Autore Topic: Laziomania: chi ha messo tutto il peso del mondo su Milinkovic Savic?  (Letto 120 volte)

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di Luca Capriotti
           
Sta accadendo. Una roba che avevamo solo temuto, che aveva infestato estati e incubi: Milinkovic Savic sta lasciando la Lazio. Lotito lo ha confermato, tutti gli esperti di mercato concordano: mancano poche ore. Da quellocchiolino ancora bagnato di lacrime atterrato a Roma, dopo aver detto di no alla Fiorentina, Milinkovic Savic ha fatto di pi di quello che un buon giocatore poteva pensare di fare nella capitale, con la maglia della Lazio. Milinkovic Savic stato il vanto di unintera tifoseria. I tifosi della Lazio avevano Milinkovic Savic, gli altri no.

UN GIOCATORE PARANORMALE - Non un giocatore normale, Milinkovic Savic. Il pallone che gli altri prendono di testa, lui lo prende di petto. Il pallone che gli altri scaricano indietro, lui lo direziona di tacco. Il pallone che per gli altri incontrollabile, ai suoi piedi si cheta, si addomestica, si ferma. Non mai stato un giocatore normale, ma piano piano diventato di pi di un giocatore forte. Milinkovic Savic diventato il simbolo vivente di una sfida: il derby lo puoi vincere, perch hai Milinkovic Savic. Se le grandi del Nord arrivano a Roma a giocare le puoi battere, gli puoi fare male, perch hai Milinkovic Savic. Certo, a volte spariva, a volte irritava. Ma non mai stato uguale a se stesso, e non mai stato veramente diverso. Da trequartista diventato una mezzala portentosa, da mezzala portentosa diventato un dominatore. Da dominatore diventato un distruttore di altri. Da distruttore, per i laziali diventato il Sergente. La sua comunicazione cambiata, come il pallone docile ai suoi piedi, anche i suoi social si sono trasformati. Ha cominciato a parlare come giocava: come lunico che pu, che se vuole fa, che se fa domina, che se domina fa vincere la Lazio. Un giocatore che valica un qualsiasi concetto di normalit tranne uno: quello della relazione profonda con i tifosi della Lazio, che prima lo hanno adottato, poi hanno temuto ogni anno, per 8 anni, che li abbandonasse, ma sotto le sue immense spalle hanno sempre trovato rifugio, speranza, controllo del pallone aereo e vittoria. Milinkovic Savic non mai stato normale, e per questo ci sempre piaciuto da morire. 

IL SIMBOLO DI UNA SFIDA - Milinkovic Savic , ed sempre stato il simbolo della sfida. Pi dei reali desideri di Lotito, lui stato la vera sfida tecnica alle grandi. Perch non ci andato, perch quando ha potuto gli ha segnato gol pazzeschi, perch ha regalato la potente sensazione ai suoi tifosi che potesse vincere le partite da solo, che certe zone di campo non fossero pi democraticamente percorribili o fruibili, ma fossero soggette al suo strapotere assoluto. Milinkovic Savic ha regalato ai tifosi della Lazio la speranza solida di avere un top player, di coccolarlo, di vederlo ogni anno sfidare record, superare i propri limiti, migliorare. Ha detto una cosa a tutti: nessuno come me, ma io sono per voi. Ha corso di pi, ha giocato di pi, ha regalato pi assist, ha segnato di pi. Ogni anno di pi. Il Sergente ha voluto, il Sergente ha disposto, il Sergente ha fatto. 

LA FINE DI UNERA - Laddio di Milinkovic Savic rappresenter per sempre una cosa semplice: non me ne vogliano gli altri, ma era semplicemente il pi forte di tutti. Tifarlo stato un onore, ma soprattutto il suo addio rappresenta la fine di unera. Se laddio di Tare stata una pagina storica per questa societ, quello di Milinkovic determiner la fine di un sodalizio che stato pi famigliare che professionale. In questa famiglia, Milinkovic cresciuto. Ha chiesto a Lotito di andare via, e Lotito lo ha concesso, come si fa con i figlioli che non si capisce del tutto. Certo, Lotito capisce altro: lofferta multimilionaria, i dettami, il tutto fatto finch non si firma, e tante altre cose. Non so se sia veramente la fine di questo legame, ma so per certo cosa stato Milinkovic per la Lazio: il potere di vincere le partite da solo, lurlo e la mano che va alla fronte, il pallone imprendibile per tutti ma per lui no. Quando la Lazio ufficializzer il tutto, parleremo dei dettagli, dei sostituti, della sua scelta, di tutto il resto, razionalizzeremo. Ma per ora mi piace pensare a quando  nei big match lintero peso del mondo finiva sulle sue spalle, e lui che lo controlla di suola, e lo scaraventava in rete,

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