta la tensione per proteggere un prezioso 0-0 anche dopo lespulsione di Muhar.  Sarri a Cluj ha potuto anche testare la forza delle sue riserve, sul cui valore si aperto uno scontro infinito con Igli Tare. Secondo il ds le seconde linee biancocelesti hanno un valore elevato mentre per il tecnico non garantiscono una competitivit cos elevata per sostenere tre competizioni, diventate due in un lampo dopo leliminazione dalla Coppa Italia. probabile che la verit stia nel mezzo e comunque un conto pescare dalla panchina uno o due giocatori, un conto quattro o cinque tutti insieme, come accaduto in questo play off. Il grande promosso lo spagnolo Gila, difensore centrale che ha esibito doti non comuni per un giovane alle prime esperienze internazionali: rapidit e aggressivit lo rendono una valida alternativa a Casale e Romagnoli anche se Sarri, fino ad ora, ha sempre privilegiato Patric come prima riserva. Vedremo se Mau cambier idea dopo la sfida contro il Cluj, comunque Gila pu tornare utile nelle prossime partite di Conference consentendo ai titolari di riposare. Non hanno garantito lo stesso rendimento, invece, il giovane Romero e Basic, al quale manca sempre qualcosa per diventare un giocatore importante. Paga spesso le scelte finali, come a Cluj: tira quando la deve passare e la passa quando deve tirare. Una partita di sostanza, comunque, perch la qualit non gli appartiene: per ora resta lultimo centrocampista della rosa. Il baby argentino finalmente partito titolare, a causa delle indisponibilit di Pedro e Zaccagni, ma ha pagato il conto dal punto di vista fisico: il talento non si discute, ma se non viene abbinato alla forza difficile emergere. Romero va rivisto per capire se giusto investire 5 milioni per le commissioni del suo rinnovo oppure meglio lasciar perdere. Lultimo pensierino riguarda Luis Alberto, ancora titolare e ancora sorprendente per applicazione e dedizione alla causa. Nonostante le condizioni del terreno ha esibito le sue grandi qualit di palleggiatore e uomo assist aggiungendo linedita capacit di soffrire. Il merito va dato a Sarri ma il cambiamento dimostra anche che alla fine la Lazio nel cuore dello spagnolo pi di quanto sembri dai suoi atteggiamenti burrascosi. 

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