Autore Topic: Laziomania: Luis Alberto siamo noi  (Letto 62 volte)

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Laziomania: Luis Alberto siamo noi
« : Mercoled 2 Agosto 2023, 12:00:12 »
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di Luca Capriotti
           
Luis Alberto siamo noi, anche se non vogliamo ammetterlo. Anzi, saremmo noi, se avessimo un minimo di amor proprio. Finalmente arrivata lestate, finalmente esplosa la grana Luis Alberto. Ci mancava, in questa lunga, lunghissima, eterna sessione di mercato: da quanti secoli oramai sentiamo interviste di Lotito, da quante ere geologiche dobbiamo sostituire Milinkovic Savic? Beh, ovviamente non potevamo negarci il piacere e lonore di assistere allennesima bizza del nostro fantasista vintage, lo spagnoletto folle, il nostro indisposto preferito. Finalmente manda segnali, non si sa a chi, non si sa perch. Chi lo vorr ora? Il Las Palmas di Riyad? Il Cadiz del purpureo dellArabia? Finalmente, anche per lui, arrivato il momento della grande litigata estiva: cominciavamo a preoccuparci, questanno era cos silente, ben disposto, cordiale. Finalmente arrivata lestate, sbocciata sullennesima bega di Luis Alberto, il nostro rompi del cuore, che forse ci ricorda tutto quello che non siamo.

GRANDE RISPETTO PER IL GIOCATORE - Come direbbe il mai abbastanzato memato Igli Tare, su Luis Alberto bisogna parlare su 3-4 livelli diversi. Il primo: un calciatore sopraffino, indiscutibile, bellissimo, e chi asserisce il contrario o parla di cederlo, mandarlo via nellestate in cui hai dato via Milinkovic Savic per me folle. Lo dico semplicemente: folle. Ok, secondo livello: la sua aspirazione di riportare la famiglia in Spagna legittima. Solo che la Spagna non lo vuole abbastanza. La verit questa: non gli piace abbastanza, alle altre squadre. Quindi nisba. Un professionista esemplare si metterebbe lanima in pace. Lui no. E non perch non sia un professionista esemplare: terzo livello. Questo giocatore d tutto, ci ha regalato stagioni monumentali. Il calciatore indiscutibile, il professionista pure. Per. Nel mondo del lavoro, senza fare grossolani paragoni per va detto, questa roba non accettabile. E qui subentra il livello pi basso:  Luis Alberto ha un forte senso di giustizia. Sembra un Don Chisciotte. Il problema che lui carica i mulini a vento, ma il suo personale mulino a vento in realt un gigante, che si chiama Claudio Lotito, senatore della Repubblica. Ora, il senso di giustizia, anzi la giustizia e Lotito nella stessa frase. Se ci fosse giustizia, ora Sarri avrebbe i suoi acquisti. Se ci fosse giustizia, avremmo gi un sostituto di Milinkovic Savic. Se ci fosse giustizia, tutti quegli abbonati avrebbero da tempo smosso il cuore del presidente. Se ci fosse giustizia, i 140mila euro che vuole Luis Alberto il Pres li avrebbe gi depositati in banca. Sui premi individuali, sulle promesse mancata, su quello che dice il Pres non sappiamo, e forse meglio cos. Se pubblicamente cos vulcanico, figurarsi in privato. Vulcanico, bella parola, piccolo inciso: ci avete fatto caso che viene utilizzata per le pi grandi assurdit fatte presidente che passano nel calcio italiano? Inciso chiuso. Caro Luis, giusto dirtelo: nel mondo del lavoro non c giustizia. Si chiama capitalismo, comandano i Lotito, e i Luis Alberto che giocano a pallone benissimo possono arrabbiarsi, puntare i piedi, ma sembrano da lontano dei bambini bizzosi, capricciosi. Non c giustizia se il presidente un senatore. Altro inciso: mi immagino le chiamate di Milinkovic ai compagni di squadra: qui il Rinascimento, pazzesco, certo Bin Salman non fa la campagna elettorale in Molise per qualcosina di soldi ne sa. E Luis Alberto l, a rimuginare sui 140mila euro versati. Frustrante, un po' come le nostre vite, a volte.

COSA BISOGNA FARE - Ora, i tifosi che si scagliano contro Luis, contro Sarri, frustrati e indemoniati per un calciomercato pachidermico, si calmino. Respirate: non un affar vostro, qui nessuno mette in dubbio la maglia, sono cose sindacali. Quando a Luis Alberto gli sale il sindacato, bisogna lasciarlo fare. Ci penser la societ, dillo alla mamma, dillo allavvocato, e tutto rientrer. Non una roba che riguarda il calciatore, il professionista, forse nemmeno la qualit umana. Questo ragazzo non sopporta le ingiustizie, le bugie. In effetti, non vi ricorda come dovreste essere? Forse per questo lo odiate, lo prendete a male parole, straparlate di professionalit (tutti professionisti integerrimi, ovviamente, voi Gran Giur della Penna caduta alle 18): questo tizietto spagnolo per 140mila euro fa un casino, e voi con 40 milioni di Milinkovic, i soldi Champions e tutta la cagnara conseguente, state l a schiumare, tutto sommato cheti, ed ad Auronzo gli dicevate GRANDE PRESIDENTEEE. Non ve la prendete con lui: prendetevela un po con voi stessi. Pensateci: Luis Alberto fa cos, e noi che schiumiamo rabbia per le Lotitate in serie a cui stiamo assistendo, ci accapigliamo tra noi per Sarri, per Sow, perfino per Luis Alberto stesso. Chi il vero patetico, qui? Alla fine come uno specchio. Si permette, il signorino, tutte le cose che a noi,  alla fine, non sono permesse. Invece di chiederci: come mai non sono permesse a noi, queste cose? Ce la prendiamo con lui. Molto italiani.

Poi lui cos, riottoso, insopportabile, sempre in barricata, sempre musone. Un tipo di calciatore che pu non piacere? Certo. Potete non sopportarlo? Certo. Per dovreste capire che, alla fine, non lo sopportate pure perch vi ricorda tutto quello che non fate voi, come sempre nel calcio: per molti soldi in meno non sapreste dire di no alle peggio porcherie, e criticate la scelta di Milinkovic, ingoiate le peggiori ingiustizie, e non vi sta bene che uno alzi un casino per 140mila euro, vi pappate tutto quello che una certa stampa e una certa presidenza vi propina, compresi i colpevoli di turno, e schernite chi punta i piedi. Forse, pi che chiedere la pace a Luis Alberto, dovremmo fare pace con noi stessi, prima.

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