Autore Topic: Il Milan si risveglia con la Lazio: Bennacer e Theo Hernandez in gol, Inter...  (Letto 142 volte)

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di Marco Pasotto

Due reti nel primo tempo stendono i biancocelesti di Sarri, apprensione per l'infortunio di Leao dopo dieci minuti

Obbligo di vittoria era, e vittoria è stata. Il Milan che annulla la Lazio e si arrampica di nuovo con forza verso il quarto posto sarebbe perfetto per una rappresentazione teatrale nell’antica Grecia: c’è la maschera che ride e quella con l’espressione triste. La buona notizia: il Diavolo, dopo un paio di settimane ad andamento lento – troppo lento -, è pronto per il primo euroderby. Le prove generali sono andate decisamente bene: sì, pronto nello spirito, pronto nelle gambe e pronto nel gioco. Tutto insieme non era scontato per ciò che si era visto da metà aprile in poi. La cattiva notizia è una pessima notizia. La peggiore possibile: Pioli perde Leao. L’ha perso al minuto numero 11 di questo match e, a meno di miracoli, l’ha perso pure per mercoledì. Fatale una sgasata dopo otto minuti che gli ha mandato in sofferenza un muscolo della coscia destra. In attesa di saperne di più, il mondo rossonero si gode una vittoria totale, di prepotenza e personalità contro la seconda forza (e la seconda difesa) del campionato. Una Lazio che sprofonda al Meazza per la seconda volta in una settimana e oggi non è praticamente pervenuta: assenza totale.

Le scelte—  Pioli ha di nuovo centrifugato l’undici di partenza. Se con la Cremonese ne aveva cambiati sette, stavolta sono otto ma con procedimento inverso: dentro quelli che ormai vengono definiti i titolarissimi – con buona pace del tecnico rossonero -, quelli chiamati agli impegni più importanti. Quindi dentro Kjaer, Theo, il triangolo Krunic-Tonali-Bennacer nel cuore del campo, Leao e Giroud, con Messias preferito a Diaz sulla destra. Sarri, a dispetto di quanto era filtrato in vigilia – su eventuale pretattica ognuno è libero di dare la propria percentuale – ha schierato dall’inizio tutti coloro che erano teoricamente in dubbio: dentro sia Luis Alberto sia Zaccagni, che ieri non si era allenato. Con Cataldi e Vecino out mediana completata da Marcos Antonio e Milinkovic. Al centro dell’attacco Immobile, in difesa torna Romagnoli dalla squalifica e a sinistra spazio a Hysaj. Qui però non si tratta tanto di interpreti, quanto di interpretazione. E quella della Lazio è stata ampiamente insufficiente. Approccio molle, leggero, atteggiamento da fine stagione quando però la stagione non è ancora finita. Emblematico, in questo senso, il modo di porsi di Provedel, che dopo cinque giri di orologio aveva già iniziato a rallentare le rimesse dal fondo. Di solito succede negli ultimi cinque minuti. Il Milan ha capito subito di non avere di fronte propriamente un animale feroce, ma un avversario il cui scopo era addormentare il match, e ha fatto ciò che avrebbe dovuto fare con la Cremonese: più cattiveria, più velocità nel giro palla. La differenza, abissale, è stata soprattutto in mediana: Krunic si è divorato Milinkovic, Tonali ha tolto di scena Luis Alberto e il povero Marcos Antonio si è ritrovato solo contro tutti, diventando facile preda di Bennacer.

La svolta— L’algerino ha fatto le prove generali del gol già dopo 8 minuti, sradicando palla a centrocampo e innescando Leao, che s’è fatto trenta metri palla al piede finendo con l’infrangersi su Provedel. Attenzione a questo momento, perché avrebbe potuto essere la svolta del match: scatto fatale per Rafa, che si è toccato la coscia destra ed è stato costretto a uscire. Borsa del ghiaccio tra inguine e adduttore. Silenzio irreale su San Siro, anche (e soprattutto) in vista derby. Il Milan che perde il suo uomo di punta dopo dieci minuti di una sfida vitale per la Champions non è granché come notizia, ma la svolta c’è stata lo stesso. In positivo, però. Prendendo forza dalle emergenze. Come il Milan pioliano ha fatto tante volte in questi anni. Dentro Saelemaekers al suo posto e squadra feroce. Pressione efficace, come quella di Bennacer su Marcos Antonio, che ha appoggiato malamente all’indietro e invece di Casale ha trovato Giroud: servizio all’accorrente Bennacer e palla in buca. Un gol che non ha sortito effetti nel mondo biancoceleste. La Lazio ha proseguito a ritmi blandi ed è stato un invito a nozze per Hernandez, che si è messo in proprio come spesso gli piace fare: appoggio con le mani di Maignan al limite dell’area e galoppata fino al limite dell’area opposta, senza che nessun avversario – a parte un timidissimo tentativo di Milinkovic – abbia pensato di prendersi in carico il problema. Il coast-to-coast si è concluso con un sinistro spettacolare carico di effetto che si è abbassato sotto la traversa subito dopo aver scavalcato Provedel.

Controllo totale— Nell’intervallo Pioli ha lasciato negli spogliatoi Calabria e Kjaer per Kalulu (terzino) e Thiaw – rotazioni energetiche in ottica derby -, Sarri ha replicato con Lazzari e Pedro per Marusic e Zaccagni, ma lo spartito ha proposto la stessa musica del primo tempo: Milan cattivo, Lazio morbida come un soufflé, incapace di spingersi fino all’ultimo quarto di campo. Inconsistenti i percussori di professione Felipe Anderson (che quanto meno ci ha provato) e Zaccagni, mediana mai pervenuta, Immobile murato inesorabilmente dai centrali rossoneri. Il Milan ha chiuso il match come l’aveva iniziato (e proseguito): in controllo totale, sfiorando anche il tris con una zuccata di Thiaw. L’Inter è avvisata, ma il guaio di Leao è bello grosso.

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