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Davide Frattesi ha parlato a Formello, in conferenza stampa di presentazione, accanto al ds Fabiani e agli altri nuovi acquisti della Lazio, ripercorriamo quanto ha detto ai giornalisti.Le parole di Frattesi nella conferenza stampa di presentazione
“Io ho iniziato da raccattapalle sotto la Sud ed ero vicino a Scamacca, il 26 maggio. L’ho preso in giro. Mio padre è laziale, mi portava allo stadio. Sono stato diverse volte allo stadio. Col mister c’è stato un rapporto iniziato tempo fa in Nazionale, poi si sono create delle dinamiche e non ci ho pensato tanto, avevo bisogno di un progetto così. Sono sicuro della scelta, sono arrivato con tanto entusiasmo e aspettative. Arrivato ho trovato un gruppo importante, un centro sportivo dove si può lavorare bene”.
“La Lazio mi può dare tanto, perché è una società importante, bisogna ambire al massimo. Personalmente dopo l’ultimo anno difficile per me, credo sia il posto giusto per rilanciarmi e cercare di alzare un po’ l’asticella puntando traguardi importanti”.
Frattesi sulla rottura con l’Inter
“Di base ci sono calciatori forti a centrocampo, ad armi pari non è facilissimo. L’anno scorso venivo da un’operazione per ernia, la testa andava e le gambe no. Per rientrare prima mi sono stirato sull’adduttore, ho iniziato ad allenarmi bene a novembre e dicembre. Lì è tardi vista la concorrenza serrata. Difficile iniziare a dicembre, più che a inizio stagione. Penso di aver fatto infatti solo 3 gol in Coppa Italia”.
Frattesi sugli obiettivi personali“Voglio cercare di arrivare il più in alto possibile: il personale non è tanto importante, se si arriva 15esimi cambia poco il mio score. Vorrei arrivare più in alto possiible in classifica”.
“Per l’obiettivo è ancora presto, siamo ancora a settembre, se ne parlerà più avanti. Io ne posso studiare pure una, poi magari segno al 90′ e mi si chiude la tenda… Intanto speriamo di segnare”.
Frattesi su Gattuso e la mentalità biancoceleste“Il mister ha detto che mi veniva a prendere. Mi ha spiegato la situazione, io sono un po’ uno che cerca le cose “impossibili”. Mi ha parlato della situazione un po’ ammosciata qui, da riprendere. Io l’ho conosciuto pure come persona, a uno come il mister se c’è da dargli una mano bisogna farlo. Uno per cui si può andare in guerra”.
“Ho trovato un impianto molto bello, all’avanguardia. Addirittura c’è il dentista, cose che a Milano non c’erano. Ma non voglio fare il Messia. Sono le piccole cose da modificare, poi una al giorno e si migliora. Due-tre stupidaggini possono aiutarti comunque nella crescita”.
“Io vorrei essere un riferimento per i giovani più che altro, in poche settimane non si può diventare leader. C’è un capitano, il leader è lui”.
Frattesi sui tifosi che hanno inneggiato a lui“Di entusiasmo me ne aspettavo forse un po’ meno, ma magari hanno pensato alla bellezza del viaggio. Qualche amico mi ha massacrato, credo sia stata una bella cosa. Ho bisogno di risentirmi importante, a Bologna ero a pezzi con una sola settimana di allenamenti. L’entusiasmo non va spento, per me è fondamentale per giocare bene a calcio”.