Mi ricordavo di un libro " l'uomo che sussurrava ai potenti" in cui lui era l'uomo. Narrava la storia di questo Luigi Bisignani, denominato faccendiere che era addentro a tutti gli eventi più torbidi della politica italiana degli ultimi 50 anni. Ieri quando ho letto l'articolo sul Tempo ho letto l'autore ma non pensavo fosse lui.
Ed invece è proprio lui.
Quando parla questo, può accadere casualmente di svegliarsi la mattina e di ritrovarsi una testa di cavallo a fianco nel letto.
Qui un vecchio articolo del 2011 dell'espresso in cui veniva fatto un quadro di chi è Luigi Bisignani e la sua storia.
Questa mattina Luigi Bisignani è stato posto agli arresti domiciliari su richiesta dei pm di Napoli Francesco Curcio e Henry John Woodcock. Di Luigi Bisignani si sa che ha fatto il giornalista all’ANSA, che era iscritto alla P2 e che durante Tangentopoli fu condannato a tre anni e quattro mesi nel processo per la tangente Enimont. Oggi è dirigente del gruppo Ilte Pagine Gialle, ma sul suo conto circolano da anni molte voci e racconti – anche molto accreditate, ma che tali rimangono – che lo vogliono addirittura “uno degli uomini più potenti d’Italia”, influente lobbista e faccendiere dalla rete relazionale infinita.
Stando a quanto scrive il Corriere della Sera, Bisignani sarebbe stato arrestato per “ricatti, corruzione e concussione”. Insieme a lui sono stati chiesti gli arresti domiciliari anche per il senatore del PdL Alfonso Papa. L’inchiesta è quella denominata poco originalmente “P4”. Fiorenza Sarzanini sul Corriere scrive che i pm stanno indagando su “un sistema informativo parallelo, quella che per i magistrati potrebbe essere una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla gestione di notizie riservate, appalti e nomine, in un misto, secondo l’accusa, di dossier e ricatti, anche attraverso interferenze su organi costituzionali”.
Circolano molti ritratti di Luigi Bisignani, tutti caratterizzati in misure diverse dalla stessa scarsa chiarezza e precisione di fatti e informazioni. Di seguito quello pubblicato lo scorso marzo dall’Espresso, di Emanuele Fittipaldi, e quello realizzato dalla redazione dell’Infedele.
Nel centro di Roma c’è un taxi che è sempre occupato, e che non prende mai chiamate. Inutile alzare la mano o fare un fischio se qualcuno lo incontra tra i vicoli dietro piazza di Spagna o davanti a Palazzo Chigi: il taxi inevitabilmente tira dritto per la sua strada. Perché da anni il conducente, Paolo, ha un unico affezionato cliente, un imprenditore che ha trasformato la macchina in una specie di ufficio mobile, con palmari, computer e attrezzature tecnologiche sparpagliate sui sedili. Il passeggero indossa sempre un vestito blu (sartoria napoletana) una camicia bianca e una cravatta blu, e si chiama Luigi Bisignani. Per gli amici, semplicemente Gigi. Chi è? “Come chi è? Oggi è l’uomo più potente in circolazione. Più potente di me”, ha detto Silvio Berlusconi a un fedele collaboratore che gli chiedeva informazioni sull’individuo che usciva da quel taxi bianco.
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