Però, come si critica, si deve anche lodare.
CANTICO DELLE CREATURE BIANCOCELESTI
Altissimo, onnipotente e bon Gattuso,
tue so' le urla, la grinta
e lo sguardo poco rassicurante dalla panchina.
Laudato sii, mi' Lazio, per frate Mandas,
custode della porta e delle coronarie nostre,
ché quando vola nell'area
noi volamo con lui.
Laudato sii per frate Leite,
che dietro mette ordine,
e per frate Doekhi, frate Sutalo e frate Provstgaard,
ché dove passa lo centravanti
possibilmente non passa lo pallone.
Laudato sii per frate Nuno Tavares,
vento impetuoso della fascia,
che parte dalla difesa
e qualche volta lo rivedemo direttamente
al cambio de campo.
Laudato sii per frate Rovella,
che governa lo pallone nel mezzo,
e per frate Frattesi,
creatura inquieta e verticale,
che quando vede l'area avversaria
sente er richiamo della foresta.
Laudato sii per frate Kenneth Taylor,
che tratta er pallone con sapienza,
e per frate Cataldi,
figlio della terra nostra,
che sa bene quanto pesa quella maglia.
Laudato sii per frate Isaksen,
rapido come lo vento,
e per frate Noslin,
che corre, combatte e cerca la porta
finché le gambe glielo concedono.
Ma soprattutto...
Laudato sii per capitan Zaccagni,
creatura luminosa della fascia sinistra,
che porta lo dieci sulle spalle
e la fascia al braccio.
Laudato sii per frate Gudmundsson,
che porta fantasia là davanti,
e per frate Pinamonti,
che vive dove ogni centravanti deve vivere:
vicino alla porta avversaria.
Laudati siano pure Pellegrini, Marusic, Lazzari,
Belahyane, Dele-Bashiru, Cancellieri e Floriani,
ché ciascuno porta la sua pietra
alla grande basilica biancoceleste.
E infine...
Laudato sii, mi' Lazio,
per sora Curva Nord,
che perdona assai,
ma non proprio tutto.
Laudato sii per chi soffre,
per chi impreca,
per chi al novantacinquesimo dice
"Io nun la guardo più",
e la domenica dopo sta di nuovo là.
Perché molte sono le creature del cielo,
ma una sola porta l'Aquila sul petto.
Laudate, benedicete e sostenete la Lazio,
e servitela sempre
con grande sofferenza.
🦅 AMEN.
E FORZA LAZIO
