Autore Topic: Milan, che occasione buttata: segna Isaksen e vince la Lazio. Allegri a -8  (Letto 14 volte)

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Dopo aver vinto il derby, il Diavolo non riesce ad approfittare del mezzo passo falso dei nerazzurri, che scappano di nuovo

“E il resto è silenzio”, dice nell’ultima scena Amleto, danese come Isaksen. Il Milan perde a Roma con la Lazio e, a 9 giornate dalla fine, si ritrova a -8 dall’Inter. Doveva essere l’inizio del grande duello alla milanese, è diventata la domenica che zittisce i discorsi scudetto. Se Chivu allunga nel weekend in cui è sembrato nervoso e in difficoltà come mai, che cosa gli potrà succedere? Lazio-Milan è finita 1-0, gol di Gustav Isaksen al minuto 26 su gentile omaggio di Estupinan, decisivo come nel derby ma in senso opposto. Rapido accenno ai rimpianti: il Milan ha regalato il primo tempo e ha avuto pochissimo da Jashari, la grande scelta di formazione, e da Leao, uscito in polemica con compagni (Pulisic) e allenatore (Allegri).

IL GOL DI ISAKSEN - Rivediamolo, il gol. La Lazio sta giocando meglio del Milan, quando Marusic calcia lungo dalla difesa per Isaksen. Un lancio speranzoso, più che ambizioso: uno come tanti. Estupinan però legge male la traiettoria, mette male il corpo e la testa, insomma arriva tardi. Isaksen allora è bravo a portarsi avanti la palla con la testa e infilare Maignan con il mancino.

LA PARTITA - Oltre il gol, c’è molto. Il primo tempo è stato più brillante del previsto, con occasioni di qua e di là. Minuto 10: salvataggio di Provstgaard su Pavlovic, che però era in fuorigioco. Sarebbe stato annullato da Lissone. Minuto 23: cross di Saelemaekers e quasi-gol di testa di Estupinan, molto bravo ad anticipare Isaksen. Minuto 25: brutta palla persa di De Winter e clamorosa traversa mancina di Taylor, tra i migliori del primo tempo. Minuto 36: contropiede di Maldini, bravo a mettersi in tasca De Winter ma troppo tenero nel tiro verso Maignan. In mezzo, ovviamente, il gol. Allegri, a quel punto, ha provato a cambiare. Dopo l’intervallo ha allargato Pulisic per un Milan da 4-3-3 e il tridente ha dato subito due colpi: tiro pericoloso di Pulisic parato da Motta e colpo di testa centrale di Fofana. A quel punto, voi direte, c’è una sola cosa da fare: dentro le punte. Macché, Max prima ha cambiato i terzini - Athekame e Bartesaghi per Tomori ed Estupinan – e a 25 minuti dalla fine si è giocato Füllkrug e Nkunku togliendo Fofana e Leao, che non l’ha presa bene: si è arrabbiato con Pulisic, che poco prima non gli aveva dato un pallone davanti alla porta, e con Allegri che lo ha sostituito. A questo punto, per il Milan, era assediare – e almeno pareggiare – o salutare il campionato. Athekame a un quarto d’ora dalla fine ha segnato un gran gol in girata ma proprio lui, poco prima, aveva controllato di mano: annullato. Edoardo Motta, con i suoi 21 anni, è uscito bene su Pavlovic, è stato salvato da Gila su un cross forte di Nkunku e ha visto un destro di Modric passargli sopra la traversa. Jashari, nel recupero, ha calciato due volte, una fuori e una centrale.

BILANCIO LAZIO - Oltre la cronaca, qualche pensiero. La Lazio non ha giocato come una squadra decima a marzo: aveva voglia, non rassegnazione. I tifosi, nel mezzo del periodo di protesta contro Lotito, sono tornati in massa allo stadio – solo per questa volta… - e hanno portato coreografia e voce delle grandi occasioni. Sarri prima dell’inizio è andato sotto la curva ad applaudire e la squadra, contagiata, ha ringraziato con la prestazione. Tanti giocatori sono stati positivi, qualcuno più di altri. Isaksen per Estupinan è stato un Sudoku livello “Everest”: irrisolvibile. Zaccagni ha mostrato momenti dei suoi, Taylor ha fatto molto bene, addirittura Nuno Tavares e Dele-Bashiru si sono fatti applaudire… e a vedere la loro stagione, chi l’avrebbe detto? Il finale, con rischi visibili ma contenuti, è stato un inno alla difesa. Sarri è stato espulso oltre il 90’ ma tornando in spogliatoio non poteva non essere soddisfatto.

BILANCIO MILAN - Allegri invece si ritrova con una scatola piena di pensieri da mettere sul treno per Milano. Ancora una volta, ha giocato un primo tempo sotto il suo livello. Il secondo, buono, aumenta i rimpianti. Ancora una volta, ha perso senza Rabiot, che era squalificato. Ancora una volta, ha avuto poco da alcuni uomini chiave, Jashari e Leao su tutti ma in fondo anche Saelemaekers, Füllkrug, ovviamente Estupinan, rapidamente uscito dalla luna di miele con i tifosi. Il migliore? Probabilmente Athekame, un terzino. Sembra la metafora della stagione: la squadra c’è, ha certamente un’anima, ma troppe volte manca di soluzioni offensive. I pensieri di mercato per l’estate devono cominciare da qui.

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