I bambini della Lazio di ora siamo noi nell'80. Solo che noi frinteggiavamo dei tifosi o pseudo-tali forti della riomma più forte di tutti i tempi.
Se ce l'abbiamo fatta noi...
La prima volta allo stadio non guardi quello che c'è in campo. Sei solo preso da quello che vedi intorno e basta.
Quando i miei genitori mi portarono la prima volta allo stadio, in campo c'erano tre o quattro esordienti Primavera (Zaccagna, Falessi, Perna, Cirillo mi pare) e tutti gli altri pronti per la messa in mora l'indomani. Era già stata fissata pure l'udienza dal tribuunale fallimentare. Sul campo, bisognava vincere per allontanare la C e fini 0 a 0. Partita senza tiri in porta. In porta avevamo il portiere di riserva, il titolare era stato cacciato perché aveva sputato sulla maglia giusto qualche settimana prima. Il centrocampista titolare era su tutti i giornali per aver combinato cinque partite della Lazio. I potenziali acquirenti, quelli più applauditi nelle ventiquattrore televisive "salva Lazio" (...) di quei giorni, si
erano presentati a Tor di Quinto con un assegno postadato per pagare in nero i calciatori e rabbonirli (offerta respinta, un famoso procuratore consigliò D'Amico e gli altri di non fare fesserie e glielo fece restituire), gli acquirenti più credibili (i piemontesi e l'andreottiano romanista) presi a sputi e parolacce.
Io, neanche adolescente, non ero minimamente toccato da tutto questo. Le bandiere, i cori, la maestosità dello stadio dove ero entrato per la prima volta, l'immenso prato verde, le maglie biancocelesti.
Al termine della partita, la C era un po' più vicina, ma io non vedevo l'ora di tornarci per la prossima. Mentre intorno la gente inveiva e si rammaricava.
Da quel giorno non ho mai abbandonato la Lazio, mi sono abbonato ogni anno, l'ho fatto quest'anno e lo farò il prossimo.
Un bambino ieri sera porterà con sé come ricordo solo una cosa, e mi ferisce scriverlo. Porterà con sé cori e colori dello spicchio di stadio dove erano i tifosi del Mantova. Ma chi ce lo ha portato gli avrà detto che la prossima volta, una prossima volta, non uno spicchio solo sarà colorato. Ma l'intero stadio, e di biancoceleste. E i bambini di ieri sera torneranno a sognare.
Non sono un problema per la Lazio i bambini di Lazio-Mantova. Su quelli ci può contare.
Il problema sono i bambini che non c'erano, quelli che andranno a vedere la Lazio solo se la Lazio se lo merita. E che sospenderanno il rapporto ogni volta che il prodotto non sarà all'altezza.
Vedremo, io ringrazio mamma e papà che mi hanno portato per la prima volta allo stadio nella partita giusta.
(vabbè, lo ammetto... Barbas e Pasculli avevano evitato lo scempio appena tre settimane prima in quello stesso luogo e quindi ero di buon umore...

)