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La contestazione va avanti navigando a vista. Ma che effetti produce, secondo voi?

Fa capire a Lotito che è arrivato a un punto di non ritorno, qualunque cosa accada
15 (15.3%)
Se Lotito venderà sarà merito della contestazione
2 (2%)
Qualunque sia l'effetto è necessario andare avanti a oltranza
9 (9.2%)
Secondo me si rischia di danneggiare la squadra
15 (15.3%)
La squadra deve sostenere la contestazione, inutile fare finta di niente
1 (1%)
Spero che non produca effetti negativi che peggiorino la situazione economica
8 (8.2%)
La contestazione è inutile, mi distrae dalla mia Lazio
2 (2%)
Non sono d'accordo con la contestazione, Lotito è il mio presidente
2 (2%)
La contestazione è pilotata e strumentale, io non mi fido
10 (10.2%)
Dietro alla contestazione c'è qualcuno che gioca sporco per prendersi la Lazio
3 (3.1%)
La Lazio passerà di mano quando sarà ora, la contestazione è irrilevante
16 (16.3%)
Lotito è refrattario a ogni pressione, non cederà
13 (13.3%)
Altro, specificare
2 (2%)

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Autore Topic: Effetti della contestazione  (Letto 7781 volte)

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Offline Davide

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #320 : Lunedì 23 Febbraio 2026, 14:35:56 »
30mila abbonati e media di 45mila spettatori, un secondo posto con soldi champions e poi 40 milioni dalla cessione di Savic...no dico,si sono viste grandi spese per avere una Lazio competitiva? che la Lazio incassi o meno il demente spendera' sempre la stessa,bassa cifra...non e' certo quello a farci sperare in una Lazio dai grandi acquisti.

Offline disabitato

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #321 : Lunedì 23 Febbraio 2026, 14:38:28 »
Ma è l'unico modo con il quale il tifoso può esprimere dissenso.
Sì, ma se poi il fatturato diminuisce ancora di più e si fanno stagioni mediocri, ognuno si assuma le proprie responsabilità.
DISCLAIMER: durante la scrittura di questo post non è stata offesa, ferita o maltrattata nessuna categoria di utenti o nessun utente in particolare. Ogni giudizio su persone, cose o utenti rimane nella mente dello scrivente e per questo non perseguibile.

Offline Il lodolaio

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #322 : Lunedì 23 Febbraio 2026, 14:40:47 »
Sì, ma se poi il fatturato diminuisce ancora di più e si fanno stagioni mediocri, ognuno si assuma le proprie responsabilità.

Se si vuole cambiare, bisogna accettare di soffrire.
"A noi la qualità cià rotto il cazzo.
VIVA LA MERDA!"

Offline Fabio

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #323 : Lunedì 23 Febbraio 2026, 14:54:22 »
Sì, ma se poi il fatturato diminuisce ancora di più e si fanno stagioni mediocri, ognuno si assuma le proprie responsabilità.
Stai invertendo i ruoli. Il tifoso è un 'cliente' emotivo: se il prodotto è scadente o la gestione è piatta, il calo del fatturato è una conseguenza delle scelte societarie, non una colpa di chi protesta. Dire che il tifoso deve finanziare una gestione che non lo rappresenta per evitare il peggio è una forma di 'ricatto ambientale' che non ha mai portato crescita,Quindi la soluzione sarebbe stare zitti e pagare per qualcosa che non ci piace, sperando che chi ci ha portato in questa situazione improvvisamente cambi idea? Non è una strategia, è sottomissione. Il dissenso è l'unico termometro che resta a una piazza per farsi sentire

Offline Boksic

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #324 : Lunedì 23 Febbraio 2026, 14:57:42 »
Il fatturato dipende dai risultati tecnici

Il tifoso non influisce sui risultati tecnici in nessun modo: nella stagione senza pubblico (2020/21) il fattore campo non si è spostato di un millimetro;

Gli introiti da botteghino spostano di pochissimo i ricavi

In conclusione, stare a casa o andare allo stadio per la Lazio è irrilevante.
Sarrismo = romanismo

Offline giulver

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #325 : Lunedì 23 Febbraio 2026, 15:03:52 »

Il tifoso non influisce sui risultati tecnici in nessun modo: nella stagione senza pubblico (2020/21) il fattore campo non si è spostato di un millimetro;

Se manca il pubblico di entrambe le squadre

Offline Davide

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #326 : Lunedì 23 Febbraio 2026, 15:04:32 »
Per i giocatori conta, soprattutto in determinate situazioni della gara.

Offline Fabio

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #327 : Lunedì 23 Febbraio 2026, 15:31:14 »
Il fatturato dipende dai risultati tecnici

Il tifoso non influisce sui risultati tecnici in nessun modo: nella stagione senza pubblico (2020/21) il fattore campo non si è spostato di un millimetro;

Gli introiti da botteghino spostano di pochissimo i ricavi

In conclusione, stare a casa o andare allo stadio per la Lazio è irrilevante.
Se andare allo stadio o stare a casa fosse davvero irrilevante, la società non spenderebbe migliaia di euro in campagne abbonamenti o marketing. Se il tifoso non contasse nulla, saremmo clienti di un videogioco, non i custodi di una tradizione. Dire che la protesta è inutile è il miglior modo per far stare tranquillo chi gestisce senza ambizione

Offline disabitato

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #328 : Lunedì 23 Febbraio 2026, 15:54:38 »
Il fatturato dipende dai risultati tecnici

Il tifoso non influisce sui risultati tecnici in nessun modo: nella stagione senza pubblico (2020/21) il fattore campo non si è spostato di un millimetro;

Gli introiti da botteghino spostano di pochissimo i ricavi

In conclusione, stare a casa o andare allo stadio per la Lazio è irrilevante.
23 mln di euro, lo scorso anno, su 157 di fatturato.
Circa il 15%.

Le merde circa il doppio.

Conti della serva: 23/2 = 11,5. Leva alla rosa ingaggi pari a 11 mln e vedi cosa ti rimane.

Il tifoso, come apporto ai fini della segnatura di una rete, financo un calcio d'angolo, non conta nulla. Si questo sono perfettamente d'accordo.
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Offline Senad

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #329 : Lunedì 23 Febbraio 2026, 16:46:46 »
I calciatori dicono che fa una grande differenza, i numeri no, probabilmente hanno ragione entrambi, per motivi diversi.
Chi gioca si sente meglio, ma questo non basta per fare più punti.
Resta il fatto che senza pubblico lo stadio è ghiacciato, irreale.

Offline AutumnLeaves

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #330 : Lunedì 23 Febbraio 2026, 16:47:45 »


Certo che va bene. Chi va A VEDERE LA LAZIO ha ragione per definizione.

Ci sono LAZIALI che hanno cinquanta-sessanta abbonamenti consecutivi e saltano una gara solo per motivi gravissimi. Si organizzano la vita in base al calendario della Lazio.

Tu davvero hai il coraggio di biasimare queste persone o, come addirittura fanno in tanti, di additarli come "traditori" o cose del genere?

Tutto questo sulla base del diktat di personaggi che si presentano come "curva nord" e non si sa manco chi siano.

Ma scherzate, o cosa?

Chi ha pagato in anticipo e decide di non andarci, merita solo applausi. Ma tu vivi di retorica con slogan degli anni 80, guarda caso la stessa modalità con cui il nostro presidente intende gestire una società di calcio.
Io non biasimo nessuno, hai sbagliato tiro ragazzo, mai e poi mai mi permetto di giudicare chi entra, di chiamarlo traditore, ma con chi credi di parlare? Mi permetto di biasimare chi critica chi non entra: se ci riesci prova a capirne la differenza. I diktat li vedi tu. Nessuno ti obbliga, nessun picchetto, belli comodi come diceva qualcuno. Chi vive di Lazio può serenamente continuare a farlo. Non capisco cos'altro vuoi.

Offline DY843

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #331 : Lunedì 23 Febbraio 2026, 18:57:06 »
da prigionieri di una fede a prigionieri di lotito... cosa abbiamo fatto di male... non poteva capitare alla roma na cosa del genere? quegli cascano sempre in piedi... sempre

Offline disabitato

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #332 : Lunedì 23 Febbraio 2026, 20:22:00 »
Sul "prigionieri di Lotito" sono perfettamente d'accordo con te.
DISCLAIMER: durante la scrittura di questo post non è stata offesa, ferita o maltrattata nessuna categoria di utenti o nessun utente in particolare. Ogni giudizio su persone, cose o utenti rimane nella mente dello scrivente e per questo non perseguibile.

Offline Gordon

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'È colpa de Sarri' (cit.)

Offline Gordon

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #334 : Martedì 24 Febbraio 2026, 15:58:43 »
Lazio, maxi summit a Roma: Il club prepara il confronto

Qualcosa si è incrinato. E non basta evocare un confronto per sanare una frattura. La tensione è ancora lì. Profonda. Radicata. Il malcontento verso la gestione Lotito non è rientrato. È diventato parte del contesto.

Il direttore sportivo Angelo Fabiani ha provato qualche settimana fa a fare un passo indietro. Un gesto politico prima ancora che comunicativo. L’apertura agli “Stati Generali” non è stata una formula casuale. È stata una presa d’atto: il conflitto esiste, va affrontato, non ignorato. E ora c’è un appuntamento – data da confermare: 30 marzo, che la società sta preparando con cura. Non sarà una conferenza ordinaria.

La società sta valutando tre diverse location a Roma, scelte in base alla capienza e al tipo di partecipazione che si vuole garantire. L’idea è chiara: coinvolgere componenti diverse – tifosi, giornalisti, addetti ai lavori, mondo accademico – in un momento pubblico di analisi e visione. L’annuncio è arrivato nel giorno della presentazione sul Flaminio. In mezzo agli interventi tecnici, il responsabile della comunicazione, Emanuele Floridi, ha scandito parole che pesano: “Il 30 marzo, Deloitte insieme alla LUISS ci aiuterà a costruire il piano strategico. Aiuteremo e dimostreremo a tutto il calcio come ancora oggi in Italia è possibile fare un calcio sostenibile, senza l’intervento di fondi o indebitamenti vari”.

È una dichiarazione forte. Identitaria. Quasi rivendicativa. Eppure, mentre il club parla di sostenibilità interna e autonomia finanziaria, il tam tam mediatico in città continua a soffiare. Soffia sulle speranze di nuovi investitori. Soffia sull’idea di nuove proprietà. Soffia su possibili aperture di capitale. Il tam tam mediatico in città non si placa. Ogni movimento viene letto come indizio. Ogni parola come preludio. L’appuntamento di fine marzo viene interpretato da alcuni come una possibile anticamera di scenari più ampi. Ma potrebbe anche non essere così. Potrebbe essere, molto più semplicemente, la giornata in cui la SS Lazio si presenta da sola davanti al proprio ambiente per spiegare il percorso di autosostentamento. Senza fondi esterni. Senza rivoluzioni proprietarie. Solo con numeri, strategie e visione.

E qui entra il capitolo Nasdaq. Non come suggestione isolata, ma come parte integrante del progetto che verrà illustrato. Un’ipotesi strutturata, inserita dentro un piano presente e futuro. Non un colpo di teatro, ma una traiettoria possibile secondo il club. Se la società decidesse di percorrere la strada di un primary offering, significherebbe emissione di nuove azioni per raccogliere capitale fresco. Se questo avvenisse, si determinerebbe un effetto di diluizione per l’attuale socio di maggioranza, ma in cambio arriverebbero risorse per infrastrutture, sviluppo e competitività. Dunque una doppia quotazione, con approdo sul mercato americano mantenendo la presenza in Italia, la Lazio entrerebbe in un ecosistema finanziario più ampio, fatto di visibilità internazionale e capitale strutturato. Sono “se”. Ma sono “se” concreti.

Il Nasdaq oggi è un’ipotesi concreta per le strategie di sopravvivenza della SS Lazio, anche se vincolata a questo clima di incertezza. Non una destinazione acquisita. Tra un progetto finanziario e la sua realizzazione c’è un passaggio obbligato: la credibilità. Senza stabilità interna, senza un clima ricomposto, qualsiasi ambizione internazionale rischia di restare sulla carta. Gli investitori guardano i numeri, ma osservano anche il contesto. E oggi il contesto Lazio è attraversato da tensioni evidenti. Il 30 marzo  sarà un banco di prova. Più che le parole, conteranno i dati. Più che le suggestioni, la coerenza del piano. Alla fine resteranno due elementi: sostenibilità reale e fiducia generata. Senza quelle, ogni scenario resterà teorico. E intanto però sullo sfondo indefinito del futuro, tutti sognano un altro destino.

'È colpa de Sarri' (cit.)

Offline Il lodolaio

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #335 : Martedì 24 Febbraio 2026, 17:36:10 »
Lazio, maxi summit a Roma: Il club prepara il confronto
...

E' troppo tardi ormai, è troppo tardi... (cit.)
"A noi la qualità cià rotto il cazzo.
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Offline Fabio

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #336 : Martedì 24 Febbraio 2026, 19:26:21 »

.........Il direttore sportivo Angelo Fabiani ha provato qualche settimana fa a fare un passo indietro. Un gesto politico prima ancora che comunicativo. L’apertura agli “Stati Generali” non è stata una formula casuale. È stata una presa d’atto: il conflitto esiste, va affrontato, non ignorato. E ora c’è un appuntamento – data da confermare: 30 marzo, che la società sta preparando con cura. Non sarà una conferenza ordinaria........................................
etc etc
Leggo con un certo stupore che qualcuno, ancora oggi, agita lo spauracchio della contestazione come causa di un eventuale calo del fatturato. Mi chiedo: di quale fatturato parliamo?
Parliamo di quello che per anni è stato azzoppato dalla mancanza di un Main Sponsor, perché si preferiva dare spazio a realtà "amiche" o fallimentari? O parliamo della gestione dilettantesca del nostro patrimonio tecnico?
La realtà dei fatti contro la narrazione societaria:

    Il mercato dell'elemosina: Siamo stanchi di assistere a trattative infinite per giocatori valutati 10, per i quali ne offriamo 2 o 5 dilazionati in un decennio. Questo non è "fare i conti bene", è immobilismo che ci fa perdere gli obiettivi principali, costringendoci poi a strapagare ripieghi dell'ultimo minuto o a restare scoperti nei ruoli chiave.

    Il danno economico dei "No" ideologici: Ci raccontano di essere maestri del mercato, ma la realtà dice altro. Abbiamo assistito al rifiuto di offerte fuori mercato per puro egoismo, per poi finire a svendere gli stessi giocatori a cifre minori  o perderli a parametro zero. Questa non è tutela del patrimonio, è autolesionismo gestionale.

 
    Il rovesciamento della colpa: Demonizzare chi decide di non andare allo stadio è un esercizio di retorica stucchevole. L'avversione a Claudio Lotito non è il "capriccio di pochi" o una massa plagiata da qualche capo curva, come la società e i suoi difensori vorrebbero far credere per sminuirci. È la reazione logica e condivisa di un intero popolo stanco di essere etichettato come "delinquente" o trattato come un "cliente" senza diritto di replica da chi, per anni, ha calpestato la nostra dignità.

    Gli "Stati Generali" del 30 marzo: L'ennesimo palcoscenico per un imbonitore egocentrico. Dopo aver bloccato in Parlamento la legge sui tifosi nel capitale sociale, pensare che voglia "ascoltare" la piazza è un insulto. Sono solo altre supercazzole per prendere tempo.

In conclusione: La mediocrità che vediamo in campo è il riflesso esatto di una gestione provinciale, miope e arrogante. Chi ha trasformato la Lazio in un bene personale, ignorando l'anima della gente, non può oggi chiedere "responsabilità" a chi ha già dato tutto.

La dignità non ha prezzo. Il tempo delle deleghe in bianco è finito.

Offline Boksic

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #337 : Martedì 24 Febbraio 2026, 19:55:53 »
Prendere in considerazione le istanze degli spettatori sarebbe la fine della Lazio.
Sarrismo = romanismo

Offline Fabio

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #338 : Martedì 24 Febbraio 2026, 20:44:15 »
Prendere in considerazione le istanze degli spettatori sarebbe la fine della Lazio.
Affermare che ascoltare i tifosi porterebbe alla "fine della Lazio" è la confessione definitiva di un delirio di onnipotenza: significa ammettere che questa società può sopravvivere solo calpestando chi la ama. Dopo anni di prese in giro, il "padre padrone" che dichiara la Lazio sua proprietà privata dimostra solo di avere il terrore della realtà, perché una gestione che vede nel proprio popolo un pericolo è una gestione già fallita nell'anima.

Offline teodoro

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #339 : Martedì 24 Febbraio 2026, 20:56:41 »
Affermare che ascoltare i tifosi porterebbe alla "fine della Lazio" è la confessione definitiva di un delirio di onnipotenza: significa ammettere che questa società può sopravvivere solo calpestando chi la ama. Dopo anni di prese in giro, il "padre padrone" che dichiara la Lazio sua proprietà privata dimostra solo di avere il terrore della realtà, perché una gestione che vede nel proprio popolo un pericolo è una gestione già fallita nell'anima.
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Solo APPLAUSI, Grazie per le considerazioni sacrosante