La meraviglia di fine estate è questa Lazio in testa alla classifica della Serie A a punteggio pieno con l'Inter e la Roma dopo tre giornate, tre vittorie e tre gol di Davide Frattesi, l'uomo simbolo di una squadra che ringhia come il suo allenatore. È Rino Gattuso il vero demiurgo di una partenza a razzo, tanto straordinaria quanto incredibile, considerate le premesse, i ristrettissimi margini di manovra sul mercato, l'insanabile frattura fra Lotito e i tifosi, più che mai dodicesimo uomo biancoceleste. "A tua difesa finché il cuor mi batte", recitava lo striscione inalberato nello stadio dai quasi tremila piombati in Friuli per onorare l'impegno di non lasciare mai sola la squadra in trasferta, a Udine, come già a Bologna. Incassato il gol di Karlström all'inizio della ripresa, la Lazio non si è né disunita né demoralizzata. Tutt'altro. Ha progressivamente preso campo all'Udinese che si è confermata squadra solida e tatticamente ben disposta, costretta tuttavia ad arrendersi al superiore ritmo biancoceleste e all'organizzazione di gioco degli avversari. Frattesi, Gudmundsson (appena arrivato e subito a segno nella sera del debutto dopo essere entrato in campo a dieci minuti dalla fine), Doekhi (da manuale l'assist per l'islandese): ecco la chiave di volta della rimonta, con la regia di Zaccagni, il supporto di Belahyane e Taylor, per non dire di Tavares lungo la fascia di pertinenza. La citazione più elogiativa deve essere riservata al Ragazzo Lazio che ha messo piede a Formello per raccogliere la sfida lanciata prima di tutto a se stesso. È Frattesi il vero centravanti di Gattuso, micidiale negli inserimenti offensivi, onnipresente a fare diga a centrocampo e a ribaltare l'azione. A Udine, la Serie A ha rivisto il Davidei dei tempi belli, il giocatore che sa farsi Golia, Il cannoniere dell'Italia di Spalletti, il tuttocampista che può giocare da 8, da 9 e anche da 10 quando è in stato di grazia, come nello sfolgorante avvio di stagione. Questa Lazio non è soltanto la grinta e la determinazione che Gattuso le ha trasmesso, una trasfusione di linfa vitale e di energia che sta letteralmente trasformando i biancocelesti rispetto alle ambasce dell'ultima stagione. La squadra rimirata nel secondo tempo friulano è un gruppo compatto di giocatori sempre più convinti di quanto sia possibile spostare più in là i propri limiti proprio perché, prima del via, nessuno avrebbe mai immaginato ciò che è sotto gli occhi di tutti. Il merito assoluto è di Gattuso, il signore che ha detto una volta a Lotito :"Meno parla e meglio è". Rino il Pragmatico che ha accettato una missione apparentemente impossibile. Invece, partita dopo partita, ci sta dicendo tutto dell'uomo e dell'allenatore. Con un popolo alle sue spalle: si goda questi momenti di gioia pura