Autore Topic: D'Amico, l段ntervista ai figli: "Vi raccontiamo i suoi ultimi giorni"  (Letto 61 volte)

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di Carlo Roscito

I figli raccontano Vincenzo, dall段ronia alla passione biancoceleste: "Non ha mai perso lo spirito battagliero"

                   Seduti insieme in giardino, rilassati, a godersi il venticello abruzzese che ha rinfrescato per qualche giornata un'estate torrida. Matteo e Nicol D'Amico, la loro "vigilia", l'hanno trascorsa nella casa di Poggio Cancelli, frazione di Campotosto a un passo da Amatrice. Stasera saranno a Latina, citt natale di pap Vincenzo e che tester l'ultima Lazio prima del via ufficiale. Famiglia allargata al Francioni, un abbraccio unico che commuover e riscalder il cuore. Una serata dedicata a un uomo diventato leggenda senza dimenticare mai di essere uomo. ォCome giocatore stato fenomenale, poi dipende anche dai gusti. Ma nostro padre, come persona, era indiscutibileサ. Come laziale neanche a dirlo. Una battuta di Matteo, che da tempo lavora brillantemente in Figc, sintetizza la sua essenza. ォDiceva spesso: "Credo molto nel matrimonio, infatti mi sono sposato tre volte". Per la Lazio l'unica che non ha mai traditoサ.  

Matteo D'Amico, un Memorial in onore di suo padre Vincenzo. Cosa significa per la vostra famiglia? ォUna bella iniziativa, sono stato contattato dalla Lazio, mi stata chiesta l'autorizzazione di trasformare l'amichevole con il Latina in un Memorial per pap. Abbiamo aderito con estremo piacere, nell'ultimo mese abbiamo ricevuto un'ondata di calore assurdaサ.

Doveva aspettarselo, un affetto simile, per quello che ha rappresentato pap. ォS, ma andato oltre. Dal 1ー luglio, giorno della sua scomparsa, sono state enormi le manifestazioni di vicinanza. Sia dirette, sia indirette, leggendo articoli e social. Ci hanno scaldato il cuore in un momento difficile. Tutti hanno sottolineato la stessa cosa: l'uomo D'Amico e il suo modo di comportarsi, sempre gentile e disponibile. Questi apprezzamenti valgono tantissimoサ. 

Molti l'hanno definito il laziale pi laziale della storia: come figli siete d'accordo? ォPap accettava le critiche da calciatore, anche quando gli dicevano che non correva. Ripeteva sempre: "Sono stato un fuoriclasse? Forse s, forse no. Per io, come laziale, non sono secondo a nessuno!". Rimaneva male solo quando qualcuno metteva in discussione questo aspetto. I fatti parlano per lui, non ha mai avuto una macchia. Gliel'ha riconosciuto anche la Curva Nord con lo striscione ai funerali. ネ voluto tornare per forza dal Torino, ha firmato in bianco, non ha messo in mora la societ quando l'hanno fatto tutti gli altri. Scherzando, ma neanche troppo, la Lazio l'unica che non ha mai traditoサ. 

Alla famiglia che insegnamento ha lasciato? ォIo e Nicol ne abbiamo parlato dopo la sua morte. Non ci ha mai detto cosa dovessimo fare a parole, ci mostrava la strada coi comportamenti, con il suo esempio. In questo senso, ci ha lasciato un patrimonioサ. 

Domanda privata, delicata: come sono stati i suoi ultimi mesi di vita? ォIl solito D'Amico, non ha mai perso lo spirito battagliero. La malattia, progredendo, ti pu fiaccare umanamente, eppure ha continuato a sorridere e a fare battute. Una delle ultime non so se ripetibile...サ. 

Ora non pu non raccontarla.  ォEra il 27 giugno, il mio compleanno. Notizia di mercato: Lazio su Kerkez. Lui, leggendo i costi dell'operazione, comment secco: "Korkaz che lo prende!". Era cos, ironia sempre pronta. Se n' andato quattro giorni dopo, forse non si reso conto che stava finendo tuttoサ. 

A maggio aveva rivelato la malattia su Facebook. Cosa l'ha spinto all'annuncio social? ォIl tumore l'ha scoperto casualmente a novembre 2019. Non l'ha voluto dire a nessuno. Le cure rispondevano bene, a maggior ragione abbiamo rispettato la sua volont. Poi la notizia si stava diffondendo, non potevano passare inosservate le cure al Gemelli. A quel punto ha preferito informare tutti personalmente con un singolo messaggioサ. 

Ultima domanda, off topic: c' qualcuno in cui si rivedeva in campo?  ォUn po  Felipe Anderson, di quelli recenti. Credo per il modo di camminare, anche per la capigliatura e il quadricipite sviluppato. La posizione era la sua a inizio carriera, entrambi con tanto estro. Ma pap impazziva per Gascoigne. L'amava tantissimo, un altro genio e sregolatezzaサ. 

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