Autore Topic: STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni  (Letto 26163 volte)

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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #560 : Venerdì 7 Agosto 2026, 11:06:44 »
Il core bisiness è la frequentazione tutti i giorni dei negozi, palestre, cinema, ristoranti, museo, etc.
Non vorrei insistere ma quanto ho postato
https://ultimouomo.com/nuovi-stadi-trofei-vittorie-arsenal-juventus-stadium-tottenham-reggiana
 e relativo agli stadi all'estero e i pochissimi in Italia (Juve, Reggiana) vale la pena di essere letto. Io almeno l'ho trovato interessante.

esatto. la zona commerciale deve lavorare costantemente. basare i ricavi solo sui giorni in cui gioca la Lazio è sbagliato.
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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #561 : Venerdì 7 Agosto 2026, 12:35:44 »
spero che il progetto venga bocciato o fortemente limitato, perchè sostanzialmente quella merda dal 2018 ha più vincoli del colosseo.
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Online Gordon

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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #562 : Venerdì 7 Agosto 2026, 13:02:12 »
spero che il progetto venga bocciato o fortemente limitato, perchè sostanzialmente quella merda dal 2018 ha più vincoli del colosseo.

io spero che il flaminio imploda su se stesso, così o si ricostruisce di sana pianta senza vincoli o finisce per sempre sta pantomima
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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #563 : Venerdì 7 Agosto 2026, 13:56:10 »
anche se crollasse oggi stesso, per legge andrebbe ricostruito "com'era, dov'era".
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Offline Fabio70rm

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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #564 : Sabato 8 Agosto 2026, 00:08:51 »
E questo è un ulteriore motivo, da aggiungere ai tanti, per sperare che si abbandoni questa folle idea il prima possibile!!!
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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #565 : Sabato 8 Agosto 2026, 10:20:32 »
anche se crollasse oggi stesso, per legge andrebbe ricostruito "com'era, dov'era".

Allora fanculo tutto (e tutti)
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Offline Panzabianca

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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #566 : Sabato 8 Agosto 2026, 10:21:33 »
anche se crollasse oggi stesso, per legge andrebbe ricostruito "com'era, dov'era".

A condizione che lo faccia l'autore, direi, altrimenti... ;)
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Gens una sumus

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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #567 : Sabato 8 Agosto 2026, 12:19:46 »
È da anni che io e pochi altri vi diciamo che io Flaminio, da qualsiasi punto do vista lo si guardi, è la morte della Lazio.
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Offline Ataru

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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #568 : Sabato 8 Agosto 2026, 16:21:07 »
Io l'ho sempre detto che un qualsiasi progetto sul flaminio che non preveda come punto di partenza una buona dose di trinitrotoluene sia inesorabilmente destinato a fallire
osa c'è da psicolo propriono capisco.
qui sono un esempio di civilità e non solo per molti

Offline Jim Bowie

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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #569 : Sabato 8 Agosto 2026, 16:24:18 »
Qualcuno ha il telefono di Khameni?
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"Forza Lazio"
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Antiromanista si nasce non ci si diventa, ed io modestamente lo nacqui!

Offline Matita

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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #570 : Domenica 9 Agosto 2026, 16:31:33 »
Lazio e stadio Flaminio: il maxi piano finanziario da 437 milioni prende forma -

https://share.google/tpmQF1fv1btOZWpM6


l progetto di riqualificazione dello stadio Flaminio entra sempre più nel dettaglio attraverso il Piano Economico Finanziario (PEF) presentato dalla Lazio al Comune di Roma. Il documento, composto da circa 70 pagine, descrive le modalità attraverso cui dovrebbe essere sostenuto l’investimento necessario per trasformare lo storico impianto romano in una struttura moderna e funzionale per il club biancoceleste.

Nonostante la Lazio abbia definito il progetto con lo slogan “lo stadio si paga da solo”, il piano evidenzia una struttura finanziaria articolata, con diverse fonti di finanziamento coinvolte. L’investimento complessivo previsto ammonta a circa 437,5 milioni di euro, una cifra destinata alla ristrutturazione e allo sviluppo dell’impianto che, secondo il progetto, potrebbe essere affidato alla società capitolina attraverso un diritto di superficie della durata di 90 anni.

Il ruolo della Lazio e il peso dei finanziamenti
Secondo quanto emerge dal PEF, la quota direttamente garantita dalla Lazio sarebbe pari a 10 milioni di euro, ovvero poco più del 2% dell’intero investimento. La parte più consistente delle risorse arriverebbe invece dagli istituti bancari, chiamati a mettere a disposizione circa 283,5 milioni di euro con un tasso d’interesse indicato al 6%.

A completare il quadro finanziario ci sarebbero poi ulteriori fonti: circa 75 milioni di euro provenienti dai soci, senza interessi applicati fino al 2059, oltre a 24 milioni di contributi pubblici e a un credito IVA stimato in 45 milioni di euro.

Il progetto prevede anche la presenza di una società veicolo composta da soggetti privati, elemento indicato come condizione necessaria all’interno del piano. Al momento, però, non sono stati resi noti i nomi degli eventuali investitori coinvolti.

Rendimento, garanzie e tempi di restituzione
Nel documento vengono analizzati anche i possibili rendimenti dell’operazione. Per l’intero progetto infrastrutturale viene indicato un rendimento del 13,26%, mentre considerando esclusivamente l investimento
iniziale della Lazio, pari a 10 milioni, la percentuale salirebbe fino al 63,86%.

Il piano evidenzia però come il principale impegno economico ricada sulla parte finanziata dagli istituti di credito. La sostenibilità dell’operazione dipenderà dalla capacità dello stadio di generare ricavi sufficienti a coprire le rate annuali previste. La quota indicata nel documento è di circa 19,76 milioni di euro all’anno, con un rapporto tra flussi di cassa e debito definito in equilibrio.

Per quanto riguarda il rimborso dei finanziamenti, il piano prevede una maxi rata bancaria da oltre 85 milioni di euro, con una scadenza prolungata fino al 2086, mentre la restituzione della quota soci arriverebbe addirittura fino al 2114.

Un progetto di lunghissima durata
L’operazione Flaminio rappresenta quindi un investimento pensato su un orizzonte temporale molto esteso. La Lazio punta a ottenere la gestione dell’impianto per 90 anni, trasformandolo in una nuova casa per il club e in una fonte stabile di ricavi attraverso eventi sportivi e attività commerciali.

Il progetto, tuttavia, arriva in un momento nel quale la società deve tenere conto anche della propria situazione economica complessiva. Nei documenti finanziari più recenti sono emersi risultati negativi e un livello significativo di indebitamento, aspetti che rendono ancora più importante la capacità del nuovo stadio di generare entrate costanti.

La strada verso il nuovo Flaminio resta quindi ambiziosa e complessa: serviranno autorizzazioni, investitori e una gestione finanziaria precisa per trasformare il progetto sulla carta in una realtà concreta.

Offline LaLazioMia

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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #571 : Domenica 9 Agosto 2026, 16:51:19 »
https://www.lalaziosiamonoi.it/rassegna-stampa/flaminio-lettera-parisi-troppi-dubbi-vincoli-conti-249842

A me questa opposizione di Parisi e federmanager mi terrorizza.
Temo sia la svolta decisiva per il si al progetto Flaminio.  :-*
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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #572 : Domenica 9 Agosto 2026, 17:12:42 »
Lazio e stadio Flaminio: il maxi piano finanziario da 437 milioni prende forma -

https://share.google/tpmQF1fv1btOZWpM6


l progetto di riqualificazione dello stadio Flaminio entra sempre più nel dettaglio attraverso il Piano Economico Finanziario (PEF) presentato dalla Lazio al Comune di Roma. Il documento, composto da circa 70 pagine, descrive le modalità attraverso cui dovrebbe essere sostenuto l’investimento necessario per trasformare lo storico impianto romano in una struttura moderna e funzionale per il club biancoceleste.

Nonostante la Lazio abbia definito il progetto con lo slogan “lo stadio si paga da solo”, il piano evidenzia una struttura finanziaria articolata, con diverse fonti di finanziamento coinvolte. L’investimento complessivo previsto ammonta a circa 437,5 milioni di euro, una cifra destinata alla ristrutturazione e allo sviluppo dell’impianto che, secondo il progetto, potrebbe essere affidato alla società capitolina attraverso un diritto di superficie della durata di 90 anni.

Il ruolo della Lazio e il peso dei finanziamenti
Secondo quanto emerge dal PEF, la quota direttamente garantita dalla Lazio sarebbe pari a 10 milioni di euro, ovvero poco più del 2% dell’intero investimento. La parte più consistente delle risorse arriverebbe invece dagli istituti bancari, chiamati a mettere a disposizione circa 283,5 milioni di euro con un tasso d’interesse indicato al 6%.

A completare il quadro finanziario ci sarebbero poi ulteriori fonti: circa 75 milioni di euro provenienti dai soci, senza interessi applicati fino al 2059, oltre a 24 milioni di contributi pubblici e a un credito IVA stimato in 45 milioni di euro.

Il progetto prevede anche la presenza di una società veicolo composta da soggetti privati, elemento indicato come condizione necessaria all’interno del piano. Al momento, però, non sono stati resi noti i nomi degli eventuali investitori coinvolti.

Rendimento, garanzie e tempi di restituzione
Nel documento vengono analizzati anche i possibili rendimenti dell’operazione. Per l’intero progetto infrastrutturale viene indicato un rendimento del 13,26%, mentre considerando esclusivamente l investimento
iniziale della Lazio, pari a 10 milioni, la percentuale salirebbe fino al 63,86%.

Il piano evidenzia però come il principale impegno economico ricada sulla parte finanziata dagli istituti di credito. La sostenibilità dell’operazione dipenderà dalla capacità dello stadio di generare ricavi sufficienti a coprire le rate annuali previste. La quota indicata nel documento è di circa 19,76 milioni di euro all’anno, con un rapporto tra flussi di cassa e debito definito in equilibrio.

Per quanto riguarda il rimborso dei finanziamenti, il piano prevede una maxi rata bancaria da oltre 85 milioni di euro, con una scadenza prolungata fino al 2086, mentre la restituzione della quota soci arriverebbe addirittura fino al 2114.

Un progetto di lunghissima durata
L’operazione Flaminio rappresenta quindi un investimento pensato su un orizzonte temporale molto esteso. La Lazio punta a ottenere la gestione dell’impianto per 90 anni, trasformandolo in una nuova casa per il club e in una fonte stabile di ricavi attraverso eventi sportivi e attività commerciali.

Il progetto, tuttavia, arriva in un momento nel quale la società deve tenere conto anche della propria situazione economica complessiva. Nei documenti finanziari più recenti sono emersi risultati negativi e un livello significativo di indebitamento, aspetti che rendono ancora più importante la capacità del nuovo stadio di generare entrate costanti.

La strada verso il nuovo Flaminio resta quindi ambiziosa e complessa: serviranno autorizzazioni, investitori e una gestione finanziaria precisa per trasformare il progetto sulla carta in una realtà concreta.


Mamma mia...sto piano, più che un piano, è una supercazzola.
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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #573 : Domenica 9 Agosto 2026, 17:19:45 »
Quindi 20 mln l'anno per i buffi + 5 di costi vivi.
Uscite 25 mln, entrate? Manca la seconda parte.

Per mantenere lo status quo attuale, il Flaminio dovrebbe generare introiti per 50 mln circa l'anno. Per essere un valore aggiunto tangibile, almeno 75/80.
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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #574 : Domenica 9 Agosto 2026, 18:04:02 »
Salviamo lo stadio Flaminio dagli scempi come al Franchi Cancellano il segno di Nervi”
di Emiliano Pretto

Vuoi vede che repubblica Na volta tanto ci dà una mano non per la scesa?
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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #575 : Domenica 9 Agosto 2026, 18:17:02 »
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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #576 : Domenica 9 Agosto 2026, 22:50:47 »
437 mln e lo stadio non sarà nemmeno tuo??

Ma perchè imbarcarsi in questa follia?

Unica soluzione: distruzione totale e rifacimento di uno stadio da 55.000 posti COPERTO.

Se non si può fare via da quella zona!!!
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Offline Matita

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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #577 : Ieri alle 11:24:07 »
Per la giornata di oggi sono attese le prime risposte della Conferenza dei servizi preliminare che sta esaminando approfonditamente tutti i documenti all’interno del progetto di ristrutturazione dello stadio Flaminio presentati dalla Lazio nelle scorse settimane.

Come riporta l’edizione odierna de Il Tempo, lo schema di convenzione presentato dalla Lazio prevede che Roma Capitale conceda alla Newco, che il club di Claudio Lotito ha intenzione di aprire appena otterrà tutti i via libera necessari, il diritto di superficie sull’area dello stadio per 90 anni a fronte di un investimento complessivo di 437,5 milioni di euro, di cui 10 milioni di capitale sociale.

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In questa fase, inoltre, il Piano economico-finanziario presentato dalla Lazio non sarà oggetto di esame, che verrà prima studiato dal Comune. La conferenza dei servizi preliminare si concentrerà, invece, su tutti gli altri aspetti progettuali, a partire da quelli architettonici. Per raggiungere la capienza desiderata di circa 50mila posti, infatti, la Lazio ha proposto di realizzare una sovrastruttura poggiata su dei cavalletti, ipotesi su cui però nutre perplessità la Soprintendenza speciale di Roma, che ha chiesto alla Lazio di non intaccare il disegno originale di Nervi. Proprio quello delle Belle Arti è, oggi, il parere più atteso e in grado di indirizzare le sorti del progetto.

A proposito del progetto Lazio, è tornata a parlare Elisabetta Margiotta Nervi, moglie di uno dei nipoti dell’architetto che ha progettato il Flaminio e coordinatrice esecutiva del Laboratorio Nervi presso il Politecnico di Milano a Lecco. «Il Flaminio è un bene tutelato, un pezzo di storia non solo di Roma ma dell’Italia intera – ha dichiarato Margiotta Nervi a Il Tempo –. È nostro dovere primario conservare l’opera di Pier Luigi e Antonio Nervi e trovare una funzione che si adatti alla sua forma originale, restituendo lo stadio alla cittadinanza senza snaturarlo. Non potrà mai essere uno stadio di Serie A. Serve un’altra strada, penso a una grande arena civica dedicata a sport e cultura, coerente con la vocazione del quartiere Flaminio».


Questa opzione in confronto al progetto Lazio: «Si può realizzare spendendo un quinto di quanto la società Lazio vuole investire per il nuovo impianto, con risorse in gran parte pubbliche. E si restituirebbe al quartiere. Essere arrivati a questo punto senza una soluzione. Il Comune avrebbe dovuto prendere in mano l’iniziativa molto prima, facendone un progetto della città, condiviso con i cittadini, invece di lasciarlo marcire fino ad oggi».

«La Lazio persegue le proprie esigenze in maniera chiara, ma il nuovo progetto non rispetta quello originale, arrivando a deturparlo. Il tema è occuparsi per tempo del Flaminio. Bisogna capire cosa vuole fare l’amministrazione comunale di un bene della città, un monumento vincolato e inalienabile. Chiedo che il Comune si assuma finalmente la responsabilità che gli compete su un bene di tutti. Conservare la forma originale e trovare una funzione compatibile non sono obiettivi in contraddizione, anzi: coniugarli è l’unico modo per restituire davvero il Flaminio ai cittadini», ha concluso Elisabetta Margiotta Nervi.

Online Gordon

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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #578 : Ieri alle 13:08:25 »
Lazio | Elisabetta Nervi: "Il Flaminio non può diventare uno stadio di Serie A"


RASSEGNA STAMPA - Elisabetta Nervi torna a parlare del futuro dello Stadio Flaminio ai microfoni de Il Tempo, criticando duramente il progetto della Lazio e il modo in cui il Comune ha gestito negli anni la situazione dell'impianto. Secondo Nervi, l'idea di trasformare la struttura per adattarla alle esigenze del club rischia di alterarne la natura originale, mentre l'amministrazione avrebbe dovuto intervenire molto prima, evitando di lasciare il Flaminio nel degrado.

Il punto di partenza, secondo Nervi, è la natura stessa dello stadio, considerato un bene tutelato e un pezzo di storia non soltanto di Roma, ma dell'intera Italia. Per questo ritiene prioritario conservare l'opera progettata da Pier Luigi e Antonio Nervi, individuando una funzione compatibile con la sua forma originale e capace di restituirla alla cittadinanza senza snaturarla. A suo giudizio, il Flaminio non potrà mai diventare uno stadio di Serie A: la strada da seguire sarebbe piuttosto quella di una grande arena civica dedicata allo sport e alla cultura, in linea con la vocazione del quartiere.

Nervi evidenzia anche una differenza importante rispetto al progetto della Lazio sul piano economico. La sua proposta, spiega, potrebbe essere realizzata con una spesa pari a circa un quinto dell'investimento previsto dal club per il nuovo impianto, facendo ricorso in larga parte a risorse pubbliche. In questo modo, inoltre, il Flaminio tornerebbe a essere una struttura al servizio del quartiere.

A deluderla maggiormente, però, è soprattutto il fatto che si sia arrivati a questo punto senza una soluzione. Secondo Nervi, il Comune avrebbe dovuto assumere l'iniziativa molto prima, trasformando il Flaminio in un progetto della città, condiviso con i cittadini, invece di lasciarlo marcire nel corso degli anni. Ed è proprio qui che individua il problema principale: capire quale sia l'intenzione dell'amministrazione comunale nei confronti di un bene della città, monumento tutelato e inalienabile.
Lazio | Elisabetta Nervi: "Il Flaminio non può diventare uno stadio di Serie A"

Nervi riconosce che la Lazio sta portando avanti con chiarezza le proprie esigenze, ma ritiene che il nuovo progetto non rispetti la struttura originale dello stadio, arrivando a rischio di deturparla. Per questo, insiste, la questione centrale è occuparsi del Flaminio per tempo.

La richiesta finale alle istituzioni è dunque quella di assumersi la responsabilità che compete loro nei confronti di un bene collettivo. Per Nervi, conservare la forma originale del Flaminio e trovare una funzione compatibile non sono obiettivi incompatibili: al contrario, riuscire a conciliarli rappresenterebbe l'unico modo per restituire davvero lo stadio ai cittadini.
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Re:STADIO FLAMINIO: alcune considerazioni
« Risposta #579 : Ieri alle 13:18:32 »
Eccerto, una struttura nata per essere uno stadio deve diventare un'arena per la cultura, per "non alterarne la natura originale", per "restituirla alla cittadinanza senza snaturarla".

Ma sta gente si ascolta quando dice queste cose??
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