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La contestazione va avanti navigando a vista. Ma che effetti produce, secondo voi?

Fa capire a Lotito che è arrivato a un punto di non ritorno, qualunque cosa accada
17 (15.5%)
Se Lotito venderà sarà merito della contestazione
2 (1.8%)
Qualunque sia l'effetto è necessario andare avanti a oltranza
10 (9.1%)
Secondo me si rischia di danneggiare la squadra
16 (14.5%)
La squadra deve sostenere la contestazione, inutile fare finta di niente
1 (0.9%)
Spero che non produca effetti negativi che peggiorino la situazione economica
9 (8.2%)
La contestazione è inutile, mi distrae dalla mia Lazio
2 (1.8%)
Non sono d'accordo con la contestazione, Lotito è il mio presidente
2 (1.8%)
La contestazione è pilotata e strumentale, io non mi fido
11 (10%)
Dietro alla contestazione c'è qualcuno che gioca sporco per prendersi la Lazio
4 (3.6%)
La Lazio passerà di mano quando sarà ora, la contestazione è irrilevante
19 (17.3%)
Lotito è refrattario a ogni pressione, non cederà
15 (13.6%)
Altro, specificare
2 (1.8%)

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Autore Topic: Effetti della contestazione  (Letto 86500 volte)

Matthew Le Tissier e 4 Visitatori stanno visualizzando questo topic.

Online Boksic

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2920 : Martedì 15 Settembre 2026, 20:39:59 »
Masi l'ha tirato dentro Lotito, perché tutto nasce da una denuncia di Lotito nei confronti di Masi, Bisignani, e Maiolini.

Masi ha contro querelato.

Lotito non ha ancora il seggio nella prossima legislatura, quindi l'immunità potrebbe non essere tutto questo scudo.

Insisto: ha querelato la DDA?
Chi danneggia la Lazio o invita a farlo è un infame romanista fracico.

Offline Panzabianca

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2921 : Martedì 15 Settembre 2026, 20:44:51 »
Cmq, nell'intervista al Tg1, addirittura davanti ad una bellissima maglia della Lazio autografata, Bisignani è apparso molto sereno, anzi, alla faccenda che ha commentato quasi fosse uno scherzo, ha opposto l'unica leva di una triplice Lazialità: quella sua, di suo padre e di suo figlio.

Vediamo come proseguisce...
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El Pueblo unido jamás será Lotido

Gens una sumus

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2922 : Martedì 15 Settembre 2026, 20:52:40 »
È un fregnacciaro. Ma il popolo, purtroppo, è cojone.
Chi danneggia la Lazio o invita a farlo è un infame romanista fracico.

Offline Fabio

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2923 : Martedì 15 Settembre 2026, 21:01:33 »
È un fregnacciaro. Ma il popolo, purtroppo, è cojone.
certo a furia de sta dietro al gestore che pretendi

Offline Panzabianca

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2924 : Martedì 15 Settembre 2026, 21:11:51 »
È un fregnacciaro. Ma il popolo, purtroppo, è cojone.

Non credo che al momento vi siano gli estremi per affermarlo.

Vediamo.
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Offline Gordon

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2925 : Martedì 15 Settembre 2026, 21:23:02 »

Lotito non ha ancora il seggio nella prossima legislatura, quindi l'immunità potrebbe non essere tutto questo scudo.

Non credo che avrà grosse difficoltà a farsene dare uno 'blindato' a Reggio....
'Egoarca - indica una persona egoista e superba che, mossa da un amore smisurato per se stessa, pretende di imporre la propria autorità, le proprie regole e la propria morale sugli altri'

Offline disabitato

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2926 : Martedì 15 Settembre 2026, 21:58:32 »
Insisto: ha querelato la DDA?
Ha querelato Lotito che lo ha denunciato, presso la procura della Repubblica, per aggiotaggio e tentata estorsione.
Così almeno leggo in rete.
DISCLAIMER: durante la scrittura di questo post non è stata offesa, ferita o maltrattata nessuna categoria di utenti o nessun utente in particolare. Ogni giudizio su persone, cose o utenti rimane nella mente dello scrivente e per questo non perseguibile.

Offline borgorosso

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2927 : Martedì 15 Settembre 2026, 22:10:13 »
considero la protesta di una parte della tifoseria laziale semplicemente ridicola.

Non ce ne frega un cazzo

Offline disabitato

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2928 : Martedì 15 Settembre 2026, 22:32:54 »
Comunque io preparo i pop corn.
DISCLAIMER: durante la scrittura di questo post non è stata offesa, ferita o maltrattata nessuna categoria di utenti o nessun utente in particolare. Ogni giudizio su persone, cose o utenti rimane nella mente dello scrivente e per questo non perseguibile.

Offline Panzabianca

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2929 : Martedì 15 Settembre 2026, 22:41:57 »
Si, momento interessante.

Domanda: su queste basi il riavvicinamento o l'apertura di un tavolo di confronto Lotito-Tifosi sarà possibile?
Perché è chiaro che, al di là delle ipotesi di reato (qualora ve ne fossero) e i vari avvoltoi che ci azzupperanno er pane, il tifoso della Lazio medio avverte sta faccenda come l'ennesimo affronto da parte di un individuo che non sembra mostrarsi incline ad alcuna conciliazione (pure finta).

O no?
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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2930 : Mercoledì 16 Settembre 2026, 00:07:13 »
Vedo un po' ovunque che sono scattati i classici meccanismi di negazione, senza i quali si dovrebbe ammettere a se stessi "si, dando e anche una minima credibilità a Bisignani e tutto il circo ho dimostrato definitivamente di essere un coglione".
Chi danneggia la Lazio o invita a farlo è un infame romanista fracico.

Offline borgorosso

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2931 : Mercoledì 16 Settembre 2026, 07:20:40 »
Per negare occorre che ci siano dei fatti.
A tuo parere Bisignani & co stanno operando per deprimere il titolo?

Offline Matita

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2932 : Mercoledì 16 Settembre 2026, 07:42:31 »
Il 31 maggio 2026, infatti, compariva un articolo dal titolo "Stadio senza tifosi, Lotito come Nerone? Se il mondo Lazio brucia" nel corpo del quale, dopo aver riportato la falsa notizia relativa all'esistenza di una fantomatica offerta di acquisto della società Lazio - si legge nell'atto - da parte della banca d'affario JP Morgan per la cifra di 450 milioni di euro, veniva rivolto a Claudio Lotito il consiglio di avvalersi di figure della finanza tra i quali Masi e Maiolini della Banca del Fucino quali referenti per l'avvio di un nuovo corso nella gestione della società calcistica».



Almeno su sta cazzata ci si può mettere la ceralacca.


PS. Indagine partita nel 2024.

Offline Il lodolaio

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2933 : Mercoledì 16 Settembre 2026, 08:05:25 »
Molto rumore per nulla, una tempesta in un bicchier d'acqua, questo sembra.
L'inchiesta è partita da denunce di Lotito, è in corso, seguiremo gli sviluppi.
Masi ha denunciato, ieri sera Bisignani, al Tg1 di TeleMeloni (altro particolare da considerare) se la rideva.
Da quel che si legge, dovrebbe finire con l'archiviazione o con prescrizione o assoluzione, considerando la vicenda Irriducibili.
Ripeto: vedremo.
Detto questo, cambierà qualcosa ?
I tifosi torneranno allo stadio ? Credo di no.
Ci sarà, a gennaio, una campagna acquisti da 100mln ? Credo di no.

Il livello di scontro nel centrodestra, a ridosso delle elezioni, è salito.
L'edizione romana di Repubblica dedica vari articoli alla vicenda, in uno fa notare il silenzio del centrodestra, nessuna parola di solidarietà.

Oggi non vola una mosca. Se ne sono accorti i 5S, che ieri da brava forza di opposizione ne hanno approfittato per affondare il colpo in contropiede: «Fa impressione il silenzio dell'intero centrodestra rispetto a un proprio esponente che sarebbe vittima di una macchinazione pesantissima». (da Rep. odierna)

Popcorn.
"A noi la qualità cià rotto il cazzo.
VIVA LA MERDA!"

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2934 : Mercoledì 16 Settembre 2026, 08:11:21 »
Non ce ne frega un cazzo
Nervosetto?  :o
"si, dando e anche una minima credibilità a Bisignani e tutto il circo ho dimostrato definitivamente di essere un coglione".
Dal FASCIO allo SFASCIO
A me Lotito sta sul cazzo, ma ancora di più quelli che abbandonano la Lazio, pure nel derby

Offline Il lodolaio

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2935 : Mercoledì 16 Settembre 2026, 08:13:09 »
Perché questa battaglia si gioca solo a destra. Quella neofascista del tifo organizzato, con cui il senatore- patron ha rotto da tempo. Poi c'è la destra istituzionale di cui fa parte il forzista Lotito. Più di 24 anni fa contribuì a portarlo alla guida della società biancoceleste. Oggi sembra aver cambiato campo. La svolta, secondo i ben informati, sarebbe arrivata a marzo, quando Lotito si sarebbe mosso per raccogliere le firme necessarie a rimuovere Maurizio Gasparri da capogruppo di Forza Italia in Senato. Pochi mesi dopo è arrivato il gesto che ha reso visibile la frattura. Il 2 luglio Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio di centrodestra, è sceso a sorpresa in piazza a Roma accanto ai tifosi che chiedevano l'allontanamento di Lotito: «Come governatore sto ascoltando la sofferenza dei tifosi. Non sta a me prendere decisioni, ma sta a me essere qui ad ascoltare la sofferenza della gente. Questo disagio non può restare inascoltato». Non è la presenza di un semplice tifoso. Rocca è il presidente della Regione, l'ente con cui Lotito ha costruito negli anni una parte del suo impero imprenditoriale, tra appalti milionari nel settore delle pulizie e della sicurezza. Solo due anni fa, in occasione della Supercoppa di Riyad, proprio la Regione aveva stanziato 300mila euro, attraverso un emendamento, per inserire il proprio logo sulle maglie della Lazio. Due anni dopo quel rapporto non c'è più. Poi ci sono gli altri segnali. Gli attacchi del faccendiere Luigi Bisignani, per esempio, sono arrivati dalle colonne de Il Tempo, il quotidiano del gruppo Angelucci. Antonio Angelucci, deputato leghista e collega di Lotito in Parlamento, è uno degli uomini più importanti del centrodestra romano.

(Marco Carta, Repubblica)
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Offline Gordon

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2936 : Mercoledì 16 Settembre 2026, 08:15:52 »
Perché questa battaglia si gioca solo a destra. Quella neofascista del tifo organizzato, con cui il senatore- patron ha rotto da tempo. Poi c'è la destra istituzionale di cui fa parte il forzista Lotito. Più di 24 anni fa contribuì a portarlo alla guida della società biancoceleste. Oggi sembra aver cambiato campo. La svolta, secondo i ben informati, sarebbe arrivata a marzo, quando Lotito si sarebbe mosso per raccogliere le firme necessarie a rimuovere Maurizio Gasparri da capogruppo di Forza Italia in Senato. Pochi mesi dopo è arrivato il gesto che ha reso visibile la frattura. Il 2 luglio Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio di centrodestra, è sceso a sorpresa in piazza a Roma accanto ai tifosi che chiedevano l'allontanamento di Lotito: «Come governatore sto ascoltando la sofferenza dei tifosi. Non sta a me prendere decisioni, ma sta a me essere qui ad ascoltare la sofferenza della gente. Questo disagio non può restare inascoltato». Non è la presenza di un semplice tifoso. Rocca è il presidente della Regione, l'ente con cui Lotito ha costruito negli anni una parte del suo impero imprenditoriale, tra appalti milionari nel settore delle pulizie e della sicurezza. Solo due anni fa, in occasione della Supercoppa di Riyad, proprio la Regione aveva stanziato 300mila euro, attraverso un emendamento, per inserire il proprio logo sulle maglie della Lazio. Due anni dopo quel rapporto non c'è più. Poi ci sono gli altri segnali. Gli attacchi del faccendiere Luigi Bisignani, per esempio, sono arrivati dalle colonne de Il Tempo, il quotidiano del gruppo Angelucci. Antonio Angelucci, deputato leghista e collega di Lotito in Parlamento, è uno degli uomini più importanti del centrodestra romano.

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e come ho sempre sostenuto la Lazio è solo un mezzo per attaccare lotito, è solo una faida all'interno di quella coalizione di merda
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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2937 : Mercoledì 16 Settembre 2026, 08:17:15 »
Lazio, l’inchiesta: cosa sta succedendo, la scelta di Lotito e gli effetti causati

C’è la protesta. Quella visibile, rumorosa, persino feroce. Quella raccontata per mesi attraverso striscioni, social, cori, prese di posizione e contestazioni. E poi c’è un’altra storia, molto più delicata, che adesso cammina nelle stanze della Procura. Un’indagine che ha colto di sorpresa il mondo Lazio e che prende le mosse dalle denunce presentate da Claudio Lotito, convinto dell’esistenza di un disegno più ampio dietro alcune delle iniziative e delle informazioni circolate negli ultimi mesi.

Una prospettazione sulla quale gli inquirenti stanno svolgendo accertamenti e che, proprio per questo, non può essere trasformata oggi in una verità giudiziaria. Le ipotesi restano ipotesi. Gli elementi investigativi dovranno trovare riscontro. Le eventuali responsabilità dovranno essere dimostrate. È importante comprendere esattamente questo passaggio.

Un decreto di perquisizione e sequestro appartiene alla fase delle indagini preliminari: fotografa ipotesi accusatorie, esigenze investigative e gli elementi raccolti fino a quel momento. Non certifica responsabilità penali e non rappresenta una sentenza. L’attività disposta serve proprio a cercare ulteriori riscontri, acquisendo elementi che possano confermare oppure smentire la ricostruzione investigativa. È una distinzione giuridica, prima ancora che giornalistica, fondamentale per comprendere ciò che sta accadendo. Ma è proprio qui che la vicenda diventa ancora più complessa.

Perché esiste un rischio che non può essere ignorato: confondere ciò che eventualmente appartiene al dolo con ciò che appartiene invece alla critica, al dissenso e soprattutto a un malessere popolare ormai gigantesco. Se qualcuno ha commesso reati sarà la magistratura ad accertarlo e ciascuno risponderà esclusivamente delle proprie condotte. Ma esiste contemporaneamente una moltitudine di laziali che non appartiene ad alcun disegno, non conosce strategie occulte e semplicemente non ne può più. Un popolo che a luglio è sceso in piazza in oltre trentamila. Un popolo che ha scelto persino di non abbonarsi, autoinfliggendosi forse la negazione più dolorosa per un tifoso: rinunciare alla propria casa, alla propria curva, alla propria domenica, pur di gridare il bisogno di immaginare un domani diverso e più ambizioso.


(segue)
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Offline Gordon

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2938 : Mercoledì 16 Settembre 2026, 08:19:41 »
È questo il cortocircuito che rischia adesso di diventare enorme. Perché quel popolo sente il pugno e non la mano tesa del proprio club. Ed è lo stesso popolo che squadra e direttore sportivo hanno chiamato a gran voce, chiedendo vicinanza, sostegno, appartenenza.

Proprio loro, oggi, rischiano di ritrovarsi nel punto più stretto della morsa. La squadra, l’allenatore, il direttore sportivo e gli altri comparti del club si trovano davanti agli effetti di una vicenda giudiziaria che inevitabilmente finirà per riversarsi anche sull’ambiente sportivo.

Una situazione che ha spiazzato Formello e che rischia di rendere ancora più complicato ricucire un rapporto già fragilissimo con la gente laziale. Qui, però, occorre un’altra distinzione. La genesi dell’iniziativa giudiziaria descritta negli atti è riconducibile alle denunce di Claudio Lotito. Non sarebbe corretto attribuire automaticamente questa scelta alla squadra, all’allenatore, al direttore sportivo o indistintamente agli altri dirigenti del club. Il materiale disponibile consente di raccontare l’iniziativa del presidente; non consente di attribuire agli altri comparti societari la medesima volontà.

Ed è probabilmente questo uno degli aspetti più dirompenti sul piano ambientale: mentre il campo prova a richiamare i tifosi, fuori dal campo il rapporto tra proprietà e una parte enorme della tifoseria entra nella sua fase forse più dura. Dentro l’inchiesta esiste poi un capitolo particolarmente sensibile: le notizie circolate sulla possibile vendita della Lazio e sull’interessamento di presunti investitori stranieri. Un terreno delicatissimo anche perché la S.S. Lazio è una società quotata in Borsa.

L’attività investigativa punta a ricostruire origine, circolazione e fondatezza di determinate informazioni e i rapporti intercorsi fra alcuni soggetti coinvolti. L’ipotesi sulla quale si lavora riguarda la possibile diffusione di informazioni ritenute false e potenzialmente idonee a incidere sul prezzo del titolo. Ma, ancora una volta, un’ipotesi investigativa non equivale alla dimostrazione di un reato. Ed è proprio la ricerca di comunicazioni, documenti e dati a dover consentire agli inquirenti di verificare se quella ricostruzione trovi riscontri concreti.

 (segue)
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Offline Gordon

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Re:Effetti della contestazione
« Risposta #2939 : Mercoledì 16 Settembre 2026, 08:21:10 »
Tutto legittimo sul piano investigativo. Tutto valutabile sul piano accusatorio, purché alla fine corroborato da elementi probatori reali e non trasformando semplici indizi in sentenze anticipate. Se esistono condotte penalmente rilevanti, dovranno essere individuate e perseguite. Senza sconti. Ma separandole chirurgicamente da tutto il resto. Contestare Lotito non significa partecipare a un complotto.

Desiderare la cessione della Lazio non significa manipolare il mercato. Manifestare, non abbonarsi, criticare una gestione o chiedere un altro futuro appartiene al terreno del dissenso e della libertà del tifoso, finché naturalmente tutto questo rimane dentro i confini della legge. Ed è qui che Claudio Lotito si assume anche una responsabilità che non è giudiziaria, ma politica e gestionale nei confronti del proprio mondo. Ha scelto di affidare al diritto la risposta a condotte che ritiene abbiano oltrepassato quel confine. È suo pieno diritto farlo. Ma dovrà essere altrettanto netto il confine tra i singoli fatti oggetto degli accertamenti e la protesta di un’intera tifoseria.

Perché sovrapporre i due piani produrrebbe un effetto devastante: trasformare un conflitto tra presidente e una parte della sua gente in un muro contro muro dal quale rischierebbero di uscire sconfitti soprattutto coloro che quel muro non lo hanno costruito. La squadra, innanzitutto. L’allenatore. Il direttore sportivo.

Chi ogni giorno lavora a Formello e poi deve presentarsi davanti a uno stadio che avrebbe bisogno di ritrovare. Sono loro che rischiano adesso di rimanere senza ossigeno, schiacciati tra una proprietà che ha scelto la strada più dura sul piano giudiziario e una tifoseria che potrebbe percepirla come l’ennesima distanza scavata nei suoi confronti. Una morsa che può stringersi ancora. Perché il calcio non vive soltanto di diritto, bilanci e responsabilità individuali. Vive di appartenenza.

Di riconoscimento. Di gente. L’epilogo giudiziario è ormai nelle mani degli inquirenti. Quello sportivo e sentimentale continua invece a consumarsi ogni domenica. E nessuno dovrebbe confondere i due terreni. Perché al di là delle carte, delle indagini e delle eventuali responsabilità individuali, resta qualcosa che nessuna Procura potrà ricomporre: il rapporto tra Claudio Lotito e una parte enorme del popolo laziale appare morto e sepolto.

Non è più una contestazione occasionale. È diventata una separazione emotiva. Una distanza sedimentata negli anni e ormai arrivata al punto in cui persino lo stadio, il luogo nel quale ogni distanza dovrebbe annullarsi, è diventato lo strumento attraverso il quale manifestarla. La magistratura stabilirà se dietro alcuni episodi ci fosse davvero qualcosa di diverso dalla protesta. È giusto che lo faccia. Ma sarebbe altrettanto pericoloso leggere attraverso la lente dell’inchiesta l’urlo di un intero popolo. Perché quell’urlo non nasce in una chat, non nasce da un articolo e non nasce da una strategia. Nasce da anni di incomunicabilità, dalla sensazione di non essere ascoltati, dal desiderio di riconoscersi nuovamente nella propria Lazio.

E allora rimane l’immagine più amara: una squadra che chiama il proprio popolo e un popolo che ama quella squadra al punto da scegliere di starle lontano. Separati in casa. Con squadra, allenatore e dirigenti stretti nel mezzo di una battaglia che rischia di togliere loro persino il respiro. E con la Lazio, ancora una volta, terribilmente sola.
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