Autore Topic: Chinè chiederà le carte, ma dovrà aspettare. Rischi per i club: ammenda o punti  (Letto 146 volte)

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di Valerio Piccioni

Bisognerà attendere la chiusura delle indagini perché la procura Figc possa muoversi

E la giustizia sportiva? Questa domanda è un classico da anni, sicuramente ce la siamo fatta spesso di recente di fronte ai tanti capitoli giudiziari nati intorno alla questione plusvalenze. Un vero e proprio giro d’Italia con cui diversi magistrati stanno indagando su ipotesi di reato che avrebbero avuto come protagoniste alcune società di serie A. Dopo anni di inchieste, non solo sportive, finite sul muro del “c’è qualcosa di illecito ma non riesco a dimostrarlo”, vedi impossibilità di stabilire il valore oggettivo del cartellino di un calciatore, le inchieste si moltiplicano. Ora ecco che si apre anche il filone di Lazio-Roma-Salernitana, meglio Roma e Lazio-Salernitana, aperto dalle procure della capitale e di Tivoli.

Tempi lunghi --- Va subito precisato che le indagini sono ancora in corso: il fatto che se ne sia avuta notizia solo ieri non vuol dire che non possano essere partite da tempo. Ma i tempi della giustizia ordinaria, si sa, non sono certo velocissimi. La prassi vuole che il procuratore Giuseppe Chinè chieda i documenti dell’inchiesta, ma anche che la procura della repubblica coinvolta, prima della chiusura indagini, non possa aderire alla richiesta. Un contesto che fa inevitabilmente pensare ai tempi lunghi. Anche perché Chinè ha deciso in qualche modo di “congelare” il fronte delle cosiddette partnership sospette evidenziate dalle carte dell’indagine “Prisma” di Torino. Il motivo è lampante: inutile procedere con l’istruttoria con il rischio che in sede penale si possa arrivare addirittura a un’archiviazione.

Quante inchieste --- Un approccio che riguarda quindi Bologna e Cagliari (dove comunque le procure hanno aperto il fascicolo relativamente alla cessione di Riccardo Orsolini e Alberto Cerri), Sassuolo (competente la procura di Modena), Genova, Bergamo e Udine. Insomma, la cosa più probabile è che si debba aspettare la chiusura indagini per poter intervenire, com’è accaduto sul fronte Juventus. A completare il quadro delle situazioni in divenire, c’è pure l’inchiesta della procura della repubblica di Napoli, relativa all’affare Osimhen con il Lille: in questo caso fra l’altro, qualche settimana fa i magistrati hanno chiesto una proroga delle indagini dei sei mesi.

Ammenda e punti --- Ma se l’inchiesta andasse avanti, Roma, Lazio e Salernitana cosa rischierebbero? Per quanto riguarda i campani, il subentrare della nuova proprietà che fa capo a Danilo Iervolino, dovrebbe portare all’esclusione di qualsiasi responsabilità. Diverso il discorso per i club dei Friedkin e di Lotito. Qui la “fonte” da consultare è sempre il citatissimo articolo 31, quello che riunisce le “violazioni in materia gestionale ed economica”. Il comma 1 stabilisce come sanzione quella “dell’ammenda con diffida”. A meno che, ma è un’ipotesi remota che dalle prime informazioni anche sull’entità delle cifre e degli affari contestati sembra totalmente da escludere, queste “violazioni gestionali” siano state determinanti per iscriversi al campionato. A quel punto, la sanzione prevista sarebbe pesantissima, dalla retrocessione all’esclusione dal campionato. Il quadro, però, potrebbe diventare più complicato,  se venisse tirata in ballo anche la “mancata lealtà”, l’idea cioè di un sistema illecito per eludere norme sportive o penali. In questo caso, ci sarebbe la possibilità di una penalizzazione. Di dimensioni tutte da verificare al di là del meno 15 della Juve, che passerà  il prossimo 19 aprile per l’ultimo grado della giustizia sportiva, con l’attesissima udienza del Collegio di garanzia presso il Coni.

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