Autore Topic: Ghersini, la Lazio e il fischietto silenziato  (Letto 25 volte)

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Ghersini, la Lazio e il fischietto silenziato
« : Domenica 23 Aprile 2023, 10:02:41 »
www.corrieredellosport.it



Leggi il commento del Condirettore del Corriere dello Sport - Stadio

di Alessandro Barbano

                   Il palleggio lezioso e imbelle una sindrome a cui pu andare incontro una squadra assuefatta alla vittoria. Accade alla Lazio, domata, sottomessa e poi trafitta con pieno merito dal Torino, dopo aver collezionato ventidue punti in otto giornate. Tre fattori ribaltano una rincorsa poderosa in una rovinosa caduta: la giornata no di Felipe Anderson, Pedro e Milinkovic, una rinuncia al pressing e al contropiede, che riduce le alternative offensive dei biancocelesti, un arbitraggio scandaloso, che incoraggia la tattica del guastatore Juric. La direzione di Ghersini richiama lesperimento, fatto nella citt tedesca di Bohmte, di eliminare i semafori, lasciando che il traffico si regoli da s. Non fischia mai, interpreta le regole in modo cos tollerante da dare lidea di volerle riscrivere a suo piacimento. Con leffetto di fare a pezzi uno dei principi di qualunque ordinamento sanzionatorio: la prevedibilit. Salvo poi ricordarsi nel finale che esistono i cartellini gialli, quando la partita rischia di sfuggirgli di mano. Dovrebbe dirsi inaccettabile, ma quello che passa il convento. 

La sconfitta della Lazio non solo figlia dellarbitraggio, ma certamente laver ignorato i falli a ripetizione di Singo su Zaccagni ha tolto ai biancocelesti larma degli affondi nelluno contro uno, fiaccando la loro capacit di pungere. Se a sinistra lesterno di Sarri finisce a terra ogni qualvolta tenta di affondare, senza che si alzi un cartellino giallo, a destra Pedro non ci prova neanche, e in mezzo Anderson non trova spiragli per passare tra le linee. Il fraseggio di Luis Alberto e Milinkovic elegante e continuo, d lillusione di controllare la gara, ma non affonda mai. Perch lo spagnolo troppo arretrato, il serbo poco ispirato. E i granata si prendono il gioco a poco a poco, bypassano il pressing svogliato di una Lazio lenta, che finisce per allungarsi e scoprirsi. La papera di Provedel un regalo inatteso, ma pur vero che altre due volte il portiere nega il gol ai granata, mentre in novanta minuti la Lazio non colleziona una sola vera occasione, se si eccettua un tiro dalla distanza di Luis Alberto che Milinkovic, il fratello pi in forma dei due, non trattiene.  


Si ferma la Lazio

A centrocampo Ilic che fa la differenza. il giocatore globale, duttile, ficcante e ruvido al punto giusto che Sarri avrebbe voluto in estate. Ostacola, fino a spezzarla, la manovra laziale ogni qualvolta prova a varcare la tre-quarti, e poi colpisce Provedel con una rasoiata che il rimbalzo fa pi infida. Se c un rammarico per Sarri, laver assecondato il desiderio velleitario di Immobile di giocare in condizioni atleticamente improbabili. Ma anche laver gettato tardi nella mischia Lazzari, lunico in grado di restituire alla manovra biancoceleste gli affondi perduti. Quando pure accaduto, il Torino era gi posizionato con undici uomini dentro e attorno alla sua area di rigore a difesa del vantaggio.  

Cos dopo quattro vittorie di fila, la fuga della Lazio si ferma e offre alla Juve loccasione del sorpasso, a Roma, Inter e Milan quella di accorciare. Ma regala anche al Napoli un motivo in pi per battersi allarma bianca a Torino. Se tornasse con tre punti dallAllianz, Spalletti potrebbe avere contro la Salernitana il match point che vale lo scudetto. Ad assegnarglielo potrebbe essere proprio la Lazio, se non vincesse con lInter. Ci aspetta una domenica incandescente. 

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